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Eroica Fenice

La Tag: libri da leggere contiene 531 articoli

Libri

Pausa caffè con gatti: il nuovo romanzo di Charlie Jonas

Pausa caffè con gatti è il nuovo romanzo di Charlie Jonas edito da Garzanti. L’autore tedesco Charlie Jonas, nella stesura del suo amabile romanzo, si è ispirato a qualcosa che realmente esiste; in una libreria del Canada, è infatti possibile comprare libri e adottare gatti. Qualcosa di estremamente dolce e tenero al tempo stesso; cultura e amore insieme. Trama e curiosità “Si aggirano furtivi tra i tavolini, dormono sugli scaffali, usurpano le sedie più comode. Sono loro i veri padroni della caffetteria più famosa della città: i gatti, come la dolce Mimi. Sarà forse per questo che proprio lì, in quel luogo, si susseguono avvenimenti straordinari. Ascoltando il suono delle fusa, dolce melodia, tutto sembra più facile, ogni scelta meno difficile, ogni errore meno irrimediabile. Perché tutti hanno ostacoli da superare e scuse da fare, ma i gatti possono aiutare a trovare il coraggio di cambiare”. La narrazione inizia con la vicenda di Susan, una signora che ha sempre vissuto in Germania e che dopo la morte del marito ha preferito non viaggiare più. Un delicato intervento chirurgico al quale dovrà sottoporsi si tramuta in occasione di viaggio. La donna sceglie Ischia, isola del Golfo di Napoli, come destinazione della propria vacanza. La ben nota “ isola verde “è descritta con qualche stereotipo che probabilmente non tutti condivideranno, possiamo dire che l’autore ne sottolinea le sembianze “all’italiana”, ma ciò è solo un dettaglio e non influirà sulla storia vera e propria. Tuttavia, la digressione sul viaggio di una delle protagoniste, permetterà evadere dall’immagine standardizzata dell’ambientazione unica che spesso contraddistingue tanti romanzi, e si configura come una nota di freschezza per Pausa caffè con gatti. La Signora Susan decide dunque di viaggiare, inizialmente per poco tempo, e poi dilatando sempre più i giorni di vacanza. Decisa più che mai, l’unico “problema” è Mimì, il suo gatto, dalla quale non si è mai allontanata. Il gatto, che diventerà il fulcro dello splendido romanzo, sarà affidato alle amorevoli cure di Leonie, proprietaria di una caffetteria. Grazie alla presenza di Mimì, alle fusa che dispensa a tutti, senza pensarci troppo, alla tenerezza del suo sguardo, alla morbidezza del manto che avvolge il suo corpo, la caffetteria diventerà un luogo magico, amato e ben voluto da tutti. Un luogo dove nell’aria si respira amore, all’interno del quale ogni cosa si tinge di semplicità. Mimì diventa, pagina dopo pagina, il gatto di tutti, e la sua presenza stravolgerà la vita delle tre protagoniste del romanzo. Pausa caffè con gatti: amare incondizionatamente il proprio amico a quattro zampe Charlie Jonas sottolinea l’importanza di avere con sé un animale, in questo caso un gatto, che dona amore incondizionatamente. Convivere con un animale non è semplice, occorre assumersi delle responsabilità, che saranno poi ripagate incommensurabilmente, grazie al rapporto speciale che si crea con i propri amici a quattro zampe. Proprio su ciò verte il romanzo intitolato Pausa caffè con gatti. Le protagoniste, grazie ad uno stile scorrevole e semplice, senza artefatti, vivono la quotidianità con tutto ciò che essa […]

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Il saggio di Jonathan Rowson sul senso degli scacchi: La mossa giusta

“La mossa giusta” è l’interessante saggio di Jonathan Rowson sugli scacchi, edito da Garzanti editore, tradotto sapientemente da Giuliana Mancuso La trama «Gli scacchi illuminano la vita nel suo insieme, riportandoci a domande eterne: qual è il mio posto nel mondo? Cosa sto cercando di ottenere dalla vita? Quale sarà la mia prossima mossa?». Perfezionati lungo millecinquecento anni di storia, gli scacchi sono stati a lungo la palestra ideale di tattica e strategia militare. Ma questo gioco è molto più di una guerra in miniatura: da una partita può trasformarsi in un imprevedibile enigma da risolvere, una storia da inventare o una sfida che richiede attenzione e creatività. In pagine caleidoscopiche e appassionanti, il filosofo e grande maestro Jonathan Rowson va oltre l’idea che per vincere serva solo la logica e rivela la saggezza profonda e senza tempo degli scacchi, dimostrando come in quelle sessantaquattro caselle bianche e nere sia in realtà racchiusa tutta la nostra esistenza: dall’importanza di imparare ad amare – e sfruttare al meglio – i nostri errori ai misteri dell’essere genitori. Fin da subito si comprende che lo scritto di Rowson non intende essere il mero esercizio di tattiche e racconti gloriosi del passato. L’autore tende, infatti, a sottolineare come le dinamiche del gioco si intreccino di continuo con quelle della vita vera, rendendo di fatto le mosse “sulle caselle bianche e nere” quelle che in realtà si configurano nella vita di tutti i giorni. Rowson ci parla in maniera efficace di come gli scacchi imitino la vitae di come la vita sembri fare lo stesso, in uno scambio di ruoli, dove l’uno si confonde con l’altro, in una scacchiera fatta di pezzi e persone, senza replica alcuna. Il saggio non manca di storia: in moltissimi punti, infatti, si racconta di come il gioco degli scacchi si sia evoluto nel tempo. In particolare, ci si sofferma su come esso sia stato condizionato da influenze sociali e geografiche, passando da mano a mano, da terra in terra, toccando luoghi persiani, arabi ed europei. Rowson non tralascia l’aspetto personale, restituendo al saggio oltre che un valore formativo ed informativo, anche un aspetto sostanzialmente umano. Nelle sue pagine, ritroviamo un ragazzino interessato solo agli scacchi guardando da vicino le difficoltà scolastiche, il riscatto, il cambio frenetico delle figure di riferimento, che rende il futuro Roswon profondamente incentrato su un gioco che ha regole e schemi precisi. Questo attaccamento morboso al gioco a tratti sembra voler essere l’altra faccia della medaglia, laddove un ragazzino, non trovando un punto stabile nella sua vita, si aggrappa a qualcosa che in realtà esiste ed esisterà, come appunto gli scacchi. Si racconta di come nella sua vita l’attaccamento a suo nonno e la presenza del gioco degli scacchi siano stati elementi salvifici per lo sviluppo della sua persona e per una conduzione tranquilla della sua esistenza. Da qui parte il racconto emozionante di insegnamenti, sconfitte, vittorie e soprattutto scoperte. Le metafore di Rowson sul gioco degli scacchi Sono molte le metafore che l’autore intreccia […]

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Il cigno nero di Parigi: il nuovo romanzo di Karen Robards

Il cigno nero di Parigi è il l’ultimo romanzo di Karen Robards, pubblicato da Newton Compton Editori nel febbraio del 2021, tradotto da Francesca Berardi. Karen Robards, nata a Louisville il 24 Agosto 1954, è autrice di oltre cinquanta romanzi. Dopo aver ottenuto per la prima volta il riconoscimento per i suoi romanzi storici, Robards divenne una delle prime romanziere romantiche storiche a passare con successo alla suspense romantica contemporanea. Il suo lavoro è stato tradotto in diciassette lingue e ha vinto diversi premi. Il cigno nero di Parigi, trama del romanzo Il romanzo è ambientato nella Parigi del 1944, durante la seconda guerra mondiale, periodo in cui si svolge la storia di Geneviève Dumont, una bellissima e giovanissima cantante francese, soprannominata il Cigno Nero per il costume che spesso indossa durante i suoi spettacoli: un aderente body nero sorretto da un bustier senza spalline e tutto lavorato in paillettes con una gonna fatta di piume di struzzo tinte di nero e con in testa un copricapo formato da tre grandi piume nere sempre di struzzo. Dal 1940, dopo essere rimasta intrappolata in Marocco a Casablanca per sfuggire all’invasione tedesca in Francia, la ragazza ha la fortuna di unirsi ad una troupe di musicisti e ballerini. Da quel momento la vita di Geneviève cambia in meglio, anche se spesso sente di dover fare i conti con la propria coscienza. Infatti, nel suo ruolo di diva e osannata interprete di diverse tournés internazionali, ha la possibilità di spostarsi per tutta l’Europa, nonostante l’invasione nazista avanzi sempre di più. Solo agli artisti più affermati veniva concesso di viaggiare muniti di lasciapassare tra i paesi conquistati e frequentare gli ufficiali di livello superiore. In un drammatico periodo storico, caratterizzato per tutti dalla paura, dalla fame e da un numero di morti su scala globale mai visto prima, Geneviève sa di essere una privilegiata e spesso viene scambiata da alcuni suoi connazionali come una collaborazionista, motivo di grande sofferenza per lei, che cerca anche di dimenticare come può la persona che è stata in passato. Lavora nella troupe artistica diretta dal suo pianista e impresario, Max Bonet, un francese costretto a camminare appoggiato a un bastone in seguito ad un incidente che lo ha reso invalido. Ma in realtà Max Bonet è il maggiore Max Ryan, SOE: un ex ufficiale della RAF, sopravvissuto all’abbattimento del suo aereo e che ora come agente britannico dirige un’importante rete di spionaggio collegata alla Resistenza. Geneviève e Max si sono conosciuti in Marocco e da quel momento Max aveva inserito Geneviève nella sua rete di spionaggio per poter sfruttare la sua fama, rendendola il volto pubblico di ogni operazione, il cavallo di Troia che gli inglesi usavano per introdursi tra i nemici, il mezzo per trasmettere informazioni preziose e salvare vite. Nonostante il coprifuoco, i continui bombardamenti e le voci su un imminente attacco degli alleati, a Parigi lo spettacolo continua per Geneviève e la sua troupe ma le cose si complicano quando una sera, dopo la fine […]

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Purgatorio di Dante in graphic novel. Recensione

Chiaredizioni pubblica Purgatorio di Dante in Graphic Novel, opera di Zuccarini e Carbonetti, a 700 anni dalla scomparsa del sommo poeta. I dubbi sull’importanza di Dante Alighieri per la nostra cultura non dovrebbero esistere. Il poeta e padre della lingua italiana ha ispirato generazioni di letterati e artisti rimasti affascinati da quel caleidoscopio di immagini che è la Commedia, soprattutto se parliamo della più amata delle tre cantiche che è L’Inferno. Pensando solo alla pittura si potrebbero citare i nomi di Sandro Botticelli, Gustave Doré e Salvador Dalì ma sono tanti altri i media che ne hanno subito il fascino: il rapper Murubutu con l’album Infernum, la Eletronic Arts con il videogioco Dante’s Inferno e i fumetti con L’inferno di Topolino, storia a puntate scritta da Guido Martina e Angelo Bioletto tra il 1949 e il 1950. Tuttavia, benché siano in pochi ad ammetterlo, anche la cantica del Purgatorio ha il suo fascino. Lo sanno benissimo Cristiano Zuccarini ed Ernesto Carbonetti che in occasione dei settecento anni dalla scomparsa del sommo poeta pubblicano Purgatorio di Dante in graphic novel. Una graphic novel, per l’appunto, sulla seconda cantica del poema. Biografia degli autori Docente di italiano, latino, greco e storia alle scuole superiore, Cristiano Zuccarini si è predisposto la missione di rendere i classici della letteratura italiana accessibili a un pubblico di giovani il cui rapporto con i libri, è un dato di fatto, non è tra i più idilliaci. Per farlo si avvale dell’aiuto di Ernesto Carbonetti, illustratore formatosi all’Accademia Disney di Milano che ha collaborato con la Maximus Studios e la Mirò Edizioni. La loro collaborazione ha portato alla pubblicazione dell’Inferno di Dante in graphic novel nel 2019. Purgatorio di Dante in graphic novel, struttura dell’opera Nel loro Purgatorio i due autori hanno scelto di soffermarsi su pochi ma significativi canti, che rispecchiano i momenti più alti della cantica: Il primo, il terzo, il quinto e il sesto dell’Antipurgatorio, il nono e i successivi tre in cui viene descritta la cornice dei Superbi. Ciò che colpisce è sicuramente la fedeltà all’opera di partenza. Zuccarini sceglie di riportare per intero i versi danteschi, seppur concedendosi la libertà di parafrasarne alcuni che magari possono risultare oscuri a chi non ha dimestichezza con il poema. Ma quando si parla di graphic novel la sceneggiatura non può essere l’unico valore da tenere in considerazione. Carbonetti ci regala infatti delle tavole suggestive, simili ad acquerelli intensi che restituiscono l’atmosfera di speranza e dolcezza che costituisce la cantica dedicata al regno “dove l’umano spirito si purga/ e di salire al ciel diventa degno”. Gli incontri con Catone l’Uticense, Manfredi, Pia de’ Tolomei, Sordello e l’angelo guardiano della porta del Purgatorio sono resi magistralmente, restituendoci una dimensione di umana religiosità. Il Purgatorio di Dante in graphic novel, assieme a tante altre operazioni non solo cartacee, è uno dei modi migliori per continuare a festeggiare i fasti del sommo poeta a settecento anni dalla sua scomparsa e a distanza di giorni dal Dantedì. Chi vuole avvicinarsi alla seconda […]

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Caterina Edwards: Riscoprendo mia madre, il riscatto di identità perdute

Riscoprendo mia madre Una figlia alla ricerca del passato di Caterina Edwards: la storia di una figlia alla ricerca del passato edito Les Flâneurs Edizioni. «Le persone sono intrappolate nella storia e la storia è intrappolata in loro». James Baldwin, Appunti americani Riscoprendo mia madre Una figlia alla ricerca del passato di Caterina Edwards è un dono, quello che la scrittrice fa a sua madre (e un po’ anche a se stessa), una dimostrazione di amore senza pari, una faticosa ricerca del passato la cui scoperta implica il riconoscimento e la comprensione di una madre nella sua essenza e insieme il “perdono” da parte di sua figlia. Riscoprendo mia madre è però anche l’ “inventario”, inteso alla maniera gramsciana: un “conosci te stesso”, la raccolta di quella infinità di tracce che la storia lascia in ogni “io”. Caterina Edwards ha origini italiane da parte materna, suo padre è invece inglese. Ma la Edwards innesta radici culturali anche in America, dove si trasferisce da bambina, all’età di soli sette anni. La sua infanzia è scandita da visite estive alla città di Venezia a cui è legata da una storia di dolore e sofferenza che la avvicina, ancora inconsapevolmente quando è troppo piccola per comprenderne il valore, alla storia e al destino della popolazione istro-veneta, quella a cui apparteneva anche la madre, protagonista di un tragico esodo dopo la Seconda Guerra Mondiale. «Ma se l’Inghilterra era il presente, l’Istria, la città natale di mia madre, era il passato nebuloso, distante e irrilevante. Non era un Paese; non appariva su nessuna mappa moderna o in nessun libro che avevo letto. Durante la mia giovinezza, l’Istria era una fantasia, un costrutto mentale, una sequenza di immagini incubate dai miei sogni». Riscoprendo mia madre è il settimo libro di Caterina Edwards e anche qui confluiscono i suoi più sensibili interessi: immigrazione, innesti di culture e popoli, la Storia. Tuttavia questo suo romanzo, un intreccio tra (auto)biografia, diario o libro di memorie familiari, ha una carica personalissima di sentimenti ed emozioni che finiscono per grattare via la scorza di pudicizia e anche di moralità della scrittrice, non solo quando la Edwards si auto-svela nel mostrare le proprie debolezze ma, e soprattutto, nel descrivere con sincerità il conflittuale rapporto con sua madre Rosa: l’autrice ha il grande coraggio di non nascondere il risentimento e l’amore rancoroso che prova nei confronti di un genitore, che sono poi la gabbia e la verità non-detta (difficile da digerire) che marchiano la vita di ognuno. Per questo, quello di Caterina Edwards non è un libro per tutti: è la storia di un lento declino, quello di sua madre, Rosa Pia Pagan, afflitta in vecchiaia dall’Alzheimer, ma è anche la storia dell’Istria, troppe volte terra di contesa, terra dalle plurime dominazioni (austriaca, fascista, nazista e jugoslava…), terra multietnica e non per questo aperta da sempre alla diversità. La storia delle popolazioni dell’Istria, ripercorsa attraverso la ricerca stancante e accurata di Caterina Edwards, è la storia di popolazioni di rifugiati, di espropriati e […]

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Il segreto di Mr Willer: il nuovo romanzo di Chicca Maralfa

Il segreto di Mr Willer è il nuovo avvincente romanzo dell’autrice Chicca Maralfa, edito da Les Flaneurs Edizioni. Trama e caratteri della narrazione “Mr Willer è uno spregiudicato conduttore di successo su Twitch, con ben quattro milioni di follower. Il suo comportamento spesso sopra le righe e a tratti strano ha fatto di lui il più importante opinionista nazionale della rete. Babilonia, il suo canale web, è un prodotto unico. Mr Willer, con prontezza diabolica e arguta saccenza, va costantemente alla ricerca del peggio, scavando a fondo, amplificando notevolmente la risonanza dei temi trattati, scatenando disordine e scombussolando gli equilibri. Ma come spesso accade, ben presto l’uomo si troverà a fare i conti con qualcosa di inaspettato, ossia con le conseguenze delle proprie azioni. Non è una notte qualunque a Milano quella in cui il pubblico ministero Roberto Natali si troverà a indagare su Mr Willer, in un clima torbido che metterà in discussione l’esistenza dell’uomo”. Un libro estremamente coinvolgente, un giallo, all’interno del quale improvvisamente qualcosa o qualcuno irrompe a destare scompiglio. Il lettore sarà travolto da tutto ciò, da una trama piuttosto intricata, che porta con sé i caratteri ed i misteri propri di un personaggio apparentemente imbattibile. I due personaggi principali sono descritti con attenzione e con forte precisione, sembra quasi di poterli prefigurare nella propria immaginazione. Leggendo, capitolo dopo capitolo, questi ultimi prendono forma grazie ad un “corpus narrativo” degno dello stile cui appartiene il romanzo. Mr Willer ed il sostituto Procuratore Natali costituiscono l’asse portante di un libro che lascia senza fiato. Tutto è al proprio posto, tutto collima, nonostante la narrazione sia densa di misteri ed interrogativi sparsi qua e là. Il segreto di Mr Willer – un romanzo dal forte spessore narrativo I temi trattati sono tanti e ben inseriti all’interno di ogni capitolo, tra scelte, azioni, vita quotidiana, notizie false, successo, spregiudicatezza e solitudine. Il successo che contraddistingue Mr Willer non lo rende invincibile, anzi; l’indagine che lo vede coinvolto mette a nudo gli elementi più intimi del suo essere. È proprio questo aspetto che dona una nuova “veste” al romanzo, una configurazione che lo allontana leggermente dallo stile giallo. La vicenda si colora di vari tasselli ma la linearità del libro permette di leggere rapidamente ciò che accade, al passo con la narrazione, basata su un linguaggio semplice e non troppo pretenzioso. Uno degli elementi che sicuramente sorprenderà il lettore è la “doppia anima” di Mr Willer, che verrà fuori pagina dopo pagina. Il protagonista è lo spregiudicato, quanto omofobo, cinico, insopportabile speaker radiofonico che ama ascoltare la propria voce, come un narcisista senza tempo ma è anche altro. Scoprirlo grazie all’abile penna dell’autrice sarà inevitabile e lascerà senza fiato. Non è tutto come sembra. Nulla, nessuna cosa è lasciata al caso. Non c’è niente che non confluisca in qualcosa di spiegabile. Misteri, suggestione, indagini, ma anche connivenza e convivenza di tanti segreti costituiscono e costellano l’avvincente ed interessante romanzo, catapultando il lettore in una serie appassionante di riflessioni e considerazioni. […]

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La profezia perduta di Giordano Bruno, di Ciai e Lazzeri

Dopo il successo de La guerra dei papi, Roberto Ciai e Marco Lazzeri ci regalano un nuovo intenso romanzo ispirato alle vicende del filosofo nolano Giordano Bruno. La profezia perduta di Giordano Bruno, edito da Newton Compton Editori, ripercorre gli ultimi momenti della vita del filosofo e i misteri che avvolgono la sua caduta e la sua drammatica fine. Siamo ad una manciata di giorni dal 1600 e uno sparuto gruppo di soldati fa visita al capitano John Corso per portargli un ordine di Sua Maestà la regina Elisabetta I d’Inghilterra. John Corso, ex guardia personale della regina, è ormai un uomo deluso e schivo che cerca rifugio e oblio nella cittadina di Reading, lontano dalle glorie e dagli intrighi della corte inglese. Ma il suo debito di obbedienza a sua Maestà non si è ancora estinto e i soldati sono venuti ad esigerlo in nome della Regina portando al Capitano Corso una missiva inviata dal cerusico Cesare Scacchi alla regina. La lettera chiede a Sua Maestà di intercedere per salvare la vita del frate domenicano Giordano Bruno da Nola, rinchiuso nelle prigioni del Sant’Uffizio a Roma e in attesa di giudizio presso il Tribunale della Santa Inquisizione. La Regina, debitrice al cerusico Scacchi della sua vista, decide di accoglierne la richiesta e ordina al Capitano Corso di occuparsene. Dietro la minaccia di radere al suolo il villaggio di Reading, il Capitano Corso è costretto a partire per Roma dove incontrerà il filosofo in attesa di salire al rogo. I tentativi di Corso di salvare Giordano Bruno dal suo tragico destino si scontreranno con l’ostinazione del filosofo che, nascondendo ben più gravi e drammatici segreti, rifiuta di fuggire. Ripercorrendo gli ultimi giorni dell’esistenza del visionario quanto misterioso filosofo, gli autori hanno costruito un romanzo ricco di pathos e di mistero, un romanzo che tiene il lettore con il fiato sospeso ricostruendo davanti ai suoi occhi la fitta rete di intrighi e tradimenti di cui sarà vittima Giordano Bruno. La profezia perduta di Giordano Bruno restituisce intatti e tangibili l’atmosfera e gli eventi di quella che è una pagina di storia tristemente nota e più volte riproposta, il tentativo della Chiesa di opporsi al progresso della scienza affinché questo non mini il potere che essa esercita sulle masse. Come altri prima e dopo di lui, Giordano Bruno è una vittima necessaria alla conservazione degli equilibri di potere; in un momento storico in cui la Chiesa Cattolica affronta duri attacchi che provengono da più parti in Europa, il lume della conoscenza non può contribuire ad indebolire il potere ecclesiastico e la Profezia perduta di Giordano Bruno riesce a far rivivere con intensità tutta la drammaticità del secolare scontro tra Chiesa e Scienza.   Fonte immagine: Newton Compton Editori

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Mónica Ojeda e il thriller Mandibula: «Disnasceremo»

Pubblicato per i tipi di Alessandro Polidoro, Mandibula di Mónica Ojeda è tra le novità editoriali del 2021. Entra a pieno titolo nella classifica dei “Selvaggi” della Polidoro la scrittrice ecuadoriana Mónica Ojeda. Già vincitrice del Premio Nacional de Poesía Desembarco per la sua raccolta di debutto nel 2015, l’Ojeda si dedica oggi a una prosa che gioca con la musicalità e gli accostamenti “giudiziosi”, attraverso i quali crea una realtà plastica, destinata a un perpetuo, inquietante dinamismo. L’universo di Mandibula ne è un esempio: esso è popolato da anthropoi zoomorfi, contorti nell’atto di assumere le fattezze che più li avvicinano a una natura recondita, ma non per questo ineffabile. La pulsione a mostrarsi per come si è realmente anima le conversazioni di un gruppo di studentesse dell’Opus Dei che tentano disperatamente di ritagliarsi uno spazio «antigenitori, antiprof, anticolf», prima di essere risucchiate nel vortice irreversibile della crescita. Questa spinta endogena a contenere la mutevolezza naturale delle cose e degli uomini si esterna in un malessere sovversivo. Il primo impulso di Fernanda, Annelise e delle loro compagne è quello di cercare un luogo per isolarsi. La cornice dei loro racconti diventa così un edificio abbandonato, in bilico fra la ristrutturazione e la definitiva demolizione. Al luogo viene presto associato un codice di comportamento: tutte coloro che decideranno di entrarvi avranno il pieno diritto ad esternare la loro vera natura. Al codice di comportamento se ne associa uno linguistico, che non teme di essere violento e scandaloso. Il gioco che le ragazze perpetuano sui tre piani dell’edificio abbandonato, però, incomincia a prendere le fattezze di una eterna sfida con se stesse e con le altre partecipanti, fino a quando non entra con violenza nella quotidianità scolastica. A risentirne è una docente, Clara. Questo è in realtà il personaggio che apre l’intero romanzo, nel quale l’Ojeda gioca con continui salti temporali fra un presente inquietante e le ragioni che lo hanno scatenato. Il presente del lettore è quello dell’inizio del libro: Fernanda è stata rapita da Miss Clara, e non sa il perché. Sa solo che la sua insegnante è una persona comune, dotata di una caratteristica insolita, ma che potrebbe essere la chiave interpretativa del male che ora la giovane è costretta a subire: una mandibola ampia, che la rende simile a una lucertola. Il passaggio all’età adulta, letto come un rito misterico cui consegue inevitabilmente un sacrificio, sembra essere il reale motore del thriller di Mónica Ojeda. A: Però un giorno saremo donne, lo sai? F: Non ti fa paura? A: Un giorno saremo come mamma. F: Non ti fa tanta paura? La folla delle figure femminili che popola chiassosamente le pagine di Mandibula comprende un ampio ventaglio generazionale, descritto in tutta la sofferenza del suo continuo divenire. Clara vive nelle sue fattezze il ricordo perpetuo di una madre rettile, della quale descrive ossessivamente la colonna vertebrale serpentina, monito costante del peso di aver fatto della propria vita un sacrificio devozionale al discente. Come sua madre, Clara vive la mortificazione […]

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Luis Sepulveda. Il ribelle, il sognatore: l’omaggio di Bruno Arpaia

Bruno Arpaia è nato nel 1957 a Ottaviano, in provincia di Napoli. Romanziere, giornalista, consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana, per Guanda ha pubblicato: Tempo perso ( Premio Hammett Italia 1997), Il passato davanti a noi e tanti altri libri, che hanno riscosso molto successo dalla critica letteraria, oltre a una conversazione con Luis Sepulveda, Raccontare, resistere. I suoi libri sono tradotti in molte lingue. Luis Sepulveda. Il ribelle, il sognatore, un omaggio dettato dal cuore Il  romanzo si apre con la festa del settantesimo compleanno di Luis Sepulveda, organizzata da Guanda a Milano: è il 25 Ottobre 2019 ed è anche l’ultima volta che Bruno Arpaia vede il narratore cileno. Infatti nella primavera del 2020 il Covid-19 pone fine alla vita di Sepulveda, gettando nell’angoscia più totale sua moglie, la poetessa Carmen Yanez, tantissimi amici e innumerevoli lettori affezionati. Bruno Arpaia, amico fraterno di Sepulveda, dopo un’amicizia durata quasi più di trent’anni, non riesce a riprendersi in alcun modo dalla morte dell’autore e, dopo un periodo di silenzio, con il desiderio di trattenere la sua presenza il più a lungo possibile, decide di dedicargli un libro che non va considerato come una biografia o un saggio critico su di lui e le sue opere ma un omaggio dettato dal cuore affinché anche tutti i lettori potessero sentirsi suoi amici e conoscere la persona oltre che lo scrittore. Ogni capitolo è dedicato con particolare attenzione ad un momento saliente che ha caratterizzato la vita di Sepulveda. Dal ricordo del suo ultimo compleanno, circondato da tutte le persone a lui più care, si snoda il resto del romanzo, che riavvolge il nastro delle esperienze di Sepulveda, quelle che lo hanno reso uno degli scrittori più amati e letti nel mondo. Il primo capitolo è incentrato sul primo incontro tra Sepulveda e Arpaia, alla Semana Negra di Gijon, nelle Asturie, il festival letterario più pazzo del mondo. Arpaia racconta del modo insolito ed ironico in cui subito si legano e dell’importanza vitale che Sepulveda dà all’amicizia, attorno a cui ruotava tutta la sua vita e molti dei suoi libri. Aveva un dono quasi premonitorio: sapeva riconoscere d’istinto le persone che potevano rivelarsi affini a lui. Un altro sentimento molto importante e decisivo per la vita dello scrittore è l’amore che i suoi nonni gli trasmettono per la lettura e la scrittura e l’amore per Carmen, la donna della sua vita, con cui si sposa due volte a trent’anni di distanza. Cileno, oppositore di Pinochet, esule, diviso tra l’Europa e il suo paese d’origine, Sepulveda ci ha donato saggi, racconti e romanzi resi indimenticabili dai suoi innumerevoli viaggi in tutto il mondo. Ha usato la scrittura per denunciare, spronare, sollecitare, far innamorare e per restare ancorato alla vita che ha vissuto da nomade, da uomo politico e ambientalista. Arpaia, oltre a riportare il prestigio di tutti i suoi romanzi, si sofferma anche sull’inaspettato successo riscosso specialmente in Italia del libro Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò […]

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Blu, il nuovo romanzo di Giorgia Tribuiani

Blu è il nuovo romanzo dell’autrice Giorgia Tribuiani, edito da Fazi Editore. Trama “Blu è in realtà Ginevra, una diciottenne intrappolata in un circolo vizioso fatto di scaramanzie e rituali ossessivi. La ragazza è fidanzata, ma in realtà proprio quell’amore lei non riesce a sopportarlo e, divorata dai sensi di colpa, non lascia quella persona. L’unico suo vero amore è nei confronti dell’arte, con e attraverso la quale riesce ad esprimersi pienamente, senza nascondersi, oscurando qualsiasi mania o gesto ripetitivo”. Blu è blu, ma in realtà non lo è. Ha diciassette anni ma in realtà ne potrebbe avere anche otto. È una giovane donna, ma anche una bambina. “Questo” o “quello” non esistono: convivono, in un romanzo estremamente interessante e scattante. Piano piano il lettore imparerà a conoscere Blu, personaggio fuori dal comune, non semplice da capire, raccontato in seconda persona da qualcuno di cui non si conosce l’identità. Il libro può essere definito un vero e proprio “romanzo di formazione”, magari di difficile comprensione, almeno nei primi capitoli. Blu: un romanzo il cui filo psicologico è simile alla narrativa di Italo Svevo Sicuramente occorre una buona dose di concentrazione nella lettura, forte attenzione ad ogni minimo dettaglio, descrizione, frammento; solo così si riuscirà a progredire insieme alla protagonista del romanzo. Ricordiamo che uno dei dogmi su cui pone le basi il “romanzo di formazione” è quello della crescita personale di uno o più personaggi, attraverso il superamento di varie prove. Possiamo sicuramente dire che per il lettore accade una cosa simile: inizialmente Blu sembrerà un libro un po’ fuori dagli schemi, inusuale. Però la narrazione, pagina dopo pagina, troverà un proprio senso, insieme alla protagonista principale che vivacizza il tessuto narrativo. Leggendo Blu, viene fuori un vero e proprio universo artistico, quasi pittorico, all’interno del quale la protagonista, seppur con manie e fisime, si muove con leggiadria. Al contempo questo elemento si mescola alla visione femminile, o meglio, verso uno stile poetico femminile. È come se l’autrice si sdoppiasse per raccontare i disturbi di Blu, che magari alla fine del romanzo sarà chiamata in un altro modo, o assumerà un’altra dimensione personale. Un anelito di mistero e suggestione, abbraccia le parole del fitto romanzo, grazie alla bravura dell’autrice Giorgia Tribuiani. Raccontare i problemi di una ragazza la cui mente è piena zeppa di ossessioni, non è semplice. Comprenderli ancora meno. Potrebbe però accadere che proprio una narrazione, così ricca e vivace e così contrastante e a tratti dilaniante, risulti utile a chi soffre di una patologia simile, fungendo da supporto o conforto. Alla maniera di Italo Svevo, potremmo dire, l’autrice ripercorre cosa si nasconde dietro a quei gesti ossessivi, ripetitivi, ostinatamente perfetti. Così come ne La Coscienza di Zeno, in Blu si evidenzia una condizione psicologica che non ha una propria dimensione, strana, ma al tempo stesso affascinante, che si pone al limite tra passato, presente e un futuro incerto. Blu è tutto ciò: l’identità di una ragazzina appassionata d’arte, ripetutamente sbilanciata, afflitta da un disturbo di cui è […]

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