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Eroica Fenice

La Chiesa di Santa Marta e Le disgrazie di Flavio

Le disgrazie di Flavio e la Chiesa di Santa Marta

Le disgrazie di Flavio, secondo appuntamento per l’edizione 2018 del Festival di Commedia dell’Arte I viaggi di Capitan Matamoros – Drammaturgie della scena. Recensione dello spettacolo.

Forse non tutti sanno che lungo il decumano inferiore, all’incrocio di Via Benedetto Croce e Via San Sebastiano, c’è una chiesetta che spettatrice silenziosa della movida napoletana che anima la non lontana Piazza Bellini  è in queste sere teatro di uno spettacolo tutto suo.

Si tratta della Chiesa di Santa Marta e lo spettacolo andato in scena mercoledì 17 ottobre e in replica giovedì 18 alle ore 20:30 è Le disgrazie di Flavio, commedia dell’arte tratta da un antico scenario della raccolta di Flaminio Scala.

Alla scoperta della Chiesa di Santa Marta

L’interno della Chiesa di Santa Marta

Visto l’obiettivo con cui nasce il Festival I viaggi di Capitan Matamorosquello di valorizzare luoghi storici di Napoli non sempre fruibili al grande pubblico – prima della messa in scena, l’associazione Artes – Restauro e Servizi per l’Arte ha permesso agli spettatori di scoprire qualcosa in più su quest’affascinante location.

La visita guidata nella Chiesa di Santa Marta, compresa nel prezzo del biglietto, si è tenuta in tre lingue: italiano, inglese e spagnolo. Se da un lato questo ne ha allungato non di poco i tempi, dall’altro ha consentito anche ai numerosi turisti stranieri presenti di poter scoprire qualcosa su Napoli e la sua storia che – probabilmente – non è presente in nessuna guida turistica.

L’edificio è stato fondato nel XV secolo e fortemente voluto dalla regina Margherita di Durazzo d’Angiò che a Santa Marta era legata sia per ragioni personali (si dice che la vita delle due donne avessero molte cose in comune) sia per ragioni religiose e politiche (la santa era ed è tutt’ora molto venerata in Provenza, luogo da cui proveniva la regina).

Inizialmente gestita dalla Confraternita dei Disciplinati di Santa Marta cui facevano parte tanti nobili e viceré, la Chiesa ha conservato a lungo tra le sue mura una testimonianza storica importantissima: il Codice di Santa Marta.

Ora conservato all’Archivio di Stato, il Codice è prezioso sia perché documenta il succedersi delle dinastie e delle case regnanti su Napoli capitale, sia perché testimonia l’evoluzione della cultura figurativa meridionale. Ma soprattutto la sua storia è interessante perché il manoscritto scampò miracolosamente all’incendio e al saccheggio del 1647 che, nella chiesa, distrussero tutto: cose e persone.

Qui, infatti prima di trovare la morte per mano degli spagnoli cercarono rifugio un gruppo di persone che avevano partecipato alla rivoluzione di Masaniello e i cui scheletri sono ancora conservati nella cripta sottostante.

Dopo che la guida ha condotto gli spettatori anche lì, un Pulcinella ha però “interrotto” la visita: era ora di pensare ad altre disgrazie, quelle – tutte da ridere – di Flavio.

Alla scoperta della Commedia dell’Arte

Le disgrazie di Flavio appartiene squisitamente al genere della Commedia dell’Arte. Rimasta popolare fino alla metà del XVIII secolo, ha reso famosa la commedia italiana in tutto il mondo; più che di un genere di rappresentazione teatrale si tratta, tuttavia, di una diversa modalità di produzione degli spettacoli. Una modalità che segue sì un canovaccio (in questo caso quello di Flaminio Scala, attore e comico italiano attivo tra fine ‘500 e inizio ‘600) ma che si basa in primo luogo sulle pratiche di improvvisazione, sulle tirate delle maschere più famose e sui lazzi (piccole scenette mimiche tipiche).

La bravura degli attori – ampiamente dimostrata anche dalle grasse risate tra il pubblico presente alla prima serata– è dunque consistita nell’interpretare personaggi che, dietro le maschere fisse, fossero ben caratterizzati più che da ciò che dicevano, dal modo in cui lo dicevano.

Trucchi esagerati, voci acute o caricaturali, movenze e gesti inconsueti hanno arricchito le partiture nate dalla residenza teatrale all’interno del LICOS – Laboratorio di Composizione Scenica diretto da Luca Gatta –  e sono state il vero punto di forza della compagnia Teatrale Aisthesis che, ieri, saliva sul palco con una nuova ma a quanto pare ben collaudata compagine attoriale.

La trama de Le disgrazie di Flavio

Nato nel 2008 come spettacolo di strada, elaborato per il palco nel 2009 e poi riscritto nel 2012, Le disgrazie di Flavio è stato già portato in scena al Festival di Oujda in Marocco e al Festival Fitag di Girona in Spagna.

Le disgrazie del protagonista sono quelle – universali – dell’amore, un amore comico, rocambolesco e – come spesso capita anche nella vita reale – confuso e confusionario. Flavio è infatti innamorato della nobile Isabella e il suo amore è anche ricambiato, ma ha un rivale: Capitan Matamoros, arrivato dalla Spagna e intenzionatissimo a sposarla. Potrebbe cadere tra le  braccia di di Flaminia, da cui è pure amato, ma quest’ultimo è l’oggetto dei desideri  e di un amore (stavolta non corrisposto) del vecchio Pantalone, padre di Flavio. Ad orchestrare il tutto c’è il diabolico Arlecchino che, offeso dalla sua padrona Isabella, organizza beffe su beffe fino al momento in cui l’intreccio si scioglie nel più classico dei modi: un doppio matrimonio grazie a un cofanetto di monete d’oro “ritrovate” da Pulcinella.

I viaggi di Capitan Matamoros : gli altri appuntamenti

Lo spettacolo dell’Associazione Teatrale Aisthesis (di Avellino) torna in scena stasera alla Chiesa di Santa Marta (biglietto unico comprensivo di spettacolo e visita guidata 15 €). Si tratta, però, solo del secondo appuntamento del 2018 de I viaggi di Capitan Matamoros – Drammaturgie della scena’, Festival Internazionale di Commedia dell’Arte che ha esordito al Teatro La Giostra il 22 settembre con Cuentos del mondo (della compagnia Residui Teatro di Madrid) ed è in programma a Napoli fino a dicembre. Gli altri appuntamenti:

  • 8 novembre : Dame la mano (della compagnia Teatro Nucleo di Ferrara) [Domus Ars]
  • 17 e 18 novembre: Pulcinella e il morir d’amore (della compagnia Aisthesis) [Domus Ars]
  • 22 novembre: Salt (dell’Odin Teatret di Hostelblro, Danimarca) [Teatro San Ferdinando]
  • 7 dicembre: L’ultima notte del capitano (della compagnia Sala Fènix di Barcellona) [Sant’Anna dei Lombardi]
  • 14 dicembre: El Romancero de Lazarillo  (Aisthesis) [Sant’Anna dei Lombardi]