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Eroica Fenice

Teatro

Murder Ballad- Omicidio in Rock alla Galleria Toledo

Murder Ballad- Omicidio in Rock alla Galleria Toledo di Napoli. Leggi qui la nostra recensione! La vita è fatta di bivi, scelte che ci condurranno a percorrere delle strade. Molte volte si ha paura, si sceglie una via pensando che sia quella giusta, che in realtà si rivela poi un dolce compromesso. Oppure è la nostra insicurezza a portarci a battere via già percorse, sicure, rinunciando ai nostri sogni. Ebbene queste sono solo alcune delle tematiche affrontate da Murder Ballad- Omicidio in Rock, produzione Off Brodway che sbarca in Italia grazie a WorkinMusical. In questi giorni i ragazzi, diretti da Ario Avecione, si sono esibiti a Napoli, presso il Teatro Stabile Galleria Toledo. Murder Ballad, un musical, sfacciatamente musical, dalla prima all’ultima scena, che si rivela una piacevole sorpresa La trama ha un incipit piuttosto semplice, per poi articolarsi in un vero e proprio rompicapo. Sarah e Tom sono due giovani artisti che vivono a New York, e inseguono i propri sogni. Dopo un litigio, Tom decide di lasciare Sarah, pensando a lei solo come un limite al suo potenziale. Sarah, ferita, troverà conforto tra le rassicuranti braccia di Michael, il suo insegnante di filosofia. Pensando di star sprecando la sua vita ad inseguir fantasie, la ragazza decide di sistemarsi e con lui ha una figlia Frankie. Ma il richiamo della libertà sarà forte per Sarah che tornerà fra le braccia di Tom, creando un pericoloso triangolo amoroso. Ma qualcuno morirà… La narrazione passa da toni scanzonati e orecchiabili a momenti quasi “aggressivi”, dai toni forti e passionali, fino ad arrivare a vere e proprie atmosfere oniriche. Dopo un inizio apparentemente tranquillo quasi scontato, la storia prende una piega molto interessante, divenendo complessa, toccando punte emotive in cui è difficile non immedesimarsi. Originale è il modo di raccontare la storia, utilizzando un narratore esterno particolarmente misterioso la cui figura è avvolta da un curioso mistero. Le chitarre accompagnano i personaggi nel loro incedere, distorte o pulite. In questo senso la direzione musicale di Cosimo Zannelli risulta particolarmente riuscita. Anche i testi, riadattati e tradotti da Ario Avecione, Fabrizio Cecchacci, Fabio Fantini, Arianna Bergamaschi e Myriam Somma, sono incisivi e si lasciano seguire volentieri. I pezzi sono interpretati e cantati magistralmente da Ario Avecione (Tom), nella doppia veste di regista e attore che rende bene l’idea del passionale teppistello in cerca di guai, barcollando ubriaco e struggendosi dal desidero dell’amata. Fabrizio Voghera (Michael), con la sua fisicità massiccia, dona al  suo personaggio un’aria ancor più responsabile, dell’uomo premuroso e razionale. Arianna Bergamaschi (Sarah) invece, è sensuale, tormentata, quasi camaleontica con repentini cambi d’abito in scena, ma mirabile è anche l’interpretazione di Myriam Somma nei panni della narratrice che agisce come deus ex machina, personaggio enigmatico, a cui presta la voce ma sopratutto il volto, passando da sorrisi impertinenti a smorfie di dolore. Onnipresenti, eppure sempre discreti Valentina Naselli e Jacopo Siccardi, nei panni della Libertà e del Destino. La loro presenza dona allo spettacolo una componente allegorica molto particolare, di non immediata […]

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