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Eroica Fenice

La Tag: Napoli contiene 423 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

Anime partenopee al PAN: al via la IV edizione di Napoli Expò Art Polis

Il caldo di una soleggiata Napoli non ha fermato i tanti interessati dal partecipare all’inaugurazione della rassegna Napoli Expò Art Polis, tenutasi il 14 luglio al Palazzo delle Arti di Napoli. Saranno le sale del PAN, infatti, ad ospitare fino al 27 agosto la quarta edizione del Napoli Expò Art Polis, che quest’anno si arricchisce con un sorprendente calendario di eventi che coinvolge alcune delle più importanti personalità artistico-culturali della nostra città. Alla domanda “Che cos’è Napoli Expò Art Polis?” ha risposto il professor Gianpasquale Greco, che ha curato il catalogo e i testi critici e che, insieme all’organizzatrice Daniela Wollmann, ha selezionato gli artisti partecipanti: “È una mostra? Sì, ma non solo. È un grande contenitore di storia dell’arte a tema napoletano”. A voi il compito di trovare ragione in queste parole, nel labirinto di meraviglia e spettacolo che animerà l’estate napoletana di quest’anno. Dal 14 luglio al 27 agosto: cosa aspettarsi da Napoli Expò Art Polis Al vernissage di inaugurazione del 14 luglio era presente la curatrice del progetto (elaborato in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Napoli), Daniela Wollmann, che ha illustrato il filo conduttore e lo spirito che animano questa edizione. “Anime partenopee” è il tema scelto per quest’anno, il comune denominatore che unisce le opere degli 80 e più artisti in esposizione, tra pittori, scultori, illustratori, installatori. Dalla magia del golfo di Napoli che incontra Van Gogh nel quadro di Paola Fenelli fino all’espressività delle fotografie di Bruno Ciniglia e ai colori di Sandra Statunato: tanti i richiami e le reinterpretazioni in chiave napoletana delle grandi opere del passato, altrettante le manifestazioni d’arte sentite ed eloquenti, specchio del nostro oggi, narratrici dei sentimenti più veri che accomunano gli uomini. Inoltre, anima partenopea d’eccellenza è Tina Pica, attrice e commediografa napoletana scomparsa nel 1968, a cui è dedicato il documentario di Lucilla Parlato e Federico Hermann, prodotto da Identità Insorgenti, che sarà possibile vedere, per tutta la durata della rassegna, nella Sala Video del secondo piano del Palazzo delle Arti di Napoli. Non solo dotato di ampi e luminosi spazi, ma anche aperto a nuovi linguaggi sperimentali, lo storico PAN, con i suoi 100mila visitatori l’anno, spiega l’assessore Gaetano Daniele, è il luogo più adatto ad ospitare una rassegna come Napoli Expò Art Polis: una palestra per artisti che vogliono crescere, un punto fermo per immergersi in un mondo altro, quello dell’arte. Presente al taglio del nastro anche la madrina dell’evento, la cantante Monica Sarnelli, che, sulle note della sua “Chesta sera”, ha con la sua voce riempito d’arte anche la conferenza di presentazione. La canzone è stata dedicata al ricordo di Luigi Necco, a cui sarà dedicata la giornata del 23 luglio, durante la quale interverranno anche la figlia Alessandra, Nino Daniele, Paolo Giulierini, Giuseppe Maggi, Massimo Perna. Tra gli eventi in calendario anche la presentazione del libro “Il giallo di Van Gogh” di Marina Albamonte d’Affermo, il 16 luglio alle ore 17.00, le performances di body painting di Giulia Avallone il 30 […]

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Concerti

I Moderup alla Casa della Musica, idolatria della periferia

Il concerto dei Moderup alla Casa della Musica di Napoli è stato un evento atteso dal pubblico, dalla critica e dalla cittadinanza. Oggi, nella nostra città, la musica sembra essere al servizio della denuncia sociale. La trap e il rap soprattutto fanno leva su un pubblico di giovani e giovanissimi immersi nella realtà della provincia napoletana abbandonata al proprio destino decadente. Il palcoscenico è una passerella che i Moderup condividono con i colleghi del rap Prima di dare il via al loro primo live in un importante palazzetto della scena musicale napoletana, i Moderup concedono ad altri rapper emergenti la possibilità di esibirsi e soprattutto di riscaldare il pubblico. Il pubblico però non è quello delle grandi occasioni. Una contenuta folla di fan si è infatti recata al palazzetto. Tocca ai Rowins Expert, Samurai Jay, VMonster accendere la serata. I cantanti si esibiscono incitando costantemente i presenti ad utilizzare i loro cellulari, ad illuminarli con le torce degli smartphone. La necessità di riscaldare l’atmosfera si percepisce dalle loro parole e dal modo in cui si presentano. L’esibizione dei Moderup, denuncia o celebrazione?  Quando ci si reca ad un evento di artisti trap come loro, si sa che ci si ritroverà davanti all’ambiguità comunicativa che caratterizza molto spesso questo genere. Denuncia o celebrazione? Riscatto o desiderio di fama? Influenza negativa o positiva per i giovani? Alla Casa della Musica non c’erano tanti giovani napoletani. C’erano molti ragazzini (bambini addirittura), adolescenti e qualche adulto. Enzo e Gino (i Moderup) vengono da Miano, uno dei quartieri più degradati di Napoli e ci ricordano per provenienza territoriale i Co’ Sang.  I due salgono sul palco indossando delle tute sgargianti color acido. Arrivano sulla scena a bordo di due motorini TMax. Dietro di loro ci sono tre ragazze che indossano abiti seducenti e che ballano in modo provocante. Il volume della casse è altissimo e il riverbero del suono diventa da subito fastidioso per l’udito. Si fa fatica ad ascoltare ciò che cantano i due ragazzi di Miano. Eppure vorresti ascoltare con attenzione quelle parole di denuncia, quel racconto di uno stato emotivo travagliato che è stato annunciato dai maxischermi prima dell’inizio del concerto. Denuncia o celebrazione? Influenza positiva o negativa?  Si potrebbero scrivere chilometri e chilometri di righe sulla questione senza venire mai a capo del problema. Eppure c’è un’immagine di questo concerto che mi rimane ancora impressa. Quella di un bambino che corre lungo il palazzetto imbracciando il suo cellulare. Prima va sotto al palco a fare una diretta Facebook del live, poi si lancia a giocare con i fratelli sulle scale dell Casa della Musica. Il bambino compie questo giro di euforia e noia durante l’intera serata. “Cosa starà pensando quel bambino?”, ti domandi mentre lo osservi muoversi in maniera frenetica. Difficile è fare critica sulla musica del Moderup. Sarebbe necessario riascoltare i loro brani e leggere tra le righe di una narrazione sociale profondamente arida. C’è forse bisogno di avere i necessari strumenti di percezione per non cadere nella solita retorica della […]

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Eventi/Mostre/Convegni

“Apice” di Valeria Laureano, il racconto di storie perdute attraverso la fotografia

Apice, antico borgo del beneventano, in parte abbandonato in seguito al sisma che colpì l’Irpinia nel 1962 e poi interamente distrutto da quello del 1980, ricostruito e narrato attraverso la mostra fotografica ideata ed elaborata da Valeria Laureano, giovane e talentuosa artista fotografa napoletana. Un racconto denso di nostalgia, fatto di sguardi, paesaggi, volti e luoghi scoloriti dal tempo, che prende vita con le foto ritrovate degli abitanti e i negativi prodotti dalla fotografa e impressi su lastre di vetro. Incerta l’origine del nome del borgo: secondo alcuni riconducibile a Marco Apicio incaricato dal senato di Roma di distribuire alcune terre del Sannio, secondo altri derivato invece dalla parola latina “apex”, ad indicare la sua collocazione in cima ad una collina. Ad ogni modo, di Apice vecchia non resta più nulla, se non la possibilità di rivivere quell’atmosfera perduta nel suggestivo viaggio di immagini proposto dall’artista. Valeria Laureano: l’importanza del ricordo e della memoria Appassionata di fotografia fin da bambina, Valeria Laureano, dopo una laurea in arti visive, musica e spettacolo conseguita al DAMS di Fisciano, frequenta un Master triennale di fotografia presso la Scuola Romana di Fotografia di Roma, diretta da Angelo Caligaris. Il ricordo e la memoria sono i suoi temi ispiratori, poiché le permettono, in realtà, di viaggiare dentro se stessa. L’artista racconta di essere sempre stata affascinata dai borghi antichi, dalla loro storia e dalle loro leggende. Guidata dall’esigenza di scoprire quanto il passato ha sepolto, Valeria durante le sue ricerche ad Apice, si imbatte in un negozio di bare sul cui retro ritrova lastre di vetro, negativi medio formato, negativi 35mm: i ritratti degli abitanti di allora sembrano riprendere vita e trasmettere la loro eternità. Accostando a questi reperti negativi di luoghi e paesaggi realizzati da lei stessa, l’artista si accorge che quel vecchio villaggio sembra rianimarsi davanti ai suoi occhi, pur sempre con quel velo di malinconia che sovrasta il paese. Decide così di provare a ricostruire la narrazione di quella quotidianità sepolta in un’esposizione aperta alle più varie interpretazioni. Interessante è la possibilità di ripercorrere, sempre secondo la personale chiave di lettura di ciascuno, le storie di ogni singolo personaggio osservando orizzontalmente le immagini, oppure la possibilità di catalogare le fotografie se osservate in senso verticale. Questa molteplice leggibilità restituisce ciclicità e un senso di rinascita a quei volti e a quei luoghi abbandonati. Il progetto “Apice” ai Magazzini Fotografici di Napoli Il progetto, dopo aver riscosso grande successo all’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo (Brasile), è stato inaugurato venerdì 8 giugno 2018 alle 19 a Magazzini Fotografici, in via San Giovanni in Porta 32 a Napoli, per concludersi il 21 luglio. Curatrice e consulente dell’esposizione è Roberta Fuorvia, coordinatrice italiana della prima edizione di European tour organizzato da Photo Workshop New York. Da aprile 2016 si occupa dell’organizzazione delle mostre per Magazzini Fotografici di Yvonne De Rosa, la quale spiega l’idea di allestire questo spazio con la l’intenzione di condividere la passione per la fotografia: “La fotografia è tutto, la ‘cultura […]

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Culturalmente

Le Historiae di Seneca Il Vecchio ritrovate in un papiro erconalese

Nel mese di maggio 2018 è stato decriptato presso l’Officina dei Papiri, sita nella Biblioteca Nazionale di Napoli, un papiro di pregiata fattura e vergato in una capitale elegante, di un testo dalla complessa struttura narrativa di natura storica, in stato alquanto frammentario, che ha restituito un’opera di estremo valore letterario, giacché ascrivibile a Seneca Il Vecchio, anche conosciuto come “il Retore”, padre del più noto Seneca, senatore, questore e figura di spicco dello stoicismo: si tratterebbe, infatti, di un frammento delle Historiae ab initio bellorum civilium, finora considerate del tutto perdute. La scoperta è stata effettuata da una giovane studiosa molisana, Valeria Piano, filologa e papirologa, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II che, nell’ambito del progetto europeo Platinum, finanziato dall’Unione Europea, ha svolto un lungo lavoro, durato un anno, di ricomposizione di scampoli provenienti dal medesimo rotolo, il PHerc. 1067, uno dei più noti papiri latini della collezione di Ercolano, conosciuto come Oratio in Senatu habita ante principem, che finora si riteneva conservasse un’orazione politica composta da Lucio Manlio Torquato e pronunciata in Senato al cospetto dell’imperatore; invece, i nuovi e approfonditi studi sui sedici pezzi complessivi del rotolo, sottoposti ad accurate analisi del contenuto, unitamente a puntuali calcoli cronologici, hanno consentito l’attribuzione dell’opera a Seneca il vecchio, che vi lavorò negli ultimi anni della sua vita. L’apologeta romano Lattanzio riferiva che essa esponesse la storia dell’Urbe seguendo una metafora biologica, che assimilava le varie fasi della storia romana alle età della vita e che fu ripresa da Floro, storico romano, nella sua Epitome. Un papiro dal valore inestimabile quello delle Historiae di Seneca il Vecchio Nonostante l’esiguità dei frammenti, l’impronta della narrazione storiografica è immediatamente riconoscibile: il testo, infatti, data la presenza di un lessico politico, di espressioni di tipo storico-narrativo e di un discorso diretto, in cui spicca l’occorrenza del vocativo «Auguste», parrebbe riguardare i primi decenni del principato di Augusto e Tiberio, dunque il periodo compreso tra il 27 a.C. e il 37 d.C.; tali caratteristiche, unitamente alla totale assenza di espressioni filosofiche, hanno fatto orientare la ricercatrice verso Seneca il Vecchio quale ipotesi di attribuzione più plausibile. L’eccezionalità della scoperta, dal valore inestimabile in quanto prima notizia diretta di un testo finora non pervenuto dalle fonti antiche disponibili, è stata resa nota dal direttore Francesco Mercurio, il quale spiega: «L’attribuzione a Seneca padre è strabiliante. Il papiro ci offre una memoria storica delle vicende della prima Roma imperiale, con qualche possibile riferimento alla storia immediatamente precedente. Inoltre, il lasso di tempo individuato, i personaggi menzionati nel papiro, la presenza nella biblioteca di Ercolano della produzione di Seneca il vecchio, ci danno un’altra interessante conferma e dimostrano, in modo inequivocabile, che la Villa dei Pisoni, con essa la sua biblioteca, era un importante e vitale centro di studi fino a poco prima l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.». Chiaramente, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali giunge la soddisfazione generale e particolare della direttrice delle Biblioteche e degli Istituti Culturali Paola Passarelli, la […]

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Musica

James Senese, 50 anni di musica senza tempo

“…’e l’ammore nun tene tiempo ‘o tiempo si tu”. Così canta James Senese, che alla età di 73 anni compie i 50 anni di carriera musicale, passati in una folata di vento, seminando emozioni e germogli di poesia napoletana in tutto il panorama musicale italiano. Il leone del sax del neapolitan power non ha fatto sconti di emozioni nella sua carriera e quest’anno ci ha regalato un doppio cd live, “Aspettano ‘O tiempo”, nel quale ha cercato di carpire con maggiore forza quel suo tempo, che inesorabilmente sfugge fra le mani, regalandolo a noi ascoltatori, a suon di sax ed emozioni senza tempo. Venerdì 25 maggio le porte del PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, si sono spalancate, accogliendo, tra le reverenze artistiche, la presentazione del nuovo disco di Senese “Aspettane ‘o tiempo”, che contiene tutti i suoi grandi successi, registrati durante il tour invernale 2017. Oltre a ciò, nel disco sono presenti anche due inediti, lo strumentale “Route 66” e “LL’America”, quest’ultimo scritto appositamente per lui da Edoardo Bennato, e una rilettura di “Manha de Carnaval” di Astrud Gilberto e Herb Otha, qui intitolata “Dint ‘o core”. L’artista di Miano ha voluto ringraziare dopo la presentazione tutti i suoi amici musicisti e la stampa  con un aperitivo all’IQOS Embassy a via Gaetano Filangieri, deliziando i palati con assaggi a base di pesce e raffinati vini bianchi e rossi. James Senese, la colonna portante del Neapolitan Power Nella sala della presentazione al PAN si sono alternate le voci degli amici musicisti di Senese, tra cui Enzo Avitabile, Enzo Gragnianiello, Gigi De Rienzo, Ernesto Vitolo, dei Napoli Centrale e quella del giornalista, fan dei Napoli centrale e dell’artista, Federcio Vacalebre, che ha ricordato l’importanza della musica di James nel panorama della musica napoletana moderna. È stato proprio il giornalista ad aprire le danze, elaborando una disamina della carriera dell’artista e della sua importanza per la creazione di quel movimento culturale tutto napoletano denominato “Neapolitan Power“, lungamente affermatosi più in là con Pino Daniele. I suoni rinnovatori del blues e del jazz, provenienti da oltreoceano, hanno gettato le fondamenta della nascita di questo nuovo sound di “energia napoletana”, che in una mistura alchemica si sono fusi con la musica tradizionale e popolare napoletana, esalando fumi di energia pura, una miscela esplosiva che è stata certamente un’affinità elettiva. James Senese, con un linguaggio di una semplicità estrema, ha raccontato a tutti i presenti del suo attaccamento alle radici napoletane, grazie alle quali ha preso corpo la passione per una musica che naviga nel suo sangue,  trasportata da un dialetto che è una bomba fatta di carne ed esperienza, che sputa fuori schegge di parole che si incarnano diritte nella pelle di chi ascolta. Quella di James è una musica nera che ha trovato corpo nelle viscere di città dalla tradizione musicale millenaria, è la vita di una persona speciale che il cielo ha deciso di donare a Napoli, ridipingendo una storia tragica in potenza creativa e artistica. James, un figlio della guerra, ci […]

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Concerti

Gli Eugenio in Via Di Gioia entusiasmano la Casa Della Musica

Gli Eugenio in Via Di Gioia sono approdati, ieri 24 Maggio, alla Casa Della Musica per realizzare il primo concerto nella città partenopea, in occasione del tour del loro nuovo album Tutti su per terra. Noi di Eroica eravamo lì per potervelo raccontare. Eugenio in Via Di Gioia, il concerto A giudicare dalle foto postate sulle pagine social della band torinese ci si sarebbe aspettati una grande affluenza o, quanto meno, un pubblico abbastanza folto. Invece, già dalla fila ai cancelli, si intuiva che saremmo stati davvero pochi e così è stato. Ma poco importa, il numero esiguo non ha di certo influito negativamente sulla riuscita dello spettacolo che anzi, del calore e della stravaganza dei pochi presenti, ha sicuramente giovato. È come se fosse stato un raduno tra vecchi amici, in campo tanta allegria e voglia di divertirsi. Il concerto inizia alle 22, gli Eugenio in Via Di Gioia si presentano sulle note di Silenzio. Una breve presentazione e subito hanno l’occasione di interagire con il pubblico. Doveroso menzionare un bizzarro ma simpaticissimo ragazzo che, presentatosi come Gigi D’Alessio, per tutta la durata del concerto, ha esternato il suo amore per la band con frasi piene d’amore e carnalità. Il tutto, mentre la sua fidanzata, rigorosamente presentata come Anna Tatangelo, cercava inutilmente di trattenerlo. Un’atmosfera divertentissima e anche abbastanza surreale che ha rallegrato non poco i presenti. Il concerto va avanti e il gruppo continua attingendo a brani tratti da tutto il loro repertorio: Prima di tutto ho inventato me stesso, Giovani illuminati, Emilia, Selezione Naturale, Sette camicie, Ho perso, Pam, Obiezione, Egli, La punta dell’iceberg… E anche due piccoli tributi a due pezzi da novanta della storia della musica: Beethoven e Gigi D’Agostino. A colpire il grande entusiasmo e soprattutto la  complicità che c’è tra gli “Eugenii” che, tra un brano e l’altro, ma anche durante i brani, danno vita a numerosi scherzi e siparietti, aggiungendo tanta teatralità allo spettacolo. Dopo Chiodo fisso e il lancio di una prugna (no, non è il nome di una canzone, hanno davvero lanciato una prugna sul palco), scendono dal palco, radunando in cerchio gli spettatori. Il concerto finisce proprio così, con gli Eugenio in Via Di Gioia letteralmente abbracciati dai loro fan mentre suonano Perfetto uniformato e Re fasullo d’Inghilterra. Eugenio in Via Di Gioia, considerazioni sulla band e sul concerto Gli Eugenio in Via Di Gioia stupiscono non solo per la vitalità sul palco ma anche per le scelte musicali e testuali delle loro canzoni. Propongono un nuovo folk, ripescando strumenti un po’ dimenticati come la fisarmonica, conciliandolo con sonorità decisamente più moderne. A completare il tutto, testi con un imprinting molto scherzoso e giocoso, quasi fiabesco, che offrono però tantissimi spunti di riflessione su temi incentrati sul rapporto uomo-tecnologia e uomo-natura. Proponendo delle interessanti chiavi di lettura con le quali interpretare il nostro mondo.  

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Food

Ferrillo Day: i 25 anni della Pizzeria Ferrillo di Napoli

La pizzeria Ferrillo, pizza ai piani alti (via Michelangelo da Caravaggio 33, Napoli) si è aperta a nuovi itinerari gastronomici in occasione del Ferrillo Day (16 maggio 2018), in cui, offrendo la degustazione delle sue pizze gourmet, il pizzaiolo Maurizio Ferrillo ha festeggiato i suoi 25 anni di attività gastronomica. Il Ferrillo Day: dalle origini alla pizza Il Ferrillo Day, evento organizzato dall’Associazione Spaghettitaliani rappresentata da Luigi Farina, ha visto protagonista l’arte pizzaiuola di cui Maurizio Ferrillo continua a diffondere e insegnare col suo mestiere. La pizza è soltanto l’esito finale di un’attenta scelta preliminare di ingredienti di primo ordine. L’uso di prodotti partenopei, dalla varietà di farina a quella di pomodori, dai prodotti caseari a verdura e ortaggi, fa sì che la pizza di Maurizio Ferrillo mantenga il contatto con la tradizione partenopea, dando spazio a uno sperimentalismo culinario tale da rendere unica e saporita la regina pizza napoletana. Come ha riferito lo stesso Maurizio Ferrillo, che ha accolto tutti gli ospiti con garbo, cortesia e sana napoletanità, la preparazione della pizza parte dalla lievitazione del panetto, lunga 30 ore, al fine di raggiungere la giusta consistenza durante la manipolazione e la preparazione. La cottura tiene, poi, conto anche degli effetti della cottura della pizza e dei suoi ingredienti, facendo sì che l’amalgama dei sapori si armonizzi senza confondersi. Si tratta questo di un passaggio molto importante, in quanto quel che si è detto risulta essere più vero e più complesso per quel che riguarda le pizze da asporto. La questione si lega indissolubilmente alla pizzeria Ferrillo poiché, come ha informato Luigi Farina dell’Associazione Spaghettitaliani, essa è stata tra le prima pizzerie a intraprendere la consegna delle pizze da asporto. Le pizze gourmet da asporto di Maurizio Ferrillo mantengono comunque tutte le caratteristiche culinarie, sapore aroma, fragranza, di quelle appena uscite dal forno, ma a questo punto era forse anche inutile specificarlo, rigorosamente a legna. Pizzeria Ferrillo: tra fritture e pizze Il punto di forza della pizzeria Ferrillo sta nell’uso di ingredienti genuini e soprattutto partenopei. A partire dalla frittura offerta da Maurizio Ferrillo, si assapora la freschezza dei prodotti fatti in casa: frittatine di pasta, panzarotti, mozzarelle impanate e arancini serbano un sapore unico e leggero che fungono da “apripista” per la pizza. Come si accennava, il panetto della pizza risulta ottimamente lavorato, come si è potuto saggiare dalla friabilità dell’impasto. Un impasto morbido al tatto e al gusto, delimitato da un cornicione altrettanto gustoso, nel rispetto dell’arte pizzaiola. Tra le varie pizze offerte da Maurizio Ferrilo, oltre le classiche ma intramontabili marinara e margherita, si ricordano alcuni esperimenti moderni quali l’accostamento di mozzarella di bufala campana, pomodorino giallo e pancetta, o ancora l’accostamento di provola e fiori di zucca, in un bilancio equilibrato tra dolcezza e acidità di ingredienti che rende pieno il sapore della pizza. Ma la vera specialità di Maurizio Ferrillo è la Panafritta: una pizza fritta che, prima di essere cotta nell’olio, viene impanata con uovo e  pangrattato, stratagemma che elimina la possibilità della presenza di olio […]

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Eventi/Mostre/Convegni

La gente di Napoli: la presentazione del libro al PAN

Il 14 maggio al PAN, palazzo delle Arti di Napoli, è stato presentato, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, il volume La gente di Napoli – Humans of Naples, curato da Vincenzo De Simone, con la prefazione di Paolo Chiariello e con le illustrazioni di Gioia Romanelli. Alla realizzazione del libro hanno, inoltre, collaborato Vittorio Sarnelli, Virginia Santoro, Ciro Pizzo e Massimo di Roberto; alla pubblicazione del volume hanno contribuito la pasticceria Mennella e l’associazione Napoli da Vivere. La gente di Napoli – Humans of Naples: il progetto Il libro La gente di Napoli – Humans of Naples, patrocinato dal Comune di Napoli, nasce dal progetto fotografico e di indagine psicosociale La gente di Napoli, i volti e le storie dei napoletani, patrocinato dal Comune di San Giorgio a Cremano, dall’Assessorato all’Assistenza sociale della Regione Campania e dal Consiglio Regionale della Campania: tale progetto, che prende spunto dall’omologo progetto Humans of New York, di Brandon Stanton, mira a ricostruire, come tessere di un mosaico, i fili delle rete culturale e sociale di Napoli. Attraverso fotografie e pensieri, propri dei soggetti ritratti e che fissano idee, speranze, progetti personali, lo scopo di Humans of Naples è quello di rintracciare un sostrato comune, di delineare una costante sociale e analizzare, indagando in chiave psicosociale, l’umanità che popola Napoli. La gente di Napoli – Human of Naples: la presentazione La presentazione del volume La gente di Napoli – Humans of Naples si è spiegata attraverso gli interventi  dello psicologo e fotografo Vincenzo De Simone, del sindaco del Comune di Napoli Luigi de Magistris, del sociologo e docente dell’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa Ciro Pizzo, dello psicologo e docente del medesimo Ateneo napoletano Massimo di Roberto, dell’Assessore ai Giovani e alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli Alessandra Clemente, del giornalista e scrittore Paolo Chiariello e dello psicologo Vittorio Sarnelli. Ha aperto l’incontro Luca Espinosa. I vari e intensi interventi hanno affrontato temi profondi e aspetti importanti del libro: l’umanità che popola Napoli e dello spazio sociale che vivono, la costruzione di un’immagine di ciò che sentiamo, un armonioso coacervo di diversità, la necessità di partecipare alla vita di Napoli, alla crescita sociale come diritto e insieme dovere del singolo attraverso la cultura e l’umanità. E ancora, la presenza di una matrice comune, di un sostrato territoriale, di un demarcatore sociale, di un’identità collettiva. Essere “gente di Napoli” vuol dire appartenervi: in che maniera, in quali termini e in che misura questo avviene, questo si esplica e questo significa per i partenopei, siano essi d’adozione o di origine, è uno dei temi fondamentali della ricerca psicosociale condotta dai curatori e autori del libro e che si articola attraverso un linguaggio combinato fatto di immagini, sensazioni, parole. Un progetto di giovani studiosi, La gente di Napoli, un progetto ancora, e forse sempre, in fieri: impossibile mettere un punto fermo allo studio della società e dell’uomo, in perenne e continuo divenire, in un percorso dinamico che passa anche […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Musica Napoletana: al via l’undicesima edizione della crociera musicale

Crociera della Musica Napoletana, è tutto pronto per l’undicesima edizione Si è tenuta ieri mattina al Maschio Angioino a Napoli, la conferenza stampa di presentazione della Crociera della Musica Napoletana, giunta ormai alla sua undicesima edizione. Dopo aver incontrato un enorme favore da parte del pubblico e della critica, l’evento itinerante promosso da Scoop Travel, in collaborazione con Msc Crociere, è pronto a riproporsi, stavolta arricchendo la sua denominazione con le parole “arte” e “cultura”. È proprio questo, infatti, che promette di offrire questa iniziativa culturale, esperienziale ed emozionale: non solo la celeberrima musica napoletana, da sempre nostra ambasciatrice nel mondo, ma anche l’arte e la cultura partenopee, uniche ed inimitabili, vero tesoro della città. La Crociera si terrà dal 15 al 22 ottobre 2018, a bordo della Msc Seaview, nave ultramoderna già catalogata come “la più grande mai costruita in Italia”, che sarà varata il prossimo mese. Le tappe previste sono le città di Messina, La Valletta, Barcellona, Marsiglia e Genova, poli della cultura mediterranea aventi tutti qualcosa in comune con Napoli, dal mare nostrum ai valori della fratellanza. L’ideatore del progetto Francesco Spinosa, nel raccontare l’evento dalla sua nascita ad oggi, ha dichiarato: “L’idea della Crociera è nata dodici anni fa, in un periodo buio per Napoli, quando una sua rinascita culturale e turistica sembrava impossibile. Oggi, siamo fieri sia di poter annunciare l’undicesima edizione della Crociera, sia di constatare che Napoli si colloca ai primi posti per presenze turistiche in Italia”. L’Assessore alla Cultura e al Turismo Gaetano Daniele, intervenuto alla conferenza, ha posto l’accento sul momento magico che attraversa oggi Napoli, grazie anche ad iniziative come questa: “Dieci anni fa scommettere sul futuro culturale della nostra città, sostenere che la canzone napoletana fosse un grande patrimonio dell’umanità, parlare di orgoglio napoletano significava essere tacciati di follia. Pur tra mille difficoltà, senza nulla sottacere dei gravi problemi di Napoli, questa iniziativa è frutto di un lavoro lodevole, generoso, di cui tutti possiamo essere orgogliosi. Non si tratta solo dell’incontro con la tradizione musicale, reso possibile dal contributo di tanti validi artisti, ma anche con la storia e la cultura della città”. Musica Napoletana, arte e cultura navigheranno insieme sul Mediterraneo con la Crociera della Musica Napoletana Protagonista di questa edizione sarà Maria Nazionale, artista eclettica capace di esprimere il suo talento in più settori, dal canto al cinema, dal teatro alla fiction. Il gruppo di artisti che omaggerà Napoli sarà inoltre arricchito da Francesco Cicchella, showman di “Made in Sud” e vincitore della quinta edizione di “Tale e quale show” su Rai 1, e da Rosa Chiodo, giovane artista che ha già partecipato ad importanti manifestazioni canore come il Festival di Castrocaro. Riceverà poi il premio alla carriera “Crociera della Musica Napoletana”, Antonello Rondi, grande interprete della canzone partenopea, già ospite di altre due edizioni dell’evento. Tanta musica quindi, ma senza dimenticare la cultura: sarà il giornalista e docente, presidente dell’Associazione Neoborbonica, Gennaro De Crescenzo ad occuparsi della parte storica, illustrando le vicende che portarono all’Unità d’Italia ed impreziosendo […]

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Eventi/Mostre/Convegni

TrentaTram: Festival per giovani compagnie teatrali

TrentaTram è il titolo di una bella iniziativa, quest’anno alla sua I edizione, nata al TRAM (Teatro Ricerca Arte Musica) di Napoli e in cartellone dal 10 al 27 maggio. Un festival che vede in scena 11 spettacoli, scelti tramite un bando pubblico sul territorio nazionale italiano, interpretati e diretti da artisti e registi tutti al di sotto del trentesimo anno di età. Come espresso dal direttore artistico del TRAM, Mirko Di Martino, il TrentaTram ha l’intento di «dare visibilità ai giovani, di sostenerli e incoraggiarli nel loro percorso di crescita» dato che il «teatro del futuro è nelle mani delle giovani compagnie teatrali»: bene così, dare un’opportunità a questi artisti e dedicare uno spazio dedicato esclusivamente per loro. TrentaTram: la scena ai giovani, il voto al pubblico e agli esperti Il concorso teatrale si sviluppa in maniera per certi versi analoga a quanto accaduto con un’altra bella e interessante iniziativa svoltasi al TRAM, le “sfide” di Teatro Match: in questa manifestazione, vengono messi a confronto due autori teatrali, “difesi” tramite una serie di letture di brani estratti dai loro testi, tramite una serie di spezzoni cinematografici o riprese video in teatro di rifacimenti d’autore e tramite la “difesa” in loco, nella sala del Teatro di due “difensori”, con il pubblico presente munito di palette colorate per votare. TrentaTram, presenta un meccanismo di voto analogo per certi versi, con la presenza ancora una volta del pubblico, affiancato, però, da una giuria di “esperti del settore”. Come descritto in cartella stampa, le modalità delle votazioni saranno, così, molto semplici e chiare: “A valutare gli spettacoli in concorso ci saranno due giurie, una composta da esperti del settore e l’altra da spettatori: la compagnia vincitrice potrà portare in scena il proprio spettacolo nella stagione 2018/19 del TRAM. Ci saranno, inoltre, premi e riconoscimenti per le diverse categorie artistiche”. TrentaTram: il programma Il programma degli spettacoli proposti spazia tra rivisitazioni, libere ispirazioni, reinterpretazioni e testi inediti, scritti ex novo: un cartellone vario e interessante, come spesso il TRAM ha proposto e propone ai suoi spettatori. Ecco di seguito gli spettacoli in concorso: 10 maggio, ore 21.00:    6 marzo 1938 di Guglielmo Lipari 11 maggio, ore 21.00:    Audizione di Chiara Arrigoni 12 maggio, ore 21.00:    Capinera di Rosy Bonfiglio 13 maggio, ore 18.00:    Potrebbe avere effetti indesiderati di Rebecca Furfaro e Raimonda Maraviglia 17 maggio, ore 21.00:    Fortuna di Alessandro Sesti 18 maggio, ore 21.00:    3some di Tommaso Fermariello 19 maggio, ore 21.00:    L’imbroglietto di Niccolò Matcovich 20 maggio, ore 18.00:    Destinazione nota di Noemi Giulia Fabiano 25 maggio, ore 21.00:    La regola di Elia di Antonio Magliaro 26 maggio, ore 21.00:    Bagarìa di Francesco Rivieccio 27 maggio, ore 18.00:    Specchio rotto di Sharon Amato I biglietti del festival possono essere acquistati e prenotati direttamente dal sito. Si ricorda, anche, la possibilità di offerte con l’acquisto di una tessera valevole per il Festival. Per questa informazione si rimanda a uno dei contatti del botteghino presenti sul sito del teatro TRAM.

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