Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La classifica delle sette meraviglie del mondo naturale

Le sette meraviglie del mondo naturale: la classifica

Le sette meraviglie del mondo naturale: scopriamole insieme.

Il pianeta Terra è ricco di bellezze mozzafiato e tesori da proteggere. La natura ci ha regalato numerosi spettacoli ma, tra tutti, ne esistono alcuni che si sono aggiudicati un posto nella classifica delle sette meraviglie del mondo naturale.

La classifica delle (nuove) meraviglie

Anche in questo caso, come per le nuove sette meraviglie del mondo, la classifica è stata redatta a seguito di un concorso indetto a scopo di lucro dalla società svizzera Open World Corporation.

Si parla di “nuove” meraviglie in analogia alla prima lista delle sette meraviglie del mondo (antico) redatta nel III secolo a.C. da Antipatro di Sidone e di cui fanno parte delle opere architettoniche oggi quasi del tutto scomparse. Nel 2007 la Open World Corporation aveva rilasciato la classifica finale delle nuove meraviglie architettoniche del mondo moderno. Il concorso ha avuto tantissimo successo ed è per questo che la società ne ha indetto un altro per decretare invece quali fossero i siti naturali più belli.

Anche in questo caso, come nel precedente, sono stati gli utenti che hanno partecipato alle votazioni a decretare le vincitrici del concorso. Alla campagna hanno preso parte più di 220 Paesi, con un totale di 440 siti naturali proposti a concorrere.

Le candidate italiane erano il monte Cervino, sulle Alpi Occidentali, e il Vesuvio, entrambe arrivate nella classifica dei 28 finalisti ed entrambe non sopravvissute ai round finali.

La classifica, finalmente pubblicata nel 2011, due anni dopo il lancio del concorso, è stata risultato di ben 500 milioni di voti.

Quali sono le sette meraviglie del mondo naturale?

  • La Foresta Amazzonica. Come poteva mancare il Polmone della Terra? Si tratta del resto di un’area non nuova ai record mondiali. Essa si estende per ben 9 stati americani: Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana Francese, Guyana, Perù, Venezuela e Suriname, raggiungendo una superficie totale di 4500 km quadrati. È senza dubbio la più grande foresta tropicale al mondo e, da sola, rappresenta la metà delle foreste pluviali esistenti. È anche la dimora del Rio delle Amazzoni, il corso d’acqua più grande al mondo. E infine la foresta ospita il maggior numero di specie animali e vegetali al mondo, conservando una biodiversità più unica che rara (solo tra gli insetti si contano più di 2,5 milioni di specie differenti!).
  • La Baia di Ha Long in Vietnam, il luogo “dove il Drago scende in mare”. Questa baia è un’insenatura del Golfo di Tonchino caratterizzata da circa 3000 isolette calcaree. La leggenda vuole che la Baia si sia formata quando, durante uno scontro tra Cina e Vietnam, gli dei mandarono in soccorso questi ultimi dei draghi che crearono questa sorta di muraglia naturale sputando non lava ma enormi gioielli, che corrispondono agli isolotti. In effetti si tratta senza dubbio di gioielli; quasi tutte le isole sono aree incontaminate dall’uomo e l’intero sito è patrimonio dell’UNESCO dal 1994. Tra tutte le isole solo le due più grandi, Tuan Chau e Cat Bat, sono abitate e presentano delle strutture turistiche. Tutte le altre invece sono solo ricoperte dalla flora e la fauna del posto. La particolarità di queste isole è che presentano delle grotte carsiche accessibile solo in minima quantità e che sono ricche di stalattiti e stalagmiti che rendono il luogo ulteriormente suggestivo.
  • Isola di Jeju in Corea del Sud. Si tratta di un’isola di origine vulcanica che attira molti turisti perché più unica che rara. Sul suo suolo sono presenti ben 300 vulcani, ormai spenti, che hanno formato dei tunnel di lava che oggi sono diventati vere e proprie grotte. L’attrazione principale dell’isola è l’Hallasan, un vulcano estinto alto quasi 2.000 m che torreggia sull’intera isola. Esso è infatti la più alta montagna della Corea del Sud e sulla sua vetta vi è un lago di origine vulcanica.
  • Cascate dell’Iguazù – in foto – al confine tra Bolivia e Brasile: un sistema di 275 cascate che raggiungono un’altezza di 70 metri. Esse originano dal fiume omonimo e continuano per un tragitto di ben 3km sul corso d’acqua. Una particolarità del luogo è data dalla cosiddetta “Garganta del Diablo”, la Gola del Diavolo, che con la sua caratteristica forma ad U raggiunge 150 metri di altezza e percorre più di mezzo chilometro. Le cascate costituiscono un confine naturale tra le nazioni di Bolivia e Brasile. Una leggenda attribuisce la loro formazione all’ira di un dio innamorato di una fanciulla, a sua volta innamorata del suo nemico. Quando la fanciulla e il suo amante decisero di fuggire dal dio a bordo di una canoa, il dio in collera trasformò la morfologia del fiume per ostacolarli e da ciò si originarono queste particolari cascate. La fanciulla cadde nel fiume e si trasformò in roccia, il suo amante diventò un albero e la loro punizione li rende costretti a guardarsi senza mai potersi toccare.
  • Isola di Komodo in Indonesia. Siamo nel Mar di Flores; qui l’isola si sviluppa con una costa di circa 160 km. La vegetazione dell’isola, un tempo costituita da una tipica foresta equatoriale, è oggi caratterizzata dalla presenza di numerosissime palme. La fauna, che attira tanti turisti, è caratterizzata specialmente dalla presenza dei draghi di Komodo, le famose grandi lucertole che prendono il nome proprio dal loro luogo natale.
  • Il fiume sotterraneo di Puerto Princesa nelle Filippine. Il sito è caratterizzato da un ambiente carsico molto particolare, con la presenza di questo fiume sotterraneo navigabile per 5 km e che sfocia nel Mar Cinese Meridionale. Attraversando le grotte si assiste ad un vero e proprio spettacolo da lasciare a bocca aperta sia gli appassionati di escursioni e speleologia che i comuni turisti.
  • La Table mountain in Sudafrica, la cosiddetta montagna dalla cima piatta, perché plasmata da oltre sei milioni di anni di erosione. Su di essa ci sono 1500 specie di piante, alberi e arbusti. La fauna è costituita per lo più dagli iraci del Capo, dei roditori. La vetta di questo imponente rilievo è spesso coperta da una coltre di nubi provocata dalla forte umidità della zona.

Tra i vincitori non vi è alcun sito del continente europeo, mentre ve ne sono ben quattro dell’Asia e due del sud America. Chiaramente questo concorso ha provocato pareri positivi ma anche negativi. In particolare, le proteste sono nate quando, mostrata la lista dei vincitori, luoghi che tutti pensavano avessero un posto certo erano assenti e al loro posto c’erano località meno conosciute. Nella lista delle sette meraviglie del mondo naturale in effetti non sono presenti la Grande Barriera Corallina o il Gran Canyon.

 

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/mstrniste/5998893905 

Print Friendly, PDF & Email

Commenta