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Eroica Fenice

Musica anni ’90, dieci canzoni da riscoprire

Musica anni ’90, dieci canzoni da riscoprire

Musica anni ’90 ovvero operazione nostalgia

Spesso guardiamo alla musica anni90 con nostalgia. Il decennio che comprende gli anni dal 1990 al 1999 ha infatti rappresentato una fucina di canzoni di grande successo.

Gli anni Novanta sono stati un periodo ricco di musica di tutti i generi: dal pop alla dance, passando per il rock e il grunge, fino al fenomeno delle boy band; tanti i brani celebri e i tormentoni sfornati in questo decennio d’oro che ci ha fatto ballare, emozionare e cantare a squarciagola.

L’eurodance è stata protagonista indiscussa di quegli anni con i successi di Corona, Gigi D’Agostino, Robert Miles, Gala, Alexia, Snap!, La Bouche, solo per citarne alcuni. Ma gli anni Novanta sono stati anche gli anni della rivoluzione grunge capitanata dai Nirvana – seguiti da Soundgarden, Alice in Chains e Pearl Jam – e del Britpop, rappresentato da gruppi quali Oasis e Blur.

Anche sul fronte della musica italiana tanti sono stati i brani di successo prodotti in questo decennio. Erano gli anni di Jovanotti, degli 883, di Laura Pausini, Giorgia, Eros Ramazzotti, Ligabue, Litfiba, per citare i più famosi.

Dieci pezzi della musica anni ’90 da riscoprire                           

Nonostante la vastità di canzoni nate negli anni ‘90, proponiamo qui una carrellata di 10 canzoni anni 90, venuti alla luce in questo periodo tanto florido dal punto di vista musicale che, a nostro avviso, vale la pena riscoprire.

  • Sleeping satellite – Tasmin Archer

Brano di debutto della cantante  Tasmin Archer, inciso nel 1992 e pubblicato come singolo. Il pezzo, scritto dalla stessa Archer assieme a John Beck e John Hughes, anticipava l’uscita dell’album Great Expectations, pubblicato su etichetta EMI e prodotto da Julian Mendelsohn e Paul Wickens. Il disco raggiunse il primo posto delle classifiche nel Regno Unito, il terzo in Italia, il quarto in Svezia e il quinto in Svizzera.

Il brano s’ispira alle missioni Apollo degli anni 1960, quindi all’avventura dell’uomo sulla luna. Il “satellite dormiente” a cui fa riferimento il titolo della canzone è, infatti, la luna.

https://www.youtube.com/watch?v=lOqVQPq8zm8

  • Cornflake girl – Tori Amos

Da un brano pop ad uno di stampo rock: Cornflake Girl, della cantautrice rock statunitense Tori Amos. Il pezzo, pubblicato il 10 gennaio 1994 dall’etichetta discografica Atlantic, fu il primo singolo estratto dal secondo album della cantautrice, Under the Pink, per il mercato europeo, e il secondo per quello americano. Scritto dalla stessa Amos, e prodotto insieme a Eric Rosse, il brano si ispira al romanzo Possessing the Secret of Joy di Alice Walker, che narra di una donna africana costretta alla escissione del clitoride secondo un rituale tradizionale.

Cornflake girl entrò nelle classifiche di diversi paesi, raggiungendo la top10 sia nel Regno Unito che in Irlanda.

Nel testo la Amos, mediante metafora, contrappone le cornflake girls (ragazze cereali) alle raisin girls (ragazze uvetta). Come spiegato dalla stessa cantautrice, le prime rappresentano le “puritane, conformiste e obbedienti all’autorità”, le seconde sono invece “originali, indipendenti e sessuali”. Nel testo le cornflake girls vengono paragonate al pane bianco industriale preconfezionato, mentre le raisin girls al pane integrale artigianale.

La cantante si schiera apertamente dalla parte delle raisin girls, quelle che non si uniformano agli stereotipi e agli schemi imposti, ma preferiscono stare “dall’altra parte”. La Amos ha poi spiegato che l’idea di paragonare le ragazze ai cereali e all’uvetta deriva da una pubblicità per i cereali Kellog’s a cui lei prese parte da giovanissima, nelle vesti di una pianista da piano bar.

Nel testo compaiono anche altri due personaggi immaginari: il “Coniglio” e “l’Uomo con l’arma dorata”. Il primo, come spiegato dalla stessa cantante, rappresenta una ragazza che vive nella foresta insieme alla “Volpe”, mentre “l’Uomo con l’arma dorata” rappresenta i sogni.

Nonostante l’importante tematica trattata, il brano non ottenne molto successo negli Stati Uniti, dove non riuscì ad entrare nella classifica Hot 100 di Billboard. Viceversa, all’estero Cornflake girl ebbe maggiori consensi, compreso nel nostro Paese. Nella classifica italiana, infatti, il singolo  entrò in top20, arrivando fino al numero 14.

https://www.youtube.com/watch?v=nUEAwySNRHA

  • High and Dry – Radiohead

I Radiohead sono tra i migliori gruppi musicali esplosi negli anni ’90. Il loro primo singolo, Creep, fu pubblicato nel 1992 e rappresenta uno dei maggiori successi della band inglese.

 Sebbene siano identificati come un gruppo alternative rock, nel febbraio del 1995 i Radiohead pubblicarono un brano considerato come uno dei più pop della loro carriera. Stiamo parlando di High and Dry, tratto dal loro secondo album, The Bends. Dopo la hit Creep, questa canzone costituisce il loro primo successo in America. Nonostante la sua bellezza, i Radiohead hanno tuttavia escluso il brano dalla scaletta dei concerti per oltre un decennio. Secondo i rumors la scelta sarebbe da ricondursi alla difficoltà che il leader, Thom Yorke, avrebbe incontrato nel ricantare la canzone. In una recente intervista, il frontman della band ha così parlato del pezzo in questione: «Non è brutta, sai. Non è brutta… È bruttissima.».

Ci permettiamo di dissentire e consigliarne l’ascolto. Questo è senza dubbio uno dei brani più rappresentativi della musica anni ’90

https://www.youtube.com/watch?v=7qFfFVSerQo

  • Strange world – Ké

Restiamo nel 1995 ma ci spostiamo in America, dove il cantante newyorkese si fa conoscere con la pubblicazione del singolo “Strange world”, inserito successivamente nell’album di debutto “I am”. La canzone ottenne grande popolarità, soprattutto in Italia e in Germania, ed è considerata un inno alla pace. Fu prodotta da Rick Neigher e Ké e scritta dallo stesso Ké assieme a Michael Prendergast.

Nonostante il successo del primo album e in particolare di questo brano, Kè non è riuscito a riconfermarsi con i due album successivi, pubblicati rispettivamente nel 1998 e nel 2001, finendo pian piano nel dimenticatoio. Crediamo invece che valga la pena riscoprire questo artista dal timbro particolare e questa canzone in particolare.

https://www.youtube.com/watch?v=tauuYzaZanA

  • Coffee and TV – Blur

Negli anni ’90 i Blur assieme agli Oasis sono stati i massimi rappresentanti del Britpop. Country House, pubblicato nel 1995, è il loro singolo di maggior successo, quello che li ha fatti conoscere al grande pubblico. Tuttavia, qui proponiamo un altro singolo della band inglese, uscito qualche anno più avanti, il 28 giugno 1999: Coffee and TV, secondo estratto dal sesto album in studio 13.

Il brano appare anche nella compilation del gruppo Blur: The Best Of.

Oltre alla canzone, vale la pena riscoprire anche l’originale videoclip del brano. Diretto da Garth Jennings, il video narra la storia di un contenitore del latte che parte alla ricerca del chitarrista del gruppo, Graham Coxon, apparentemente scomparso di casa. Dopo varie peripezie la busta del latte riuscirà a raggiungere il componente della band, che in realtà si trovava rinchiuso in una sala a provare la canzone. Nel vedere sul contenitore del latte la propria fotografia come persona scomparsa, il chitarrista decide di tornare a casa per rincuorare i propri genitori.

 https://www.youtube.com/watch?v=6oqXVx3sBOk

Canzoni anni 90, la lista continua!

  • Teardrop – Massive Attack

Dal britpop al trip hop dei Massive Attack, primi esponenti di questo genere venuto alla ribalta negli anni ’90. Tra le canzoni del gruppo britannico, merita di essere ricordata Teardrop, singolo pubblicato il 27 aprile 1998 come secondo estratto dal terzo album in studio Mezzanine. Il pezzo ottenne un considerevole successo, raggiungendo il decimo posto nella Official Singles Chart.

I più attenti ricorderanno anche il videoclip che accompagna il brano. Diretto da Walter Stern, il video mostra un feto nel grembo materno che canta il brano. Un videoclip originale e d’impatto per una canzone ipnotica e rilassante. Decisamente da riscoprire!

https://www.youtube.com/watch?v=u7K72X4eo_s

  • Pretty fly – Offspring

Spostiamoci sul fronte punk rock con Pretty Fly (for a White Guy), singolo del gruppo statunitense The Offspring, pubblicato nell’album del 1998, Americana. La canzone ebbe un buon successo, raggiungendo negli Stati Uniti la 3ª posizione nella Billboard Modern Rock Tracks, mentre in altri paesi, quali Norvegia, Australia, Svezia, Belgio, Paesi Bassi, la prima posizione. Inoltre, il brano si è classificato sedicesimo nei 100 migliori singoli della storia (100 Greatest Singles of All Time) secondo il magazine Kerrang!.

Il pezzo parla delle persone che cercano di fingere di essere qualcuno che in realtà non sono, solo per fare “i fighi” davanti alle ragazze.

Nel videoclip del brano, infatti, il wigger – una persona, immersa nella cultura hip hop, non perché la ama o la capisce, ma perché è “di moda” e consente di conquistare le donne. Guida in città con la sua automobile ribassata e ostenta spavalderia davanti alle persone che incontra utilizzando il sistema idraulico della vettura. Il ruolo è interpretato da Guy Cohen. Il video ottenne una nomination agli MTV Video Music Awards 1999 come miglior video rock.

https://www.youtube.com/watch?v=QtTR-_Klcq8

  • The drugs don’t work – The Verve

Chi non ricorda il meraviglioso riff d’archi di Bitter Sweet Symphony, singolo pubblicato il 16 giugno 1997 dal gruppo rock inglese The Verve?! Il brano, prima traccia estratta da Urban Hymns, il terzo album della band britannica, ottenne un gran successo, raggiungendo la seconda posizione nella classifica inglese UK Singles Chart. La canzone è stata poi inserita al 382º posto nella lista delle 500 migliori canzoni di tutti tempi secondo la rivista Rolling Stone.

Tuttavia, qui vogliamo parlare di un altro brano dei Verve, sempre estratto da Urban Hyms e, dunque, sempre risalente al 1997, al 1° settembre per la precisione, data della sua pubblicazione come secondo singolo di quell’album. Stiamo parlando di The Drugs Don’t Work, bellissimo e significativo brano del gruppo inglese che raggiunse la prima posizione della classifica britannica dei singoli, miglior risultato per un singolo della band nel Regno Unito.

Autore di questa perla tra le  canzoni anni 90 è il frontman Richard Ashcroft che la scrisse all’inizio del 1995, quando, come da lui stesso dichiarato in un’intervista risalente a quel periodo, faceva uso abituale di droga:

«C’è una nuova canzone che ho scritto. Fa ‘la droga non funziona, non fa che rendermi peggiore e so che vedrò di nuovo la tua faccia. E’ così che mi sento adesso. Mi ha reso peggiore, amico. Ma la prendo ancora. Per sfuggire dalla noia e dalla frustrazione ti butti in qualcos’altro».

La canzone fu però poi pubblicata in memoria del padre appena scomparso.

Il testo infatti cambiò nel passaggio dal demo alla versione per l’album: il verso “They just make me worse” divenne “They just make you worse”. “They make you/me worse” (“Ti/mi rendono peggiore”) si riferisce alle medicine assunte dal padre malato, che lo tennero in vita per un periodo più lungo, ma non migliorarono la situazione, che, anzi, sembrava quasi peggiore.

https://www.youtube.com/watch?v=ToQ0n3itoII

  • Cieli neri – Bluvertigo

Nell’ambito della musica italiana vogliamo ricordare uno dei migliori brani del gruppo musicale italiano Bluvertigo, capitanato dall’eccentrico Morgan: Cieli neri, pubblicato nel 1998 come singolo tratto dall’album Metallo non metallo. La canzone è ispirata all’ Orpheus di DavidSylvian.

Una canzone che narra la fine di un amore, accompagnata da un significativo videoclip realizzato montando insieme riprese dei membri della band con spezzoni estratti dal cortometraggio Screen Play, diretto dal regista berlinese Barry Purves e realizzato con la tecnica dell’animazione passo uno.

Un brano da riscoprire, insieme ad altri dei Bluvertigo, che negli anni ’90 si sono distinti come uno dei migliori gruppi musicali italiani.

https://www.youtube.com/watch?v=JNsg9e-bnBE

  • Il mio nome è mai più – LigaJovaPelù

Chiudiamo la nostra carrellata con “Il mio nome è mai più”, singolo realizzato il 17 giugno 1999 per beneficenza da Jovanotti, Ligabue e Piero Pelù.

La canzone narra chiaramente di guerra. Il progetto LigaJovaPelù fu ispirato dai sanguinosi conflitti che negli anni ‘90 hanno interessato i territori della ex Jugoslavia. In particolare, il brano nasce a seguito dell’intervento militare nel Kosovo.

“Il  mio nome è mai più” fu il singolo più venduto in Italia quell’anno. Il ricavato fu devoluto a Emergency e destinato in particolare ai progetti umanitari in Afghanistan, Cambogia, nei paesi della ex Jugoslavia e in Sierra Leone.

 Sul retro del singolo è pubblicata questa frase:

«A pochi mesi dal “giro” di millennio

la nostra cosiddetta società “civile”

conta al proprio interno 51 guerre in corso.

Allo stesso tempo essere contro la guerra

(qualsiasi guerra) sembra voler dire

assumere una posizione politica.

Be’ vogliamo essere liberi di sentirci

oltre qualsiasi posizione del genere

affermando che, per noi, non ci sarà mai

un motivo valido per nessuna guerra.»

(Luciano Lorenzo Piero)

https://www.youtube.com/watch?v=0fXiaoHW2UI

 

Dopo aver letto il nostro articolo sulla musica anni ’90 con le nostre canzoni anni 90 preferite, dai una occhiata anche ai nostri pezzi sulla musica anni ’70, sulle serie tv anni 90 e sulle serie tv degli anni 2000!


Musica anni ’90, guide e testi di riferimento