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Eroica Fenice

Intervista all'attore dei video di Liberato, Adam Jendoubi

Intervista all’attore dei video di Liberato, Adam Jendoubi

Adam Jendoubi, abbiamo fatto due chiacchiere con lui sul fenomeno Liberato e su i suoi progetti futuri. 

Cade ‘ngopp”o golf’ ‘na stella/ Chiove ‘ngopp’a Procida/ E tu t’e scurdat’ ‘e me/ Guarda ‘e fuoche abbascio Furcell’/ Chiove ‘ngopp’a Nisida/ E tu t’e scurdat’ ‘e me…

Una Napoli malinconica, mistica e un po’ barocca. Rovine, tramonti violacei e amori sfumati come la linea labile che trema all’orizzonte del mare. Un golfo che profuma di stelle e nostalgia, l’acqua  porta a riva salsedine e rimpianto.
Scogli, onde, sprazzi di ricordi e memorie. Gli occhi profondi di un ragazzo, che scrutano l’orizzonte con espressività e profondità.
Sono gli occhi di Adam Jendoubi, il protagonista di tre dei video di Liberato: Tu T’e Scurdat’ ‘e Me, IntoStreet e Je Te Voglio Bene Assaje.

I suoi lineamenti così particolari, lo sguardo lucido e misterioso e l’espressività che ricorda i quadri degli scugnizzi di Vincenzo Gemito, hanno stampato Adam Jendoubi nella memoria degli ascoltatori e spettatori dei video di Liberato: Adam è la rappresentazione della gioventù verace, istintiva e libera, il ragazzo che vive il suo amore sullo sfondo di Marechiaro e Mergellina, che sfreccia per il grande corpo di Partenope col suo motorino, che ama in quel modo puro e senza riserve che crea una stretta allo stomaco anche agli adulti più disincantati, che forse hanno dimenticato le emozioni più violente dei primi amori, quando anche solo un bacio rubato alla ragazza amata o una delusione, bastavano a toglierti il sonno e a farti rigirare tutta la notte tra le coperte, guardando il soffitto con gli occhi sbarrati. Adam Jendoubi è riuscito, col suo corpo e  l’espressività autentica del suo viso, a dare una fisicità tangibile ai video di Liberato, a diventare simbolo inconsapevole dell’istintività e della bellezza giovanile, quella che ti porta a legare l’intimità del vissuto con la scenografia eterna di un teatro a cielo aperto come il grande corpo di Napoli.
Abbiamo incontrato Adam Jendoubi, per ascoltare la sua storia. Ci si presenta: alto, sorriso luminoso, gentilezza ed educazione esemplari, simpatia e risate. Abbiamo trascorso un bel pomeriggio in sua compagnia, ascoltando la sua storia nel centro storico di Napoli, tra l’arte e la bellezza della città, e ne è scaturita  una piacevole e interessante chiacchierata.

Adam Jendoubi si racconta a Eroica Fenice

Ciao Adam! Grazie di essere qui con noi! Innanzitutto, parlaci un po’ di te. Chi sei, cosa fai nella tua vita, quali sono le tue passioni.
Sono nato a Forcella, ho quasi 18 anni, li compio tra un mese. Mi è sempre piaciuto recitare, ma ho sempre saputo della difficoltà dell’entrare in questo campo: nonostante ciò, ci ho sempre provato e ho sempre puntato al massimo. Per fortuna il regista Francesco Lettieri mi ha notato e mi ha permesso di fare questi tre video per Liberato.

Come ti ha notato Lettieri? Parlaci dell’inizio della tua avventura con i video di Liberato.
Direi che è stato per puro caso: Lettieri aveva contattato due miei amici, che sarebbero quei due gemelli che sono presenti anche nell’ultimo video, Intostreet, per vedere se potevano recitare in Tu T’e Scurdat’ ‘e me, soltanto che a questa sorta di “icontro casting” mi presentai anch’io e scelsero me.

Ma tu sapevi di dover recitare nei video di un cantante “misterioso”? Cioè, come ti è stata presentata la cosa?
All’epoca, quando mi scelsero,  aveva fatto uscire una sola canzone, 9 Maggio, e non era molto conosciuto, e quindi non avevamo nemmeno noi attori idea di chi fosse. Quando uscì Tu T’e Scurdat’ ‘e me, ci fu proprio un boom, un successo esagerato.

Qual è la canzone di Liberato a cui sei più legato?
Tu T’e Scurdat’ e’me, perché è stato un set fantastico, è stato anche molto divertente recitare con gli altri ragazzi. Poi Lettieri è bravissimo, anche Gianluca Palma, direttore della fotografia. Quella canzone è  come se avesse sancito un inizio, da lì che mi hanno chiamato per fare film, come quello con gli Arteteca, e vari cortometraggi.

Ti andrebbe di raccontarci qualche aneddoto particolare legato al set dei video di Liberato?
Ne ho un perfetto, che mi viene ora in mente. Praticamente c’era il cameraman  di Brescia, che diceva che a Napoli veniva pagato molto di meno, ma preferiva lavorare qui per il panorama che c’era. Quando lo disse stavamo a Marechiaro, disse proprio: Mi pagano di meno, ma guarda che roba che c’è qui! 

Qual è il rapporto con Demetra Avincola, l’attrice che interpreta quella che è la ragazza da te amata nei video di Liberato, che ormai sono divenuti quasi una sorta di miniserie?
Abbiamo buoni rapporti, molti credono che stiamo insieme ma non è così.

Secondo te, che hai vissuto la cosa un po’ “dall’interno”, perché Liberato ha fatto così breccia nel cuore del popolo napoletano e non? Quali sono stati i motivi per cui queste canzoni sono diventate così celebri e virali?
Molto del merito va alla cosiddetta “nominata”, ma naturalmente non è solo questo. Le canzoni di Liberato sono delle vere e proprie poesie, molti ragazzi e adulti si rispecchiano nelle sue storie, racconta storie che ognuno di noi, bene o male, si è trovato a vivere sulla propria pelle.

In cosa ti rispecchi tu, a livello personale,  in quelle che definisci le poesie di Liberato?
Di rapporti seri non ne ho avuti molti, però mi rispecchio molto nei sentimenti espressi da Liberato, solo che lui ha avuto modo di esprimerli, io ancora no. L’unico modo che ho di esprimerli per ora è la recitazione.

L’altra sera sei stato presente alla Rotonda Diaz per il concerto gratuito di Liberato. Ventimila persone, età diverse, ascoltatori di generi musicali diversi, tutti  unificati per Liberato. Qualche impressione della serata?
Non è stato solo perché il concerto era gratis, ma più che altro perché qualcuno pensava che Liberato si mostrasse (anche se erano pochi a crederlo). La verità è che Liberato ha davvero moltissimi fan qui a Napoli, e non solo: incontro spesso turisti di Milano e zone limitrofe e mi dicono che lì Liberato è considerato una specie di dio.

Tu invece come lo consideri?
Un vero artista.

L’hai mai visto Liberato?
No.

Voi attori sapete chi è?
No, non sappiamo chi è, né perché fa questi video, gli attori non sanno niente. Del concerto nemmeno sapevo molti dettagli, il regista mi disse solo di tenermi libero per il 9 maggio, e dopo due ore Liberato ha postato la foto in cui lo ha annunciato.

Torniamo a noi. Dovendo recitare in questa trilogia di video, come ti sei “preparato” per interpretare questo ragazzo che vive emozioni così forti per amore?
Sono sentimenti veri. Penso a vecchie esperienze passate, oppure mi escono spontaneamente, mi è sempre riuscito di esprimere i miei sentimenti nella recitazione.

Con i video di Liberato è la tua prima esperienza?
Come attore protagonista sì, avevo fatte già delle esperienze e delle comparse, anche con Matteo Garrone in Reality. 

Cosa è cambiato con la popolarità scaturita da questi video?
Direi che sono cambiate molte cose. Se prima mi contattavano dieci persone per farmi i complimenti, ora mi contattano mille o più persone. Prima uscivo a Napoli e la sera mi fermavano sì e no due persone per fare una foto, ad oggi diciassette-venti persone ogni sera. Mi piace far contente le persone anche con una sola fotografia. Non aspiro alla fama, aspiro solo a continuare a fare ciò che mi piace, ossia recitare.

Tra i tuoi progetti futuri cosa c’è?
Ho firmato un contratto per un film, però non posso rilasciare dichiarazioni. Mi avevano proposto di recitare in Gomorra 4,  ma ho dovuto declinare l’invito proprio per via di questo contratto, perché le date di ripresa coincidono.

Altri video di Liberato? Quanto prima te lo fanno sapere?
Non saprei. In ogni caso, di solito me lo fanno sapere un mese o due-tre settimane prima.

Ti sei fatto un’idea personale su chi potrebbe essere Liberato? Secondo te è una o più persone?
Non so nemmeno questo, non so se sono una o più persone. A me interessa più la sua musica che la sua identità, non mi sono mai posto il problema di sapere chi è. Non è un problema, è più un dubbio.  Se si scoprisse, gli farei i complimenti da vicino. Non sono riuscito a farmi un’idea, al concerto si sono presentati tre “Liberati”, però solo uno cantava quindi forse potrebbe lui? Non saprei.

Torniamo ad Adam Jendoubi. Quali sono le tue influenze maggiori e gli attori a cui ti ispiri?
Mi piace molto Eddie Murphy, perché mi fa morire dalle risate. Di italiani, Alessandro Siani, perché nella sua  comicità riesce a esprimere delle emozioni. Mi piacciono però, principalmente, i ruoli in cui dal dramma nasce un sentimento forte.

Dal nome si evincono le tue origini straniere. Qual è il rapporto con le tue origini e quello con la città di Napoli?

Ho origini straniere, ossia polacche e tunisine. Con Napoli ho un rapporto bellissimo, sono fiero di essere nato in un quartiere popolare, Forcella, è un vanto essere nato qui. So parlare e scrivere polacco, l’arabo quasi niente, anche se amo la loro cultura. Purtroppo non vado spesso nei miei luoghi d’origine, le ultime visite risalgono a quattro e cinque anni fa.

Quali sono i tuoi studi attuali e progetti di studio futuri?
Sto studiando al Socio-Sanitario. L’anno prossimo mi diplomerò ,vorrei provare a studiare a Roma, o all’Accademia o al Centro Sperimentale.

Grazie Adam Jendoubi, in bocca al lupo per tutto!

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