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Teatro Vascello: presentata la stagione teatrale 2026/2027

Teatro Vascello

Il 28 maggio, al Teatro Vascello di Roma, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione teatrale 2026/2027. A presentarla è stata Manuela Kustermann, attrice, regista e storica figura del teatro di ricerca italiano, da decenni alla guida del Teatro Vascello, spazio romano legato alla sperimentazione e alla drammaturgia contemporanea.

La stagione 2026/2027 del Teatro Vascello nasce attorno a un tema preciso: “Contenere il caos. Il teatro nell’era della discontinuità”. Una formula che diventa la chiave per una lettura dell’ampia programmazione, composta da 39 titoli tra produzioni, coproduzioni e ospitalità. Il numero delle rappresentazioni supera in questa stagione quella dello scorso anno confermando il forte legame tra il pubblico e il Teatro Vascello. Il dato conferma anche il lavoro di cura portato avanti nella costruzione del cartellone. Gli spettacoli attraversano mito, parola, corpo, potere, spiritualità, memoria, marginalità e rapporti umani.

Dettagli generali e dati chiave della stagione 2026/2027

Parametro della stagione Dettagli e numeri principali
Tema principale “Contenere il caos. Il teatro nell’era della discontinuità”
Numero totale titoli 39 spettacoli (tra produzioni, coproduzioni e ospitalità)
Presentatrice e direttrice Manuela Kustermann (direttrice del Teatro Vascello)
Collaborazioni chiave Romaeuropa Festival e prestigiose compagnie nazionali

I nuclei tematici principali e gli spettacoli correlati

Nucleo tematico Opere principali in cartellone Artisti e registi di rilievo
Mito e classicità Tragudìa (Edipo), Orestea, Edipus, Lemnos Alessandro Serra, Carmelo Rifici, Federico Tiezzi, Sandro Lombardi, Giorgina Pi
Parola e memoria L’ultimo nastro di Krapp / Press Conference, La trilogia dei poveri cristi, Non seppellitemi viva Renato Carpentieri, Roberto Andò, Ascanio Celestini, Jan Fabre, Raffaella Azim
Male e potere Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Riccardo III, Giulio Cesare Fabio Condemi, Antonio Latella, Vinicio Marchioni, Marco Lorenzi
Tempo e corpo Il viale del tramonto, Congiura, Too Late, Cinema Cielo, Ma a che serve la luce? Muta Imago, Iaia Forte, Stefano Ricci, Jon Fosse, Danio Manfredini, Virgilio Sieni
Manuela Kustermann
Manuela Kustermann – archivio personale

Teatro Vascello 2026/2027: contenere il caos

Prima di entrare nel merito degli spettacoli, Manuela Kustermann ha scelto di partire da una riflessione sul tempo che stiamo vivendo: un tempo segnato da forti discontinuità, in cui l’essere umano si trova ad attraversare soglie biologiche, tecnologiche, sociali e simboliche sempre più complesse.

L’intelligenza artificiale, la smaterializzazione dell’esperienza, la frammentazione dell’attenzione, la crisi dei riti collettivi e l’indebolimento delle narrazioni comuni diventano così il contesto dentro cui collocare il teatro. Non più semplice luogo di intrattenimento, ma spazio fisico e comunitario in cui provare a guardare ciò che fuori appare spesso troppo veloce, troppo confuso o troppo ingestibile.

Contenere il caos” non significa dominarlo o risolverlo, ma significa dargli una forma, costruire un argine, creare le condizioni perché possa essere attraversato. In questo senso il teatro conserva una funzione antica e attualissima: riunire una comunità davanti a una storia, a un corpo vivo, a una presenza irripetibile.

Una stagione ampia, ma costruita per temi

I 39 titoli della nuova stagione sono stati presentati come nuclei tematici, lasciando emergere alcuni fili ricorrenti che attraversano l’intera programmazione.

Uno dei più evidenti è quello del mito e della classicità. Tragudìa – Il canto di Edipo, di Alessandro Serra, Orestea, nella rilettura di Carmelo Rifici, Edipus di Giovanni Testori riallestito da Federico Tiezzi e Sandro Lombardi, e Lemnos di Giorgina Pi riportano sulla scena figure e ferite originarie: Edipo, Oreste, Filottete, la colpa, la vendetta, la giustizia, l’esclusione dalla comunità. Il mito non viene trattato come reperto, ma come materia ancora viva, capace di interrogare la nostra idea di civiltà.

Accanto al mito c’è la parola, intesa come memoria, responsabilità, testimonianza o manipolazione. Il dittico L’ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett e Press Conference di Harold Pinter, con Renato Carpentieri e la regia di Roberto Andò, mette in dialogo memoria privata e linguaggio politico. Ascanio Celestini torna con La trilogia dei poveri cristi, mentre Jan Fabre porta in scena La poésie de la résistance e Una tribù, ecco quello che sono. A questi si aggiunge Non seppellitemi viva, dedicato a Marina Cvetaeva, con Raffaella Azim.

Male, potere, spiritualità e bisogno di credere

La stagione attraversa anche il tema del male e del potere. Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, con la regia di Fabio Condemi, lavora sulla fascinazione dell’ombra e dello sdoppiamento. Riccardo III, diretto da Antonio Latella e interpretato da Vinicio Marchioni, porta il male fuori dalla semplice deformità fisica per mostrarlo come seduzione, natura, forza politica. Giulio Cesare o La notte della Repubblica, da Shakespeare, con la regia di Marco Lorenzi, interroga invece la fragilità degli ordinamenti democratici e il rapporto tra libertà, violenza e responsabilità.

Vinicio Marchioni in Riccardo III
Vinicio Marchioni in Riccardo III – foto di Gianluca Pantaleo

Il potere viene osservato anche da prospettive diverse. Sleeping Queen, coreografia e regia di Mauro Astolfi, trasforma la fiaba in una riflessione simbolica sull’autorità come prigione, mentre Hospitality Suite, di Roger Rueff con la regia di Francesco Scianna, porta la questione morale dentro una suite d’albergo, tra lavoro, ambizione, compromessi e scelte etiche.

La spiritualità trova spazio in Il Prodigio, tratto dal romanzo di Fabrizio Sinisi e diretto da Giacomo Bisordi, dove un’apparizione nel cielo di una città diventa occasione per interrogare il bisogno collettivo di credere. In Quinto: Non uccidere, Massimiliano Civica affronta invece il tema del perdono, analizzando se sia possibile concedere il perdono a chi ha ucciso il proprio figlio.

Tempo, corpo e marginalità al Teatro Vascello

Altro nucleo forte è quello del tempo. Il viale del tramonto, progetto di Muta Imago con Iaia Forte, Massimo Verdastro e Giovanni Onorato, parte dal celebre immaginario cinematografico per riflettere sul tramonto personale e artistico. Congiura, testo e regia di Stefano Ricci, porta in scena cinque donne intorno ai settant’anni e trasforma la terza età in un territorio di resistenza politica e fisica. Too Late, di Jon Fosse, con Anna Bonaiuto, immagina invece una nuova Nora, ormai anziana, chiamata a fare i conti con le scelte di una vita.

Il viale del tramonto di Iaia Forte, Massimo Verdastro e Giovanni Onorato
Il viale del tramonto di Iaia Forte, Massimo Verdastro e Giovanni Onorato

La marginalità e il disagio attraversano poi molti altri titoli. Carrozzeria Orfeo sarà presente con Misurare il salto delle rane e Fuggire, cadere e altre cose inutili, proseguendo il suo lavoro poetico e ironico sulle contraddizioni dell’esistenza. Cinema Cielo di Danio Manfredini riporta in scena un’umanità ai bordi, sospesa tra desiderio, solitudine e fantasmi d’amore. Ma a che serve la luce? / Le ceneri di Gramsci, di Virgilio Sieni, attraversa Pasolini attraverso il corpo e la danza, mentre Notti, da Le notti bianche di Dostoevskij, mette in dialogo teatro, video e relazioni contemporanee.

Ma a che serve la luce - Virgilio Sieni
Ma a che serve la luce – Virgilio Sieni

Collaborazioni, Romaeuropa e linguaggi contemporanei

Uno degli aspetti più rilevanti della stagione è la rete di collaborazioni e coproduzioni. Il Teatro Vascello non si presenta soltanto come luogo di ospitalità, ma come spazio produttivo inserito in un dialogo con molte realtà teatrali italiane e internazionali.

Particolarmente significativa è la collaborazione con Romaeuropa Festival, che accompagna diversi titoli della prima parte della stagione. Tra questi Lemnos, Il Prodigio, La Medium di Marta Cuscunà, Starman di e con Pietro Giannini e Catalogo, nato da un’idea di Marta Ciappina, Marco D’Agostin e Damien Modolo. Sono spettacoli molto diversi tra loro, ma accomunati da una forte attenzione alla drammaturgia contemporanea, alla contaminazione dei linguaggi e alla possibilità di usare la scena come spazio di interrogazione del presente.

Anche la danza ha un ruolo importante nel cartellone, da Glass with Silence, dedicato all’universo coreografico di Lucinda Childs e alle musiche di Philip Glass, fino a C’era una volta, lavoro che intreccia danza contemporanea e tradizione coreana.

Rezza e Mastrella: il momento vivo della conferenza

Uno dei passaggi più significativi della conferenza è stato l’intervento di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, artisti presenza ormai abituale nel periodo natalizio al Teatro Vascello. Dal 22 dicembre al 17 gennaio torneranno con 7-14-21-28 e Metadietro, due spettacoli di repertorio, mentre lavorano a una nuova creazione.

Nel loro intervento Rezza e Mastrella hanno ricordato che nel 2027 festeggeranno quarant’anni di attività artistica e vent’anni di rapporto con il Teatro Vascello. Un legame lungo, definito quasi come una casa artistica, che ha riportato il tema del tempo non solo dentro gli spettacoli, ma anche nella storia concreta degli artisti e del teatro.

Teatro Vascello
Antonio Rezza in 7-14-21-28 foto Stefania Saltarelli

Accanto ai grandi titoli, Manuela Kustermann ha dato rilievo anche ad alcuni appuntamenti unici, quasi delle “serate d’onore”: Vai pure, autocoscienza di una coppia, con Paola Pitagora e Fernando Maraghini, dedicato al confronto tra Pietro Consagra e Carla Lonzi, e Non seppellitemi viva, con Raffaella Azim, dedicato alla vita e alla poesia di Marina Cvetaeva.

Teatro Vascello: una stagione che non semplifica il presente

La stagione 2026/2027 del Teatro Vascello appare dunque ampia, stratificata e attraversata da molte direzioni, ma non dispersiva. Il filo conduttore sta nella volontà di tenere insieme ciò che nel presente tende a separarsi: mito e cronaca, corpo e parola, memoria e politica, spiritualità e disagio, potere e vulnerabilità.

Per il programma completo e l’acquisto dei biglietti o abbonamenti è possibile consultare il sito web del Teatro Vascello.

Il Teatro Vascello si trova in Via Giacinto Carini, 78, nel cuore del quartiere Monteverde ed è raggiungibile da Termini o da Circo Massimo col bus 75 oppure con il treno urbano, scendendo alle fermate Quattro Venti o Trastevere.

Foto nell’articolo fornite da Ufficio Stampa Teatro Vascello

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