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Eroica Fenice

parola patria Laura Angiulli

La Cassandra di Laura Angiulli. Una voce inascoltata

Cassandra, la più bella delle figlie di Priamo. Cassandra, amata da Apollo e da lui sedotta con il dono della profezia. Cassandra, odiata da Apollo per non essersi a lui concessa e condannata per sempre ad essere inascoltata. È proprio lei, la triste e tragica eroina, crudelmente colpita da un dio rancoroso, la protagonista della pièce Cassandra. Festa di nozze (Variazioni sul mito n.2), in scena alla Galleria Toledo dal 15 al 17 giugno 2015, regia di Laura Angiulli, per la rassegna Napoli Teatro Festival Italia.

Tre donne vestite di nero che si muovono su uno spazio bianco. Tre donne accomunate da una sola stessa disperazione, negli occhi, nella voce, per dare forma a una delle personalità più complesse della mitologia greca. Tre donne che mescolano canto, musica, poesia, per rappresentare un dramma senza tempo. Diversi linguaggi, sapientemente fusi dalla maestria della regista napoletana Laura Angiulli.

Laura Angiulli rilegge Eschilo, e non solo!

Partendo dai meravigliosi originali greci di Eschilo, Euripide e Licofrone, aggiungendo spunti da Christina Wolf ed Enzo Moscato, è rievocata la vicenda di Cassandra, una donna resa sola dal suo dono maledetto, resa tristemente consapevole dal suo occhio profetico dell’orrore che la circonda: guerra, distruzione, schiavitù, lutti, morte. Tristemente consapevole del nulla che avanza, che la circonda, che cancellerà ogni cosa. Il lavoro è affidato alla toccante recitazione di Alessandra D’Elia e Caterina Spadaro e al canto di Maria Pia De Vito, su musiche scritte da Enrico Cocco.

Il tempo dell’azione precede le ultime ore della giovane principessa troiana che osserva lucidamente, penetra la verità dei suoi giorni, andando incontro, con cieca rassegnazione, al suo destino di schiava e vittima, mentre Troia è in preda alle fiamme. La vediamo a Micene, ostaggio dell’Atride Agamennone, al quale ha profetizzato la rovina che avverrà per mano della moglie Clitemnestra e del suo amante Egisto. Con i lunghi capelli scompigliati. Con le lacrime agli occhi e un amaro presagio nel cuore. Soffocata dalle parole, parole che sgorgano in largo flusso, e si consumano nel ritmo andante del riportare alla mente, o suono sgretolato, soffocato nel fondo della gola, tratto fuori dalla cavità oscura del ventre in un dissonante fluire della coscienza.

Parole cantate e recitate in italiano e in greco. Parole enigmatiche che sembrano folli, incomprensibili, ma che sono, in realtà, veritiere, lungimiranti. Parole che rendono il suo dramma, quello dell’incomunicabilità, dramma dell’essere umano di tutti i tempi.  

 

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.napoliteatrofestivalitalia.it