Dipinti di Paula Modersohn-Becker, 3 dei più famosi

Dipinti di Paula Modersohn-Becker, 3 dei più famosi

I dipinti di Paula Modersohn-Becker sono, la maggior parte delle volte, dimenticati dalla critica, ma in realtà posseggono un potenziale altissimo. Paula Becker fu una pittrice tedesca, vissuta a cavallo tra la fine del diciannovesimo secolo e l’inizio del secolo scorso. Nata a Dresda, poi trasferitasi a Brema, passerà gran parte della sua vita artistica e personale a Worpswede, località immersa nella natura della Bassa Sassonia tedesca. Inoltre, i suoi innumerevoli viaggi in giro per l’Europa, in modo particolare tra Francia, Inghilterra e Germania, la porteranno a conoscere sempre più figure d’ispirazione per la sua indole pittorica, al contrario della volontà dei genitori, i quali volevano intraprendesse la carriera da insegnante. Nei suoi soggiorni a Parigi, Londra, Berlino, incontrerà infatti tutte le persone che diventeranno importanti nella sua vita e nella sua arte: Paul Gaugin, Clara Westhoff, Rainar Maria Rilke, e suo marito, anch’egli pittore, Otto Modersohn.

Lo stile di Paula Becker è inconfondibile, eppure è allo stesso tempo un insieme perfetto di tanti registri pittorici messi assieme. Dai colori, al modo di stenderli, ai soggetti delle sue opere e all’influenza costante di Worpswede, la sua arte è un perfetto esempio di un raro espressionismo tedesco tutto al femminile.

Caratteristiche principali delle opere analizzate

Titolo dell’Opera Anno Elementi Chiave
Autoritratto 1902 Semplicità, toni marroni, influenza di Worpswede
Natura Morta 1906 Colori sgargianti, frutti esotici, stile impressionista
Il Buon Samaritano 1907 Tema religioso, pennellata spessa, colori ad olio

 

1. Autoritratto di Paula Modersohn-Becker: auto-soggetti in Paula Modersohn-Becker

Autoritratto di Paula Modersohn-Becker immersa nella natura
Autoritratto di Paula Modersohn-Becker, 1902

Tutta una serie di dipinti di Paula Modersohn Becker ha come unico soggetto l’artista stessa, intenta nel dipingersi ogni volta in maniera differente. In questo autoritratto giovanile, del 1902, in cui la pittrice ha solo 26 anni, fuoriesce in maniera aggressiva e molto evidente il suo vedersi completamente immersa nella realtà rurale di Worpswede: il viso è compiaciuto e semplice, lo sfondo è una vegetazione resa al minimo, caratterizzato da alberi quasi in fiore, i colori rispecchiano l’atmosfera della Bassa Sassonia, di quel costante bisogno di colore marrone infuso nell’aria e nella terra. La pittrice, infatti, seppur per un periodo lasciò Worpswede per Parigi, vi fece sempre ritorno, e fu il luogo dove tragicamente, a soli 32 anni, morì.

 

 

 

2. Natura morta con pianta da fogliame, limone e arancia: soggetti ricorrenti

Natura morta di Paula Modersohn-Becker con frutta esotica
Natura morta con pianta da fogliame, limone e arancia, 1906

Gran parte dei dipinti di Paula Becker ritraggono il soggetto della natura morta, come tema ricorrente. Questa Stilleben, del 1906, mostra chiaramente come l’influsso di pittori impressionisti e no, da Monet a Matisse, Van Gogh compreso, si rifletta nella scelta di colori sgargianti, una stesura di tempera marcata, doppia. Traspare anche qui la passione per la semplicità della natura, ma allo stesso tempo una poetica di fondo triste e malinconica; il limone e l’arancia risultano poi come due frutti “rivoluzionari”, in una natura morta tedesca e dell’ambiente di Worpswede, sicuramente trasportati da una diversa cultura europea, più esotica, più mediterranea e del sud del mondo.

 

 

 

 

 

3. Il buon samaritano: soggetti religiosi in Paula Modersohn-Becker

Dipinto Il Buon Samaritano di Paula Modersohn-Becker
Il buon samaritano, 1907

L’artista di Worpswede riesce a far incanalare nelle sue opere, e secondo lo stile dell’espressionismo, tante correnti artistiche e temi fondanti della tradizione pittorica. Il soggetto, in questo quadro del 1907, della figura del buon samaritano e degli apostoli  all’interno dell’opera, proviene da una matrice cristiana, portando la Becker su un livello alto di rappresentazione, ricorrendo alla religione come motivo d’arte: il suo espressionismo di inizio ‘900 torna alla pittura medievalistica, rinascimentale, barocca. L’utilizzo dei colori ad olio, oltre alle tempere, permette un risultato di colore più pesante, scuro, ombrato, ma che conserva sempre i toni caldi e del marrone di Worpswede. La semplicità nelle figure e nell’ambientazione è resa al massimo, più di molte altre opere in cui i corpi e gli oggetti si avvicinano ad una stilizzazione. Con un tocco di pennello e resa di colore sempre più vicino all’inconfondibile spessore di Van Gogh, sembra anche, quasi, di scorgere nel cielo del dipinto, la volta celeste ne Campi di grano con cipressi Saint-Rémy (Vincent Van Gogh, 1889).

 

Fonte immagini: Wikimedia

(Commons:10,000 paintings from Directmedia – Wikimedia Commons)

Articolo aggiornato il: 2 Gennaio 2026

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