Psych: la serie | Recensione

Psych

Se avete voglia di guardare un poliziesco non troppo impegnativo e che vi regali qualche risata, allora vuol dire che la serie TV Psych, creata da Steve Franks, è esattamente ciò che stavate cercando.

Trama

Ci troviamo a Santa Barbara, nella soleggiata California, quando un giovane Shawn Spencer (interpretato da James Roday e doppiato da Stefano Crescentini) si finge un sensitivo per scappare ad una accusa di rapina. Le sue “false” capacità sono dovute a tutti gli allenamenti che suo padre Herny (interpretato da Corbin Bernsen e doppiato da Saverio Moriones), ex detective della polizia di Santa Barbara, gli ha insegnato durante la sua infanzia. Il suo piano involontario, oltre che coinvolgerlo nei casi assegnati dal capo ad interim della polizia Karen Vick (interpretata da Kirsten Nelson e doppiata da Cinzia De Carolis), “intrappola” anche il suo eterno e fidato amico Burton “Gus” Guster (interpretato da Dulé Hill e doppiato da Alessandro Quarta), che da semplice rappresentante farmaceutico diventa il braccio destro di questa fantomatica agenzia Psych ideata da Shawn, che collaborerà saltuariamente ai casi dei detective Carton Lassiter (interpretato da Timothy Omundson e doppiato da Andrea Lavagnino) e Juliet “Jules” O’Hara (interpretata da Maggie Lawson e doppiata da Barbara De Bortoli).

Puntate e stagioni

Quasi tutte le puntate delle otto stagioni della serie tv Psych, andate in onda dal 2006 al 2014, hanno una struttura ben precisa. L’inizio è scandito da un flashback della vita di Shawn da piccolo (eccetto uno che riguarderà Jules) con gli insegnamenti, le ramanzine o le morali del padre Herny nei confronti del figlio. Questi flashback sono una specie di anticipazione della trama centrale, senza togliere la voglia di rimanere a guardare la puntata fino alla fine. Se siete già incuriositi, iniziate ad aprire le applicazioni di Amazon Prime Video o Netflix mentre finite di leggere.

Il genio e l’immaturità

Il protagonista, Shawn, è un personaggio che proprio non vuole saperne di lasciare andare il bambino che c’è in lui (come dargli torto). Riesce a sfruttare le sue capacità brillantemente, fingendosi un sensitivo estremamente produttivo ed efficace che aiuta la polizia a risolvere casi, talvolta strani, senza rinunciare ad un’ironia immatura capace di strapparvi non poche risate.

Il binomio vincente

Nonostante il protagonista de facto sia Shawn, in realtà si può dire che la coppia Shawn-Gus sia la chiave principale del successo della serie TV Psych. Da un lato un eterno immaturo con tanto carisma da vendere, dall’altro la sua ancora di salvezza, quella che rimane con i piedi per terra, tranne quando c’è da divertirsi. I due personaggi principali si completano a vicenda e si mitigano a vicenda nel segno di un’amicizia talmente bella e profonda da poter essere un esempio.

L’ananas divenuto simbolo

Tra i tanti ospiti della serie TV Psych (John Cena, Val Kilmer, George Takei, solo per citarne alcuni) e le tante chicche, c’è un dettaglio molto particolare che è divenuto il simbolo della serie TV. Durante le riprese dell’episodio pilota James Roday (che interpreta Shawn) nascose sul set un ananas per improvvisare una battuta all’insaputa di tutti. Il regista Steve Franks rimase estremamente divertito dalla gag che decise, non solo di tenerla, ma di nascondere sul set in ogni puntata un ananas. Questa gag ha portato alla nascita di una fandom dove vengono ricercati tutti gli ananas presenti nelle puntate.

Fonte immagine: Wikimedia Commons, vagueonthehow.

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