Seguici e condividi:

Eroica Fenice

filippo giardina

Filippo Giardina chiude la stagione di Stand Up Comedy al Kestè

Sarà Filippo Giardina a chiudere la rassegna annuale di Stand Up Comedy del Kestè, domenica 9 giugno, salendo sul palco con il laboratorio di “Stand up Comedy Napoli, nato a novembre 2018 e già diventato una realtà solida che sta scovando i migliori talenti partenopei da far esibire sul palco di Abbash, l’hub culturale del centro antico di Napoli, ormai punto di riferimento italiano per la Stand Up Comedy.

Vincenzo De Luca Bossa insieme al fondatore del Kestè Fabrizio Caliendo e a Luciano Labrano ha dato vita a una stagione unica nelle viscere del Kestè, in quel luogo chiamato Abbash, per l’appunto,  che è un unicum per la produzione artistica, le mostre, la musica e la sperimentazione.
Il nuovo hub culturale ha prodotto una stagione densa di ogni tipo di eventi. C’è stato spazio per la musica dal vivo, per il teatro, per le mostre, per i dibattiti culturali, per le presentazioni di libri e dischi, per la sperimentazione e tanto altro, ma su tutto lo spazio underground del centro storico di Napoli si è contraddistinto per essere divenuto la casa della Stand Up Comedy.

Così il Kestè ha deciso di dedicare proprio alla Stand Up Comedy la chiusura di questa prima, importante e densa stagione artistica.

«Nel momento che io mi stavo buttando dal decimo piano di un palazzo per suicidarmi, è passato un uccello, mi ha preso e mi ha riportato a terra.»

È così che Filippo Giardina ci ha descritto il suo percorso comico.

Prima di diventare cibo per vermi, Filippo avrebbe dovuto lasciare il segno, e ci è riuscito egregiamente, divenendo il padre fondatore della Stand Up Comedy in Italia.

Il suo ultimo spettacolo “Lo ha già detto Gesù” ha attualmente superato le quaranta repliche toccando una trentina di città, registrando Sold Out, tra gli altri, al Teatro Sala Umberto di Roma, al Teatro Fontana di Milano, Teatro A L’avogaria di Venezia e al Teatro della Tosse di Genova. A giugno è in tour con lo spettacolo a Caserta, Bari, Trapani, Palermo, Milano, Brescia e Roma.

Eroica Fenice ha avuto il piacere e l’onore di scambiare due chiacchiere con questo big della comicità italiana in occasione dell’appuntamento con la Stand Up Comedy di domenica 9 giugno.

Il binomio Napoli/Stand Up Comedy

“Toda joia… toda munnezza” a parte, quest’anno sono successe un sacco di cose belle a Napoli. Per la precisione, in un “posto magico”. È così che Filippo Giardina definisce il Kestè durante l’intervista.

L’avventura nel mondo della Stand Up Comedy al Kestè inizia quattro anni fa, con le prime serate in sala San Gennaro, con Maurizio Capuano e il collettivo napoletano “Satirarum”.

Negli anni, il Kestè si è impegnato a portare a Napoli quasi tutti gli artisti della scena nazionale, alcuni addirittura per la prima volta al Sud Italia. Il primo è stato Filippo Giardina, il fondatore di “Satiriasi”, con tutto il gruppo allora ancora unito.

Proprio dopo un ennesimo spettacolo di Filippo Giardina organizzato dal Kestè al Maschio Angioino a luglio 2018, nasce il progetto “Stand Up Comedy Napoli”, con l’obiettivo di fidelizzare le migliaia di spettatori napoletani e far conoscere loro anche nuovi giovani comici partenopei, nutrito dal sogno di vederli girare l’Italia intera.

È la nuova location artistica del Kestè, Abbash, ad accogliere questa sfida. Si tratta di un posto dal fascino incontestabile, una dimensione parallela in cui si fa a botte col senso comune e si dà valore all’arte e alla cultura.

La stagione 2018-2019 è iniziata con l’anteprima nazionale dello spettacolo di Giorgio Montanini, per poi proseguire con Pietro Sparacino, Emanuele Pantano, Velia Lalli, Chiara Avanzo, Clara Campi, Daniele Fabbri, Valerio Lundini, Luca Ravenna, Carmine del Grosso, Mauro Kelevra, le giovanissime promesse Sofia Gottardi e Andrea Saleri, il primo comedian napoletano Vincenzo Comunale, passando per i tre comici oggi presenti su Netflix, Saverio Raimondo, Edoardo Ferrario e Francesco De Carlo, fino a organizzare il primo spettacolo in inglese a Napoli con Dragos Cristian, e ospitare le riprese del documentario sulla Stand Up in Italia “Comedians Put on Tour” (con Gabriele Antinori, Antonio Piazza, Emanuele Pantano, Elisa Benedetta Marinoni, Pippo Ricciardi).

A intervallare gli spettacoli con i volti già noti ci sono stati gli Open Mic del Kestè, dove aspiranti comedians hanno potuto mettersi alla prova e farsi conoscere dal pubblico (ma anche volti più esperti come Valerio Bulsara e Maurizio Capuano).

Se la stagione di Stand Up Comedy al Kestè ha registrato praticamente sempre Sold Out è anche merito del lungo e appassionato lavoro del Laboratorio di Stand Up Comedy Napoli, diretto da Fausto Rio (codirettore con Vincenzo De Luca Bossa della rassegna) che, attraverso due workshop (con Filippo Giardina e Pietro Sparacino) e incontri settimanali, ha permesso a giovanissime promesse della comicità di crescere e salire per la prima volta sul palco per diventare già volti conosciuti e richiesti dal pubblico napoletano.

Parliamo di Gina Luongo, Dylan Selina, Flavio Verdino, Connie Dentice, Stefano Viggiani, Adriano Sacchettini, Davide DDL, Simone del Re, Adriano Pariante e tanti altri appassionati che trovano nel progetto un contesto adatto a sviluppare creatività e crescita.

Filippo Giardina definisce il Kestè il più bel locale di Napoli, gestito da una persona che con la gente ci sa fare, Vincenzo De Luca Bossa, e frequentato da gente giovane e appassionata.

«Non ci entrerebbe mai un razzista, un cretino, un sovranista. È un bel posto, si sta bene e anche tutti i miei colleghi che vengono ne parlano sempre positivamente.»

A suo parere, Napoli è sicuramente stata una città condizionata molto da Made in Sud, ma venendo negli ultimi anni in questa città dice di aver percepito che esiste anche un’altra Napoli. Una Napoli che non si riconosce in un napoletano che è un po’ caricaturale. Lui crede, infatti, che si possa essere orgogliosi delle proprie origini, senza diventare tifosi di esse.

Essendo romano, sostiene che Roma e Napoli siano due delle città più a rischio, dove ci si sente proprio “fighi” di essere di Napoli o di Roma. Per fortuna, anche grazie alla Stand Up Comedy (che è un genere di comicità che tendenzialmente va contro tutte le fedi e i principi) c’è un pubblico partenopeo che, secondo lui, si sta riscoprendo un po’ diverso rispetto a quello che s’immagina il napoletano che sta sempre lì a fregarti e a urlare.

«Tant’è vero che nello spettacolo, che sto portando sul palco ormai per le ultime volte, ho fatto battute contro i miti di Napoli. Ovviamente si tratta di un gioco, e vedere della gente che ha riso alla battuta tipo “Troisi non era un poeta, era una macchietta”, (ci tengo a precisare, era una battuta perché io stimo tantissimo Troisi!) mi ha fatto molto piacere, perché hanno capito il gioco e hanno capito che non c’è niente di sacro. E questo penso sia sano.»

Il laboratorio alla base della comicità, il ruolo di Filippo Giardina al Kestè

Partiamo da una provocazione di Filippo Giardina, che vuol proteggere un certo tipo di comicità dalla moda.

«Ragazzi, non siete capaci. Fate i laboratori e vedrete che, alla fine, chiamiamola “Stand Up Comedy” o no, bisogna fare spettacoli buoni!».

Oggi per assurdo, c’è tanta richiesta, sostiene Filippo, ma ci sono pochi comici buoni di questa nuova generazione. Ciò che vede il comico oggi, è una massa informe di ragazzi di vent’anni che vuole darsi alla Stand Up Comedy, e così azzarda a scrivere, ad esempio, pezzi su Dio.

«Ma io a vent’anni voglio sapere che c***o vivi te, se hai difficoltà con le ragazze, con gli studi. Non mi parlare di Dio, ne hanno già parlato centinaia di persone più vecchie di te e più credibili.»

Filippo Giardina crede che se si vuole tutelare la comicità e farla crescere bisogna tornare ai laboratori, dove i comici si confrontano tra di loro, ma senza una direzione dall’alto.

Filippo ha fatto un workshop di due giorni al Kestè, dove fondamentalmente ha cercato di trasmettere la sua passione e tutto quello che ha imparato in quasi venti anni di mestiere.

Sostiene che il lavoro del comico è un lavoro di artigianato, che va fatto giorno dopo giorno. «Non c’è una grande intuizione che t’insegna a diventare comico, come non s’impara a suonare la chitarra in due giorni!».

L’idea del comedian è di rendere i laboratori dove va a fare i Workshop indipendenti da lui. Filippo non vuole creare sette. Vuole raccontare il suo metodo di lavoro, consolidato da risultati e da tanti anni di esperienza. Il laboratorio, poi, vive del confronto tra i comici che ne fanno parte, che ogni settimana si vedono e provano i pezzi.

Il comedian non condivide, infatti, gli Open Mic, serate dove chiunque si può prenotare e salire sul palco, perché crede sia sano che se non sei pronto ci debba essere qualcuno che fa questo lavoro e ti dica che è inutile che sali sul palco. «Non è la Corrida, non è Dilettanti allo sbaraglio!» Secondo Giardina bisogna ritornare a fare tanti laboratori, che poi piacciono e interessano anche al pubblico, perché quando tu hai un gruppo di persone e sai che ogni quindici giorni queste fanno una serata, ti affezioni proprio ai personaggi. Vedi la loro crescita oppure i peggioramenti.»

Anticipazioni sul prossimo spettacolo di Filippo Giardina?

No, guagliù! Non vuole dire niente.

Immaginate qualche sterpaglia che rotola fra i cactus nel deserto, in un silenzio tombale e nella desolazione più totale.

Diciamo solo che ci saranno barba e capelli un po’più bianchi, e che si sentirà nello spettacolo.

«Mi piace l’idea d’invecchiare sul palco, me ne rendo conto che mi sta succedendo. Cambio. Cambiano le relazioni. Cambia tutto. E mi piace orientare i miei spettacoli come un’autostrada che scorre accanto alla mia vita. È come se ogni due anni facessi il punto della situazione, di ciò che mi succede. Prima si diceva che le generazioni vanno di vent’anni in vent’anni. Ormai, secondo me, ogni due o tre anni è come se cambiasse il mondo. Va tutto a una velocità talmente tanto folle che è molto stimolante fare questo lavoro in un tale momento storico.»

Grazie a Filippo Giardina per la sua disponibilità e l’appassionata chiacchierata.

Vi aspettiamo domani sera al Kestè!

 

evento facebook: https://www.facebook.com/events/303538693855380/

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *