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Eroica Fenice

Riccardo III-invito a corte alla Galleria Toledo di Napoli

“Riccardo III – invito a corte” alla Galleria Toledo di Napoli

Riccardo III- invito a corte| Recensione

Le luci si abbassano, le candele giocano con le ombre sulla scena buia. Le sedie del pubblico, invitato a salire sul palcoscenico, si sistemano. Un secondo di silenzio. I respiri si placano. Le teste frenano il loro movimento disordinato e fissano l’accesso al palcoscenico. Ancora un minuto…ancora assenza di suoni…ancora attesa…poi la sua voce si alza, si fa strada nel silenzio, vibrante e forte, superba, e lui entra in scena…Riccardo III…e così inizia la sua storia.

Riccardo III – Invito a corte è la rappresentazione dell’ eccezionale tragedia, seppur considerata minore, di William Shakespeare, in scena al teatro Galleria Toledo, con spettacoli fino al 5 febbraio.

La regista, Laura Angiulli, sperimenta con Riccardo III-invito a corte una nuova modalità di pièce, accogliendo il pubblico nello spazio scenico ed invitandolo a divenir platea cortigiana, testimone ravvicinata della tragedia del sovrano plantageneto, e tutto diventa un’esplosione di emozioni, di accese passioni, di squarci  improvvisi, di suggestioni.

La scelta della Angiulli si sposa perfettamente con l’opera  di Rosario Squillace, curatore dell’immagine e dei costumi, e con quella di Cesare Accetta, responsabile delle luci, i quali delineano in maniera impeccabile la dimensione conturbante dei giochi di potere e della caduta di Riccardo, con un sapiente controllo di luci ed ombre che, tra contrasti e complementarietà, permette di cogliere le sfumature della corporeità, l’azione, e della profondità, l’abisso psichico, del tiranno inglese e di tutti i personaggi coinvolti nel dramma.

Riccardo III di Shakespeare

Riccardo III di William Shakespeare è la rappresentazione drammatica degli eventi storici della Guerra delle due rose, conclusa nel 1485, che vide fronteggiarsi le due famiglie dei Lancaster e degli York e la presa di potere definitiva dei Tudor.

La tragedia ha inizio con Riccardo, Duca di Gloucester, che elogia il fratello, re Edoardo IV d’Inghilterra, il maggiore dei figli di Riccardo, Duca di York, lasciando percepire la sua invidia per il successo del re, che governa il paese con il favore del popolo e dei nobili. Riccardo è un gobbo e fa del suo bisogno di vendicarsi della natura per la sua deformità fisica, ma più verosimilmente deformità dell’anima, un alibi per giustificare le sue violenze, unica prassi da lui concepita per arrivare al trono. Non c’è imbarazzo in lui, solo sconcertanti confidenze; nessun rispetto per la vita umana, che diventa carne da macello nella sua corsa verso la corona, in un oblio della morale che si piega alla sua attitudine delittuosa.

Riccardo corrompe un indovino per confondere il re, affinché suo fratello Giorgio, che lo precede come erede al trono, sia condotto nella Torre di Londra perché sospettato di assassinio. Entra nelle grazie di Lady Anna, la vedova di un Lancaster, a cui ha ucciso marito e figlio, e vince il rancore della donna col suo corteggiamento, facendo di lei sua moglie. Con l’appoggio di Enrico Stafford, secondo duca di Buckingham, trama per la successione al trono, presentandosi umilmente agli altri nobili senza alcuna pretesa di grandezza. Riesce in questo modo a convincerli a sceglierlo come re alla morte di Edoardo IV, avvenuta paradossalmente per cause naturali, invalidando le rivendicazioni dei giovani nipoti innocenti, i due principi nella Torre, che farà comunque eliminare.

Riccardo si assicura la corona, uccidendo chiunque si frapponga tra lui e il trono, inclusi lo stesso Buckingham e addirittura sua moglie finché, ormai solo, si trova ad affrontare il conte di Richmond, futuro Enrico VII d’Inghilterra, nella battaglia di Bosworth Field. Alla vigilia dello scontro, i fantasmi di coloro che ha assassinato lo maledicono e queste condanne trovano riscontro durante la battaglia, quando Riccardo viene sconfitto e con lui scompare la dinastia degli York.

La rappresentazione

Superbo Giovanni Battaglia nei panni del sovrano inglese. Il suo Riccardo esprime perfettamente l’assenza di etica, l’ambizione, l’animo febbrile di un sovrano che non esita a macchiarsi  di delitti insani per raggiungere il tanto bramato trono. Le sue inquietanti confidenze al pubblico, il suo atteggiamento irrequieto, smanioso, eccitato talvolta ma anche rassicurante, seduttivo, conturbante, la sua mimica straordinaria riescono a comunicare col pubblico. Azioni, sensi, mente e parole: tutto in lui stupisce e incanta. Ferisce e guarisce. L’amarezza del suo Riccardo si insinua nelle ossa e la frase celebre, Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!” dà la stoccata finale, rendendo palese l’illusione di un successo che si è rivelato effimero e che rende senza fondamento le sue macchinazioni, così puntigliosamente incoraggiate di delitto in delitto.

Alessandra D’Elia veste i panni dei tre personaggi femminili, maestosi e drammatici nelle trame di un successo perverso ma disastroso: l’infelice Anna e le regine Elisabetta e Margherita, rispettivamente la sposa di Riccardo di Gloucester, che non sa sottrarsi al fascino del trono; la regina madre, vedova di Edoardo IV e madre dei principi innocenti assassinati nella Torre e la regina della fazione rivale.                                                                                  Straordinaria nella separazione dei ruoli, ciascuno dei quali assume corpo ed identità grazie alla sua interpretazione, la D’Elia è stata capace di dare vita ad una Anna affascinata e consumata, ad una regina Elisabetta sconfitta e cosciente e ad una tormentata Margherita, lacerata ma mai sottomessa, che brandisce la furia che la anima come unica arma a sua disposizione.

A Luciano Dall’Aglio sono stati affidati i ruoli di Giorgio, Duca di Clarence, fratello del re e di Lord Buckingham. L’attore, con una grande disinvoltura e talento, rende appieno lo sconcerto, la paura, la consapevolezza tragica che si agitano nell’animo del duca di Clarence e il calcolo, l’astuzia, la spregiudicatezza ma anche lo smacco di Lord Buckingham, che accetta di macchiarsi le mani col sangue, in un’esecuzione di delitti che, contrariamente a quanto accade per Riccardo, si configurano solo come scelta funzionale al bene comune in una concezione laica e moderna dello Stato, per ricevere, infine, uno svogliato commiato. Le doti, soprattutto mimiche, di questo attore rendono vive e intense le emozioni che i suoi personaggi provano, conquistando il pubblico-cortigiano e dando ancor più sostanza ad una tragedia perfettamente interpretata da ogni attore.

Tragedia eccellente, che vale la pena vedere, in cui l’azzardo del coinvolgimento del pubblico come corteo cortigiano non fa altro che arricchire  uno spettacolo già di per sé pregno di pathos e di emozione, di passione e di furia.

 

Riccardo III invito a corte
da William Shakespeare

drammaturgia e regia Laura Angiulli
Con
Giovanni Battaglia
Alessandra D’elia
Luciano Dell’Aglio
ambientazione Rosario Squillace
disegno luci Cesare Accetta
Assistente alla regia Flavia Francioso
Illuminotecnica Lucio Sabatino

 

Domenica 3 febbraio 2019, ore 18.00
Lunedì 4 febbraio 2019, doppia replica ore 10.30 e ore 15.30
Martedì 5 febbraio 2019, doppia replica ore 10.30 e ore 12.30

 

Galleria Toledo

Teatro Stabile d’Innovazione
via Concezione a Montecalvario, 34
80134 Napoli
t.+39 081425037
t.+39 081425824
[email protected]
[email protected]
www.galleriatoledo.org

La Galleria Toledo di Napoli utilizza il Sistema di Biglietteria Liveticket.
Info su www.liveticket.it – Biglietteria per teatro

 

 

 

 

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