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Eroica Fenice

Cesare Cascella

Cesare Cascella alla conquista dell’Olanda

Alla conquista dell’Olanda non è solo una pagina alla quale più di 3000 persone hanno donato i loro “like” lo scorso agosto, è soprattutto la cronistoria del viaggio di 2179 Km da Napoli verso Amsterdam in bicicletta di Cesare Cascella.

Il nostro eroe, architetto per professione, cicloamatore nel tempo libero e cicloviaggiatore durante il periodo estivo, schivo verso i media per non avere troppe noie durante il percorso, si è fatto accompagnare nell’avventura dai suoi amici che lo inseguivano a ruota per non perdere nulla della sua missione, che d’impresa suona non poco: portare il friariello nella patria dell’amato tubero che, fritto, tanto affligge il capoluogo partenopeo.

Non è una novità che Napoli è stata invasa dall’ennesima nuova moda, ora “si porta” passeggiare mano nella mano con la propria compagna patatina e per davvero in tutte le salse, soppiantando lentamente il compianto banco del fritto che tanto orgoglio dava al mitico panzarotto ed alla regina zeppola, citando una rinomata friggitoria di Fuorigrotta :‘A ZEPPOLA NON DEVE MORIRE, SINNÒ ‘O PANZAROTTO COME FA? Ma l’opinione pubblica sembra essere stata solo scalfita dalle numerose proteste, e Cesare che “a mare non si diverte”, ha deciso di trasformare la sua pedalata in operazione di sensibilizzazione.

Partita con l’ironia che contraddistingue il gruppo che fa il tifo per Cesare, “l’operazione” da ironica e leggera ha assunto, sin da subito, il carattere critico e serioso per sostenere le biodiversità campane contro le sementi OGM ; infatti, seguendo le avventure dell’atleta verso Livorno, sulla pagina si possono anche leggere i dialoghi tra i pro friariello ed i sostenitori delle sementi tanto combattute. Senza però mai abbandonare l’intento primordiale della pagina che serviva da supporto alle fatiche del ciclista, “Alla conquista dell’Olanda” è servita soprattutto per il feedback positivo necessario a dare la forza a chi come Cesarino combatte con la fatica per raggiungere la meta agognata.

Molte persone hanno partecipato all’iniziativa chiedendo in dono i semi del mitico friariello ed ascoltando i racconti; si ha la sensazione che qualcuno dei personaggi rimarrà caro nei suoi ricordi, come il belga con lo strano veicolo giallo che dopo la quarta volta che veniva superato ha deciso di fermarsi per conoscere il nostro centauro.

«Con il belga dal mezzo giallo abbiamo condiviso una cosa importante del viaggio in solitaria, ovvero la nostra capacità del trovare i pregi nella solitudine. Il viaggio da solo non come handicap, bensì la visione della semplicità nella difficoltà.»

Di sicuro il nostro “ambasciatore” ha nella mente molti ricordi positivi, ma a guardare le immagini, la soddisfazione di aver superato il passo del San Gottardo si è rivelata di sicuro grande. Cesare ha raccontato delle numerose magliette che doveva cambiare continuamente perchè sudava letteralmente freddo, ma è per lo più orgoglioso della sua scelta di percorso “poco strategica”.

«A Claro ho chiesto indicazioni sul come superare le Alpi, la signora di un bar m’ha sconsigliato di prendere la tremola vecchia, ma testardo l’ho preferita a quella nuova, avendo ragione per quanto mi riguarda, percorrendo il passo storico, la tortuosa strada in pavè, che m’ha portato sino in cima per godere della bellezza dei monti.»

Le tappe successive alle Alpi Centrali, anche se non di semplice superamento, tra fango e temperature non agevoli, hanno dato belle soddisfazioni al ciclista “non professionista”, che alle porte della città di Amsterdam ad accoglierlo ha trovato un amico che l’ha scortato nella “Venezia del Nord Europa”, dove lo attendevano finalmente il meritato svago e riposo  per poi continuare con la campagna di divulgazione e distribuzione della coltura partenopea, sempre con l’allegria e la sensibilità che l’hanno accompagnato durante la parte difficile del viaggio.

Cesare Cascella, 2179 km dopo!

Dopo 2179 Km il l’8 settembre 2014 Cesare Cascella è tornato a casa. L’Ambasciatore del friariello, non poteva che far tappa al Dopolavoro, dove sempre con i soliti amici, Cesare lavora agli innumerevoli progetti di architettura e grafica, come quella usata nella campagna contro il tubero olandese, e proprio lì è stata deliberata la nascita del CCCF, Comitato Centrale Combattenti Friariellisti. Si prevede un’attività programmatica intensa che come principale protagonista ha il verde ortaggio, chiaramente in scontro diretto contro il tubero fritto.

«È giunto il momento di sostenere non più l’impresa di un singolo, ma quella che sarà una rivoluzione urbana contro il neoliberismo del tubero fritto olandese, per un friariello libero e socialista», citando le parole dello stesso comitato, «Sostenete il Comitato, Sostente il Friariello

– Cesare alla conquista dell’Olanda –