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Eroica Fenice

La guerra è della morte: un libro di Nuccio Pepe (Recensione)

La guerra è della morte: un libro di Nuccio Pepe (Recensione)

La prima guerra mondiale al centro del romanzo di Nuccio Pepe

Nuccio Pepe, medico siciliano e scrittore prolifico, pubblica un nuovo libro intitolato: La guerra è della morte, edito da Navarra Editore. Frutto di un’approfondita ricerca e uno studio metodico, il suo nuovo romanzo vede la luce nel 2018, nell’anniversario della fine del conflitto che più di un secolo fa sconvolse l’intero mondo. Pepe, in seguito da una conversazione con alcuni amici austriaci, mette nero su bianco le atrocità vissute dai soldati in quei terribili anni della prima guerra mondiale, ispirato da film, libri e dai versi della celeberrima opera di Omero.

La guerra è della morte è un romanzo breve e scorrevole, che si presenta come una sorta di descrizione della situazione dei soldati durante l’ultimo anno di guerra, intervallata di tanto in tanto da storie passate e presenti che si intrecciano tra i vari personaggi citati. I soldati, che nell’immaginario collettivo, sono uomini in divisa addestrati al combattimento, vengono presentate da Nuccio Pepe per ciò che sono realmente: persone. Padri, mariti, figli, fidanzati che in un giorno qualunque vengono strappati dalla propria città, dalla propria vita per andare a combattere una guerra di cui non si riesce a cogliere il senso, di cui ad un certo punto non ci si chiede nemmeno più: Perché? 

È il caso di Santo Alleri, Cosimo Orlando, Lillo e Turi soldati arruolati che prima avevano un’altra vita, un altro lavoro, degli hobby, che ancora ricordano, ma che sembrano così lontani. E tutto è ridotto a quell’agonia lungo le trincee dove il tempo sembra scorrere troppo lento, a volte, troppo veloce altre.

«Mia adorata vorrei cercare di ascoltare il tempo, non ha senso osservare il trascorrere dei giorni e delle notti, scrutare le lancette dell’orologio che estraggo sempre più raramente dal taschino, lo stesso orologio che mi faceva fremere quando controllavo quante ore mancavano a un nostro incontro. Adesso, in questi giorni, in queste ore ho la sensazione che il tempo mi sfugga, ho la sensazione di non riuscire a misurarlo, un minuto si dilata in maniera abnorme, un’ora di battaglia svanisce in un secondo, una notte in trincea non trascorre mai, quindi vorrei almeno sentirlo, ascoltarlo questo tempo che mi scorre tra le dita, che misura la distanza dall’ultimo nostro bacio e per assurdo misura la distanza tra un colpo di mortaio e l’altro, tra una raffica di mitraglia e l’altra, tra una conta di uomini e l’altra, e vorrei viverlo ancora più intensamente. Ascoltare il tempo e viverlo.»

La visione della guerra offerta da Nuccio Pepe

Nuccio Pepe offre un’immagine cruda e realistica delle atrocità subite dai soldati, del dolore fisico e morale, delle perdite, della paura che non li abbandonava mai e li faceva altalenare tra il coraggio di combattere per sopravvivere e la voglia di arrendersi per porre fine a quello strazio.

Il titolo del romanzo è significativo e più vero che mai: la guerra non appartiene ai giochi di potere che si celano dietro gli intrighi politici, né ai soldati combattenti, né ai vincitori, la guerra è solo della morte.