Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Fobie strane ed imbarazzanti: quali sono le più inusuali?

Fobie strane ed imbarazzanti: quali sono le più inusuali?

Nell’universo delle fobie strane ed imbarazzanti: non solo ragni e buio

Non solo paura degli scarafaggi, del buio, degli scorpioni o dei più mainstream e classici ragni.
Oltre al ragno c’è di più, insomma.
Il sottobosco delle cosiddette fobie strane non ha limite, è sterminato come la vasta prateria della psiche umana, e si incarna in figure mutevoli e sempre diverse: è abbastanza comune sentir un amico o un parente parlare di fobia dell’acqua, del buio, o addirittura dei piccioni, ma vi sono paure in apparenza inspiegabili e condivise da una piccola minoranza di persone, che si ritrovano spesso a scontrarsi col muro dell’incomunicabilità e addirittura delle prese in giro.

Fobie strane, spesso oggetto di prese in giro o condannate a scontrarsi col muro dell’incomunicabilità

Nella classifica delle fobie strane, figura in bella vista la tripofobia. Tra le fobie strane, la tripofobia risulta essere molto “popolare” sul web, diversi utenti dichiarano di soffrirne e ne parlano in varie community o gruppi facebook, spalleggiandosi e dandosi consigli per conviverci. Il nome sembra un po’ pop e un po’ psichedelico, fa pensare vagamente a quei trip di acidi che si facevano a Woodstock nel ’69, e in effetti questa fobia è abbastanza social e “lisergica” a primo impatto, dato che ha a che fare con immagini geometriche, bucherellate, colorate e forate. Ma che cos’è la tripofobia? Più precisamente, è la paura irrazionale rivolta verso gruppi di buchi o protuberanze. Chi soffre di tripofobia prova capogiro, brividi e sensazione di ansia alla vista di bolle disposte in gruppo o buchi scavati da insetti, e non ne sopporta nemmeno la vista tramite un display o a distanza di sicurezza. I gruppi di buchi che fissano l’utente, sembrerebbero degli occhi pronti a scrutare il malcapitato con fare minaccioso, oppure prefigurerebbero delle malattie o farebbero immaginare delle forme di vita risiedenti all’interno delle protuberanze. Arance, melograni o fiori maculati, come in una sorta di allucinazione violenta e deforme, provocano nausea, tremore, pelle d’oca e affaticamento degli occhi di coloro che soffrono di questa paura dei buchi, inspiegabile ai più ma invalidante e proibitiva per coloro che la provano sulla propria pelle.

Tra le fobie strane, figura anche la fobia del Papa, il mansueto e Francesco temuto ed evitato con solerzia e cura maniacale; la peladofobia, ossia fobia dei calvi (nessun calvo è stato osteggiato e ghettizzato nella stesura di quest’articolo), che si manifesta nella paura di rimanere calvi e di perdere la “potenza” data dai capelli.  Esiste anche il suo rovescio speculare, ossia la chaetofobia, la paura dei capelli propri e altrui, e la pogonofobia, ossia la paura delle barbe lunghe. A questi ultimi fobici è altresì sconsigliata la visione di serie tv come Vikings.
Non può mancare, tra le fobie strane, anche l’anginofobia, ossia la paura di deglutire per paura di strozzarsi col cibo. Chi soffre di questa invalidante fobia, considerata strana e non compresa da molti, vive ogni pasto come un vero e proprio calvario, mastica più volte lo stesso boccone ed evita di ordinare cibi “pericolosi” come la mozzarella o pietanze eccessivamente filanti, in favore di zuppe o brodi innocui.

Non bisogna dimenticare nemmeno l’allodaxafobia, che tanto strana nemmeno sembrerebbe, giacché è la paura delle opinioni altrui, più frequente di quanto si possa immaginare, considerando che si allaccia a doppio nodo con bassa autostima e scarsa conoscenza di se stessi; e l’hippopotomonstrosesquipedaliofobia. Sì, avete letto bene. Hippopotomonstrosesquipedaliofobia: la paura delle parole lunghe e complesse.
Provate a rileggerlo senza incrociarvi gli occhi o rischiare arsura della bocca in seguito allo sforzo di pronunciarlo tutto attaccato, e riceverete il premio che vi è stato negato quando all’esame di Letteratura Latina siete riusciti a pronunciare tutto d’un fiato Heautontimorumenos.
Chi soffre di questa fobia, non nutrirà certamente molto affetto per Seneca.
Ma come dimenticare la singenesofobia, ossia la paura dei parenti? Sì, anche tu che stai leggendo, scommettiamo che avrai provato l’insopprimibile tentazione di scappare a Timbuctu col mago Merlino ogni volta che si appropinquava un incontro col parentado, o il desiderio bruciante di farti ardere sul rogo con Giovanna D’Arco anziché sottoporti alla mitragliatrice a raffica delle domande di zia Concetta o della prozia Carmelina, smaniose di saperne di più sul tuo stato civile, lavorativo, accademico o sui tuoi progetti di convolare a nozze o mettere in cantiere della prole. Ad oggi, nessuno studio americano è riuscito a trovare un antidoto alla fobia causata dalla zia Concetta o dalla prozia Carmelina, ma si confida nei progressi della ricerca futura.

Tra le fobie strane non può mancare anche l’anuptafobia, ossia la paura di rimanere single, da cui sono affetti gli utenti più fedeli di LoVoo, Tinder e Badoo; e la hexakosioihexekontahexafobia, ossia la paura del numero 666: a questi ultimi è assolutamente e tassativamente sconsigliato l’ascolto degli Iron Maiden, poiché con una loro canzone in particolare ci sarebbe da rimanerci secchi.
C’è poi lei, la somnifobia, la paura di addormentarsi, per paura che possa succedere qualcosa di brutto durante il fatto, o di fare incubi. Tipo sognare qualcuno che ci ha scritto sulle già citate LoVoo, Tinder e Badoo.
Esiste anche l’omfalofobia, ossia la paura del proprio ombelico. Qualcuno non potrebbe capirla, Jovanotti ad esempio.
La triscaidecafobia è, invece, la paura del numero 13 e agli utenti che ne soffrono è sconsigliata la visione della serie 13 reasons why“; e l’ombrofobia è la paura di bagnarsi con la pioggia
Secondo fonti più che certe, ai venditori di ombrelli della stazione di Piazza Garibaldi a Napoli, che spuntano come funghi sotto la scrosciante pioggia, piace da morire quest’elemento.

Print Friendly, PDF & Email