Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La Tag: libri da leggere contiene 445 articoli

Libri

Il mistero della casa delle civette. Recensione

Max e Francesco Morini sono gli autori de “Il mistero della casa delle civette “, nuovo giallo pubblicato il 6 agosto per la Newton Compton editori. Il mistero della casa delle civette – Sinossi Come gli altri romanzi della serie, Il mistero della casa delle civette è ambientato a Roma. Siamo a Novembre, il clima uggioso si accorda perfettamente allo stato di malinconia in cui troviamo immerso il protagonista Ettore Misericordia. Per fortuna, un nuovo caso di omicidio lo spinge ad uscire dal torpore in cui è piombato: una anziana cartomante viene trovata morta nel suo appartamento nei pressi di Piazza Vittorio, pugnalata con un compasso. Per quanto questo particolare sembri apparentemente di poca importanza, Misericordia si rende subito conto del legame tra l’arma delitto e la simbologia massonica. Parte dunque l’indagine, che si rivelerà lunga e ingarbugliata. Nel corso delle ricerche, Misericordia si troverà a contatto con diverse figure: Greta Falconieri, l’anziana vicina di casa; il signor Chatelet, eccentrico proprietario di un negozio di abbigliamento e amico di lunga data della vittima; il mago Paradisi, un tempo famosissimo ed ora dimenticato da tutti. Sembrerebbe un delitto di facile risoluzione, molti indizi portano a galla storie di uomini famosi, sedute medianiche e richiami al periodo della seconda guerra mondiale coinvolgendo personaggi del calibro di Mussolini e il sensitivo Rol, ma del colpevole nemmeno l’ombra. Le indagini porteranno Misericordia e Fango a scavare sempre più a fondo, alla ricerca di luoghi magici e simbologie nascoste, fino ad arrivare alla soluzione finale. Il romanzo si configura come l’ultimo episodio, temporalmente parlando, della saga di cui sono protagonisti il ​​libraio-investigatore Ettore Misericordia e il suo fidato amico Fango. Autodidatta coltissimo e profondo conoscitore dei segreti di Roma, Misericordia ama sfruttare le sue conoscenze per risolvere intricati casi polizieschi. Il risultato è un romanzo brillante e scorrevole, in cui i colpi di scena si susseguono a ritmo serrato. A rendere godibile la lettura de “Il mistero della casa delle civette”, anche una scrittura briosa e scorrevole, caratterizzante di tutti i personaggi. Ogni figura che si incontra nella lettura è abilmente accessibile attraverso piccoli vezzi e manie, che li rendono facilmente riconoscibili e memorabili; ciò non vuol dire, certamente, che si tratti di personaggi stereotipati o “macchiettistici”, anzi la loro caratterizzazione li rende, da un lato, simpatici al lettore, dall’altro permettono di trattare con delicatezza temi difficili come la vecchiaia, la solitudine, la diversità. Altro elemento di spicco è la scelta di inserire anche personaggi realmente esistiti, dei quali si raccontano soprattutto stravaganze e particolari aneddoti, anch’essi ampiamente documentati, che si dimostrano funzionali all’impianto misterico ed esoterico della trama. Il mistero della casa delle civette infatti è incentrato su un omicidio a sfondo massonico, così che Misericordia e Fango si trovano ad analizzare la dimensione mistica e alchemica che aleggia nei principali luoghi romani. Un romanzo che vale la pena leggere, se non altro, per scoprire aspetti della Città Eterna che non sono noti a tutti. Gli autori Francesco e Max Morini, fratelli, autori teatrali e televisivi, […]

... continua la lettura
Libri

In-Chiostro: un ping pong per le proposte di Valtrend

Il secondo weekend della rassegna letteraria In-Chiostro, che si svolgerà fino al 26 Settembre nel Chiostro di San Domenico Maggiore, propone in scaletta un intrigante ping pong storico-letterario a firma Valtrend Editore. Sul palco tre autori, introdotti dall’editrice Mara Iovene, si scambiano domande e curiosità provando a descrivere, attraverso reciproche suggestioni e impressioni, l’essenza delle rispettive opere. Tre diverse epoche, tre diverse ispirazioni ma ad unirli il tema della memoria dei luoghi, tanto caro alla casa editrice Valtrend che ha nel suo DNA la divulgazione e promozione del patrimonio storico-culturale partenopeo. Rompe il ghiaccio Mariagrazia Giuliani che presenta il giallo Il Segreto del castello, pubblicato poco prima della forzata clausura dovuta al Covid-19 e presentato per la prima volta al pubblico attraverso la rassegna In-Chiostro. L’autrice condivide la genesi della sua opera, ispirata da una visita al Castello di Baia che le ha offerto il suggestivo scenario per un racconto denso di suspense e mistero. Protagonista del romanzo è un giovane fotografo che, in procinto di presentare una personale a Parigi, decide di trascorrere una breve pausa di concentrazione nel castello che domina il Golfo di Pozzuoli. Lungi dall’essere occasione di relax e diversione, la permanenza nel Castello si animerà di misteriose apparizioni ed efferati delitti, spingendo il protagonista ad una corale ricerca della verità e del senso di giustizia che quasi sempre le fa eco. Scambio di microfono e la scena si sposta nel tempo e nello spazio riportandoci fino al lontano VII secolo a.C., in una Gesualdo abitata dalla popolazione italica degli Osci. Protagonista del romanzo storico L’Osco di Stefano Cortese è Virdasche che, sfuggito miracolosamente ad un’incursione degli Hyrpini, intraprende un viaggio verso Occidente fino ad approdare nell’antica Partenope. Il viaggio di Virdasche sarà un viaggio di conoscenza e di sperimentazione, portando il protagonista a confrontarsi con popoli e culture differenti, ma sarà soprattutto un viaggio di consapevolezza. Attraverso le esperienze che vive lungo il cammino, Virdasche prenderà sempre più consapevolezza della sua natura e del suo destino: essere testimone di un mondo arcaico, dominato dal Fato e da un’intima connessione con la natura che tenta di resistere sotto i colpi dello sfrenato antropocentrismo ellenico. Virdasche sarà la memoria di un mondo che si arrende al potere incontrollato e incontrollabile della natura, un mondo che vive l’oblio come ineluttabile e salvifica casualità. E di viaggi e migrazioni si parla anche nei racconti di Kitty Magliocca Mi piacciono i film di Frank Capra. Una raccolta di racconti che con leggerezza e positività affrontano tempi delicati, storie di cambiamento e di opportunità che hanno spesso un volto femminile. Nei racconti di Kitty Magliocca il viaggio diviene occasione, opportunità di cambiamento e riscatto e anche quando assume le tinte più meste dell’emigrazione viene declinato nelle sue sfumature più vive. Il viaggio è quindi la voglia di rivincita e successo di chi parte e si trasforma in desiderio di ritorno per restituire attraverso l’amore per la propria terra tutto il bene che il viaggio ci ha regalato. Il messaggio di Valtrend, […]

... continua la lettura
Libri

Il periplo della Sardegna in 20 giorni: recensione

Il periplo della Sardegna in 20 giorni è un libro scritto da Alberto Priori (medico neurologo, ricercatore, professore) e Silvia Fanni (tecnica archeologa, sommozzatrice, pedagogista), edito dalla casa editrice – specializzata in pubblicazioni a carattere nautico scientifico – Il Frangente edizioni, con la prefazione del trombettista e flicornista Paolo Fresu. Il periplo della Sardegna: il libro Dopo una composita e riassuntiva introduzione che vale quasi come avvertenza preliminare ai lettori-naviganti del periplo, il testo inizia con la narrazione di abitudini e tradizioni sarde a partire dalla costa meridionale dell’isola a cui seguono, nell’ordine, le narrazioni relative alla costa orientale, a quella settentrionale e alla costa occidentale; la scelta di svolgere l’itinerario nautico in senso antiorario viene spiegato nell’introduzione, attraverso una duplice esposizione, dagli autori: «Facendo rotta verso nord […] è probabile trovarsi il Maestrale, vento dominante sulla costa occidentale, in prua, cosa che potrebbe costringere a navigare senza ripari sicuri per circa una cinquantina di miglia fino a Oristano […] Ci sono, inoltre, motivi di carattere “psicologico”: come avremo modo di vedere più avanti la costa occidentale, nella sua selvaggia bellezza, è frequentata assai poco sia per mare che per terra […] Abbiamo quindi pianificato la crociera secondo il principio di abituare gradualmente l’equipaggio, passando dalle rotte e dalle spiagge più frequentate nei primi giorni di solitaria, all’aspra e selvaggia bellezza della costa nordoccidentale e occidentale delle ultime tappe». Desiderio di mare, di vele gonfie di vento e narici dischiuse ai profumi di acqua e salsedine: chi ama il mare è dolcemente chiamato a ripercorrere con la mente il viaggio – fatto di luoghi e di emozioni – descritto ne Il periplo della Sardegna in 20 giorni. Dalla costa meridionale della Sardegna, si diceva, ha inizio questa circumnavigazione dell’isola e contestualmente il periplo, il racconto della navigazione; Alberto Priori e Silvia Fanni propongono, attraverso la loro opera, un «taccuino» di appunti di viaggio – «luoghi ed emozioni», come segnala fra l’altro il sottotitolo scelto dagli autori – in cui approfondimenti e dettagli nautici si alternano a descrizioni in cui si coniugano – riprendendo le parole di Paolo Fresu – «passione del viaggio con il bisogno di raccontare la bellezza che ci circonda». Piatti tipici, storia, cultura e tradizioni della pastorizia sarda e sinossi storiche introducono Il periplo della Sardegna in 20 giorni, con l’intento di far immergere il lettore nell’esperienza della lettura del viaggio per mare e col tacito invito a navigare per quel mare di Sardegna descritto, per viverne davvero i luoghi, per percepirne le profonde emozioni; un percorso che, di pagina in pagina, di onda in onda, di approdo in approdo, accompagna verso paesaggi naturali e insediamenti umani, invitando alla bellezza e al rispetto dei luoghi. Luoghi ed emozioni Il senso di ciò che Il periplo della Sardegna in 20 giorni trasfonde, in conclusione, può riassumersi nel seguente passo che cito direttamente dall’Epilogo del testo: «Spenti i motori, sistemata la barca, riguardiamo le nostre fotografie, i disegni, gli appunti […] il senso di solitudine che, a parte qualche decina […]

... continua la lettura
Libri

Il Signore di Notte: un giallo nella Venezia del 1605

Il Signore di Notte è l’opera prima di Gustavo Vitali, pubblicata nel mese di giugno Si tratta di un giallo storico, ambientato nella Venezia al tempo dei Dogi che, come dimostra la grande accuratezza sia linguistico-formale che descrittiva, ha richiesto all’autore molti anni di ricerche e studio delle fonti. Il risultato è un godibile romanzo di oltre 500 pagine, nel corso delle quali scrupolosità storica e finzione letteraria si intrecciano costantemente. Già tra gli attori che si muovono sul palcoscenico costruito da Vitali si mescolano personaggi storici e altri costruiti ad arte: leggendo Il Signore di Notte, infatti, si incontrano le figure più disparate, dai banditi ai bari, dalle prostitute ai nobili ricchissimi, fino ai poveri che vivono di espedienti più o meno leciti. Poi ebrei, usurai, la devastante brutalità dei “bravi” e quella non da meno degli sgherri. Accanto ad essi compaiono poi personaggi realmente esistiti, tra i quali lo stesso protagonista del romanzo. La loro presenza fornisce verosimiglianza alla trama, inventata di sana pianta questa volta, incentrata su una serie di strani omicidi. Sempre nell’ottica di addentrare il libro nella sua epoca, Vitali aggiunge brevi divagazioni su curiosità, usi e costumi, aneddoti, che costituiscono un bagaglio di informazioni sulla storia della Serenissima, senza interrompere la narrazione ma, al contrario, arricchendola ulteriormente. Ciò che colpisce, infatti, al di là degli sviluppi della trama, sicuramente inaspettati e ben costruiti, è proprio l’accuratezza con cui ne Il Signore di Notte si cerca di ricostruire quella che poteva essere la vita del Seicento. Ogni scena, anche quella più banale, è descritta con un’attenzione al dettaglio che rasenta il maniacale; le strade, le case, l’abbigliamento dei personaggi sono dipinti in maniera così precisa che sembra quasi di assistere ad una proiezione cinematografica. Vitali dilata il tempo del racconto attraverso queste minuziose descrizioni ambientali che, sebbene talvolta costringano a rileggere più volte dei passaggi, sono estremamente interessanti dal punto di vista storiografico. Questo è, insieme alla totale assenza di parti dialogate, l’unico difetto in un romanzo di piacevole lettura: la lunghezza, talvolta eccessiva delle parti descrittive, potrebbe spingere il lettore più pigro a saltare alcune pagine per poter arrivare al punto di svolta dell’azione. Nonostante questo, Il Signore di Notte è una lettura consigliata soprattutto per tutti gli amanti dei romanzi storici ben documentati. Il Signore di Notte. La trama in breve Come si evince dal titolo, il romanzo è ambientato nella Venezia del 1605. Protagonista è Francesco Barbarigo, rampollo di un antico casato e membro della magistratura chiamata I Signori di Notte, un corpo di sei patrizi delegati all’ordine pubblico. Barbarigo si troverà, quasi per caso, coinvolto in un’indagine per omicidio, quando viene rinvenuto in una casa il cadavere di un nobile caduto in miseria. Il Barbarigo, lontano tanto dai classici eroi senza macchia quanto dagli abili investigatori a cui la lettura di gialli ci ha da sempre abituati, è un uomo tutto sommato mediocre, che irrompe sulla scena del crimine con fare spocchioso e arrogante, volendo dimostrarsi più furbo e capace di quanto […]

... continua la lettura
Libri

Carlotta Orefice: Quegli attimi di felicità che tutti dovrebbero vivere

La redazione di Eroica Fenice ha avuto il piacere di intervistare la giovane Carlotta Orefice, scrittrice, influencer e modella napoletana dal carattere e dalla personalità speciali, che grazie ai social dona tanta forza a chi, come lei, vive una disabilità. Carlotta, grazie per aver accettato l’intervista. Raccontaci di te, di cosa provi e come vivi ogni giorno. Ciao a tutti, grazie a voi. Io sono disabile, ho una tetraparesi spastica, però non ho mai rinunciato a niente, ho sempre camminato a testa alta senza mai fermarmi. Dico spesso, sono su una carrozzina, ma non mollo e non ho intenzione di farlo (afferma con un sorriso che le illumina il volto). Sono una ragazza piena di vita, ho molta voglia di vivere e divertirmi. Purtroppo ancora oggi sono tante le persone che vedono la disabilità come un ostacolo, ma io non smetto mai di ripetere che, la disabilità non deve essere assolutamente invalidante, perché anche noi, possiamo amare, provare dei sentimenti, formare una famiglia. Siamo persone come le altre. Carlotta, hai scritto un libro intitolato “Quegli attimi di felicità”, com’è nata l’idea? Quegli attimi di felicità è disponibile gratis come e-book o prenotatile nei Mondadori store. Attraverso il mio piccolo ma intenso libro, racconto in – solo – trentadue pagine la mia esistenza, la mia quotidianità”. Un libro di fondamentale importanza, tant’è vero che ho scelto di tatuarne il titolo sul mio braccio sinistro, come monito. L’idea del libro è nata per caso; io scrivevo sempre su un diario e un giorno una mia amica, mi propose la pubblicazione di questi scritti, raccolti appunto in – Quegli attimi di felicità. Il tuo profilo Instagram conta oltre 22mila followers, sei una vera e propria influencer,  oltre che scrittrice, quando è nato tutto ciò? Sì, ho oltre 22 mila followers e tantissima interazione, commenti, like, condivisioni; io stessa interagisco con chi mi segue, che mi dà forza ogni giorno, una potente carica che io ricambio, pubblicando foto colorate, belle e simpatiche, sorridendo sempre. I social mi danno molta soddisfazione; vi racconto una cosa a tal proposito. Una volta, proprio grazie ad Instagram, il papà di un ragazzo disabile mi contattò per dirmi che grazie a me, riusciva a guardare il figlio con occhi diversi. Un gesto che mi ha innanzitutto emozionato, donandomi tanta carica, più di quanta già ne abbia dentro me. Il successo sui social è nato quando ho cominciato a sfilare; disabilità e moda vanno a braccetto: guardavo le altre ragazze alte e sicure sfilare in passerella e decisi di dare un taglio diverso alla mia vita. Col tempo ho iniziato a sfilare, così come sono, grazie all’impulso di Benedetta De Luca. Posso dire che anche grazie alle sfilate ho ottenuto tanto successo. Posso chiederti, come ti vedi nel futuro? Bella domanda! Mi vedo come ora, ma può darsi che abbia un compagno accanto a me, e sicuramente con tanto amore da donare al prossimo. Bella e raggiante, con tanta forza ancora da donare e felice soprattutto. Carlotta, la società di oggi sembra essere […]

... continua la lettura
Libri

La frontiera spaesata: recensione del testo

La frontiera spaesata. Un viaggio alle porte dei Balcani è il titolo del recente testo – pubblicato lo scorso luglio –  scritto da Giuseppe Samonà, edito per i tipi di Exorma Edizioni ed inserito nella collana “Scritti Traversi”. La frontiera spaesata. Un viaggio alle porte dei Balcani: il testo La frontiera spaesata. Un viaggio alle porte dei Balcani è innanzitutto un percorso “messo su carta”, una sorta di piccola mappa raccontata, in cui i luoghi e le storie si mescolano; allora l’idea di frontiera si riformula divenendo sintesi del suo contrario ontologico e semantico: una frontiera, dunque, «che non è una linea ma uno spazio disteso, fluido, dai contorni sfumati, in cui coabitano e si mescolano genti, lingue e culture». «Dove iniziano? Dove finiscono i Balcani?», si chiede l’autore e la sua non può essere una domanda geograficamente intesa; non i Balcani come monti chiaramente definiti dal punto di vista geografico, bensì i Balcani come idea, come agglomerato, come luogo di incontro di lingue, culture, paesi, che ivi coabitano. È «un tenersi all’elastico», riprendendo le parole dell’autore che evidentemente allude ai legami e alle influenze che coesistono fra i popoli “dei confini”. Una lettura “di sbieco”, “di traverso”, in cui si resta sempre in equilibrio precario fra un “cis-” e un “trans-”, fra un al di qua e un al di là del Balcani: una realtà plurima che l’autore più volte descrive come “indefinibile”. La penisola balcanica Dei popoli balcanici, dei paesi balcanici, spesso si dice come se fosse una sola grande identità, una sola grande realtà monoculturale; ciò che invece risalta attraverso le pagine di questa insolita guida di viaggio è il contrario: l’attenzione è posta sulla pluralità, sul mosaico di genti e di luoghi e sulle loro identitarie peculiarità, sul carattere policulturale, che non è annullamento del tutto in favore del singolo, piuttosto identificazione del singolo nel tutto. Geograficamente, la catena montuosa dei Balcani attraversa la Serbia e la Bulgaria, ma, per estensione, con il termine Balcani si indica tutto il territorio della penisola balcanica di cui fanno ora parte gli Stati indipendenti della Bulgaria, della Grecia, di parte della Turchia, della Croazia, della Serbia, del Montenegro, della Macedonia, della Slovenia, dell’Albania, della Bosnia-Erzegovina, del Kosovo, della Romania e della Moldavia (Romania e Moldavia ritenute da alcuni storici confacenti parte della penisola balcanica in termini storico-politici). Le vicende storiche che hanno attraversato questi popoli e le loro azioni di indipendenza si sono svolte lungo un arco temporale della durata di diversi secoli e hanno portato alla costituzione di un mosaico di popolazioni separate politicamente ma correlate da taluni profondi tratti storici e socio-culturali. Giuseppe Samonà: l’autore del testo Giuseppe Samonà è dottore in Storia delle religioni antiche, ha insegnato a Parigi, New York e Montréal, è cofondatore della rivista franco-italiana Altritaliani e condirettore della rivista transculturale franco-canadese ViceVersa; fra i suoi libri, oltre a La frontiera spaesata. Un viaggio alle porte dei Balcani, si leggono, fra gli altri: Gli itinerari sacri dell’aedo: Ricerca storico-religiosa sui cantori omerici, Il […]

... continua la lettura
Libri

Un giro di giostra: il romanzo di Roberto Colantonio

Un giro di giostra è il nuovo libro dello scrittore Roberto Colantonio, edito da GM Press. Un giro di giostra: sinossi del libro “Novembre 1992. La Prima Repubblica sta morendo sotto i colpi di “Mani Pulite”. Inizia lo sciopero dei dipendenti del Monopolio di Stato sui tabacchi; è l’epoca d’oro del contrabbando delle “bionde”, agevolato dal continuo stato di guerra nei Balcani, sull’altra sponda dell’Adriatico. Niente e nessuno sarebbe stato più come prima dopo questo gigantesco giro di giostra. Giuseppe, detto Jo, torna a Lava, il suo paese natale, alle pendici del Vesuvio, dopo aver inutilmente tentato la fortuna altrove. Rincontra il suo amore di sempre, Maria, che ha sposato il suo migliore amico. Insieme, i tre tenteranno il colpo che gli permetterebbe di lasciarsi Lava alle spalle.” https://www.gmpress.it/prodotto/un-giro-di-giostra/ “Fu come uno sparo”, si legge in un passo del breve ma intenso libro di Roberto Colantonio; una narrazione semplice, scorrevole che entra nella mente, conducendo inevitabilmente a riflettere. Le parole che compongono le pagine del libro sono quasi come degli “spari” che uno dopo l’altro, quasi a raffica, si posizionano lì, in una scrittura che abilmente racconta di un ragazzo tornato al proprio paese di origine, in Campania. Lava, il paesino dagli orrendi fili di plastica colorati posizionati davanti alle porte d’ingresso a fare da tenda e a togliere l’aria. La sensazione era quella di trovarsi in un grande zoo, col mostro (il Vesuvio) che dall’alto osservava tutto. Il protagonista di “Un giro di giostra”, Giuseppe, detto Jo, è piuttosto controverso, si potrebbe definire ermetico nel suo modo d’essere e comportarsi. Osserva quel paesino dal quale partì, con lo spirito di chi vorrebbe rivoluzionare tutto. Un paese buio, in cui tutto è spento, ma non le descrizioni minuziose dell’autore, Roberto Colantonio. Jo non chiede consigli, sembra quasi non voler agire e pensa, tanto, spesso e intensamente con rammarico a ciò che è stato e ciò che probabilmente non potrà più essere. Il titolo del libro probabilmente rappresenta un po’ la metafora dell’esistenza, una giostra che fin quando gira, diverte e riesce a cancellare, seppur per poco tempo, i pensieri, i problemi, i rimorsi, quasi confondendo la mente per poi fermarsi e far ritorno alla realtà, bella o brutta che sia. Una giostra sulla quale si decide di salire e dalla quale necessariamente bisogna poi scendere. Un po’ come le situazioni che Jo, il protagonista del libro, vive con gli altri personaggi, che gli fanno da spalla, in un ambiente che pullula di emozioni, suggestioni e rimembranze. La redazione di Eroica Fenice ha avuto il piacere di intervistare l’autore del libro intitolato “Un giro di giostra“, Roberto Colantonio, che con gentilezza e premura ha risposto a qualche domanda. L’intervista all’autore Roberto Colantonio Salve Signor Roberto Colantonio, innanzitutto complimenti per il libro. Come prima cosa Le chiedo, da cosa e come nasce l’ispirazione di scrivere un libro breve ma così ricco di significato, con una storia così “particolare”? “La ringrazio per le belle parole. Il libro ha avuto una gestazione molto lunga ed […]

... continua la lettura
Libri

Il cacciatore di alisei: un romanzo di Carlo Venco

Il cacciatore di Alisei è un libro di Carlo Venco, edito da Il Frangente; un viaggio appassionato tra le parole grazie a un velista, l’autore, che compie il giro del mondo da solo. Trama del libro Il romanzo racchiude in sé un fortissimo desidero di libertà grazie alla quale si esce dagli schemi predefiniti propri di una quotidianità che probabilmente non dà emozioni, per vivere una vita avventurosa. Leggendo il libro, splendido nella propria semplicità, sembrerà di viaggiare tra le parole mosse dal vento alla ricerca, appunto, degli alisei. Proprio come questi venti definiti costanti in egual modo procede la narrazione, regalando però emozioni e suggestioni proprie di una scrittura accorta sì, ma profondamente appassionata. Il cacciatore di alisei: alla ricerca di una posizione libera Proprio nel vento l’autore sembra ritrovare sé stesso dapprima sulle ali degli alianti, infine spinto dalle vele di Ipanema sui mari e sugli oceani: raccontando un viaggio personale, che sorprende e ammalia al tempo stesso. Il cacciatore di alisei presenta una vita avventurosa, non standardizzata, libera, col vento sul viso, senza alcuna remora o preoccupazione che sia. Si naviga con l’autore e attraverso le sue parole, si procede spediti lungo le coste del Mediterraneo (Croazia, Grecia, Malta); poi la prima traversata della vita, dai Caraibi alle Azzorre, l’uso del sestante e la navigazione astronomica. Un insieme di elementi caratterizzanti che rendono dinamica la narrazione, dandole il giusto peso, senza mai appesantirne l’identità che mira a scorgere e quindi a lasciarsi pervadere da un senso di pace e libertà che allontani dalla quotidianità e dagli aspetti pesanti o negativi che spesso la caratterizzano. A un tratto, mentre si legge, si scorge questa frase, che non può non attirare l’attenzione: «Solo chi sapeva calcolare la propria posizione in mare, poteva tentare di distinguersi…» è forse il passaggio più rappresentativo del libro, poiché esso fa luce sulla struttura portante del romanzo. Sicuramente trovare una propria posizione non è semplice, e ovviamente non è facile nemmeno distinguersi. Ma leggendo Il cacciatore di alisei è possibile accorgersi che in realtà sono proprio queste difficoltà apparentemente legate – solo – al mare a contraddistinguere anche la vita quotidiana. E quindi l’acqua diviene elemento identificativo di una realtà che l’autore Carlo Venco vive e descrive in prima persona, emozionando, come un’onda che travolge in modo soave.  Un libro in cui vien fuori tutta la passione dell’autore, con ricchezza di contenuto, suggestioni, emozioni e una libertà talmente desiderata che sembra trasudare da quelle parole. Immagine in evidenza: ufficio stampa

... continua la lettura
Libri

Il Green New Deal. Cos’è e come possiamo finanziarlo

Il Green New Deal. Cos’è e come possiamo finanziarlo, di Ann Pettifor, è uscito il 21 maggio per la Fazi Editore: si tratta della traduzione italiana di The Case for the Green New Deal, fatta a cura di Thomas Fazi. Ann Pettifor è un’economista inglese che lavora soprattutto nel campo dello sviluppo sostenibile e della finanza internazionale. Autrice di numerosi testi sull’argomento, è stata cofondatrice della campagna Jubilee 2000 per la cancellazione del debito di paesi del terzo mondo. “Possiamo scegliere di sopravvivere. Ma per sopravvivere, tutto deve cambiare. Tutto”. Questo il retro di copertina de Il Green New Deal, che condensa in una frase il contenuto del libro: si tratta di un saggio divulgativo su come affrontare i problemi legati al riscaldamento climatico ed al modello di sviluppo insostenibile che stiamo seguendo, prima che sia troppo tardi. Il testo spiega come le risorse del pianeta siano finite, mentre noi stiamo seguendo un modello di sviluppo che prevede una “crescita” infinita (e viene anche affrontato l’uso improprio del termine “crescita”): le due cose sono ovviamente incompatibili. Green New Deal: agire o estinguersi Il libro descrive la situazione attuale: disuguaglianze sempre crescenti, mancanza del necessario per una vita dignitosa in gran parte del mondo, la finanza ed il denaro che, da strumento, sono diventati uno scopo ecc. Dimostra chiaramente che non è possibile seguire una strategia che preveda un’espansione infinita dei consumi di risorse, dato che è fisicamente impossibile. Eppure è questa la strategia che si sta seguendo, perché si è perso di vista il fatto che il denaro è un costrutto sociale che ha il valore che gli viene riconosciuto, senza un equivalente “fisico”, quindi è teoricamente possibile crearne infinito ma non vi sarebbero risorse tali da poter sostenere lo sfruttamento conseguente a questa politica di consumo: si considerino ad esempio i problemi legati al riscaldamento globale. Ma come è stato possibile arrivare ad una situazione del genere? Tutto questo viene analizzato anche negli aspetti finanziari, con un linguaggio semplice ed accessibile finalmente anche a chi non è un tecnico del settore. A quest’analisi segue una proposta di cambio di paradigma, per arrivare ad una situazione detta di “stato stazionario” tramite la decarbonizzazione. In pratica occorrerebbe stroncare le emissioni di gas serra per contenerle entro limiti accettabili per l’ecosistema e ripensare il sistema economico e finanziario per arrivare ad una situazione che garantisca a tutti una vita dignitosa ed allo stesso tempo gestisca oculatamente le risorse limitate che abbiamo a disposizione, senza inseguire la distopia di un consumo in costante espansione. Questo sarebbe da ottenere con una mobilitazione democratica che riformi il sistema economico con un notevole intervento statale (non si propone però un’economia pianificata in stile sovietico: si tratterebbe comunque di un sistema di “capitalismo riformato”, con alcuni settori con forte intervento pubblico ed una collaborazione con il settore privato). A differenza di numerosi altri libri sul tema, questo saggio non si concentra solamente sulle azioni individuali, propone invece un piano di ampio respiro che coinvolga tutta la società, con un […]

... continua la lettura
Libri

Firenze, un film. Il nuovo romanzo di Riccardo Lestini

Per le edizioni FogliodiVia è uscito Firenze, un film, secondo romanzo dello scrittore umbro Riccardo Lestini Nato a Passignano sul Transimmeno il 22 dicembre 1975 Riccardo Lestini ha raggiunto una certa notorietà con il romanzo Il piccolo principe è morto, vincitore del premio Strega giovani 2019. Ha anche pubblicato la raccolta di poesie Solitudini ed è autore di alcuni testi teatrali. Da alcuni anni insegna italiano in un liceo di Firenze. Proprio il capoluogo della Toscana è protagonista di Firenze, un film, romanzo pubblicato da FogliodiVia il 2 marzo di quest’anno. Uno sguardo alla trama del romanzo di Lestini Quindici racconti costituiscono la stesura di questo vero e proprio romanzo corale, ambientato nella più importante città culturale italiana. Quindici esistenze diverse, le cui vite si alternano lungo la narrazione e si consumano in un’intera giornata. C’è un netturbino misantropo e infuriato con il mondo intero, un adolescente alle prese con i problemi di cuore, due compagni di università che si incontrano dopo tanto tempo, un senzatetto innamorato, una ragazza che ha perso misteriosamente la memoria, una prostituta che sogna una vita diversa, una commessa innamorata di uno scrittore squattrinato. Figura principale della storia è un giovane videomaker che con la sua immancabile macchina da presa riprende le vite degli altri e, in particolare, quella di una misteriosa studentessa che decide di pedinare. Firenze più reale che mai La Firenze descritta da Riccardo Lestini è sicuramente una città viva e pulsante, estranea alla patina artistica e culturale a cui sono abituati i turisti. Lo si comprende dall’uso della lingua viva tendente all’uso di costruzioni sintattiche e linguistiche tipiche dell’italiano regionale e anche del dialetto fiorentino. Proprio quest’ultimo merita una nota di particolare attenzione dal momento che l’autore, pur non essendo nativo di Firenze, è riuscito nell’impresa di riportare la parlata tipica della città con estrema cura, anche se eccede fin troppo nell’uso di imprecazioni ed espressioni offensive. Un punto che va a compromettere la leggibilità e che potrebbe scoraggiare i lettori più sensibili a proseguire la lettura del romanzo. La struttura narrativa di Firenze, un film è particolare. I quindici racconti si propagano lungo un’intera giornata e si alternano tra di loro, comportando un cambiamento continuo del punto di vista. Questo schema risponde bene all’idea che sta alla base, quella di raccontare delle storie come se fossero la sceneggiatura o le inquadrature di un film. Idea interessante e sicuramente innovativa che difficilmente incontra il gusto di chi preferirebbe una narrazione lineare e priva di continui passaggi da una situazione all’altra. Ciò non toglie che l’ultima fatica letteraria di Riccardo Lestini sia leggibile ed estremamente godibile. Firenze, un film è un romanzo destinato principalmente a chi cerca una narrazione aspra, dura e dal più crudo realismo. Ma è anche un romanzo che non risparmia momenti di tenerezza e compassione, sullo sfondo della capoluogo della Toscana.   Immagine copertina: ufficio stampa

... continua la lettura