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Eroica Fenice

La Tag: Napoli contiene 121 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

L’Associazione La Scintilla a Santa Luciella, Portici e oltre

L’Associazione Onlus La Scintilla, impegnata dal 1989 in progetti di inclusione sociale di persone con disabilità, ha presentato il suo programma di eventi per l’estate 2021, che si aprirà il 4 giugno a Napoli, alla Chiesa di Santa Luciella ai Librai, per poi concludersi il 29 luglio a Portici, nei giardini messi a disposizione all’Associazione Kora, nella Villa Barbieri di Portici In un vicoletto di San Biagio dei Librai, un po’ nascosta alla vista, esiste una chiesetta, dedicata a Santa Lucia, ma che, per le sue dimensioni “mini”, è meglio conosciuta come Santa Luciella. Ebbene, in questa “chiesella”, da venerdì 4 giugno, ogni venerdì, troverete ad accogliervi, come guide turistiche, i ragazzi e le ragazze dell’Associazione La Scintilla, pronti a mostrarvi i tesori che per anni erano rimasti nascosti alla vista e abbandonati in questo edificio lasciato all’incuria, e tornati alla luce nel 2013, grazie all’intervento dell’Associazione Respiriamo Arte. Centralità della persona, condivisione e inclusione sociale   Il connubio tra i ragazzi de La Scintilla e i membri dell’Associazione Respiriamo Arte a Santa Luciella è uno dei pezzi che andranno a comporre il puzzle di iniziative organizzate, per quest’estate, dall’Associazione La Scintilla, il cui scopo è la centralità della persona, che come tale deve essere accolta, ascoltata e valorizzata e i cui valori sono la condivisione, attraverso il lavoro di gruppo, e il confronto, l’inclusione sociale: ogni persona, sia essa disabile o meno, ha il diritto di sentirsi parte della società in cui vive. Si parte venerdì 4 giugno con la visita guidata alla Chiesa di Santa Luciella ai Librai, che sarà tenuta dai meravigliosi ragazzi coinvolti nelle attività de La Scintilla, che guideranno tutti coloro che vorranno parteciparvi in un viaggio all’interno della piccola chiesa, nei sotterranei della quale è presente un cimitero risalente al periodo precedente l’editto napoleonico di Saint Cloud, che stabilì l’installazione dei cimiteri al di fuori delle mura cittadine: peculiare dei sotterranei di questa chiesa, insieme ai molteplici ex voto, è la presenza di un teschio con le orecchie. Si prosegue poi in musica il 10 giugno, con un piccolo concerto che si terrà presso il salone de La Scintilla, all’interno del Pio Monte della Misericordia, e che inaugurerà il nuovo laboratorio di pianoforte, possibile grazie alla donazione dello strumento musicale da parte della famiglia Michilli in collaborazione con Alberto Napolitano pianoforti, e che vedrà esibirsi il Maestro direttore d’orchestra Bernadette Grana, Dario de Feudis e Gaetano Starace, giovane de La Scintilla. Il 29 giugno alle ore 18:30 nel sagrato della Basilica di Santa Chiara si metterà in scena lo spettacolo teatrale “Chiò chiò parapacchiò”, che vedrà la partecipazione della compagnia teatrale Orbomu e di tutti i ragazzi de La Scintilla. Laboratorio di scrittura creativa in collaborazione con InKnot edizioni, grazie alla collaborazione dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli Il calendario di eventi prosegue il primo luglio, presso la quadreria del Pio Monte della Misericordia, con la presentazione al pubblico del primo libro pensato e scritto dai ragazzi de La Scintilla, il cui titolo è “Linaluna pensa e sogna”, che andrà ad […]

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Cucina e Salute

Le 10 bevande più consumate al mondo

Le 10 bevande più consumate al mondo. Prima di analizzare tutte le diverse bevande consumate nel mondo, bisogna sottolineare quanto sia importante bere acqua naturale o effervescente naturale che non fa parte di nessun elenco perché é una bevanda di assoluta priorità per recuperare le energie, per mantenere gli organi idratati, per allenarsi meglio, per prevenire il mal di testa e per una pelle radiosa. Le 10 bevande più consumate al mondo – L’elenco  Bevande rinfrescanti, bevande calde e riposanti, bevande energetiche e bevande piacevoli. Ci sono tantissime bevande nel mondo. Tè e tisane, caffè, birra, energy drinks, vodka, vino, Coca Cola, latte, succo d’ arancia e sidro sono le più comuni e le più apprezzate. 1. Il tè  Al primo posto, per l’incredulità di molti, la bevanda più bevuta al mondo é il tè. È una bevanda aromatica comunemente preparata versando acqua bollente sulle foglie di diversi estratti vegetali, tra cui la Camellia Sinesis.  Nel corso degli anni la cultura del tè si é incrementata esponenzialmente non soltanto in Inghilterra, ma anche in numerose nazioni. Si contano centinaia di tipologie differenti di tè come il tè nero (in Cina chiamato “tè rosso“) il tè verde, il tè bianco, il tè giallo. Altro esempio é il tè Darjeeling, mentre i tè verdi cinesi hanno un sapore amaro e astringente. Ci sono le tisane a base di Guaranà e Yerba forte. Molto utilizzati sono gli infusi a base di Damiana e Ginseng. Come tisana tonificante viene spesso consumata il Roiboos, o tè rosso africano rigenerante e con assenza di caffeina e tannino.  2. Il caffè Per la gioia degli appassionati si posiziona al secondo posto tra le bevande più consumate al mondo, in particolar modo in Italia, Francia, Nord America e America Latina. Ci sono migliaia di tipologie di caffè. Viene consumato da oltre l’85% degli adulti secondo il sondaggio della National Coffee Association. La città di Napoli é la patria del caffè, quello antico e ristretto preparato con la Moka, super apprezzato dalla maggior parte degli abitanti del Sud Italia, ma ne esistono diverse varianti. Dal long back coffee americano al caffè ginseng di origine asiatica utilizzato da oltre 10 anni. 3. La Birra Al terzo posto troviamo la birra, una delle prime e più antiche bevande alcoliche. Fresca e dissetante è tra le più amate, abbinata soprattutto a pietanze salate come pizze e fritture. In autunno é la bevanda protagonista di una delle fiere più conosciute al mondo: l’Oktoberfest, un festival popolare che si tiene ogni anno a Monaco, in Germania. 4. Energy Drinks Al quarto posto troviamo gli Energy Drinks che contengono caffeina. Sono bevande con fonte di energia utile sia a livello fisico che mentale. La bevande energetiche contengono dolcificanti ed aromi artificiali e sono bevute soprattutto tra i teenagers e gli amanti di tutti i tipi di sport ,come risposta al termine di ogni partita o allenamento. 5. La Vodka Al quinto posto si classifica la Vodka, una bevanda alcolica di origine russa usata durante le occasioni di festa, bevuta soprattutto […]

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Attualità

DDL Zan: intervista a I’m Gay/Trans, Any Problem?

In moltissime città Italiane sono previste per domenica manifestazioni in sostegno del DDL Zan, il disegno di legge del deputato del Partito Democratico Alessandro Zan, attivista LGBT, al centro di numerose polemiche nel corso delle scorse settimane. A Napoli, il flash-mob si terrà in Piazza Dante, a partire dalle 10.30, con la partecipazione di Arcigay, ATN (Associazione Trans Napoli) e Pride Vesuvio Rainbow. Ne abbiamo parlato con Raffaele di “I’m Gay/Trans, Any Problem?”, organizzatore dell’evento.     Di cosa si occupa, specificatamente, il vostro collettivo? Il nostro collettivo si occupa principalmente di informazione, lotta alla discriminazione, sensibilizzazione verso la comunità LGBTQIA+, sia sul web che con eventi dal vivo. Domenica sarete in piazza a Napoli in sostegno al DDL Zan. Cosa prevede il disegno di legge e perché è importante che venga approvato? Il disegno di legge prevede una reclusione fino a 18 mesi o una multa fino a 6.000 euro per chi commette atti di discriminazione fondati “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità”; il carcere da 6 mesi a 4 anni per chi istiga a commettere o commette violenza per gli stessi motivi; la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi partecipa o aiuta organizzazioni aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per gli stessi motivi. È importante che venga approvato perché siamo, innanzitutto, fra i pochi Paesi Europei – o forse l’unico – a non essere civilizzato e sensibile verso certi argomenti. Nel 2021 le persone LGBTQIA+ vengono ancora discriminate, non accettate, cacciate di casa e subiscono violenza solo per quel che sono, ed è assurdo rischiare ogni giorno la propria vita solo per essere se stess*. È importante che chi usa violenza, verbale o fisica, venga punito con la giusta pena e chi viene cacciat* di casa abbia un supporto dallo Stato, che non tutela adeguatamente le “minoranze”. Il DDL Zan ha ottenuto l’appoggio da parte di moltissimi artisti nel nostro Paese. Tra questi, Fedez, che lo ha espresso pubblicamente sul palco del Primo Maggio a Roma, riscuotendo moltissime polemiche. Qual è la vostra opinione sulla vicenda? Credo che Fedez credo sia stato forse una delle voci più rare e sensibili ad affrontare nel migliore dei modi un determinato tipo di tematica. Purtroppo è stato anche la dimostrazione di quanto questo Paese sia ancora indietro e tenti di “censurare” per paura del giudizio altrui. Appoggiamo pienamente Fedez e lo ringraziamo da parte della nostra comunità. In merito all’utilizzo del linguaggio, invece, rispetto a quanti dicono che non contano le parole, ma l’intenzione con cui vengono pronunciate, come vi ponete? Crediamo che l’utilizzo del linguaggio e delle parole, soprattutto nell’era moderna, sia fondamentale, dato che si hanno tutti i mezzi a disposizione per potersi informare e provare ad essere delle persone empatiche verso gli altri. Poi l’utilizzo delle parole e del linguaggio può aiutare anche nei rapporti personali. A volte le parole possono essere vitali ed evitare di spezzare vite. Qualche anticipazione sul Pride 2021 in […]

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Napoli e Dintorni

The Spark Creative Hub riapre a Napoli

The Spark Creative Hub apre a Napoli in partnership con Mondadori Il progetto The Spark Creative Hub di Napoli ha riaperto il 22 aprile, inaugurando la sua partnership con Mondadori. Il centro polifunzionale, dedicato al mondo del design, della musica e dell’editoria situato in Piazza Bovio vanta un catalogo di più di 15.000 volumi.  La nuova sede è distribuita su tre livelli, ciascuno dei quali mostra le proprie peculiarità, lasciando spazio ad un angolo bar, divanetti ed elementi di design che contribuiscono a creare un’atmosfera moderna, ma al contempo accogliente e congeniale per la lettura. Al piano intermedio vi è un ampio spazio dedicato alla fabbricazione digitale, alla stampa 3D, fornito di tutte le strumentazioni più adatte a realizzare progetti innovativi. Tale sala può essere utilizzata da giovani designers, grafici, ma non solo, ed è uno degli innumerevoli spazi messi a disposizione di studenti e lavoratori, che possono usufruirne gratuitamente.  Nella giornata di inaugurazione l’architetto Michela Musto, ideatrice del progetto The Spark e degli spazi che lo accolgono, ha offerto un’anteprima delle tappe future e delle iniziative legate alla nuova collaborazione con Mondadori. Di seguito riportiamo alcuni degli incontri e degli eventi organizzati nella suddetta data: Presentazione evento Mondadori/The Spark con l’intervento di Piero Sorrentino Presentazione workshop “Coaching Letterario” a cura di Ugo Cundari Presentazione workshop “La tela del ragno” a cura di Nando Vitali Presentazione del concorso letterario “Le città silenti” con i giurati Nando Vitali, Antonio Menna e Angelo Petrella Presentazione progetto fine art “Let me tell you” di Valentina Argìa Socievol, a cura di Roberta Fuorvi Queste sono solo alcune delle innumerevoli attività proposte da The Spark Creative Hub, che offre opportunità per migliorare le proprie attitudini in campi come l’arte, la scrittura e la musica, con eventi serali, workshop e concorsi letterari, per saperne di più vi invitiamo a visitare questa perla di innovazione e tradizione, nel cuore della città partenopea. Fonte immagine: http://www.loravesuviana.it/news/the-spark-creative-hub-accoglie-mondadori-bookstore-napoli-e-riparte-da-domani-22-aprile-alle-11-30.html/

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Comunicati stampa

Documentario La gente di Napoli: fruizione gratuita

Il documentario La gente di Napoli si inserisce come la prosecuzione naturale di un progetto interessante di indagine sociale condotto da alcuni giovani studiosi che ho avuto modo di conoscere qualche anno fa. Ho seguito personalmente alcune delle fasi salienti che hanno interessato le ricerche di Vincenzo De Simone e del suo gruppo di colleghi collaboratori, attenti alle dinamiche psico-sociali dei napoletani e di Napoli. Mi trovo qui, a distanza di qualche tempo, a riparlarne, questa volta in occasione di un’appendice – per così dire – al progetto fotografico: un documentario complesso realizzato con gli stessi intenti che avevano mosso il progetto fotografico prima e la pubblicazione del libro illustrato poi. Ecco di seguito il comunicato stampa e il collegamento ipertestuale per la fruizione del documentario: Dall’omonimo progetto fotografico e di indagine psicosociale di Vincenzo De Simone, La gente di Napoli – Humans of Naples è un viaggio esclusivo tra cibo, arte, musica, teatro e calcio: l’obiettivo è quello di rafforzare e rilanciare l’immagine della città di Napoli sullo scenario internazionale attraverso gli occhi e le parole di chi la vive, soprattutto attraverso i volti di chi decide di restare o di chi è stato costretto a lasciarla. Nello svolgersi di una giornata a Napoli, i suoi personaggi raccontano le storie e le contraddizioni della loro città: tra questi Enzo Avitabile descrive la città come una casa madre, un punto da cui si parte per poi ritornarvi inesorabilmente; Laura Bouchè, emigrata a Londra, della capacità del napoletano di adattarsi a nuovi contesti; ancora Cristina Donadio sottolinea come Napoli sia avvolta da luci e ombre che spesso cerchiamo di nascondere; infine Christian Giroso, nato e cresciuto a Scampia, racconta del laboratorio teatrale Arrevuoto al quale partecipano i ragazzi della periferia di Napoli.               La carica innovativa di questo documentario rappresenta un occhio permanente sulle diverse sfaccettature della città, un sistema di connessioni tra le persone e il territorio con l’ambizione di metterli in correlazione, studiare in particolare un luogo ricco di risorse, al fine di migliorarle e di non disperderle. Si vogliono rafforzare così i rapporti d’interazione e di scambio con chi continua a impegnarsi e ad investire nella crescita di Napoli, una straordinaria possibilità per “la gente di Napoli” di essere finalmente altro rispetto agli stereotipi che la affliggono. L’amore del napoletano per la sua città è unico al mondo.               Il cast è composto da Carlo Alvino, Enzo Avitabile, Laura Bouchè, Sara Caiazzo, Sal Da Vinci, Luigi de Magistris, Cristina Donadio, Marco Ferrigno, Luciano Filangieri, Sara Gentile, Christian Giroso, Emanuela Marchese, I Nati con la Camicia, Gianni Parisi, Teresanna Pugliese, Luigi Reale, Patrizio Rispo, Pasquale Ruocco, Mario Scippa, Veronica Simioli, Ciro Vitiello.                 Le musiche di Enzo Avitabile, Andrea Sannino, LePuc, Roberto Ormanni & Il Quartet. Il documentario è disponibile sul canale YouTube e sul sito del progetto “La gente di Napoli” poiché è nostra volontà renderlo gratuito e accessibile a tutti, per sempre: un segnale positivo per dimostrare che Napoli è viva e sogna ancora nonostante le problematiche affrontate […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Wine and The City si reinventa, diventa testata giornalistica

Il vino come espressione culturale: è questo il credo della rassegna Wine and The City che, da dodici anni, mette in moto la città di Napoli, organizzando degustazioni itineranti, cooking show, incontri con vignaioli, reading letterari, cene in luoghi ricercati. Insomma, un evento che gli amanti del vino, ma soprattutto dell’arte, dei salotti culturali e sensibili alla ricercatezza, hanno fisso in agenda nel mese di maggio.  Da gennaio 2021, in seguito ad un anno che ha messo e che continua a mettere un po’ tutti a dura prova, Wine and The City ha deciso di rimettersi in gioco, investire tempo, risorse ed energie in un nuovo progetto: il suo magazine online. Una vera e propria testata giornalistica con una mission precisa: raccontare il mondo del vino e del food da altre angolazioni, dando voce a storie e personaggi, iniziative, tendenze e territori. Eroica Fenice intervista Donatella Bernabò Silorata, giornalista, fondatrice di Wine and The City ed oggi direttore della testata.  Andiamo indietro nel tempo: quando e come nasce Wine and The City?  Wine&TheCity nasce nel 2008 un po’ per gioco e un po’ per caso, un’idea semplice, un’intuizione: portare il vino fuori dal salone VitignoItalia che si svolgeva a Castel dell’Ovo. All’epoca ero socia e capo ufficio stampa di VitignoItalia e, pensando al fuori salone del Mobile di Milano che ho sempre frequentato per passione, pensai: ma se facessi un fuori salone del vino? Detto fatto. Coinvolsi boutique e negozi di amici a Chiaia e nacque l’edizione zero di Wine&TheCity: per la prima volta calici e sommelier entrarono nelle vetrine dei negozi, tra tacchi a spillo, gioielli e design. Quell’anno era appena uscito nelle sale cinematografiche il film di Sex and the City, l’ispirazione fu questa per il nome. Aggiungerei anche che nessuno immaginava che a quell’edizione zero ne sarebbero succedute altre, Napoli tra l’altro viveva la drammatica emergenza della spazzatura e una gogna mediatica nazionale senza precedenti. Chi avrebbe scommesso sulla città? Neanche i miei soci di allora di VitignoItalia credevano nella mia stravagante idea di portare bottiglie, calici e sommelier tra le strade e i negozi di Chiaia. Nel gergo del markerting mi hanno poi detto che sono stata una first mover, la prima in Italia ad inventarsi un fuori salone enogastronomico. Dopo di noi a Napoli sono nati il Fuori di Taste a Firenze, il Fuori Fiera di Verona poi chiamato sfacciatamente Vinitaly&TheCity e tanti altri cloni. E naturalmente a Firenze e a Verona si sono mosse le istituzioni locali e fondi pubblici per costruire e promuovere questi progetti. Wine&TheCity ancora oggi, come nel 2008, è un’impresa indipendente che si autofinanzia con il proprio lavoro e con il supporto di mecenati e sponsor privati.  Com’è cambiato/cresciuto nel tempo?  Alla decima edizione, nel 2017, c’è stata la sterzata decisiva, il decennale meritava una edizione speciale. Ma già nel 2016 avevamo scelto come nostro claim “Coltiviamo ebbrezza creativa” perché ormai avevamo invaso la città con iniziative ed eventi anche on the road: sulle scale, nelle piazze, lungo la costa di Posillipo, nel sottosuolo entrando nelle […]

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Napoli e Dintorni

Pio Monte della Misericordia, sulle rovine di Casamicciola

Pio Monte della Misericordia di Casamicciola: ventiquattromila metri quadrati di degrado La fortuna più grande dell’insegnare è che, proprio mentre lo fai, impari tante cose. Gli studenti, con i loro dubbi, le loro domande, le loro riflessioni, spesso ti aprono mondi, ti fanno affacciare su verità che prima non possedevi. E proprio loro, da allievi, diventano grandi maestri. La fortuna più grande dell’insegnare a Ischia è scoprire ogni giorno, attraverso i racconti di chi ci vive, dettagli su un’isola incredibile, ricca e multiforme, generosa verso le esigenze di chiunque. Mare e monti per gli sportivi, tradizioni a non finire per i curiosi, tracce di storia per i più dotti, angoli intimi per i più romantici. Insomma, un’isola amata e amabile. Dopo anni di esplorazioni con gli stessi occhi affamati di bellezza, che Ischia non lascia mai delusi, lo sguardo è caduto sul grosso edificio, forse tra i più grandi dell’isola, che campeggia al centro di Casamicciola: il Pio Monte della Misericordia.  Non tanto la bellezza, quanto lo stato di rovina sono stati stavolta fonte di attenzione, motivo di indagine. Ridotto ad uno stato di abbandono da circa quarant’anni, vittima di innumerevoli tentativi di speculazione, il Pio Monte della Misericordia è al centro di una polemica, civile, economica, sociale che, più rovinosa del terremoto, dal 1973 ha spento l’aura che lo rendeva motivo di lustro per il comune di Casamicciola.  Ma che cos’è il Pio Monte della Misericordia?  Fondato a Napoli nel 1602, in piena controriforma, da sette nobili per esercitare le sette opere della Misericordia corporali, tra cui curare gli infermi, fu poi replicato, nel 1604 nell’isola di Ischia, a Casamicciola: un ospedale in cui le cure avvenivano attraverso la miracolosa acqua termale, decantata dal medico Julio Jasolino nel suo libro De remedii naturali che sono nell’isola di Pithecusa. Dopo due secoli dalla costruzione, questa struttura inseriva Casamicciola tra le più importanti stazioni di cura d’Europa.  28 luglio 1883: le cronache locali raccontano di un disastroso terremoto. Un terremoto così disastroso da incidere nel nome di Casamicciola il ricordo di quei tredici secondi che devastarono l’isola. Inciso a tal punto da cristallizzarsi in un modo di dire: “É successo Casamicciola“. Non bastò la sua imponenza a salvare il Pio Monte della Misericordia, che, dodici anni dopo il terribile sisma, fu ricostruito giù verso la Marina, segnando, con i suoi ampi giardini e depositi di acqua miracolosa, la prima rinascita di Casamicciola. Se, come una fenice, è rinato dalle ceneri di una calamità, il Pio Monte della Misericordia non si è più risollevato dalla crisi finanziaria dell’Ente Morale, che ne ha decretato la chiusura dal 1973.    Nel 2019 sulla straordinaria architettura è apparsa una scritta: Misuro il tempo. Ispirata alle Confessioni di Sant’Agostino, l’installazione ambientale ideata da Bianco-Valente, ha tentato di estendere il concetto del passato che esiste attraverso la nostra memoria all’edificio del Pio Monte della Misericordia, omaggiando lo spirito di un luogo che, nonostante lo stato di forzato abbandono, non conosce la scalfitura del tempo.  Sembra, tuttavia, che […]

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Napoli e Dintorni

Il chiostro delle clarisse, Spaccanapoli e Santa Chiara

Il Chiostro delle Clarisse a Napoli, e in generale l’intero complesso monumentale di Santa Chiara, prospiciente alla grande Chiesa del Gesù Nuovo, costituisce un elemento rappresentativo della cultura napoletana, nonché delle sue vicende incastonate fra le pieghe della Storia del Novecento. Il Chiostro delle Clarisse e il Monastero di Santa Chiara Camminare lungo Spaccanapoli è sempre un’esperienza suggestiva in quanto l’occhio che ritrae gli angoli del Decumano Inferiore nota sempre la presenza di qualcosa di nuovo che in precedenti passeggiate era sfuggita. Non ci si riferisce ai marchi di rinnovati e rinomati negozi che adescano fiumi di turisti con la promessa di sapori e profumi tradizionali, ma a quei silenziosi che attendono un curioso passante che si fermi a osservare la sua bancarella: ecco il vecchio che rivende antiche locandine delle passate edizioni della Festa di Piedigrotta, o volumi di Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo, ecco il giovane intento a disegnare quadretti di nature morte o animali, ed ecco lo spigliato venditore che offre, a quegli stessi turisti, in varie dimensioni un flaconcino sigillato trasparente, certificando che esso contiene realmente “aria di Napoli”; tendendo poi l’orecchio, oltre il chiacchiericcio e gli schiamazzi, si percepiscono voci femminili e fisarmoniche che così cantano: “Sta donni, comme de’ i’ fari p’amà sta donni? Di rose l’ei ’a fa nu bellu ciardini ’ndorni ’ndorni lei a annammurari…”. Ed ecco apparire, circondata di uditori, una donna che danza e suona, posseduta dal ritmo della sua taranta; e, più avanti ancora, superato il Palazzo Venezia e il Palazzo Filomarino, residenza di don Benedetto Croce, una voce tenorile così ricorda: “Dimane? Ma vurria partì stasera. Luntano no, nun ce resisto cchiù. Dice ch’ è rimasto sulo ’o mare, che è ’o stesso ’e primma, chillu mare blu…”. Lì, di fronte la Basilica di Santa Chiara, ben vestito ed alto c’è chi ancora pensa Napoli com’era e a Napoli com’è. Oggi ricostruita, Santa Chiara, il cui complesso ebbe origine nel Trecento con la costruzione di una vera cittadella ospitante allora due conventi (uno maschile, per i francescani, e uno femminile, per le clarisse), fu vittima dei bombardamenti del 4 agosto 1943, che lo ridussero quasi in cenere. Tale e tanta fu la disperazione che, tra la folla, sopraggiunse anche don Benedetto dalla vicina dimora a contemplare in lacrime la ferita inflitta al cuore di Napoli. Salvo fu, per fortuna, il chiostro delle clarisse maiolicato e le “riggiole” (le piastrelle) che lo compongono. Esso è testimone delle trasformazioni che nel corso del tempo attraversarono Napoli dal Medioevo ad oggi: originariamente in stile gotico, per la volontà angioina che commissionò la strutture nel XIV secolo, subì trasformazioni ad opera di Antonio Vaccaro nella prima metà del Settecento, per cui si fusero i riferimenti all’arte gotica con gli elementi della cultura architettonica e pittorica barocca. A testimonio di questo intreccio, ecco gli affreschi di Storie francescane, che si leggono camminando lungo il porticato, o il giardino verdeggiante con le Fontane dei leoni, vera e propria Arcadia, in cui si assiste […]

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Libri

Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone: recensione

È uscita per Einaudi Stile Libero “Fiori”, la nuova avventura dei Bastardi di Pizzofalcone firmata da Maurizio De Giovanni. Il titolo dell’avvincente romanzo – tra l’altro il numero 10 della serie, a mo’ di garanzia del campione – suggerisce di leggerlo proprio come se fosse un fiore. Ecco la nostra recensione. È una splendida mattina di primavera, la città è illuminata da una luce perfetta, nell’aria l’odore del mare si mescola al profumo del glicine, della ginestra, dell’anemone. Della rosa. Come può venire in mente di uccidere qualcuno in un giorno come questo, in un posto come questo? La citazione prescelta per invitare alla lettura del nuovo romanzo di Maurizio De Giovanni, “Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone”, non potrebbe essere più perfetta. È una splendida mattina di primavera ed un omicidio violento scuote il quartiere di Pizzofalcone, delitto che si rivela subito esser stato compiuto prima dell’orario di apertura della maggior parte dei negozi ed in maniera particolarmente efferata. La vittima è Nicola Savio, un fioraio buono e delicato come i fiori che tanto ama e racconta ai suoi clienti, ai quali adora  narrare i come ed i perché delle piante che consigliava o, qualche volta, regala. Ucciso nel chiosco di fiori di sua proprietà, il cadavere dell’uomo viene ritrovato dal suo migliore amico, il signor Ciro Durante, il quale, per quanto sconvolto dall’accaduto, dà in qualche modo l’allarme in commissariato. Ad arrivare sul luogo dell’omicidio sono l’agente scelto Aragona ed il commissario Lojacono, personaggi letterari a cui ormai – dopo il successo dell’omonima e fortunatissima serie-tv – non si può non dare il volto di Antonio Folletto e Alessandro Gassmann. Ma sono di nuovo presenti tutti gli agenti del commissariato dei “Bastardi” ai quali ci siamo via via affezionati grazie alla penna ritrattistica di De Giovanni. Giorgio Pisanelli, in particolar modo, che avevamo lasciato in balia di un serio problema di salute. O Francesco Romano, alle prese con un giovane amore. Alex Di Nardo, reduce dall’ipotesi di esser stata tradita. La coppia Palma-Ottavia, da cui l’intesa tra un superiore accurato, da tutti invocato per cognome, ed una materna poliziotta, che tutti chiamano per nome. Nuovi personaggi si aggiungono come petali ulteriori a quella che, nell’immaginario di Pizzofalcone, colloca nel commissariato la corolla portante di ogni singolo fiore. Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone: la nostra recensione Fiori. Fiori di ogni colore, gialli e rossi e azzurri e screziati. Fiori a gambo lungo e corto, a calice e a stella, a imbuto o a ruota. Fiori a pannocchia e a campana, a spiga e a sperone. Fiori come parole, fiori a migliaia, ognuno col suo peso e la sua forma, ognuno col suo significato. Protagonisti del decimo romanzo sui Bastardi di Pizzofalcone sono i fiori. Vari piccoli capolavori della natura vengono nominati nel corso delle pagine scorrevolissime di De Giovanni: l’anemone, evocato per il senso di speranza che racchiude, o la rosa gialla, per quello del recondito, per finire con vari accenni ai fiori di potentille, avvicinati alla realtà […]

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Teatro

Zona Rossa: la nuova sperimentazione del Teatro Bellini

“Zona Rossa” è il nuovo progetto del Teatro Bellini, in prima linea – ancora una volta – a sperimentarsi in questa difficile fase di chiusura dei teatri e di crisi dell’intero settore artistico e culturale. Solo qualche mese fa, avevamo lasciato il Bellini alle prese con il lancio del “Piano BE” – nel pieno rispetto delle norme anti-Covid – per la stagione autunnale. Ma già dalla fine del mese di ottobre, un nuovo Dpcm ha nuovamente imposto la chiusura di teatri e cinema, insieme ad altri luoghi di produzione culturale. Che fare, dunque? Daniele Russo, direttore artistico del Teatro, lo ha spiegato in apertura della Conferenza Stampa (online) che si è tenuta nell’arco della mattinata di giovedì 17 dicembre. «Abbiamo deciso di creare una nostra “Zona Rossa” all’interno del Bellini. Sarà molte cose insieme: un’istallazione, una performance, un manifesto, ma anche una provocazione vera e propria, quasi un atto politico.» La “Zona Rossa” prevederà l’ingresso e la permanenza – in un vero e proprio lockdown – di sei artisti all’interno del Teatro, collegato in streaming con l’esterno, per la creazione di un nuovo spettacolo che sarà in scena, in una sola replica, nel giorno (per ora indefinito) in cui un Dpcm ne autorizzerà la presentazione al pubblico dal vivo. Due drammaturghi/registi, due attori e due attrici inizieranno il percorso a partire dalle ore 17 di domenica 20 dicembre e l’intero processo creativo, così come i momenti di lavoro insieme agli altri professionisti che collaborano alla realizzazione dello spettacolo, sarà visibile dal pubblico attraverso il canale YouTube del Teatro Bellini. «L’orario della diretta quotidiana dello spettacolo sarà aggiornato quotidianamente e dipenderà da quello di convocazione degli attori. – spiega il co-autore del progetto, Davide Sacco – Il pubblico, oltre a poter osservare il lavoro, ne potrà discutere con gli artisti stessi, durante degli appuntamenti settimanali di approfondimento in collegamento web.» Gli attori imposteranno dei “Quaderni di Regia” su determinate linee di indirizzo con: le “edizioni” di ciò che avviene durante le prove e un diario di bordo che verrà aggiornato di lunedì e giovedì. Il tutto coniugando ciò che avverrà “dentro”, in sala prove, e “fuori”, nel mondo all’esterno del Teatro. “ZONA ROSSA”, le voci degli artisti che vivranno in Teatro. A fare il proprio ingresso al Teatro Bellini saranno Alfredo Angelici, Federica Carruba Toscano, PierGiuseppe di Tanno, Licia Lanera, Pier Lorenzo Pisano e Matilde Vigna. «Quando il Teatro Bellini mi ha contattato per entrare in “Zona Rossa” – racconta l’attore Alfredo Angelici – ho pensato a quanto fosse folle un progetto simile. Una follia nobile, che porterebbe gli eroi dei romanzi ai grandi trionfi perché viene dalla volontà di chi vuole il mondo come deve essere. Quanto è attuale oggi la storia del segreto di Pulcinella! “Laddove c’è una catastrofe, c’è una via d’uscita”, lui oggi farebbe un gesto comico e mostrerebbe la possibilità di un’altra storia e cosa può un corpo quando ogni azione diventa impossibile.» «Ho sempre sentito che il teatro mi desse la libertà di svincolarmi dal […]

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