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Eroica Fenice

Il silenzio grande

Il silenzio grande di Gassmann debutta al Trianon-Viviani

Grande successo, domenica 9 giugno, per la prima assoluta de Il silenzio grande, la nuova commedia in due atti di Alessandro Gassmann. L’opera, portata in scena al Teatro Trianon-Viviani in occasione del Napoli Teatro Festival 2019, è frutto della raffinata penna di Maurizio De Giovanni, che mai prima d’ora si era cimentato nella scrittura di una commedia teatrale. Ad affiancarli, gli attori Massimiliano Gallo, Stefania Rocca, Monica Nappo e i giovani Paola Senatore e Jacopo Sorbini.

«Quando – scrive Alessandro Gassmann nelle note di regia – in una pausa a pranzo con Maurizio parlammo di questo spettacolo vidi l’idea nascere lì in pochi minuti. Ebbi subito la sensazione che, nelle sue mani, temi tanto importanti come quelli della complessità dei rapporti familiari o del tempo che scorre avrebbero avuto una buona evoluzione».

Aggiunge: «Questa storia ha poi al suo interno grandissime sorprese, misteri che solo un grande scrittore di gialli come Maurizio De Giovanni avrebbe saputo maneggiare con questa abilità e che la rendono davvero un piccolo classico contemporaneo».

La prima assoluta de Il silenzio grande

Alla apertura del sipario, colpisce immediatamente la scenografia, realistica e ben curata. Un elegante studio, in cui subito si riconoscono un’antica radio a valvole, una macchina per scrivere e un gran numero di libri, ordinati sugli scaffali «per omogeneità emotiva». E ancora una finestra, da cui si scorge la bellezza mozzafiato di Napoli, e due porte. Dalla prima irrompe la fedele domestica Bettina, dotata di grande saggezza popolare nonché coscienza del protagonista. Una donna che, nonostante non abbia mai letto neppure uno di quei libri, «i rumori della casa li sente tutti» e sa, soprattutto, come interpretarli. Dall’altra porta, invece, un turbinio di presenze e soprattutto di confessioni familiari troppo a lungo ritardate. È questo Il silenzio grande, cioè «la somma di tutti quei silenzi piccoli che, messi insieme, ne danno uno solo, grande da sconfiggere».

Al centro della stanza si muove Valerio Primic, protagonista della commedia. È uno scrittore di successo, che sfoggia le targhe di riconoscimento appese al muro ma che, ormai, non pubblica un libro da oltre vent’anni. Preso dal suo lavoro ed estraneo da quel che accade in famiglia, Valerio finisce per non accorgersi di ciò che, attorno a lui, sta accadendo. Non si accorge dei debiti, che minacciano la tranquillità della moglie Rose, né dell’odio che il figlio Massimiliano gli riserba. Non si accorge neppure dell’omosessualità del figlio, del fatto che la figlia abbia festeggiato, pochi giorni prima, il compleanno o che, questa, frequenti uomini molto più grandi di lei.

I dialoghi che lo scrittore intraprende con gli altri componenti della famiglia, e che sono intervallati dalle ironiche gag di Bettina, dischiudono dinanzi una cruda certezza: «oramai è troppo tardi», come ripete Rose, convinta che la migliore soluzione per pagare i debiti e vivere dignitosamente sia vendere la lussuosa e grande casa.

Si passa così alla seconda parte, che si svolge nello stesso studio, oramai spoglio, con i libri inscatolati e ogni cosa pronta per l’imminente trasloco. Nel frattempo Valerio riflette sul rapporto fra padre e figlio, a partire dal suo, ugualmente critico. Così, al presente sempre più ingombrante, si contrappongono i difficili ricordi. Alla fine, con la vendita della casa, nessuna crisi economica sconvolgerà la famiglia. Che, però, capirà a proprie spese che bisogna impegnarsi nel camminare con le proprie gambe e nel lottare con gli artigli. Soprattutto quando non hai un padre, come lamenta Massimiliano, che te lo ha insegnato.

La rappresentazione è nel cartellone del Teatro Diana. Noi di Eroica, sorpresi dalla stupenda scenografia, dalla realismo espresso nella rappresentazione di temi tanto delicati quali quelli della complessità dei rapporti familiari e dello scorrere del tempo, vi consigliamo di andarla a guardare. Dopotutto, «chi non va a teatro avrà vissuto una sola vita: la propria».

Fonte immagine: https://www.napoliteatrofestival.it/spettacolo/il-silenzio-grande/

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