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Eroica Fenice

La Tag: libri da leggere contiene 396 articoli

Libri

La gatta della regina per La Lepre Edizioni

La gatta della regina per La Lepre Edizioni | Recensione Con La gatta della regina, pubblicato lo scorso febbraio per La Lepre edizioni, continuano le avventure della famiglia de Mesa nell’intreccio di amori e intrighi politici sapientemente tessuto da Marco Calamai de Mesa e Domitilla Calamai. Il romanzo riprende il filo della narrazione de La mantella rossa spostando le lancette in avanti di vent’anni e concentrando l’attenzione sulle vicende della nuova generazione, i tre fratelli Álvaro, Inés e Juan de Mesa. A pochi anni dalla scoperta dell’America, l’improvviso ampliamento dei confini del mondo conosciuto ha profondamente alterato gli equilibri geo-politici del vecchio Continente costringendoli a continui e convulsi mutamenti. Dall’osservatorio privilegiato del las Islas Afortunadas, Diego de Mesa e la moglie Clara Fonseca guardano con curiosità e apprensione ai repentini cambiamenti sociali e politici in atto nell’Impero di Carlo V provando a cogliere in essi le più propizie occasioni di successo e affermazione per i tre figli. Diversi tra loro per carattere e attitudini, i tre giovani de Mesa sono alle prese con le prime sfide e i turbamenti dell’età adulta, tutti in egual misura divisi tra il desiderio di mettere alla prova il proprio valore e la paura di misurarsi con uno scenario immensamente più grande di quello, limitato e ormai familiare, dell’isola di Tenerife. Álvaro lascerà l’isola natia per seguire il mercante genovese Francesco Parodi, seguendo la rete commerciale di Parodi tra le Canarie, l’Andalusia e Genova, e sarà coinvolto dall’Ammiraglio Andrea Doria in un’importante missione diplomatica presso la corte dell’imperatore Carlo V. Inés si trasferirà presso la residenza della regina Giovanna, madre di Carlo V, a Tordesillas, con l’obiettivo dichiarato di contrarre un matrimonio adatto al suo rango, ma si lascerà coinvolgere nelle vicende politiche dell’epoca, partecipando attivamente alla rivolta dei comuneros capeggiati da Maria Pacheco. L’amore per questa donna carismatica e la scoperta della sua vera identità sessuale porteranno Inés ad una maggiore consapevolezza di se stessa e del ruolo che intende assumere nei confronti della propria famiglia. Juan, appassionato di botanica, otterrà dalla famiglia il consenso a prendere parte ad una spedizione nel Nuovo Mondo con l’obiettivo di studiare e proteggere la flora locale minacciata dalla violenza dei conquistadores. Sullo scenario delle vicende familiari dei de Mesa c’è un mondo in subbuglio ed in continua espansione. Gli intrighi di corte per isolare e controllare la regina Giovanna, le manovre di Carlo V per consolidare il potere sul suo immenso impero, le rivolte dei comuneros castigliani per difendere i propri interessi commerciali e il violentissimo impatto del colonialismo sulle popolazioni indigene del continente americano sono i molteplici temi che si sovrappongono alle vicende personali dei protagonisti. Con precisione e rigore, La gatta della regina ci riporta indietro nel tempo ad un mondo e ad un contesto storico lontanissimi dal nostro, offrendoci una chiave di lettura equilibrata e oggettiva per comprenderne le dinamiche e i risvolti sociali. Senza mai oltrepassare il confine del giudizio etico, la narrazione ci fa rivivere dinamiche sociali che potrebbero sembrare inaccettabili al […]

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Giovanissimi: il romanzo di formazione di Alessio Forgione

Alessio Forgione con il suo libro Giovanissimi (NNEditore) si inserisce ufficialmente tra i dodici finalisti del Premio Strega 2020, raccontando Napoli nella sua contraddizione e natura bipartita di odio/amore. In questo contesto prende corpo la storia di Marocco, un ragazzo di quattordici anni che deve il suo nome al cespuglio nero di capelli crespi. Ha piedi leggeri che danzano sui campi da calcio, ma ha anche pensieri troppo rumorosi che lascia rinchiusi tra le mura della sua stanza. Possiamo considerare Giovanissimi un romanzo di formazione che l’autore ha suddiviso in cinque fasi: il rifiuto, la rabbia, il patteggiamento, la depressione e l’accettazione. Una parabola che abbraccia tutto il primo anno di superiori di Marocco, un’altalena che oscilla tra nichilismo ed eccitazione. Marocco assaggia la vita futura a piccoli morsi e abbuffate improvvise, ma non tra i banchi di scuola. Gli scenari in cui sembra sentirsi a suo agio sono i muretti vicino alla chiesa, le partite improvvisate di calcetto, i tetti da cui poter vedere le traverse della metro e le sale da gioco. Fumo, alcol, sogni e desideri prendono vita in questi luoghi e allo stesso modo vengono distrutti. L’entrata nel periodo adolescenziale dona a Marocco la curiosità nei confronti dei piaceri e delle emozioni, la volontà di autonomia rispetto alla figura del padre, ma toglie a lui l’innocenza e, materialmente, gli amici che, chi per scelta, chi per necessità, chi per caso, perdono la vita. La periferia, specialmente quella napoletana del secolo scorso, non è l’ambiente più semplice in cui crescere e la perdita dell’innocenza può diventare cruda e traumatica.  A tutto questo caos, si contrappone la calma della sua camera, pervasa da un silenzio a tratti insopportabile, lo stesso che si traduce nel vuoto che la madre ha lasciato andandosene di casa cinque anni prima. È un vuoto che lo inghiotte e lo fa sprofondare nella tristezza e nel dolore. Ogni tanto Marocco sogna la madre, la insegue ed è assettato del suo amore. Se questa è la vita, se bisogna provare così tanta sofferenza, allora la violenza è la risposta, pensa Marocco, rimanendo poi stordito dall’imprevedibilità degli eventi. Ad un tratto semplicemente scopre l’amore e la violenza non sembra essere più una valida risposta. Le tenebre cedono il passo al sole e all’arrivo dell’estate, con il profumo di salsedine e la riscoperta della propria purezza. Ma se ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, l’altra faccia della medaglia si svela nella sua natura malvagia e brutale. «La vita non è altro che un’inconsapevole attesa. Poi arriva, e fa male.» La scrittura di Forgione graffia il foglio con estrema forza, donando corpo e realtà alle immagini descritte. Il suo è un linguaggio che fa a meno della retorica e dei moralismi e la voce di Marocco diventa la voce collettiva di tutti i giovanissimi di ieri e di oggi. Gli episodi che investono il percorso di crescita del protagonista si illuminano come investiti da flash improvvisi, descrivendo in modo calzante quello che è il punto […]

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Imparare a cadere: un storia di inclusione | Mikael Ross | Recensione

Imparare a cadere è una narrazione grafica per i testi e i disegni di Mikael Ross, edita da BAO Publishing nel 2018, in cui si raccontano le vicende della vita di Noel, giovane sessantaquattrenne con disturbi mentali, che si ritrova improvvisamente a dover fare i conti con la perdita degli affetti e la difficoltà nel ritrovare se stesso. Imparare a cadere di Mikael Ross: il fondamento del judo, il fondamento della vita La pubblicazione di Imparare a cadere combacia con il centocinquantesimo anniversario della fondazione tedesca Neuerkerode, che ebbe origine dalla volontà di tre filantropi di aiutare le persone bisognose. Nel 1868, il pastore Gustav Stutzer, il dott. Oswald Berkhan e Luise Löbbecke (figlia di una nota banca dell’epoca) unirono i loro sforzi in una iniziativa privata che, nel corso del tempo fino ai giorni nostri, si è trasformata in una impresa di carattere sociale che, animata ancora da valori cristiani e, come si diceva, filantropici, opera nell’ambito dell’inclusione nella vita sociale di persone (tra cui anziane e disabili) altrimenti tagliate fuori. In particolare, Imparare a cadere di Mikael Ross riesce a dare voce, o meglio, a ricostruire le immagini di un mondo complesso e non facile attraverso gli occhi del giovane (apparentemente) Noel, affetto da disturbi mentali, che in seguito ad un tragico e fatale incidente domestico perde sua madre, sua tutrice e unica persona a cui egli possa fare riferimento. La vicenda, sviluppata per episodi e narrata graficamente attraverso le immagini percepite dallo stesso Noel, prende pieghe ora tragiche ora ironiche, ora comiche ora serie, grazie alla varietà di caratteri introdotti e che con lui interagiscono. Dopo il principale episodio legato alla madre, infatti, Noel viene catapultato in un luogo affine a quello della Neuerkerode, in cui con difficoltà egli riesce a integrarsi e a instaurare intensi rapporti con gli altri abitanti della comunità. In particolare emblematico è l’episodio legato al judo, per cui l’arte marziale, la “via della cedevolezza”, attraverso un sistema di prese a atterramenti, ha come obiettivo principale quello di insegnare a cadere senza accusare il colpo, allo scopo di riuscire a rialzarsi più saldi e forti di prima. Imparare a cadere di Mikael Ross si configura dunque come una narrazione per immagini, che, pure se nella sua veste grafica classica, ha come intento quello di sensibilizzare il lettore verso determinate tematiche che gli sono costantemente sotto gli occhi, ma a cui non si fa spesso caso. Emblematiche appaiono, infine, le parole della postfazione al libro, per cui «Imparare a cadere è una finestra sul nostro mondo, dove con un’impronta dal forte valore cristiano ci prendiamo cura di quelli che, a un primo sguardo, non sembrano essere stati baciati dalla fortuna e che, nonostante tutto, spesso e volentieri sanno perfettamente in cosa consista la propria felicità» (p. 128).

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Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone

Da pochissimo è uscito Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone, scrittore napoletano che Eroica Fenice già ebbe modo di intervistare in occasione dell’evento Ricomincio dai libri. Edito da Einaudi, il romanzo è un viaggio nella testa di un ipocondriaco “Doc” e, dato il momento storico che stiamo vivendo, la sua analisi risulta più che mai attuale. Lorenzo Marone, biografia dell’autore Lorenzo Marone è uno scrittore affermato che non ha bisogno di presentazioni. Dopo dieci anni trascorsi ad esercitare la professione di avvocato dedica anima e corpo alla scrittura, la sua più grande passione. Tra i suoi ultimi romanzi ricordiamo Magari domani resto ( edito da Feltrinelli nel 2017 e vincitore del Premio Selezione Bancarella 2017) e Un ragazzo normale  (edito da Feltrinelli nel 2018 e vincitore del premio Premio Giancarlo Siani 2018) Tra le sue opere ricordiamo anche La tentazione di essere felici, che ha ispirato il film La tenerezza di Gianni Amelio, La tristezza ha il sonno leggero, da cui il regista Marco Mario de Notaris ha tratto l’omonimo film, Tutto sarà perfetto e il saggio Cara Napoli. Inventario di un cuore in allarme, sinossi Il romanzo è un regalo che l’autore ha deciso di fare ai suoi lettori. Lorenzo Marone si mette totalmente a nudo, facendo un atto di grande coraggio. Decide di raccontare di sè, della sua fobia verso le malattie, rientrando pertanto nella folta categoria degli “ipocondriaci“. Per queste persone il cuore è continuamente in allarme, perché la paura è sempre presente come una gentile consigliera un po’ troppo invadente. Il libro è un’analisi autoironica della sua vita, dove la fobia di ammalarsi è sempre presente e ormai chi gli sta accanto la tollera benissimo. In primis la moglie, che riesce a smorzare ogni sua preoccupazione, il figlio piccolo che lo aiuta a distrarre la sua mente dal suo pensiero fisso quotidiano (che purtroppo cambia in continuazione), gli amici più cari che gli vogliono bene e ci ridono su, spesso assecondandolo più del dovuto, infine il suo psicoterapeuta– del quale il protagonista non nutre immensa fiducia- che gli affida compiti che lui non riesce a rispettare. Inventario di un cuore in allarme è anche un excursus tra le migliaia di fobie esistenti delle quali soffrono le persone più insospettabili e che, il più delle volte, adattano la loro vita alle loro nevrosi ed ossessioni; c’è chi deve chiudere più volte la macchina prima di andare al lavoro, chi non teme le altre malattie ma solo ed esclusivamente  una, quale ad esempio la “meningite”. La cosa incredibile è che nella lingua italiana ogni fobia esistente, e ne esistono davvero tante, ha una definizione precisa e dal nome più disparato. Inventario di un cuore in allarme è frutto di uno studio accurato che abbraccia più discipline, che vanno dalla scienza alla religione, e risulta più che mai attuale (addirittura profetico) quando si parla del rischio di una pandemia che pesa come una minaccia sul mondo già dal qualche anno, causato dall’insorgere di nuovi virus e batteri […]

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Margaux Motin, vita da single ne La tettonica delle placche

Con La tettonica delle placche Margaux Motin racconta la propria vita da madre single trentacinquenne, con sprazzi di ironia. Margaux Motin è una blogger e fumettista francese seguitissima in madrepatria. Laureata in arti plastiche ha raggiunto la notorietà grazie al suo blog, dove racconta la propria quotidianità con brevi storie a fumetti dal tono leggero e autocanzonatorio. Non è da meno il suo libro La Tettonica delle placche, pubblicato in Italia da BAO publishing e tradotto da Francesco Savino. La Tettonica delle placche. L’allegra e caotica vita da madre single di Margaux Motin «Dopo una rottura, si entra in una sorta di crisi adolescenziale in cui ci si affanna per ritrovare tutte quelle parti di sé sacrificate sull’altare della convenzione sociale conosciuta come “coppia”: la folle, la stupida, la sboccata, il genio creativo, la ribelle, l’anticristo della vita coniugale». Margaux Motin ci accoglie con questa frase all’interno del suo mondo, quello di una trentacinquenne madre single che si ritrova ad affrontare la fine di una relazione e ad accudire la propria figlia. Ma per la nostra protagonista questa rottura è anche un’occasione per riprendere in mano le redini della propria vita, tutte le “parti di sé” che ha dovuto sopprimere durante la sua relazione. Ecco allora che riemerge il lato più colorato e se, vogliamo, più infantile di Margaux: l’abbigliamento eccentrico e sopra le righe che la fanno somigliare più a una ragazza quindicenne che a una donna,  il rapporto “disfunzionale” (ma affettuoso) tra madre e figlia con la prima che assume il ruolo della seconda e viceversa, le chiacchiere tra amiche che si concludono sempre con un’allegra sbronza e l’espressione più evidente del lato fanciullesco in piccoli dettagli che vanno dal corpo ricoperto di variopinti tatuaggi (come si vede fin dalla copertina del libro) all’entrata in scena di “Towanda”, l’alter-ego della protagonista eccentrico quanto lei stessa. La tettonica delle placche. Rinascere con leggerezza Ne La Tettonica delle placche Margaux Motin riprende quasi alla lettera la più nota tra le Lezioni Americane di Italo Calvino, quella sulla leggerezza che “non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore“. Una leggerezza che certamente viene esagerata quando, ad esempio, la protagonista torna a casa dopo aver bevuto qualche bicchierino in più, ma che non è mai fine a se stessa. Infatti, come già ci ha avvertito la frase che apre questo vero e proprio diario, la donna compie un lento processo di riscoperta di sé, delle cose e delle persone che ama, in un momento traumatico come la fine di una storia d’amore durata anni. La rinascita, il cambiamento e la riscoperta della propria identità sono tematiche molto presenti all’interno dell’opera che, in piena regola con lo stile spensierato e ironico che la contraddistingue, non scade mai nel patetico e riesce a strappare al lettore un sano sorriso. La Tettonica delle placche è quindi una graphic novel/un diario/un romanzo autobiografico (è difficile stabilire in quale genere rientri il libro!) rivolto a un pubblico femminile. In particolare a tutte […]

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Libri in quarantena: sette titoli e due ebook gratis

Dopo la guida ai servizi gratuiti offerti da Solidarietà Digitale, ecco sette libri (corredati da citazione cult) più due bonus ebook da scaricare gratuitamente come antidoto contro la quarantena In questi giorni di quarantena da coronavirus, in cui si deve restare a casa per contenere il contagio, il tempo si dilata. Per cercare di alleviare la pena di queste settimane di stop obbligato è importante non farsi sopraffare dall’horror vacui delle nostre giornate e dall’agitazione per la pandemia esplosa fuori dal pianerottolo di casa. Dopo la guida ai servizi gratuiti offerti nell’ambito di Solidarietà Digitale ecco sette libri (corredati da citazione cult) più due bonus ebook da scaricare gratuitamente. Per chi sempre tra le stesse mura non riesce a stare e cerca l’occasione per evadere: fisicamente non si può, proviamoci con i libri. 1 – Dio di illusioni, di Donna Tartt (BUR) Best seller degli anni ’90, è il romanzo d’esordio (scritto a ventotto anni) di Donna Tartt. Il suo terzo romanzo, Il cardellino, è stato pubblicato nel 2013 e le è valso il premio Pulitzer per la narrativa. In Dio di illusioni un piccolo gruppo di brillanti studenti segue il corso di letteratura classica e greco antico di un carismatico e misterioso professore. Il ricordo di un crimine apre la narrazione, svelato tra ambigui legami d’amore, segreti e riti dionisiaci nelle montagne innevate del Vermont. È un romanzo sofisticato, costruito sull’illusione magica di poter vivere fuori dalla realtà, immersi in un passato mitico e seducente da celebrare ogni giorno. Citazione cult: ‹‹Che cosa hai letto in greco?›› ‹‹Il Nuovo Testamento.›› ‹‹Be’, ovviamente hai letto in koinè›› affermò acido. 2 – Nemesi, di Philip Roth (Einaudi) Nemesi, del 2010, è stato il suo ultimo romanzo. Anche chi non ha mai letto Roth può iniziare da Nemesi, partendo dalla fine. Nel 2012 Philip Roth in una intervista racconta di aver riletto tutta la sua produzione partendo proprio da Nemesi e di aver capito di aver fatto “il mio meglio con i mezzi a mia disposizione”, citando il pugile Joe Louis. Ma attenzione: anche se ambientato nel 1944 è un romanzo di stringente attualità ed infatti è tornato in vetta alle classifiche di vendita. Racconta dell’epidemia di poliomelite che minaccia la cittadina di Newark in New Jersey e descrive tutta la gamma di emozioni con cui l’animatore di campo giochi Bucky Cantor è costretto a convivere. In che modo riuscirà a far fronte agli eventi? Come si convive con un’epidemia? Nicola Lagioia su twitter ha dichiarato che sta faticando a leggere, “Forse anche perché i libri di solito raccontano avendo come punto di vista il “dopo” mentre noi invece siamo nel mezzo del guado.”, ma stavolta Philip Roth ci suggerisce la sua terapia letteraria con il racconto del “durante”. Citazione cult: ‹‹La paura ci degrada. Far sì che si abbia meno paura… questo è il tuo compito, e il mio.›› 3 – Agosto, moglie mia non ti conosco, di Achille Campanile (BUR) Per prepararci alle placide e rilassate atmosfere estive Achille Campanile fa naufragare […]

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Tabish Khair: La notte della felicità, un libro sull’altro

La notte della felicità, opera dello scrittore indiano Tabish Khair con traduzione di Adalinda Gasparini per Tunuè, porta con sé un interrogativo che, bene o male, ci siamo posti tutti quanti una volta nella vita: quanto siamo disposti a conoscere l’altro? Quanto a voler condividere la sofferenza altrui? Il romanzo di Tabish Khair non dà risposte in merito, ma apre spunti di riflessione grazie alla voce narrante del personaggio principale, un business man di nome Anil Mehotra, uomo pragmatico, di successo che è riuscito a creare nel tempo il suo regno e la sua ricchezza. Ovviamente per fare tutto ciò è stato indispensabile l’aiuto dei suoi dipendenti, tra cui uno in particolare, Ahmed. Egli è già sulla cinquantina quando si candida per la posizione di lavoro e in più il suo nome evoca e traduce l’inquietudine degli equilibri sottili della società indiana che si basa sulla commistione fragile di culture e religioni a volte in simbiosi e a volte in contrasto. Mehotra scrive ricordando che, inizialmente,  era tentato dallo scartare l’eventuale assunzione di Ahmed  giustificandosi dietro al suo pragmatismo, il quale attentamente si può ridurre a una forma inconsapevolmente interiorizzata di razzismo. Tuttavia le notevoli capacità linguistiche di Ahmed sovrastano il senso di paura di Mehotra, il quale decide di assumerlo e, nel tempo, iniziare a considerarlo anche il suo braccio destro all’interno dell’azienda. Tra i due si va a stabilire una routine lavorativa che accorcia le distanze fra loro e fa cadere nel vuoto ogni diffidenza, o almeno questo è quello che pensa Mehotra, per il quale il lavoro rappresenta la ragione di vita e gli affari sono anteposti anche agli affetti famigliari. Mehotra si illude, in questo modo, di conoscere Ahmed nella sua integrità di uomo e lavoratore. Succede però che nella piovosa notte di Shab-e-baraat, Ahmed si mostra agli occhi del suo capo in vesti diverse più umane e fragili, rompendo il solido strato di cecità pragmatica di Anil Mehotra, il quale si sente tradito, offeso e umiliato dalla rivelazione che si spiega di fronte ai suoi occhi increduli. I colpi di scena di Tabish Khair Il libro prende una piega diversa. Incomincia l’indagine di Mehotra verso la scoperta del passato di Ahmed, nella speranza di riappropriarsi della sua realtà ordinaria e semplice che non ammette disordini e imprevisti. La ricerca febbrile però svela ancora di più la sofferenza che Ahmed ha vissuto nella sua vita, la genuinità dei suoi sentimenti, gli orrori che sono calati nel suo cuore come ghigliottine. Orrori così banali nella loro ragion d’essere da cui però sono sorte ferite che non possono essere curate in alcun modo. L’immersione nella storia di Ahmed, porta Mehotra a rispolverare l’esercizio dell’empatia. È proprio grazie a questa apertura del cuore che un uomo ordinario e anche un po’ superficiale come Mehotra riesce a vivere un’esperienza stupefacente e di grande sensibilità. Con quest’opera, Tabish Khair è riuscito a demolire mattone dopo mattone la figura oggi divinizzata dell’uomo pragmatico che, ridimensionato nella sfera degli uomini “comuni”, crolla nell’isteria […]

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Libri per bambini: 5 da leggere in quarantena

Cinque libri per bambini: i nostri consigli Se qualcuno ci avesse avvertito che un giorno un temibile ma invisibile nemico chiamato Coronavirus avrebbe attentato alle nostre vite e alla nostra libertà probabilmente non gli avremmo creduto, lo avremmo preso per matto. Eppure, eccoci qua, nel bel mezzo di una pandemia che sta mietendo numerose vittime e ci costringe a stare in casa al fine di contenere il numero dei contagi. Oltre alla preoccupazione e all’ansia dovute alle circostanze, durante questo periodo di reclusione forzata va fronteggiato anche un altro potenziale nemico: la noia. Il “rischio” che ci si possa annoiare stando a casa tutto il giorno per più giorni di seguito è infatti alto, soprattutto per i più piccoli. Le attività didattiche sono sospese, non si possono vedere gli amici e, ora che è primavera, non si può nemmeno uscire all’aria aperta a giocare. Come scongiurare dunque questo “pericolo”? Ovviamente tenendoli impegnati! Oltre a farli giocare, disegnare, colorare, creare, sarebbe bene anche avvicinarli alla lettura. Niente di meglio di un libro, infatti, ci permette di andare lontano pur restando fermi. La lettura, quindi, può essere un buon modo per intrattenere i bimbi durante la quarantena. Diversi sono i volumi adatti ai bambini, impossibile citarli tutti. Di seguito una breve selezione di libri per bambini più o meno conosciuti. Un libro per amico: i libri per bambini consigliati da noi I colori delle emozioni di Anna Llenas Quello che stiamo vivendo è un periodo strano e delicato per tutti scandito da emozioni comuni e istintive quali la paura, l’ansia, la rabbia, la tristezza che in questo momento fatichiamo a nascondere. Se per un adulto è difficile gestirle, figuriamoci per un bambino che si domanda perché sta accadendo tutto questo. Tocca inevitabilmente ai genitori il difficile compito di aiutarli ad interpretare eventi di questa portata e rassicurarli. In questo senso per aiutare a parlare di emozioni in modo semplice può essere utile leggere un meraviglioso libro per bambini, I colori delle emozioni di Anna Llenas, edizioni Gribaudo. Il mostro dei colori si è svegliato di umore un po’ strano e non riesce a capire cosa gli sta succedendo, ha mischiato tutte le emozioni. Mescolate insieme le emozioni non funzionano. Grazie all’aiuto di una sua amica, una bambina in scala di grigi, però, il mostro riuscirà a separare le singole emozioni riconoscendole e abbinandole ognuna a un colore: il giallo è l’allegria, l’azzurro la tristezza, il rosso la rabbia, la calma è verde e la paura è nera. Rimettendo a posto le emozioni il mostro tornerà a sentirsi bene. Il Gruffalò Altro libro che consigliamo è A spasso col mostro, in seguito tradotto anche con il titolo Il Gruffalò (titolo originale in inglese: The Gruffalo), un poema per bambini della scrittrice e drammaturga inglese Julia Donaldson, illustrato da Axel Scheffler. Il volume – che ha venduto oltre 13 milioni di copie e vinto numerosi premi per la letteratura per bambini – racconta la storia di un topo che passeggia nella foresta e grazie alla […]

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Linda Barbarino e il suo entusiasmante esordio in La Dragunera

La Dragunera, romanzo d’esordio di Linda Barbarino pubblicato da Il Saggiatore, avrebbe dovuto fare il suo esordio in libreria il 12 Marzo. Ma date le difficili circostanze in cui riversa l’Italia per adesso può essere letto in epub sul sito della casa editrice, in attesa di essere acquistato in tutte le librerie. La Dragunera di Linda Barbarino. Sinossi della trama e personaggi Il romanzo inizia la sua narrazione in modo repentino e catapulta il lettore nella vita di Rosa Sciandra, un personaggio controverso che per alcune circostanze della vita si troverà ad essere “la buttana” del paese. È una donna che vuole sembrare forte, ma in tutta la sua vita non ha fatto altro che costruire un guscio protettivo contro i duri colpi del destino. Una donna nostalgica, che ricorda il passato con incanto e disillusione. La vita di Rosa è allacciata a quella di sua sorella Anna. La loro infanzia, narrata tramite flashback, è caratterizzata dai giochi del tempo e dalle litigate tra sorelle. In seguito, a causa di un tragico avvenimento, le strade delle due bambine si divideranno. Accanto a Rosa uno dei personaggi principali è senz’altro Paolo, il cliente più affezionato della protagonista. Egli lavora tra i campi di famiglia sin da bambino e con il tempo è diventuo responsabile, capabrio e serio. Il suo unico vizio è legato alle “belle donne“. Suo fratello Biagio è invece l’esatto opposto: egli vuole studiare, realizzarsi, e tornare a casa solo quando è in difficoltà. Tutto ciò rimarca l’ostilità accesa tra i due fratelli. Uno dei personaggi più controversi, di cui si arriverà a capire ben poco, è quello della Dragunera. La donna, chiamata così a causa di sua madre, sposerà Biagio. Quell’unione non sarà mai ben vista in famiglia, poiché al paese sono molti i racconti che ruotano attorno alle due donne. La dragunera senior infatti è famosa per gli intrugli contro il mal di pancia, il mal d’amore e ogni efferatezza sovrannaturale. La Dragunera rappresenta l’incarnazione della sensualità, della donna bella e potente che non si lascia comandare, ma piuttosto comanda. Il rapporto tra quest’ultima e Paolo non sarà mai del tutto chiaro. L’uomo infatti, pur sapendo che la donna è la moglie di suo fratello, non disdegnerà mai di desiderarla per quanto si avvicendi tra la passione e l’odio verso di lei. Tra i personaggi più navigati troviamo Don Tano e Donna Angelina, i genitori di Paolo e Biagio. Tra i due il rapporto sarà piuttosto controverso: trattandosi di un racconto dai toni “arcaici” non manca la prevaricazione dell’uomo sulla donna. Il maschilismo sottile, intriso nelle frasi come “tu sei donna e non devi immischiarti nelle cose da uomo” rende in modo preciso la condizione delle donne di quei tempi. Un elemento molto importante su cui focalizzare l’attenzione è il rapporto tra Rosa e Paolo. Pur essendo un rapporto tra prostituta e cliente, il loro non sarà mai un vano atto sessuale. In alcuni momenti si percepisce il desiderio romantico della donna, che però resta inesploso a […]

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I conti con l’oste, un viaggio sentimentale tra le nuove trattorie italiane

I conti con l’oste è il viaggio sentimentale di Tommaso Melilli tra le storie delle nuove trattorie italiane, e senza sciorinare ricette ci racconta chi siamo quando mangiamo Tommaso Melilli è un giovane chef, viene dalla campagna della provincia lombarda ed è un narratore eccezionale. Non è esattamente una scoperta, né stupisce: la sua penna era già nota per la rubrica di cucina e costume Tovagliette su Rivista Studio e per Spaghetti Wars, un personal essay in francese sull’identità in cucina. I conti con l’oste – ritorno nel paese delle tovaglie a quadretti, in libreria dal 18 febbraio, è edito da Einaudi nella collana Frontiere ed è il suo debutto nell’editoria italiana. Non un romanzo ma neanche una vera e propria indagine, sul suo profilo Instagram Melilli definisce I conti con l’oste una non fiction – novel, quell’ibrido letterario tra realtà e creatività che risponde all’esigenza, finora un po’ sopita, di parlare a noi stessi del nostro presente. Un viaggio sentimentale nelle nuove trattorie italiane Un viaggio tra alcuni dei ristoranti e delle trattorie più interessanti in circolazione per raccontare “il dietro le quinte dei fuochi” provando a scoprire dove e come nasce quella magia che ci fa sentire a casa quando andiamo a cenare fuori. Non l’ennesimo libro di cucina, non ci sono ricette (solo qualche consiglio nascosto tra gli incisi, tipo il modo migliore per fare il ragù), non c’è il piglio del critico gastronomico: è un libro sulla cucina scritto con l’impronta del cuoco e lo sguardo del narratore. È un archivio di storie e aneddoti tratti dalla sua esperienza professionale e personale perché è soprattutto il racconto di un “viaggio sentimentale”, come dice lui stesso, del rientro in Italia da Parigi, dove Melilli, scivolando un po’ sul modo in cui ciò accade, da studente universitario di lettere diventa cuoco. Sulla soglia dei trenta, il giovane cuoco in terra di Francia ricorda le sue radici italiane e si scopre oste, senza aver mai lavorato in una trattoria o osteria in Italia. Ma quando torna in Italia il vicino di casa lo accoglie dicendogli “Guarda chi c’è, lo zingaro!”, intendendo, forse inconsapevolmente o forse no, che se te ne sei andato via non appartieni a niente, né al luogo dove arrivi e neanche più al luogo da cui vieni. È come se Melilli si fosse posto le supreme domande “chi sono, da dove vengo e dove sto andando” cercando le risposte tra fornelli e fornitori, il mondo che dichiara essergli più familiare. I conti con l’oste è il suo personale romanzo di formazione per conciliare le due identità di oste e di zingaro, fatte di anelli voluminosi, camicie alla Adriano Celentano e bandane in cucina. L’itinerario che sceglie segue quei locali che occupano, ciascuno con la propria filosofia, il nuovo paesaggio delle trattorie italiane, senza avere la pretesa di stilare la guida delle imprescindibili trattorie del momento. I capitoli sono gli incontri che descrivono il cambiamento della scena gastronomica italiana: Passerini è l’unica tappa francese, divenuto famoso per […]

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