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Canzoni di Ghali: 5 da conoscere

Canzoni di Ghali

Ghali Amdouni, classe 1993, è l’artista che meglio incarna la nuova ondata della musica italiana, unendo sonorità urban a una forte identità multiculturale. Rapper e cantante milanese di origini tunisine, ha ridefinito il genere pop-rap portando in classifica temi complessi come l’integrazione e il riscatto sociale. La sua ascesa, iniziata nel 2015 con brani di culto come Sempre Me, è esplosa nel 2017 con hit da record quali Ninna Nanna e Happy Days. Oggi, dopo la consacrazione definitiva sul palco del Festival di Sanremo 2024 con Casa Mia, Ghali continua a mescolare stili diversi, portando una ventata d’aria fresca e necessaria nel panorama discografico nazionale.

Vediamo quali sono le 5 canzoni di Ghali da ascoltare assolutamente

Per comprendere l’evoluzione artistica di Ghali, è utile analizzare come i suoi testi siano passati dalla denuncia sociale all’introspezione pop. Ecco una sintesi dei brani selezionati:

Brano e anno di uscita Perché ascoltarla
Vida
(2017)
Una metafora sulla fama che personifica la vita e la musica come due donne.
Wily Wily
(2016)
Denuncia gli stereotipi culturali mescolando arabo, francese e italiano.
Bayna
(2022)
Unisce il ritorno alle origini sonore all’impegno civile per i migranti.
Mamma
(2015)
Il racconto intimo del sacrificio materno e dell’esperienza migratoria.
Boogieman
(2020)
Una svolta stilistica verso la dance anni ’90 in collaborazione con Salmo.

1. Vida

Vida rappresenta una metafora del dualismo tra la fama e l’esistenza privata dell’artista. Tratta dal disco d’esordio Album del 2017 (certificato triplo platino dalla FIMI), è una traccia in cui il cantante interpreta la musica e la vita come due ragazze, chiamandole rispettivamente mademoiselle e vida. Nel testo, Ghali chiede loro aiuto per sfuggire a una quotidianità soffocante: le incontra idealmente a una festa, ma vive nel timore costante che questa finisca. La melodia incarna perfettamente lo stile distintivo delle canzoni di Ghali, mescolando influenze musicali eterogenee, che spaziano dagli elementi trap fino a sonorità calde e mediterranee.

2. Wily Wily

Con Wily Wily, Ghali anticipa i tempi denunciando con ironia i pregiudizi culturali radicati nella società. Pubblicata originariamente nel 2016, è una delle canzoni in cui l’artista accusa apertamente gli stereotipi diffusi tra gli italiani, in particolare quelli che colpiscono gli stranieri. Il suo obiettivo è denunciare le incomprensioni dettate dall’ignoranza e dalla superficialità. Questa critica sociale emerge potente in versi come «Tu pensi che l’Islam sia l’Isis», oppure quando accenna alla tendenza di trascurare la profondità delle altre culture per soffermarsi solo su aspetti banali: «Hai un amico marocchino e ti ha insegnato solo parolacce». La genialità del brano risiede nel suo tessuto linguistico: il testo è scritto mescolando arabo tunisino (la lingua madre dei suoi genitori), italiano e francese, creando un mix brillante che rimane impresso nella mente.

3. Bayna

Bayna è il manifesto dell’impegno umanitario di Ghali, unendo musica e attivismo concreto. Nelle canzoni di Ghali è evidente quanto l’artista sia legato alle sue radici, che inserisce costantemente nei testi per diffondere con fierezza la sua cultura. Bayna, traccia di apertura dell’album Sensazione Ultra del 2022, è scritta in arabo tunisino e italiano e assume un significato che va oltre la discografia. Il titolo, che in italiano significa “vederci chiaro”, è stato usato da Ghali per battezzare una barca da salvataggio donata all’associazione Mediterranea, organizzazione che si occupa dell’assistenza dei migranti nel mar Mediterraneo. La rilevanza del brano è stata confermata quando il rapper lo ha eseguito durante la serata delle cover al 74esimo Festival di Sanremo, portando un messaggio di pace in diretta nazionale.

4. Mamma

Il racconto intimo del rapporto madre-figlio diventa in Mamma una narrazione universale sull’esperienza migratoria. Il desiderio di enfatizzare le sue origini è strettamente connesso alla figura dei genitori. Ghali nutre un legame viscerale con sua madre, figura centrale nella sua vita e nella sua arte. A lei dedica questo brano del 2015, successivamente inserito nella raccolta Lunga vita a Sto. La canzone, pur essendo personale, è un omaggio a tutte le madri e al loro istinto di protezione: racconta le paure per i figli che lasciano la Tunisia cercando fortuna in un’Italia dove spesso «c’est pas la peine» (“non ne vale la pena”). Ghali si pone qui come simbolo di speranza e riscatto: lui, nonostante le difficoltà, ce l’ha fatta.

5. Boogieman

Con Boogieman, Ghali sperimenta nuove sonorità abbracciando il mondo della dance elettronica. Ultimo brano di questa selezione, Boogieman è un singolo di successo del 2020 estratto dall’album DNA, impreziosito dalla collaborazione con il rapper Salmo. La canzone si distingue per essere decisamente più “leggera” e ballabile rispetto alle precedenti, grazie a una strumentale che rievoca la musica dance anni ’90. Rappresenta una delle canzoni di Ghali più versatili, dimostrando la sua capacità di dominare anche i club oltre alle classifiche rap.

Nel corso della sua carriera, il rapper è stato apprezzato non solo per le sue abilità musicali, ma anche per la sua autenticità e la capacità di raccontare la realtà contemporanea, sia attraverso le sue canzoni che tramite una spiccata dialettica. Ghali continua a confermarsi un artista capace di stupire e innovare.

Fonte immagine in evidenza: Profilo Facebook ufficiale di Ghali

Articolo aggiornato il: 19/11/2025

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A proposito di Munno Immacolata

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