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Eroica Fenice

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Potere alle parole ricordando Giancarlo Siani

“Impossessatevi del microfono”. Queste le parole di Mario Simeone con le lacrime agli occhi. Parole, ecco la chiave di tutto.

Giovedì 16 aprile nell’aula intitolata a Luigi Cafiero (solo una delle vittime della camorra torrese) si è tenuto al Liceo Pitagora-Croce di Torre Annunziata un incontro tra gli ideatori della rivista Scuola Informazione e i giovani redattori di Pitagorando, il giornalino d’istituto. Hanno partecipato illustri scrittori e giornalisti napoletani ora in pensione come Mario Simeone e Antonio Filippetti, ancora oggi pronti ad impegnarsi in prima linea. Furono loro che nel 1963 idearono la rivista Informazione Scuola con l’idea di mettere in comunicazione due mondi e due generazioni, quella dei padri e quella dei figli, i banchi di scuola con le macchine della fabbrica. Fu proprio su questa rivista che Giancarlo Siani cominciò a muovere i suoi primi passi da giornalista, insieme anche a Gildo De Stefano, suo caro amico, oggi giornalista, musicologo e scrittore napoletano, autore del libro Caro Giancarlo, anche lui presente all’incontro.

Un altro incontro per ricordare Giancarlo a quasi trent’anni dalla sua morte, un altro incontro per ricordare la sua tenacia, la sua voglia di fare il giornalista, di farlo per davvero. Siani era un precario, armato della penna, combatteva nell’ombra la guerra contro il buio, verso la luce della Verità. Ma a chi vive nella notte la luce fa male, allora non resta che eclissarla, spegnerla del tutto. Giancarlo non voleva essere un eroe, solo un giornalista, un bravo giornalista, di quelli che sanno dar vita nuova alle parole.

Parole. Si è parlato proprio di questo, di parole. Quanto possono essere forti le parole? Quanto possono cambiare le cose? Molto, moltissimo a quanto pare. Simeone ha parlato del Verbo, che vive in ognuno, basta lasciarlo respirare. La parola, il verbo, volendo usare un’accezione quasi evangelica, diventa l’espressione della libertà, è in sé libertà. Dalle parole di ciascuno, dal loro confronto nasce la democrazia, così l’informazione è il primo passo verso la verità, alla ricerca del confronto. Filippetti ha ricordato l’importanza della libera informazione, la sua forza e la sua capacità di cambiare le cose, riportando alla memoria il film di Bill Condon Il Quinto Potere.

Memoria. Come ha ricordato Filippetti Giambattista Vico diceva che “la memoria è il presupposto per la rinascita”. In un mondo che va sempre più di corsa, che fugge in ogni momento, che è sempre più in crisi, si dovrebbe ricominciare dalla memoria. Già, si dovrebbe ricostruire sulla memoria, a partire dai classici che raccontano storie di una vita già vissuta e dalla quale si dovrebbe solo imparare, arrivando ai veri modelli a cui ispirarsi. Giancarlo Siani è uno di questi, un giovane intraprendente, forte dell’energia e della tenacia della sua età, carico di passione da mettere al servizio della verità. Un modello per i giovani di oggi, un modello da seguire nella lotta contro la camorra. Sì, perché Giancarlo la camorra l’ha sconfitta, il suo assassinio ne è la testimonianza. La camorra ha avuto paura delle sue parole, parole vere, pericolose, potenti.

Le parole, il loro potere e l’informazione, la memoria su cui costruire il futuro e la storia di un bravo giornalista che è morto solo perché con passione e convinzione credeva in ciò che faceva sono stati questi gli ingredienti di un incontro che ha segnato il confronto fra due generazioni. In quell’aula di liceo, veri giornalisti hanno passato il testimone alle “nuove reclute” in quella richiesta di prendere in mano il microfono, di diventare i protagonisti per parlare a voce alta. Ai giovani il compito di provare ad utilizzare ancora una volta le parole per pronunciare quei nomi che sembrano intoccabili, guarire ciò che è malato, portare alla luce ciò che vive nell’ombra. Dalla loro parte hanno penne e parole, le pistole hanno già perso.

-Potere alle parole-