Promenade de santé al Teatro Bellini | Recensione

Promenade de santé

Dal 18 fino al 23 Aprile va in scena al Teatro BelliniPromenade de santé” (Passeggiata di salute), per la regia di Giuseppe Piccioni, registra cinematografo che con questo opera è al suo debutto teatrale, con protagonisti la coppia Filippo TimiLucia Mascino.

Il testo, del drammaturgo francese Nicolas Bedos, è tutto fuorché, come suggerirebbe invece il titolo tradotto dal francese, una passeggiata di salute. “Promenade de santé” è una storia di amore e di malattia che vede come protagonisti un uomo, Filippo Timi, e una donna, Lucia Mascino, entrambi pazienti presso una clinica psichiatrica. I due, lui ricoverato per varie dipendenze, narcisista con manie suicide, bipolare ossessivo ed erotomane possessivo, lei maniaco-depressiva ninfomane e mitomane, si incontrano per caso sulle panchine del giardino dell’ospedale presso cui sono in cura, finendo per innamorarsi. I due, malati e consapevoli dei propri limiti, si respingono a vicenda “senza esclusione di colpi” per preservare questo amore nascente, per evitare che le loro personalità malate, le loro patologie lo intacchino.
In questo incontro-scontro i due personaggi, interpretati in maniera brillante da Mascino e Timi, si raccontano in maniera spudorata, senza peli sulla lingua, mettendosi a nudo davanti agli spettatori nella loro condizione di emarginati, ma mai in tono pietistico o elemosinando la compassione del pubblico. Tra due panchine i due discutono di faccende terribilmente personali e intime, che spaziano da sogni non realizzati, passando per i loro “vizi” (come il fumo o il sesso), fino ai desideri sessuali, molto spesso repressi. Filippo Timi interpreta un uomo burbero e a tratti disilluso in maniera estremamente efficace, mentre Lucia Mascino dà corpo a una donna che alterna una profonda rabbia con una dolcezza infusa di tranquillità, ma senza mai impietosire lo spettatore. La palese complicità tra i due attori, che hanno recitato assieme diverse volte, dona alla storia raccontata ancora più intensità. Una coppia collaudata, la cui brillante interpretazione e presenza scenica (che rende quanto meno inspiegabile la presenza dell’archetto) contribuisce a portare avanti un testo che non riesce convincere fino in fondo.

“Promenade de santé” è un testo complesso, dotato di molte chiavi di lettura e aperto a diverse interpretazioni; nonostante tutti questi presupposti, Giuseppe Piccioni non vi apporta innovazioni, preferendo rimanere su degli schemi piuttosto classici, ma assolutamente funzionali, di una narrazione ormai riproposta in tutte le salse sul rapporto tra uomo e donna, che porta avanti luoghi comuni che nel 2023 risultano alquanto anacronistici e fuori luogo. Un’occasione mancata per poter rivisitare i temi dell’amore e del rapporto amoroso, questa volta accostati a un argomento alquanto spinoso e attuale come le malattie mentali, tanto stigmatizzate nella società odierna: “Promenade de santé”, nonostante degli ottimi presupposti, si riduce a essere l’ennesima narrazione sugli uomini traditori e le donne “un po’ puttane”.

Sulla scena troviamo due panchine in un parco (quello della clinica, si presume), e un fondale, che cambia colore e proietta immagini di fronde d’alberi e dei video dei due attori: il fondale funziona quindi anche come una porta sulla realtà interiore dei protagonisti, sui loro stati umorali e sul loro amore nascente. Giuseppe Piccioni è un regista cinematografico, e le scene girate con i due attori e proiettate sullo schermo retrostante sono dirette – e recitate – con grande maestria, ma vanno a creare una sorta di stonatura con l’ambiente circostante: la scelta di proiettare dei filmati sembra trasformare la platea in una sala cinematografica, rompendo la magia teatrale e a tratti il filo della narrazione.
Nonostante delle piccole note stonate, Piccioni può ritenersi perfettamente soddisfatto del suo debutto nel teatro di prosa: il regista porta sulla scena uno spettacolo che descrivere l’amore nella sua forma più cruda e vera.

Nel periodo del dopo pandemia, “Promenade de santé” ci parla di malattia e di contagio, quello della passione amorosa, con tutte le sue controindicazioni: un amore, quello tra i due protagonisti, di cui non possiamo fare a meno e di cui finiamo per ammalarci ancora e ancora. Ma in testo come “Promenade de santé” l’amore non è soltanto malattia, ma anche cura, cura dai disagi che turbano le nostre anime, ma la cui guarigione non è sempre sinonimo di lieto fine.

 

Fonte dell’immagine: ufficio stampa

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A proposito di Valeria

Valeria Vacchiarino (1999), studia Lingue e Culture dell'Europa e delle Americhe a L'Orientale di Napoli, città che ormai considera la sua seconda casa. Amante dei libri, del cinema e del teatro, ha una grande passione per la musica jazz.

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