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Eroica Fenice

Mostra Archè

Mostra Archè alla Galleria d’Arte Serio: intervista a Paola De Rosa

Dal 22 febbraio al 2 marzo è visitabile, alla Galleria d’Arte Serio di Napoli a via Oberdan, la Mostra Archè: dipinti e disegni d’architettura dell’architetto Paola De Rosa e curata da Danilo Russo.

Eroica Fenice ha intervistato  l’artista autrice della Mostra Archè esposta nella Galleria d’Arte Serio 

Gentile architetto, vuol parlarci del suo percorso artistico e professionale?

È un percorso apparentemente tortuoso. Ho scelto la pittura all’età di dieci anni. Ho fatto gli studi artistici ma, a 18 anni, ho capito che mancava qualcosa, o meglio, che c’era una mano ma non una testa in grado di rispondere a una “semplice” domanda: cosa dipingere? Non “come dipingere”, ma “cosa dipingere”. Questa sospensione dolorosa la riversai nell’architettura. Mi iscrissi alla facoltà di architettura non dimenticando mai di essere una pittrice. Oggi osservo che, mentre stavo studiando, stavo anche rispondendo. Senza saperlo, nei miei “disegni tecnici” scrivevo la risposta. Ho svolto la professione di architetto, prediligendo soprattutto il cantiere. Ho aspettato che la mano e la testa si ritrovassero e ho ripreso a dipingere. Era più o meno il 2008. Cosa dipingere? Il vero dal vero. Un gioco di parole per esprimere due concetti fondamentali: il cosa, che coincide con il tema religioso, cioè il Vero, e il come, che coincide con gli oggetti quotidiani con cui opero dal vero. Ho cominciato, così, a costruire le mie prime nature morte. Per la costruzione di questi dipinti, è stato decisivo l’utilizzo di un quotidiano – L’Osservatore Romano – prezioso nel suggerirmi contenuti e immagini e fondamento dello spazio compositivo che andavo costruendo. Ho proseguito, poi, per cicli pittorici immaginando sempre ogni singola opera come una natura morta allegorica. In questi cicli, l’utilizzo del quotidiano ha perso, via via, la sua funzione originaria per trasformarsi sempre più in una griglia geometrica.

Archè: di cosa ci “parlano” le opere esposte nella sua mostra ?  Quali i messaggi sottesi dietro ogni creazione?

Archè, nella volontà del curatore Danilo Russo, propone una raccolta di lavori che copre temporalmente gran parte della mia produzione pittorica, ponendo l’attenzione su tutto il processo che accompagna la realizzazione dei dipinti: disegni preparatori e acquerelli. Tutto il materiale “parla” di una ricerca spaziale dove porre gli “oggetti trovati” che sono, spesso, torsoli di mela modellati con il coltello, ossi del macello, libri, frasi, immagini. Ribadisco che il tema religioso non è il fine delle mie opere, il messaggio sotteso, ma è la spinta creativa: si parte dal titolo, si entra nella spazio del dipinto, si interrogano i suoi oggetti e si può  terminare il viaggio con l’osservare una semplice natura morta, con le sue forme i suoi colori le sue geometrie.

L’uso della forma, del colore, della linea, del linguaggio e degli strumenti dell’arte e dell’architettura: come si presenta Archè?

I dipinti in mostra sono realizzati in modo “artigianale”: su una tela applicata ad un telaio interinale stendo una preparazione a base di gesso e colla di coniglio – come si usava nel ‘400 – sulla quale dipingo utilizzando terre e pigmenti da me macinati.

Lo spazio rappresentato nei miei dipinti è costruito a partire sia da plastici in cartone, da me realizzati, sia da griglie geometriche originate da giornali; in questo spazio sono “immersi” oggetti di vita quotidiana con colori e forme corrispondenti alla realtà.

Ancor oggi mi sorprendo ogni volta che guardo prendere forma sulla tela le poche “polveri” che utilizzo: il rosso di cadmio, il giallo di cadmio, il blu oltremare, il bianco di titanio.

L’arte come forma archetipica, primigenia, dell’uomo: come si esprime questo nella sua produzione?

Nei miei dipinti si esprime attraverso la geometria e la scelta degli oggetti non casuale né dettata unicamente da fattori estetici.

In una frase, che tipo di visione d’arte attenderà il visitatore di Archè? Quali sensazioni e percezioni saranno toccate?

Lo direi in una parola: straniante.

Ringraziamo Paola De Rosa e ricordiamo che la mostra Archè: dipinti e disegni d’architettura è visitabile fino al 2 marzo, presso la Galleria d’Arte Serio a via Oberdan,  Napoli.