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Eroica Fenice

La Tag: Napoli contiene 79 articoli

Food

Sapori e Salute: la cena evento nella location di Villa Diamante

La panoramicissima location di Villa Diamante ha ospitato, giovedì 28 novembre, la cena evento Sapori&Salute, un incontro tra cucina, benessere e sperimentazione L’evento Sapori&Salute è stato organizzato e fortemente voluto da Luigi Barone, neo Presidente APCI della provincia di Napoli proprio nella Villa Diamante, di cui è chef resident, un ex convento restaurato e riconvertito, incastonato in una delle balze di via Manzoni. Tema della serata Sapori&Salute è stato il connubio tra cucina sperimentale, sapore e benessere: gli chef campani dell’APCI, chiamati a rapporto dal neo presidente e amico Luigi Barone, si sono cimentati in una cucina innovativa, creativa, ma soprattutto salutare e gustosa. I piatti, prevalentemente a base di pesce, sono stati preparati con tecniche di cottura innovative e non invasive, come la cottura sottovuoto a basse temperature, capaci di lasciare inalterate i sapori, i colori, le proprietà nutritive e organolettiche proprie del pescato proposto. La cucina proposta è una cucina che mira al benessere, che lavora materie prime locali e di alta qualità, che non ricorre a conservanti, additivi, coloranti, addensanti, miglioratori, potenzialmente nocivi per la salute. A scandire le varie portate della serata Sapori&Salute, moderata da Angela Merolla, ci sono stati gli interventi di dottori e specialisti del settore della salute, della ricerca e della prevenzione: il Dott. Carmine Fonderico (medico specialista gastroenterologia ed endoscopia digestiva) che ha spiegato quali siano i benefici della dieta mediterranea, la Dottoressa Denise Orta (biologa nutrizionista) che ha fornito qualche piccola coordinata per una dieta più sana ed equilibrata, sfatando miti e false credenze su principi nutritivi tanto demonizzati come i carboidrati, i grassi e il colesterolo. Infine, la Dottoressa Bianca Coppola (dottoressa in informazione scientifica sul farmaco e ambientale) ha spiegato ha messo in guardia dal pericolo costituito dai metalli pesanti e quali siano gli effetti e le conseguenze di una loro eccessiva assunzione.   Il risultato di questo mix tra sapere e sapori è stato una cena godibile e raffinata, seppur leggera e salutare, in una location dal panorama mozzafiato e dagli arredi caldi, contemporanei e tremendamente chic, ma soprattutto una cena con un intento benefico: Villa Diamante, infatti, ha devoluto in beneficenza l’intero incasso della cena alla Fondazione Bambino Gesù Onlus. Il Menù proposto è frutto dello studio e della ricerca degli chef dell’APCI, provenienti dai più noti e rinomati ristoranti della Campania. Chef Rosario Dello Iacono, chef del Ristorante Blue Marlin Club-Boscotrecase, ha proposto un aperitivo in finger food, coloratissimo, estremamente fashion e dai sapori e dalle consistenze contrastanti.  Gli chef Pasquale Masullo e Rosa Barone, (Villa Diamante), hanno proposto come antipasto il loro baccalà rinforzato: un pesce cotto a basse temperature in sottovuoto con un’insalata rinforzata di verdurine colorate, in pieno tema natalizio.  Il primo piatto proposto dagli chef Giuseppe De Mare (Mirò Eventi Villa De Mare Castel Volturno CE) e Salvatore Andretta (Villa Sabella Bacoli NA) è un risotto con doppia consistenza di carciofi, seppie e crumble di olive nere. Chef Antonio Aniello (Tenuta Paino Sessa Aurunca CE) e Chef Antonio Grasso (Ristorante La Frescheria NA) hanno proposto un secondo […]

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Attualità

Act Lab 3.0, un’alternativa culturale e artistica per i giovani del rione Sanità di Napoli

In queste giornate cupe e grigie di novembre, illuminate solo dalle precoci e intermittenti illuminazioni natalizie che fanno capolino in alcune strade cittadine, un ulteriore spiraglio di luce si irradia dal cuore di Napoli, quello che sembra tenersi su da sé, talvolta abbandonato a se stesso; è dal rione Sanità che, per il terzo anno consecutivo le attività del “Laboratorio di Artigianato, Creatività e Tradizioni-ACT Lab 3.0” propone un modello alternativo di società a partire dai più piccoli, offrendo una speranza di vita concreta e differente. Il tutto è possibile grazie all’attività dell’associazione “Napoli inVita – Persone, Idee, Opere per lo sviluppo sociale della Città” sostenuti dai fondi dell’Otto per mille alla Chiesa Valdese, in collaborazione con l’associazione “Crescere insieme“, il collettivo teatrale “Delirio Creativo“ e l’istituto scolastico Maestre Pie Filippini, come ci spiga in presidente della associazione capofila Luigi Mingrone. Tanti i progetti già consolidati come corsi di ceramica e arte presepiale, artigianato della carta, teatro e canto, oltre a quelli nascenti, che puntano alla riscoperta del territorio napoletano attraverso un laboratorio outdoor volto a promuovere un turismo responsabile, grazie all’intervento di guide turistiche esperte che promuoveranno la conoscenza dello straordinario patrimonio storico artistico partenopeo da parte dei giovani che potranno poi sviluppare una documentazione autonoma del materiale raccolto e delle esperienze a diretto contatto con ciò che li circonda. Uno sguardo attento e vigile quello dei collaboratori a questo straordinario progetto che preservano e insegnano come accudire ciò che di più prezioso ci viene donato: le nostre radici, accogliendo non solo i ragazzi per rubarli alla strada, ma chiunque sia respinto ai margini della società, offrendo una possibilità concreta per impiegare il proprio tempo trasmettendo il sapere e i mestieri antichi, che come quello degli artigiani presepiali, affondando le proprie radici nella nostra città. Il progetto si pone come una vera e propria attività terapeutica e una possibilità alternativa, perché nessuno si senta mai condannato a un destino che non è quello che avrebbe scelto. Attraverso l’arte dunque si strappa il fiore della gioventù napoletana a una corruzione epidemica ma non insanabile come dimostrano le parole e gli sguardi di coloro che si impegnano ogni giorno in queste attività, nonché gli splendidi risultati artistici di questi laboratori, da quelli materiali quali pastori e vere e proprie sculture in ceramica, all’artigianato in carta, ai disegni multicolori dei bambini che prendono parte ai laboratori, capaci in questo modo di esternare l’arcobaleno di colori che si portano dentro. “Sembra sempre impossibile finché non viene fatto” è lo slogan dell’associazione “Napoli inVita”, che sembra concretizzarsi nelle azioni di queste associazioni che sono realmente idee persone e opere, dimostrando che la cultura, etimologicamente “coltivare, prendersi cura”, ha bisogno di pazienza per attecchire, ma che piantando piccoli semi e irrigandoli a piccole dosi si può ottenere un grande risultato. E come un vento che si insinua lento tra i vicoli stretti e affollati del rione Sanità, l’ACT Lab 3.0 sparge tutt’intorno piccoli semi di luce che sanano, appunto. Il segreto che ci trasmettono è […]

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Attualità

Punto lettura Nati per leggere, festa per i sette anni

Il punto lettura Nati per leggere, situato all’interno del palazzo reale della biblioteca nazionale di Napoli, spegne la sua settima candelina con una piccola festa destinata ai più piccoli. Del programma Nati per leggere abbiamo avuto occasione di parlare un paio di volte su queste pagine, ma non fa mai male ricordarne la storia. Nato nel 1999 per volontà dell’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino si è espanso lungo tutto il territorio italiano tramite una lunga catena di progetti legati da un unico obiettivo: favorire nei primi “1000 giorni” del bambino lo sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e razionale tramite attività legate alla lettura che coinvolgano tanto i lettori più piccoli quanto i genitori, favorendo così la solidità del rapporto familiare. Il programma giunge in Campania nel 2000 tramite la fondazione di un punto lettura Nati per leggere dapprima situato al PAN e in seguito spostato nel palazzo reale della Biblioteca Nazionale di Napoli, un cuore pulsante da cui si diramano arterie lungo il territorio campano che sono rappresentate da altri punti lettura e progetti in luoghi come San Giovanni a Teduccio o il carcere minorile di Nisida, zone dove il diritto all’infanzia è messo a repentaglio da situazioni di disagio legate alla criminalità o all’intolleranza. Non a caso il funzionario della Biblioteca Nazionale e responsabile del punto Iole Massarese ha ribadito questo punto, ricordando il potere inclusivo di un’attività come la lettura capace di «mettere più ponti per abbattere le diversità». Punto lettura “Nati per leggere”, un compleanno speciale Così  un gruppo nutrito di bambini provenienti da Napoli e zone limitrofe, tra cui San Giovanni a Teduccio, sono stati gli invitati di questo settimo compleanno festeggiato il 22 novembre, con un seguito di genitori, zii, nonni e parenti vari. Dopo essersi muniti di un passaporto speciale “per viaggiare tra le storie”, i piccoli ospiti hanno avuto accesso alla biblioteca del punto lettura Nati per leggere e seduti tutti assieme hanno potuto godere di storie narrate dai volontari del programma che hanno assunto il ruolo di cantastorie coinvolgenti. Terminata la lettura i bambini hanno poi potuto soffiare sulla candela di una gustosa torta, proprio come in un compleanno degno di questo nome. Con questa divertente e simpatica attività, Nati per leggere si conferma come una realtà importante per il territorio e per tutti quei bambini a cui vanno garantiti i diritti al gioco, all’infanzia e soprattutto (mantra del programma) «diritto alle storie». Perciò anche noi di Eroica Fenice facciamo gli auguri al punto lettura di Napoli, per altri sette anni e più di attività che invoglino alla lettura come linfa vitale per sviluppare la curiosità e la fantasia dei bambini. Ciro Gianluigi Barbato Fonte immagine copertina: https://www.facebook.com/events/552314848867701

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Napoli e Dintorni

Wolves Coming in piazza Municipio a Napoli, la natura si ribella

Liu Ruowang torna in Italia con Wolves Coming: cento lupi di ferro, ognuno di 280 kg, irrompono in piazza del Municipio a Napoli. Una scena dell’ultimo film futuristico in programmazione al cinema? No, stiamo parlando di arte e precisamente della grandiosa opera realizzata dallo scultore e pittore cinese, che ha scelto proprio il capoluogo campano per la sua mostra destinata a far discutere. Dal 14 novembre e fino al 31 marzo 2020, infatti, la piazza del Municipio di Napoli, cuore istituzionale della città, si presenta come una immensa galleria a cielo aperto, in cui un branco di lupi inferociti, dal grande impatto scenico, costituirà la nuova attrazione dell’ormai prossimo Natale 2019. La monumentale mostra è stata introdotta in conferenza stampa nella Sala della Giunta di Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, ed inaugurata dal sindaco De Magistris, dall’assessore alla Cultura Eleonora De Majo e dall’assessore uscente Nino Daniele. Già esposta in parte nel 2015 alla Biennale di Venezia e all’Università di Torino, Wolves Coming rappresenta il grido disperato della natura che si ribella al progresso scientifico e tecnologico e all’eccessiva antropizzazione dell’ambiente, offrendo uno spunto di riflessione sui valori della civilizzazione e sulla grande incertezza da cui è dominata la società contemporanea. Con la sua arte, Ruowang è stato in grado di farsi portavoce della tradizione lessicale e filosofica della sua terra d’origine, amalgamandola al contempo con riferimenti al nostro mondo occidentale globalizzato, sempre più in conflitto con le leggi della natura. Il guerriero che sfodera la spada come per difendersi dall’attacco dei cento lupi, “simboleggia la preoccupazione dell’animo umano dopo la crisi economica del 2007 – spiega Ruowuang – Ma l’opera ha anche un altro significato. Il lupo è un animale che lavoro in branco ed è proprio dall’unione delle forze che l’uomo può superare le difficoltà”. Un’occasione di riflessione per l’uomo contemporaneo La particolarità dell’esposizione, organizzata e curata da Matteo Lorenzelli, animatore della storica galleria milanese Lorenzelli Arte, sta nell’essere una delle poche opere con la quale il visitatore può liberamente interagire. A tal proposito, non sono mancate le polemiche, dato che le sculture sono state, già in più occasioni, utilizzate come panchine: “Ho scelto questa forma e questa altezza proprio perché le persone potessero interagire con l’opera, anche sedersi. In questo modo, i cittadini impareranno a conoscere i lupi e tra un po’ non sembreranno più feroci”, chiarisce Ruowang. “Il Comune di Napoli è stato ben lieto di collaborare all’iniziativa, anche perché l’anno prossimo ricorre il 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. Ho importato un gran numero di opere e per la prima volta il consueto catalogo che accompagna l’esposizione è stato pubblicato anche in lingua cinese. Uno degli aspetti più interessanti dell’arte di Liu Ruowang, secondo me, è che non possiede nessuna di quelle sofisticazioni, di quelle artificiosità tipiche dell’arte contemporanea”, spiega Lorenzelli. “Sebbene l’idea originaria prevedeva l’installazione a piazza del Plebiscito, ho ritenuto più vantaggioso che essa venisse collocata in piazza Municipio, il vero cuore della città. Ciò che mi […]

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Teatro

Teatro Trianon Viviani: Le indimenticabili canzoni di Napoli

La serata del primo novembre, Eroica Fenice si è addentrata nel cuore di Napoli dove, al Teatro Trianon Viviani (il primo teatro popolare campano), ha assistito alla messa in scena del primo titolo del cartellone firmato dal direttore artistico uscente Nino D’Angelo: Quelle del Festival… Le indimenticabili canzoni di Napoli. Uno spettacolo suddiviso in due tempi, presentato da Edda Cioffi e prodotto da Sud promotion. È stata una serata all’insegna della promozione e della valorizzazione delle indimenticabili canzoni napoletane. Protagonisti dieci artisti: Giusy Attanasio, Alessia Cacace, Luciano Caldore, Gino Da Vinci, Enzo Esposito, Mavi Gagliardi di Sud 58, Alfredo Minucci, Teresa Rocco, Antonio Siano e Lino Tozzi. Ha diretto l’orchestra Peppino Fiscale, che ha curato anche gli arrangiamenti musicali. Maurizio Palumbo, ideatore e regista dello spettacolo, ha inserito nella scaletta anche celebri brani presentati da interpreti partenopei al festival di Sanremo. «È una sorta di gemellaggio tra il festival di Napoli e quello di Sanremo, nel ricordo della manifestazione che si tenne nel 1932 nel casinò municipale della città ligure, il “festival della Canzone partenopea”, ideato e organizzato da Ernesto Murolo, il poeta autore di “Serenata napulitana”, padre di Roberto Murolo». Al Teatro Trianon Viviani, Napoli resiste attraverso la musica e si racconta La musica partenopea sa del profumo degli aranci e dei limoni di Sorrento, c’immerge nel blu del mare che bagna il Golfo, evoca l’austerità del Vesuvio, parla d’amore e denuncia una cruda realtà. Tra il patrimonio della canzone e il napoletano esiste un’identità totale che va oltre le distinzioni sociali, economiche e culturali. Nei meandri di Forcella, uno dei quartieri napoletani maggiormente martoriati dalla malavita, al Teatro Trianon Viviani, si celebra la bellezza della canzone napoletana, una produzione che si afferma a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. La canzone napoletana è oggi famosa in tutto il mondo e si fa linguaggio universale. Chi non ha sentito, almeno una volta nella vita, il ritornello di O’ sole mio? La diffusione della canzone napoletana ha raggiunto livelli internazionali, basti dire che, spostandoci all’estero, possiamo ad esempio ascoltare Funiculì Funiculà in occasione del cambio di guardia al palazzo Reale di Danimarca. Popoli diversi, uomini del passato, del presente e del futuro possono far capo alla musica per intendersi. Essa è ovunque e ognuno di noi se la porta dentro. «Per noi il mondo non ha confini, siamo tutti clandestini». La musica ci unisce e ci rende più forti. La bellezza ci porta in salvo, sempre. Di seguito, la scaletta musicale: primo tempo 1. Antonio Siano – ‘O Vesuvio (1967) 2. Giusy Attanasio – Segretamente (1960) 3. Luciano Caldore – Perdere l’amore (Sanremo 1988, Massimo Ranieri) 4. Enzo Esposito – ‘A pizza (1966) 5. Mavi Gagliardi – Tu si’ na cosa grande (1964) 6. ospite 7. Alfredo Minucci – E mo’ e mo’ (Sanremo 1985, Peppino di Capri) 8. Lino Tozzi – Scriveme (1966) 9. Alessia Cacace – Tuppe tuppe, Marescia’ (1958) 10. Gino Da Vinci – Vienme ‘nzuonno (1959) 11. Teresa Rocco – Malinconico autunno (1957) 12. medley secondo tempo 1. […]

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Culturalmente

Scavi di Pompei, rinvenuto un affresco con due gladiatori

Grandi novità e ritrovamenti dagli scavi di Pompei Pompei, la città sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., è più viva che mai e continua a sorprendere con sensazionali scoperte; l’ultima in ordine cronologico è stata fatta dal progetto di recupero nell’ambito della Regio V e ha portato alla luce un affresco, nel quale sono perfettamente rappresentati due gladiatori al termine di un combattimento; .  L’affresco di circa 1,12 mt x 1,5mt, rinvenuto in un ambiente alle spalle dello slargo di incrocio tra il Vicolo dei Balconi e il vicolo delle Nozze d’Argento, ha forma trapeizoidale, poiché collocato nel sottoscala, presumibilmente di una bottega. Si intravede al di sopra della pittura, l’impronta della scala lignea che molto probabilmente decorava un ambiente frequentato da gladiatori, forse una bettola dotata di un piano superiore, destinato ad alloggio dei proprietari dell’esercizio commerciale o come di frequente, soprattutto vista la presenza di gladiatori, destinato alle prostitute. I due gladiatori sono raffigurati su uno sfondo bianco, delimitato su tre lati da una fascia rossa, nella quale si sviluppa la scena di combattimento. Il primo, appare sulla sinistra, è un “Mirmillone” appartenente alla categoria degli “Scutati” e impugna l’arma di offesa, il gladium (spada corta), un grande scudo rettangolare (scutum) ed indossa un elmo largo dotato di visiera con pennacchi. L’altro, che soccombe all’attacco, è un “Trace”. Gladiatore della categoria dei “Parmularii”, con lo scudo a terra e viene raffigurato con elmo (galea), a tesa larga ed una larga visiera a protezione del volto, sormontato da un alto cimiero. Scavi di Pompei, le dichiarazione di Massimo Osanna “La Regio è la V, non molto lontana dalla caserma dei gladiatori da dove, provengono la maggior parte delle iscrizioni graffite riferite a questo mondo. Nell’affresco ritrovato, di immenso interesse storico e culturale, di particolare interesse è la rappresentazione estremamente realistica delle ferite, come quella al petto del gladiatore soccombente, che lascia fuoriuscire il sangue, bagnando i gambali. Non si sa quale sia l’esito finale di quel combattimento, ma in questo caso, c’è un gesto singolare che il combattente ferito fa con la mano, probabilmente per chiedere venia e implorare la propria salvezza. Un gesto generalmente compiuto dall’imperatore o dal generale per concedere la grazia”. Queste le dichiarazioni del direttore generale degli Scavi di Pompei, Massimo Osanna. Gli scavi dell’ambiente all’interno del quale è stato rinvenuto l’affresco, devono ancora terminare quindi potrebbe offrire ancora grosse sorprese. Pompei non smetterà mai di stupirci, con tasselli che emergendo a poco a poco, come un puzzle che pian piano si compone, regalano ogni volta dei meravigliosi pezzi di storia che affascinano sempre più.  

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Teatro

I Corti della Formica 2019, la XIV edizione al Teatro Tram di Napoli

Presentata in conferenza stampa la quattordicesima edizione de I Corti della Formica, in corso al Teatro Tram di Napoli, evento dedicato ai corti teatrali, in cui la giuria sarà composta da giovani appassionati di teatro, tutti under 25 Dodici spettacoli, divisi in gruppi di tre, per quattro serate: torna anche quest’anno, dopo ben dieci edizioni, il festival de “I Corti della Formica”, il primo ideato e realizzato a Napoli, per iniziativa di Aries Teatro ed Eventi. Giunta alla sua quattordicesima edizione, la kermesse attinge le proprie risorse unicamente dal pubblico, ma nonostante le inevitabili difficoltà che presenta un’impresa del genere, questa manifestazione continua a richiamare ogni anno autori ed artisti da tutto lo stivale, con le loro idee sempre interessanti da sviluppare sul palcoscenico. I corti selezionati (tra i quali due scelti con la collaborazione della rassegna “Le cortigiane” diretta da Tiziana Tirrito) saranno valutati da una giuria composta esclusivamente da ragazzi under 25, scelti a loro volta tra giovani frequentatori di teatro. Le serate in programmazione, come sempre al Teatro Tram di Napoli, termineranno il 13 ottobre: pubblico e giuria potranno assistere ogni sera a spettacoli diversi e al termine di ogni rappresentazione, confrontarsi e scambiarsi opinioni con gli attori del cast intorno ad un determinato argomento. Vari i temi trattati, interessanti ed attualissimi, come le nevrosi, le donne, il revenge porn, l’omofobia, in questo festival ideato e diretto da Gianmarco Cesario e nato nel 2005 con il nome originario “La Corte della Formica”. Tanti i premi destinati ad autori ed artisti I premi saranno consegnati la sera del 18 ottobre, quando la giuria decreterà il vincitore per il Miglior Corto, oltre al Miglior Autore di testo originale, Miglior Attore, Miglior Attrice, Miglior Regista e Migliore Adattamento. Compito della giuria popolare (e quindi del pubblico presente in sala) sarà invece scegliere i quattro finalisti, uno per serata, tra i quali sarà eletto vincitore assoluto quello andato in scena nella serata con maggior affluenza di pubblico. Lo sponsor dell’evento, Ottica Sacco, premierà con targhe speciali lo spettacolo con il Miglior Gusto Estetico, la targa dedicata alla memoria di Daniele Mattera, per lo spettacolo che utilizza espressività corporea, i passaporti per Positano, consegnati dal Gerardo D’Andrea, direttore artistico del Positano Teatro Festival che da otto edizioni riserva una vetrina nell’ambito della sua programmazione, dal nome ‘Il Teatro che verrà’, e tre segnalazioni per la rassegna ‘Acting Drama’ che avrà luogo presso il Teatro Gelsomino di Afragola. Come da due anni a questa parte, sarà il Teatro TRAM, in via Port’Alba 30, ad accogliere la manifestazione, che si concluderà domenica 13 ottobre. Ogni sera si inizierà dalle 20:30, il biglietto costa 12 euro. Per info e prenotazioni: [email protected] TEL. 3421785930 – Fonte immagine: https://www.expartibus.it/napoli-presentata-xiv-edizione-de-i-corti-della-formica/

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Napoli e Dintorni

Arca: il supermarket a Napoli dove non serve denaro

“Arca – l’emporio della solidarietà” è il primo supermercato a Napoli dove è possibile fare la spesa senza utilizzare denaro. Il meccanismo di acquisto avviene attraverso una “speciale” tessera punti che, direttamente alla cassa, converte la spesa in ore di volontariato da praticare presso i servizi sociali. Il supermarket si trova nella zona flegrea, tra Bacoli e Monte di Procida. Il progetto, unico in tutta la Regione Campania, non è riceve finanziamenti pubblici ma è stato realizzato su iniziativa dell’associazione “La Casetta Onlus” e la “Fondazione Progetto Arca” di Milano, oltre che con il supporto di tante attività commerciali napoletane. Sono quaranta le famiglie indicate dai servizi sociali dei due Comuni flegrei che, in condizioni di indigenza, beneficiano del progetto. Il progetto “Arca – emporio della solidarietà” ha un significato molto forte di fronte ai numeri che riguardano la povertà in Italia: oltre un milione e mezzo di famiglie vivono in una situazione di bisogno assoluta, per un totale di 4,5 milioni di persone, il numero più alto dal 2005 ad oggi. E, come spesso accade, le situazioni di disagio sono concentrate nel Mezzogiorno, dove si trova il 45,3% di persone bisognose di tutto il totale nazionale. «Secondo il rapporto 2016 su “Povertà ed esclusione” pubblicato dalla Caritas – spiega Anna Gilda Gallo, presidente della Onlus flegrea – in Italia 1 milione e 582mila famiglie vivono in povertà assoluta. Non si tratta di un disagio economico, ma della forma più grave di indigenza, quella di chi non riesce ad accedere a quei beni e servizi necessari per una vita dignitosa. Dal 2007 la percentuale di persone povere è più che raddoppiata passando al 7,6%.» «A Milano, a Roma, a Napoli, e speriamo anche in altre città italiane, il progetto Arca vuole essere presente per aiutare le famiglie in difficoltà, che hanno il bisogno e il diritto di riprendersi e ricominciare a vivere – commenta Laura Nurzia, vicepresidente della Fondazione – Aiutare per noi significa, innanzitutto, soddisfare i bisogni primari attraverso beni semplici proprio come quelli alimentari ma significa anche guardare oltre l’assistenza, credendo in un futuro di autonomia e integrazione sociale per tutti. Questo è il valore imprescindibile della dignità della persona». «Una delle novità che abbiamo voluto introdurre – conclude Mariano Boccia dell’associazione “La Casetta” – è la possibilità per i clienti di ricambiare il servizio ricevuto tramite ore di volontariato da prestare secondo le proprie possibilità, competenze e predisposizioni. Non più, quindi, un semplice dono, ma una nuova dimensione di scambio che gratifica la persona». Anche nel resto del Paese si stanno diffondendo i market in cui non serve denaro per fare la spesa. A Rimini, l”Emporio Rimini” è parte del “Protocollo d’intesa per la lotta allo spreco alimentare” e viene definito come un luogo dove il concetto di “aiutare” è il fattore chiave. A Moderna, invece, si trova l’”Emporio Portobello“, in cui sono attivati servizi di prima consulenza legale e di sostegno per le famiglie che necessitano di aiuto in seguito a problemi legati al lavoro. Infine, […]

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Food

Cuori di sfogliatella apre a Toledo: twist on classic!

A via Toledo sbarca il nuovo tempio della sfogliatella: Cuori di sfogliatella è pronto a raccogliere il guanto di sfida della golosità, proponendo, nelle sue sfogliatelle, sapori nuovi ed innovativi. Si sa, siamo ormai negli anni della nostalgia, in cui si prendono in prestito dal passato i grandi classici e si rivisitano, proponendoli al pubblico in nuove vesti: ed è proprio questa la missione di Cuori di sfogliatella, storica pasticceria napoletana che, partita 30 anni fa dal Corso Novara, ha da poco inaugurato un nuovo store in via Toledo. Ad attendere i clienti, ci sarà una vera e propria distesa di sfogliatelle, in maggioranza ricce, pronte a soddisfare i palati di tutti, dai più tradizionalisti, ai più eclettici, e magari le svariate combinazioni di gusti e sapori, sia salati che dolci, riusciranno a convincere anche i più reticenti a tentare questo salto, lasciandosi deliziare dai più svariati abbinamenti: troveranno ad attendere, in pole position, la sfogliatella fritta, seguita dalle parimerito (in bontà) sfogliatella borbonica e konosfoglia. Sfogliatella borbonica: un inno al Sud Italia Ma partiamo dalla borbonica, un omaggio dei pasticcieri alle radici del nostro Meridione: scegliendo questo twist on classic, si avrà la possibilità di assaggiare un dolce, assemblato al momento, composto da un cono di sfoglia cavo, riempito con uno strato di ricotta (omaggio alla Sicilia), uno di babà e un altro di ricotta, il tutto ricoperto con un topping al cioccolato, bianco o nero, e guarnizioni a piacere del destinatario di questo piccolo capolavoro di golosità. Il konosfoglia, prodotto ormai ben conosciuto e ben avviato, ha ormai bisogno di poche presentazioni: si potrà gustare un fresco gelato, all’interno di un cono di sfoglia, anziché della classica cialda. Per coloro che invece preferissero il salato al dolce, l’offerta di Cuori di sfogliatella non vi deluderà, potendo vantare, nella sua scuderia, sfogliatelle al pesto, al ragù napoletano, al salame e ricotta, provolone e peperoni, e ancora tante e tante variazioni. Tempi nuovi, sfide nuove: #metticisempreilcuore La sfida della famiglia Ferrieri, però, non è stata solo quella di creare nuovi e particolari abbinamenti di sapore in un classico senza tempo come la sfogliatella, ma è anche stata quella di avvicinarsi non solo allo stomaco dei propri avventori, ma anche quella di arrivare ai loro cuori: in che modo sono riusciti anche in questo? Bé, dedicando una parete del nuovo store, completamente instagrammabile, ai propri clienti, che potranno utilizzarla per scattare una foto con la loro sfogliatella preferita, e lanciando l’hashtag #metticisempreilcuore, ispirandosi alla filosofia che è propria del fiorente brand. Insomma, non resta che andare a provare una delle sfogliatelle proposte da Cuori di sfogliatella nel nuovo store di Via Toledo, scattare una foto davanti alla colorata e allegra parete e, oltre a far sapere in cosa mettete sempre il cuore, schierarvi dalla parte del team #sfogliatellasalata o dell’altro #sfogliatelladolce!

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Eventi/Mostre/Convegni

BaccalàRe, la cultura Michelin approda tra i piatti del popolo

BaccalàRe, torna l’evento food al lungomare Caracciolo Dal 3 al 6 ottobre ritorna  BaccalàRe, l’attesa kermesse culinaria, al lungomare Caracciolo tutta dedicata al baccalà. Nel corso della conferenza stampa, tenutasi mercoledì 25 settembre, si è discusso lungamente su questo singolare evento, ideato da Vincenzo Varriale e che ha siglato la sua terza edizione, sulla tradizione di questa pietanza, dall’uso estremamente popolare e sull’idea, assolutamente avveniristica, di miscelare tradizione e cultura popolare con l’eleganza, la raffinatezza e la qualità della cucina gourmet. Hanno preso parte alla conferenza stampa il giornalista e  noto gastronomo campano, Luciano Pignataro, il presidente della Bcc di Napoli, Amedeo Manzo e il vicesindaco di Napoli, Ernesto Panini. A moderare la conferenza stampa è stato l’ideatore di questo evento, Vincenzo Varriale, la mente di una kermesse culinaria che ha saputo unire la tradizione popolare all’impresa e alla cultura Michelin. Alla conferenza si è posto l’accento sulla straordinaria eclettismo di questo piatto, contravvenendo in particolare sul modo superficiale e asettico di trattare il cibo nel mondo odierno, in un mondo in cui  è andata via via smarrendo la sana abitudine e la conoscenza a saper riconoscere la freschezza dei cibi, attraverso quella manualità e praticità necessaria al popolo che rientra in un’ampia categoria che potremmo definire la cultura della conservazione del cibo; in particolare quella di sapere, in assenza della tecnologia di oggi, dei congelatori, dei frigoriferi, le pratiche necessarie per mantenere in maniera naturale più a lungo possibile la freschezza e la qualità degli alimenti. Ecco che sembra quasi scomparire la pratica dei sottolio oppure l’uso assolutamente vitale che aveva il sale nella conservazione. BaccalàRe, dunque, è un evento che si pone proprio in questa direzione. La kermesse ripristina un modo di concepire la cucina basato esclusivamente sulla qualità, accostando la cucina di alta qualità odierna ad un recupero originale di un piatto che ha lambito del tavole del popolo per più di 500 anni ( apparso in Europa negli anni della Controriforma), considerato da sempre un piatto povero. L’evento food costituisce una kermesse totalmente ecocompatibile e, allestito sul favoloso lungomare Caracciolo, inebrierà l’animo dei visitatori con i sapori unici del filetto del miglior baccalà in circolazione, il Gadus Morhua proveniente dai mari del Nord. Ecco che con gli originali “aperibaccalà” ( aperitivi di baccalà e champagne ) la tradizione trova uno sbocco nel quale poter rifulgere in tutta la sua vividezza, vestendo i panni moderni dei nuovi modi di intendere la cucina sotto il luccichio delle stelle e avvolto dal profumo eterno del mare di Napoli. 11 stelle Michelin: un evento che unisce tradizione e innovazione Ben 11 stelle Michelin allieteranno i palati dei visitatori a partire da Peppe Aversa del buco di Sorrento, Francesco Franzese di Casa del Nonno 13 Mercato San Severino, Paolo Gramaglia del President Pompei, Domenico Iavarone del Josè Restaurant della tenuta di Villa Guerra a Torre del Greco, Giuseppe Misuriello della Locanda Severino Caggiano, Gianluca D’Agostino di Veritas Napoli, Fabio Pesticcio de Il Papavero di Eboli, Pasquale Palamaro di Indaco Regina Isabella […]

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