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ECO - Sostenibilità Visionaria: dalla ruggine alla Mater Matuta

ECO – Sostenibilità Visionaria: dalla ruggine alla Mater Matuta

AXRT Contemporary Gallery inaugura il 22 settembre ad Avellino (via Mancini 19) la mostra ECO – Sostenibilità Visionaria, collettiva degli artisti irpini Davide Brioschi, Emiliano Stella, Gennaro Vallifuoco, Luigi Grassia  e Teresa Sarno, in cui si riflettere sul rapporto arte-uomo-natura, sul senso “ossidato” del presente e quello vivo di un passato primordiale, quasi nel segno di un “paradiso perduto”.

L’arte sostenibile ad Avellino

«L’obiettivo è quello di avvicinare il mondo dell’arte, in tutte le sue espressioni, a quanto può essere inteso “sostenibile”». Con queste parole Stefano Forgione, curatore della mostra, spiega l’intento dell’operazione, ovvero avvicinare il pubblico alle varie sensibilità artistiche e far sì che ciò possa generare una molteplicità di letture nell’animo di ognuno. Si intende quindi suscitare sensazioni intime al fine di sensibilizzare il pubblico verso il tema della sostenibilità, da intendersi nei più disparati aspetti, a partire dai messaggi espressi dai cinque artisti.

Sostenibilità visionaria: le immagini arcaiche della natura

La collettiva ECO – Sostenibilità Visionaria mostra come siano disparati i modi di attuare un ritorno all’essenzialità sia pittorica sia umana, intercalando pubblico e artisti in una dimensione lontana da quella ormai caotica del quotidiano.

In particolare, Davide Brioschi, porta l’astante a intravedere nei meandri del suo subcosciente quell’antico rapporto che da sempre intercorre tra uomo e natura, e a far emergere quel connubio indissolubile tra individuo e ambiente. Attraverso il contrasto tra artificio e natura, Emiliano Stella realizza paesaggi sospesi e surreali in cui convivono elementi opposti: nelle sue opere si denota, infatti, l’accostamento del silenzio e del clangore, rappresentato dalla ruggine muta del metallo delle carcasse prodotte dalla massificazione e dal potere del consumismo; attraverso tale degrado è possibile constatare, nelle sue opere, i segni di un  passato antico e di un antico presente. Luigi Grassia, poi, declina la tematica della sostenibilità in una sorta di senso del “riciclo” in cui gli oggetti trapassati si trasformano in vie potenziali da percorrere per un inizio ulteriore.

Nelle opere di Gennaro Vallifuoco si può poi intravedere un’architettura di stampo teatrale e più precisamente scenografica, che sorregge le sue opere, colorate e profumate di fiori; in particolare nella rappresentazione della Mater Matuta e della Mephite, Vallifuoco si richiama agli archetipi del pensiero collettivo, raffigurando, così, il mito immutabile della maternità, della fertilità e della rinascita: « […] con le mie forme verdeggianti e floreali desidero ripensare il mondo alla luce di antiche forme della “memoria”, del “mito” e del suo valore immutabile, e dell’“ecologia” in continuo mutamento nel tempo della storia».

Teresa Sarno ha, poi, mostrato la sua arte in fieri, nel momento preciso della sua ispirazione: ella, infatti, proprio durante il vernissage ha realizzato, secondo le tecniche della street art, linee nere spesse e marcate – segno distintivo delle sue opere –, rievocando forme naturali o floreali.

La mostra ECO – Sostenibilità Visionaria, coi suoi cinque artisti, si fa portavoce del valore e del rispetto della natura, della “mater” che tutti ha generato, consentendo a chi osserva le opere di fermarsi e riflettere su quello che è stato il senso profondo della natura delle cose.