Eduardo De Filippo: 42 anni dalla sua scomparsa

Eduardo De Filippo, 40 anni dalla sua scomparsa

Eduardo De Filippo, il grande drammaturgo, attore, regista, sceneggiatore e poeta italiano è scomparso ormai 42 anni fa ma la sua impronta è ancora viva e le sue opere sono più attuali che mai. Non è vero che le cose cambiano: il lavoro o la mancanza di esso, le dinamiche all’interno di tante famiglie dove alcuni comportamenti verrebbero definiti disfunzionali, drammi come la povertà, il degrado, la follia e l’ignoranza che porta a fare vere e proprie pazzie, convinti di avere, in senso letterale, dei santi in paradiso, sono temi sempre attuali. Eduardo De Filippo sapeva toccare argomenti delicati, sentimentali e drammatici, finanche paranormali, con sapienza e saggezza, senza dimenticare quel tocco di ironia e quella riflessione finale che nei suoi finali lasciava forse un po’ l’amaro in bocca, ma invitava – e invita tutt’ora – a riflettere.

Scheda biografica: i dati principali

Dato biografico Dettaglio
Nome completo Eduardo De Filippo
Anniversario scomparsa 42 anni
Padre biologico Eduardo Scarpetta
Fratelli d’arte Annunziata (Titina) e Peppino De Filippo
Ultima apparizione pubblica Teatro Greco di Taormina (settembre 1984)

Il testamento spirituale e il successo internazionale

Eduardo De Filippo: prosa televisiva Filumena Marturano.
Eduardo De Filippo: prosa televisiva Filumena Marturano.

Nella sua ultima apparizione pubblica, al Teatro Greco di Taormina nel settembre del 1984, Eduardo De Filippo lasciò al pubblico il suo testamento spirituale: E’ stata tutta una vita di sacrifici e di gelo! Così si fa il teatro. Così ho fatto! Ma il cuore ha tremato sempre tutte le sere! E l’ho pagato, anche stasera mi batte il cuore e continuerà a battere anche quando si sarà fermato! La sua umiltà, nonostante i grandi successi, probabilmente il retaggio di un’infanzia tutt’altro che facile all’ombra di un padre come Eduardo Scarpetta che non era certo un uomo facile, hanno reso il lavoro di Eduardo De Filippo unico e inimitabile ma rappresentato con devozione e rispetto in tutto il mondo. Un esempio molto importante è The Syndacate, il sindaco del rione sanità, portato in scena da Sir Ian McKellen (noto al grande pubblico per il ruolo di Gandalf dal Signore degli Anelli) con una maestria ed una dedizione tali che oggi ancora si parla della rappresentazione che il grande attore portò in scena al Minerva Theatre di Winchester nel 2011.

Le opere teatrali e le trasposizioni moderne

Eduardo De Filippo: Locandina dello spettacolo The Syndacate, il Sindaco del Riosa Sanità
Eduardo De Filippo: Locandina dello spettacolo The Syndacate, il Sindaco del Riosa Sanità

Negli ultimi anni sono state moltissime le trasposizioni cinematografiche e televisive, più o meno riuscite, ispirate all’opera del grande Eduardo De Filippo. La tradizione è grande e diffusa in tutta l’Italia, grazie al suo estro, alla sua saggezza e all’intelligenza di chi sta diffondendo il messaggio. Tra le trasposizioni più importanti del momento ci sono La Grande Magia, per la regia che ha debuttato al Teatro Bellini il 15 Ottobre e che concluderà il “ciclo Napoletano” il 2 Novembre per poi iniziare una tournée in tutta Italia. Stesso discorso coinvolge la trasposizione teatrale di Natale in Casa Cupiello diretta da Vincenzo Salemme, che fu suo discepolo e iniziò i primi passi nel teatro nel 1977. La commedia, forse una delle più famose di Eduardo De Filippo, sta riscuotendo un enorme successo da due stagioni e continua con tappe in tutto il paese.

L’infanzia all’ombra di Eduardo Scarpetta

Tutto ciò che nella vita ha reso forte Eduardo De Filippo e ha ispirato i suoi scritti e i suoi personaggi, gli ha anche lasciato ferite profonde. Visse la sua infanzia in una situazione paradossale: non era nato povero, tuttavia viveva con sua madre, Luisa De Filippo, sarta teatrale e nipote di Rosa Scarpetta, moglie di Eduardo Scarpetta, che con lei ebbe i tre figli che sarebbero divenuti famosi come I Fratelli De Filippo: Eduardo, Annunziata (detta Titina) e Peppino. Eduardo Scarpetta, regista, comico e drammaturgo, famoso soprattutto per le sue farse tra l’800 e il ‘900 non riconobbe mai legalmente i bambini, pur facendo in modo che non gli mancasse nulla e permettendogli di partecipare talvolta alle riunioni “familiari”. Il prezzo da pagare era che ognuno dei suoi figli, legittimi o illegittimi, maschi o femmine, prima di raggiungere l’età puberale, erano costretti a recitare la parte di Peppiniello in Miseria e Nobiltà.

I riconoscimenti ufficiali e la vita privata

Eduardo De Filippo: foto di famiglia con Eduardo Scarpetta
Eduardo De Filippo: foto di famiglia con Eduardo Scarpetta

Nell’età adulta, Eduardo De Filippo ebbe modo di riscattarsi, ricevendo titoli e onorificenze, come il titolo di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 1973, Cavaliere della Legion d’onore nel luglio 1953 e Senatore a vita della Repubblica Italiana nel 1981. Gli fu conferita anche una Laurea Honoris Causa in Lettere dalla University of Birmingham nel 1977 e una Laurea Honoris Causa in Lettere dall’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1980, per citarne alcune. Ma nulla valeva il valore dell’amicizia per il grande drammaturgo e una delle più importanti fu con l’indimenticabile Totò; anche se lavorarono molto poco insieme, furono legati da un affetto profondo per tutta la vita. Totò fu vicino a Eduardo quando sua figlia Luisella morì ancora bambina in un incidente sulla neve nel 1960. Gli screzi con suo fratello Peppino De Filippo non minarono la loro amicizia, nonostante quest’ultimo lavorasse assiduamente al cinema con Totò. Da un punto di vista personale, anche la vita sentimentale di Eduardo De Filippo fu piuttosto travagliata e trovò serenità solo verso gli anni della vecchiaia.

Eduardo De Filippo: Insieme a Totò
Eduardo De Filippo: Insieme a Totò

Il carattere del maestro e l’eredità teatrale

Elencare tutte le opere di Eduardo De Filippo sarebbe lungo e incredibilmente complicato, nonostante la sua arte eserciti un fascino sempre attuale. Ragion per cui, a 40 anni dalla sua scomparsa, vogliamo ricordarlo così come lui si sentiva. Un uomo come tanti, con le sue fragilità, le sue debolezze. Un genio tormentato dalla sua stessa arte, come molti, apparendo spesso come un uomo molto severo e autoritario, per alcuni addirittura un tiranno. In realtà era la stessa passione per il teatro a bruciarlo, al punto da spremere gli attori intorno a lui, specie quando conosceva le loro capacità e teneva da morire al risultato finale. Oggi si potrebbe dire che forse in teatro c’è un’atmosfera più “soft”. Un tempo non era così: Eduardo proveniva dalla vecchia scuola e questo è un fatto: severo o meno, ha dato un senso alla parola Teatro, ha fatto la Storia del Teatro ed è qualcosa che resterà impressa nella memoria degli italiani e orgoglio dei napoletani, ancora per molto tempo.

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