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Eroica Fenice

La categoria Attualità contiene 840 articoli

Attualità

Fish Bar Burger: il pub di mare nel cuore di Chiaia

La squadra composta da Alfio Giacco, Raffaele Verde, Ivan Vigilante e Alberto Ruffolo si lancia in una nuova avventura con l’apertura di Fish Bar Burger nel cuore di Chiaia, a Napoli, precisamente in via Bisignano 3. Il format è quello di un pub di mare, con gustosi panini e proposte di pesce di alta qualità, accompagnati da salse homemade e abbinamenti di drink studiati per ogni piatto. Abbiamo intervistato il Sig. Giacco per entrare nel vivo del progetto Fish Bar Burger. Cosa ha ispirato l’apertura del Fish Bar Burger? In cosa si differenzia dal Fish Bar Marechiario? L’ispirazione è nata dal connubio perfetto dell’ingrediente di pesce, presente in tutti i piatti del nostro famoso locale di Marechiaro, e i panini fatti in casa da un forno di nostra conoscenza. Il locale di Via Bisignano si differenzia da quello di Marechiaro soprattutto nella location e nel menù.  Nello specifico come avete diviso i compiti nel vostro team? Qual è l’ingrediente fondamentale per far funzionare bene una squadra come la vostra? Abbiamo due dei nostri soci che sono anche dipendenti della nostra azienda. La nostra forza è la divisione dei ruoli e il rispetto degli stessi.  Durante la scrittura del menù, avete pensato a dei piatti che potessero descrivere gli odori e i sapori di Napoli? Si, nel nostro menù ci sono tanti ingredienti che vengono dalla terra campana . Dalla mozzarella di bufala ai limoni di Sorrento.  Quale abbinamento piatto&drink pensa sia il must-have del menù? Scugnizzo islandese con Gin Tonic alla menta.  Avete in mente altri progetti per il futuro? Se sì, ci sarà sempre di mezzo il mare? Si abbiamo in progetto un’altra apertura con lo stesso format improntato sui panini di mare.    Ringraziamo lo staff di Fish Bar Burger e, se lo scugnizzo islandese vi ha incuriosito, potrete trovare il locale in Via Bisignano 3.   Fonte immagine: Facebook

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Cento anni dalla nascita di Gianni Rodari

Cento anni fa, il 23 ottobre del 1920, nasceva Gianni Rodari, l’unico scrittore Italiano della storia ad aver vinto il Premio Andersen. Uno scrittore geniale, con la missione di divertire con la fantasia i più piccini, commuovere gli adulti e ispirare gli artisti. Per i suoi cento anni, si mobilita il mondo dei social (ma non solo). L’edizione 2020 della Settimana della Lingua Italiana nel mondo – come ha ricordato il Ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini – è stata dedicata proprio al rapporto tra la parola e l’immagine, di cui Gianni Rodari, con le sue opere e con i suoi insegnamenti, è stato precursore. In più, le Biblioteche di Roma offriranno un ricco pacchetto di iniziative, eventi e mostre per festeggiare lo scrittore; al Lucca Changes (nuova edizione del Lucca Comics & Game, in corso dal 29 ottobre al 1° novembre), si terrà una mostra dedicata al centenario di Rodari con un variegato programma di attività, spettacoli e conferenze online; a Reggio Emilia (fino al 25 ottobre) si tengono i “Rodari Days”, in presenza e online, tra mostre, narrazioni, atelier e videointerviste; a partire dal 24 ottobre, sul sito www.archivioaperto.it, saranno visibili una serie di video inediti, tratti dall’Archivio audiovisivo Franco Cigarini, che ripercorrono, tra le altre cose, la visita di Rodari alla scuola dell’infanzia Diana di Reggio Emilia, dove lo scrittore – seduto su una piccola sedia circondato dai bambini – raccontò la storia de “Il Re dei Topi”. Alle differenti celebrazioni, si è poi aggiunta l’emissione di un nuovo francobollo Italiano dedicato proprio ai cento anni dalla nascita di Rodari. Il francobollo mostra un disegno realizzato dalla stesso scrittore: un bambino con un palloncino che reca la scritta “Omegna”, sua città natale, in Piemonte, dove – in sua memoria – è stato realizzato nel 2002 il “Parco della Fantasia”. Ma Rodari non fu soltanto lo strepitoso inventore di favole e filastrocche per bambini. Fu un giornalista, poeta, partigiano. Trasferitosi in provincia di Milano da bambino, frequentò prima il seminario e, poi, si diplomò come maestro, lavorando anche come precettore privato. Iniziò gli studi universitari presso l’Università Cattolica di Milano, ma li abbandonò presto. Esonerato dal servizio militare durante la Seconda guerra mondiale, partecipò alla Resistenza, disertando la Repubblica di Salò e avvicinandosi al Partita Comunista Italiano. La sua attività di giornalista iniziò ufficialmente nel 1945, in particolare all’Unità (dove fondò “La domenica dei piccoli”), e poi con Paese Sera. Già nel 1952, però, quando più di trecento operai restarono chiusi per oltre un mese nella miniera di zolfo più grande d’Europa, a Cabernardi e Percozzone, in provincia di Ancona, in segno di protesta contro le ottocentosessanta lettere di licenziamento ricevute, Gianni Rodari raccontò in un reportage ai lettori di “Vie nuove” quest’esperienza di lotta sindacale con la stessa sensibilità e intelligenza che lo avrebbero poi contraddistinto come scrittore per l’infanzia. Le sue prime pubblicazioni di libri per ragazzi furono Manuale del pioniere, Il libro delle filastrocche e Il romanzo di Cipollino. Fu presto notato dalla Einaudi, che cominciò a pubblicare […]

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Bioplastiche e plastiche biodegradabili

In un mondo sempre più attento al pianeta in cui una progettazione sostenibile è requisito necessario per ogni nuovo prodotto, le bioplastiche e le plastiche biodegradabili possono giocare un ruolo centrale. Nonostante si tratti di tentativi di miglioramento e non di soluzioni finali, questi nuovi materiali possono fare la differenza. Bioplastiche o plastiche biodegradabili? Spesso si parla di bioplastica come sinonimo della plastica biodegradabile. In realtà i due termini indicano due proprietà dei materiali differenti. La bioplastica intesa come “plastica vegetale” è un materiale interamente o parzialmente ricavato da biomassa vegetale ed è quindi di origine biologica. Ciò significa che, in quanto materiale bio-based, non sono inclusi al suo interno componenti di origine fossile come il carbone o il petrolio. Un materiale biodegradabile, invece, può essere degradato da microrganismi come funghi e batteri in acqua, gas naturali – anidride carbonica, metano – o in biomassa. La biodegradabilità dipende fortemente dalle condizioni ambientali come temperatura, presenza di microrganismi, ossigeno e acqua.  Bioplastica e plastica biodegradabile non sono quindi termini equivalenti e una proprietà non implica necessariamente l’altra. Il PLA – acido polilattico – è una bioplastica biodegradabile; il Bio Pet è ricavato da biomassa ma non si degrada biologicamente; il PBS proviene da fonte fossile ma è biodegradabile. Come distinguere dunque un prodotto bio-based da uno che si degrada in natura? La dicitura “biodegradabile” sull’etichetta deve essere legata ad una norma che specifica le condizioni e il tempo di biodegradazione. Un prodotto che soddisfa esplicitamente la norma EN 13432 può essere smaltito nella frazione umida, in quanto biodegradabile e compostabile. Un esempio di prodotto biodegradabile e compostabile è la shopper distribuita nei supermercati. Questi materiali non fanno male all’ambiente? Ci sono due principali vantaggi dei prodotti in plastica bio-based e biodegradabili rispetto alle loro versioni convenzionali: risparmio di risorse non rinnovabili e recupero alla fine della vita di un prodotto. L’utilizzo di risorse che si rigenerano naturalmente e la progettazione di un ciclo vita di un prodotto “dalla culla alla culla”, fanno sì che le plastiche bio siano di gran lunga preferite a quelle tradizionali. Nonostante gli importanti traguardi raggiunti e le sperimentazioni ancora in corso, è importante ricordare che anche le plastiche bio non sono innocue; hanno un impatto ambientale inferiore rispetto alla plastica tradizionale, ma non pari a zero. La produzione delle materie prime per le bioplastiche non è senza conseguenze. Eutrofizzazione e acidificazione del terreno per le coltivazioni della materia prima sono solo alcuni degli effetti collaterali del processo. Nel caso dei materiali biodegradabili si noti, invece, che il completo processo che porta alla degradazione del rifiuto non è immediato né rapido. Ogni rifiuto, di qualsiasi materiale esso sia, è pur sempre un rifiuto per l’ambiente. Ad ogni modo si tratta di soluzioni che rappresentano un aiuto per il pianeta e un passo in avanti per la società. Il punto che oggi gioca più a sfavore nella scelta di una plastica bio è il prezzo sul mercato. Mentre il costo delle materie polimeriche basate su risorse fossili dipende […]

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Gucci, dalle origini al caso Armine Harutyunyan

Gucci, ancora lei, è la casa di moda che fa da padrona nel settore e nel mondo. Tra passato, successi e futuro, ecco la storia di una delle più grandi case di moda italiane. Era solo il 2018 quando Gucci chiudeva l’anno ben oltre le aspettative, con un giro d’affari di 8,28 miliardi di euro ed un aumento del 3,4 % rispetto all’anno precedente. Stessa sorte per le vendite dirette nelle boutique, con un +38% e un aumento del 25% nel 2019. Negli ultimi anni il fatturato Gucci è stato investito da un aumento del 31%, scaturito per lo più dalle “collezioni permanenti”, ovvero i capi senza tempo che non vengono sostituiti dai nuovi modelli. I capi fissi, di fatto, rappresenterebbero circa il 70% delle vendite totali. Parlando con i numeri, Kering, società francese che include Gucci Group, ha un utile dell’80%, con stime fino a 3,944 miliardi. Ottimi risultati anche per le vendite online. La sezione e-commerce rappresenterebbe il 6% delle vendite totali, con una crescita implementare del 70% solo nel 2018. Numeri che sembrano sottolineare come il digitale, ad oggi, sia una parte essenziale di ogni acquisto, persino per la moda. Il mondo Gucci post Covid-19 Grandi cambiamenti in casa Gucci post Covid-19. Il coronavirus ha cambiato le carte in tavola per tanti brand: l’azienda italiana, a sua volta, capitanata da Alessandro Michele, direttore creativo dal gennaio 2015, e da Marco Bizzarri (presidente del brand) ha ridotto le sfilate dimostrative a solo due appuntamenti: in primavera ed autunno. «A settembre Gucci non sfilerà, nel calendario di Milano Moda Donna e in nessun’altra occasione, non siamo pronti! – sostiene Alessandro Michele. – I tempi sono stati morti per l’isolamento da pandemia ma vivissimi per le idee. La Terra ci ha richiamato all’ordine, non voglio tornare come prima di marzo, dobbiamo ascoltare la Natura con un atto d’amore che ci impegna a ripensare anche il nostro lavoro per la moda. Bisogna ritrovare una luce, questa ripartenza è poetica come i miei primi giorni alla guida della Maison Gucci condivisi con Marco Bizzarri». Meno ritmi frenetici e più “Made in Italy”, quindi, il nuovo scenario di casa Gucci che con i suoi due pionieri nel 2019 ha sfiorato i 10 miliardi di vendite. Squarci di storia Era il 1921 quando Guccio Gucci fondò a Firenze quella che sarebbe diventata una delle case di moda italiane più attive nei settori d’alta moda e degli articoli di lusso. Guccio Gucci era un emigrato italiano che lavorava in alcuni hotel di lusso di Parigi e di Londra. A stretto contatto con l’alta borghesia, sviluppò uno spiccato senso estetico. Tornato a Firenze decise di aprire una serie di pelletterie comuni e di articoli per l’equitazione (tema a cui farà riferimento in alcune collezioni). La moda Gucci si espanse rapidamente e l’uomo, insieme ai tre figli, decise di aprire alcuni negozi nella via più famosa di Roma, Via Condotti. Lino, canapa e juta sono i materiali innovativi che hanno permesso all’azienda di spiccare il volo. Saranno […]

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Cenando sotto un cielo diverso: la beneficenza si nutre di emozioni

La bellissima cornice di Villa Imperiale ha ospitato la rassegna stampa di “Cenando sotto un cielo diverso”, che si svolgerà martedì 29 settembre a Villa Alma Plena, Caserta. Alfonsina Longobardi, psicologa, sommelier ed esperta di food & beverage, è la madre appassionata di questo progetto, ideatrice e organizzatrice dell’evento, giunto alla dodicesima edizione. Questa è la più grande fin ora realizzata: 140 banchi di partecipanti, contro i 13 della prima edizione, tenuta al Castello di Lettere. L’evento di beneficenza ha l’obiettivo di raccogliere fondi per la costruzione di un laboratorio ludico-didattico per malati schizofrenici (finalità storica della kermesse) e per l’acquisto di giocattoli da distribuire durante il periodo natalizio ai bambini ricoverati nel reparto di nefrologia dell’ospedale Santobono Pausilipon. Il Buono dopo la tempesta: ripartire con le emozioni Il claim di questa edizione è “Il Buono dopo la tempesta“, ovviamente quella del Covid-19 e di tutte le sue conseguenze. Così, questo progetto, con tutta la sua voglia di promuovere innanzitutto le emozioni, assume in quest’edizione un senso ancora più importante: ricercare un senso di rinascita per un nuovo inizio, soprattutto per un settore, quello enogastronomico, che ha tanto sofferto e ancora soffre delle restrizioni, fondando il tutto su un senso di coesione, una rete collaborativa che permetta di sostenersi a vicenda. Diviene quindi aiutare e ad aiutarsi, in nome della semplicità e della voglia di dare. Coinvolge, allora, cuochi, pizzaioli, pasticceri, produttori del territorio campano e non, aziende, personaggi del mondo dello spettacolo e migliaia di persone che intervengono all’iniziativa per far del bene e mangiare bene. Anche se in luoghi meravigliosi, alla presenza di grandi chef (stellati e non) e grandi eccellenze, “Cenando sotto un cielo diverso” si trasforma in una grande cena familiare, in cui il senso di casa non passa mai in secondo piano. Cenando sotto un cielo diverso come promozione territoriale Come se il senso di solidarietà e la capacità di mettere in comunicazioni diverse personalità non fosse sufficiente, l’evento si pone un terzo obiettivo: diventare promotore del territorio. Basandosi sull’idea di dare il giusto valore al cibo, di salvaguardare la biodiversità e i prodotti buoni, di continuare a tener alto il nome della Campania felix, “Cenando sotto un cielo diverso” ricerca il contatto con la natura, particolarmente rilevante nel post-Covid, sia nella selezione dei luoghi scelti per ospitare l’evento, come la bellissima Villa Alma Plena selezionata per quest’edizione, sia nella promozione di vini e vitigni autoctoni, che diventano mezzo di conoscenza territoriale, e di tante piccole realtà di educazione e sostegno ambientalista. Quello che contraddistingue questo evento è il suo essere genuino e la sua grande componente amicale, che si percepisce chiaramente tra i discorsi, i sorrisi e l’incoraggiamento di tutti quelli intervenuti in conferenza. Il calore della famiglia di “Cenando sotto un cielo stellato” ti invita dolcemente a essere partecipe di qualcosa di importante e di bello. Sono intervenuti in conferenza stampa: – Alfonsina Longobardi, ideatrice ed organizzatrice dell’evento; – Maria Consiglia Izzo, ufficio stampa dell’evento (con Grazia Guarino, XY Agency); – Ciro Torlo, modello […]

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Taglio dei parlamentari: guida alle ragioni del Sì e del No

Il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari è alle porte: ecco cosa comporta e quali sono le ragioni del Sì e del No Il 20 e il 21 settembre si voterà per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari: la modifica comporta la riduzione dei parlamentari da 945 a 600 e il voto servirà a confermare o respingere questo taglio. Il referendum è confermativo e non è richiesto il quorum, per cui il risultato della votazione sarà valido qualunque sarà l’affluenza alle urne. Questo è il quarto referendum costituzionale della storia della Repubblica Italiana: nel 2001 si è votato sul Titolo V, confermando la modifica, mentre la riforma costituzionale del centrodestra nel 2006 e quella del Partito Democratico nel 2016 sono state bocciate dai votanti. Taglio dei parlamentari: come siamo arrivati al referendum Il taglio dei parlamentari comporta una modifica del testo della Costituzione e per questa ragione segue un iter particolare. L’articolo 138 della Costituzione, che disciplina la modifica costituzionale, impone la doppia deliberazione delle due Camere, per un totale di quattro votazioni, e richiede che la seconda votazione ottenga la maggioranza di due terzi in ciascuna Camera. Se non si raggiunge questa maggioranza si ha diritto a chiedere che sia indetto referendum confermativo e le strade per farlo sono tre: raccogliere le firme di 500 mila elettori, di 5 consigli regionali oppure di un quinto dei membri di una delle due Camere. La proposta per il referendum è stata firmata da 71 senatori (ne bastavano 64) provenienti da ogni schieramento politico. Le prime tre votazioni sono state sostenute dalla maggioranza del primo Governo Conte, composto dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega, con l’appoggio del centrodestra, mentre il centrosinistra bocciava le votazioni definendo “disegno antiparlamentare” il taglio. Con la caduta del Governo e la sua riformazione sotto le spoglie del governo Conte Bis a settembre 2019, l’accordo è stato siglato proprio sull’ultima votazione necessaria per il provvedimento: il centrosinistra entra in maggioranza e si impegna a sostenere il taglio con il proprio voto in cambio di una nuova legge elettorale, della riforma del Senato, dell’abbassamento dell’età per votare per il Senato a 18 anni e della modifica del numero dei delegati regionali che partecipano all’elezione del Presidente della Repubblica. L’ultima votazione ha registrato una maggioranza bulgara, ottenendo 553 Sì – ne bastavano 316 per l’approvazione -, ma le riforme promesse sono ancora bozze. Il referendum costituzionale era stato indetto per il 29 marzo scorso, poi rimandato a causa dell’emergenza da Covid-19 e infine è stato fissato per il 20 e 21 settembre, accorpandolo alle elezioni regionali e amministrative che si svolgeranno sul territorio nazionale. Cosa prevede il referendum costituzionale Il quesito che troveremo sulla scheda elettorale sarà: “Approvate il testo della Legge Costituzionale concernente “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?” Nello specifico le modifiche degli articoli […]

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Earth Overshoot Day: il giorno del debito ecologico

Quest’anno l’Earth Overshoot Day è caduto il giorno 22 agosto, con ben tre settimane di ritardo rispetto al previsto. L’impatto sull’ambiente del Covid-19 ha rallentato il consumo delle risorse annuali prodotte dal pianeta e ha dimostrato che la differenza può essere fatta, eccome! L’Earth Overshoot Day è una stima del giorno in cui l’umanità consuma integralmente le risorse prodotte dal pianeta in un anno. Il giorno del debito ecologico indica quindi la data annuale in cui la domanda di risorse naturali dell’umanità supera la capacità di rigenerazione degli ecosistemi terrestri. In altre parole dal 22 agosto 2020 le risorse prodotte dal pianeta in quest’anno sono state esaurite e, da quel giorno, la popolazione mondiale consuma le risorse che sarebbero spettate alle generazioni future. Come si calcola il giorno del debito ecologico? A determinare il giorno del debito ecologico è la Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale che si occupa di misurare la biocapacità della Terra e di metterla in relazione al consumo dell’umanità. La biocapacità del pianeta, ossia la quantità di risorse ecologiche che la Terra genera ogni anno, è divisa per l’impronta ecologica dell’umanità – ossia la domanda – nello stesso anno. Il risultato, moltiplicato per 365 è pari al numero di giorni in un anno in cui la Terra offre più risorse di quanto l’uomo ne consumi. Dunque l’Overshoot Day segna  il giorno in cui i due valori si eguagliano e, di conseguenza, il giorno dell’anno in cui entriamo in debito con la Terra e le generazioni future. È un calcolo che tiene conto delle entrate e delle spese. L’offerta globale è rappresentata dalle aree di terra e mare biologicamente produttive, comprese terre forestali, pascoli, terre coltivate, zone di pesca e terre edificate. La domanda è data dalla richiesta della popolazione di prodotti alimentari e fibre vegetali, bestiame e prodotti ittici, legname, spazio per infrastrutture urbane e così via. Se la domanda di risorse supera l’offerta, siamo in deficit ecologico. E questo accade ogni anno e, quasi ogni anno, prima dell’anno precedente. Quest’anno l’Earth Overshoot Day è caduto il giorno 22 agosto La prima campagna globale a sensibilizzazione del tema fu lanciata nel 2006. Il WWF, la più grande organizzazione di conservazione del mondo, partecipa all’Earth Overshoot Day dal 2007. Dal 2006 il giorno del deficit si era anticipato sempre più, con poche e lievi eccezioni. È dunque la prima volta dopo 14 anni che l’umanità riesce a posticipare di tre settimane la data dell’Overshoot Day – di certo non per merito suo. Per calcolare il giorno del deficit in questo particolare 2020, il Global Footprint Network ha tenuto conto degli impatti della pandemia da Covid-19 e ha formulato ipotesi più ragionevoli sul rapporto offerta-domanda. Le variazioni di emissioni di carbonio, prodotti forestali, domanda alimentare e così via hanno modificato la situazione. Il team di ricerca ha registrato una riduzione del 9,3% dell’impronta ecologica globale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’Earth Overshoot Day è stato fissato dunque al 22 agosto, tre settimane prima della data inizialmente […]

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Design italiano: le tappe salienti del Made in Italy

Quando parliamo di design italiano facciamo riferimento a tutte le forme di disegno industriale, realizzate in Italia in ogni settore della progettazione e che hanno reso la produzione italiana riconoscibile agli occhi del mondo. Arredi, progettazione urbana, fashion e prodotti Made in Italy hanno posto le basi per un modo di progettare “all’italiana” caratterizzato da un processo di innovazione industriale e tecnologica capace di coniugare la tradizione con la modernità. La nascita del design italiano Tutto ha inizio con la Rivoluzione Industriale, avvenuta in Italia in ritardo rispetto agli altri paesi europei. Dopo l’Unità d’Italia, nonostante il lento consolidamento dell’industria cotoniera e degli opifici, soprattutto al nord, non si poteva ancora parlare di industrializzazione. Dal 1880 iniziarono a svolgersi in Italia fiere ed esposizioni di settore e iniziò a crearsi una certa cultura del design industriale tramite le prime forme di educazione all’argomento. Nel 1863 viene fondato il Politecnico di Milano. Intorno al 1910 la ricerca e la sperimentazione italiana sull’asse dell’autovettura e dell’aereo diventano centrali. È in questo periodo che nascono la FIAT (1899), la Lancia (1908) e l’A.L.F.A. (1910). L’Italia diventa subito famosa per questa declinazione del disegno industriale. La Ricostruzione Futurista dell’Universo estese le istanze di rinnovamento al mondo dell’arredo, che si caratterizza per la linea che esprime velocità e per il colore. Nasce il concetto di abitare svelto, creato con tecniche costruttive veloci e semplici, aiutate dagli impieghi successivi del tubo di metallo curvato che permette la creazione di arredi molto industriali. Negli anni ’30 il modello del Taylorismo di concretizzò nella produzione della Fiat Topolino, progettata da Dante Giacosa. Nel campo meccanico la Olivetti – soprattutto sotto la direzione dell’illuminato erede Adriano – ebbe notevole sviluppo nel settore delle macchine da scrivere, la Necchi in quello delle macchine per cucire. Le date convenzionali scelte per ricordare la nascita del disegno industriale vero e proprio in Italia sono quelle della fondazione della Biennale di Monza del 1930 e della Triennale di Milano nel 1933. Si tratta del periodo del primo elettrotreno, dei primi elicotteri e, dopo la seconda guerra mondiale, dell’aumento esponenziale della produzione di massa. In questo periodo la popolazione italiana inizia a familiarizzare appieno con i prodotti di massa grazie all’immissione sul mercato di articoli di arredamento prodotti in serie. Gli anni d’oro per il design Made in Italy Il 1947 vede la consacrazione internazionale del design italiano con la VIII Triennale di Milano; è da quest’anno che il made in Italy comincia a conoscere il suo successo a livello internazionale. Proprio un anno prima veniva brevettata la Vespa della Piaggio, dell’ingegnere Corradino D’Ascanio, che sancisce l’inizio del successo dello scooter, un nuovo mezzo di trasporto per gli spostamenti di breve distanza. È invece del 1947 la sua eterna rivale, ovvero la Lambretta della Innocenti, disegnata da Cesare Pallavicino. Si tratta di invenzioni iconiche per il mondo del design mondiale e di veri e propri oggetti che hanno cambiato il modo di vivere e di pensare delle persone. Fu durante gli anni ’50 che […]

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I Paradisi minori di Megan Mayhew Bergman

Gioia Guerzoni, traduttrice ormai da vent’anni, navigando sui social ha avuto la fortuna di imbattersi nell’opera della scrittrice del Vermont Megan Mayhew Bergman, Birds of a Lesser Paradise. Una volta divorato, non ha potuto fare a meno di proporre la sua traduzione all’NNEditore, già attiva nella scoperta della scrittrice americana, come di tante voce emergenti, definendosi una casa lettrice. «Le parole di Megan Mayhew Bergman sono così forti e delicate insieme, e vanno maneggiate con cura e rispetto. Spero di esserci riuscita», si augura Gioia Guerzoni. L’opera finita è Paradisi minori, pubblicato a inizio settembre. La nostra traduttrice ha notato tra le righe di Megan Mayhew Bergman assonanze con Kurt Vonnegut, un artista poliedrico, uno scrittore di fantascienza, satira, valori umanitari che incontrano l’ecologia. L’uomo e la natura. Due mondi che talvolta sembrano incompatibili, con lo sfruttamento del secondo da parte del primo. «Siamo animali terribili. Penso che il sistema immunitario della Terra stia cercando di sbarazzarsi di noi, e farebbe soltanto bene», afferma Vonnegut. Natura e uomo sono i protagonisti di Paradisi minori I racconti di questa prima raccolta di Megan Mayhew Bergman vedono voci femminili, continui io immersi nelle afflizioni del cuore. Il cuore è in grado di unire quei due mondi così complessi, un cuore condiviso da animale e uomo, insieme ai suoi misteri. I personaggi femminili analizzano i proprio sentimenti mettendosi a paragone con i comportamenti animali. La scelta delle loro professioni è infatti indicativa della loro capacità di comprendere la realtà ferina. Sono veterinarie, lavorano allo zoo, sono in contatto con la terra e l’orto, o grandi animaliste. «Di notte tutto sembra enorme – procioni, scoiattoli, un cervo spaventato. Ma nulla era più feroce e selvaggio di me. Ero furiosamente viva». Spesso sono gli uomini, i loro compagni, a non comprenderle, a costringerle a scelte complesse, scelte che molti personaggi si trovano ad affrontare, a dover pensare di lasciar andare il cuore, immergendosi fino ad annegare. Ma alcuni uomini sono belve. Ed è in questo che la linea sottile tra uomo e animale si spezza. «Certo, si potevano vestire bene e mettere belle parole in bocca, ma sotto la cravatta di seta e la camicia stirata c’era sempre un animale. Un animale affamato, territoriale, ansioso di soddisfare i propri bisogni». Nei Paradisi minori le specie animale e umana si assomigliano, sono gli istinti ad accumunarle L’assonanza tra il cuore della donna e il cuore animale si palesa quando si parla di prole. Donne che non riescono a realizzare il proprio sogno, o donne che hanno figli che non riescono a stringere. «Siamo le madri cattive, l’alce e io – io perché bevo, l’alce perché ha abbandonato i suoi piccoli per badare all’ultimo nato». Spesso, invece, il rapporto contrastato non è con il proprio uomo o con i propri figli, ma con le proprie madri. Perché quando si parla del cuore, si parla anche delle mille facce dell’amore. «La verità è che siamo pazzi, malati d’amore, tutti quanti». Come ha affermato David James Poissant, il vero significato […]

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Unico Campania: violato il sito del portale abbonamenti, pubblicati dati personali

Oggi 19 agosto è stata resa pubblica una “data breach” avvenuta sul sito del consorzio Unico Campania presumibilmente qualche giorno fa. È stato attaccato e violato il Portale Abbonamenti del Consorzio Unico Campania (piattaforma utilizzata per la gestione dell’abbonamento studenti gratuito, degli abbonamenti mensili e del rimborso abbonamenti legato all’emergenza Covid 19) e sono stati resi pubblici parte dei dati personali di numerosi utenti. È stato pubblicato sullo stesso sito del consorzio Unico (violato a sua volta) un elenco in formato docx, denominato Zozazi_Italy_Combo.docx, contenente email e password degli utenti registrati al portale. Sono in circolazione più versioni del file, quella più estesa di cui si ha notizia finora è di 2770 pagine e contiene 166189 coppie email/password. Il file è stato prontamente rimosso dal sito ma è ormai in circolazione sul web. Al momento non sembrano essere stati diffusi ulteriori dati personali, anche se dalle email spesso è possibile risalire a nome e cognome degli utenti dato che molte sono del tipo [email protected] Per chiunque abbia utilizzato sul sito di Unico Campania una coppia di email/password utilizzata anche su altri siti (ad esempio per social network, per la casella email stessa ecc.) è consigliabile cambiare immediatamente la password sugli altri siti ed attendere di poterla cambiare poi anche sul portale Unico, che attualmente sta dando problemi dato l’enorme numero di richieste contemporanee. Ne approfittiamo inoltre per un consiglio su come scegliere una password sicura. Attacco al portale abbonamenti Unico Campania: alcuni dettagli Vi sono poi ulteriori dettagli relativi all’attacco, rivelati da fonti anonime tra studenti universitari, cui va il nostro ringraziamento. Sembrerebbe che i dati siano aggiornati a numerosi mesi fa: alcuni studenti che avevano cambiato la password di recente, al momento di controllare l’elenco per vedere se i loro dati fossero coinvolti nella violazione, hanno scoperto che nell’elenco suddetto è riportata ancora la loro password precedente. Non è stato però finora possibile capire con precisione a quando risalirebbero i dati riportati nell’elenco. Sembrerebbe inoltre che la violazione sia avvenuta qualche giorno fa e che sia stata resa pubblica solo oggi con la pubblicazione dell’elenco: alcuni studenti affermano di aver riscontrato nei giorni scorsi che era stato chiesto a loro insaputa il rimborso della pratica dell’abbonamento studenti gratuito, ritrovandosi così impossibilitati a richiedere il rinnovo per il nuovo anno accademico. Sembrerebbe inoltre che questo fosse stato segnalato già una settimana fa circa al Consorzio Unico, al momento però è ignoto se fossero già stati presi provvedimenti: fino a stamattina il consorzio non ha rilasciato dichiarazioni stampa e contattando il numero telefonico riportato sul sito non è stato possibile ottenere risposta. Tornando all’attacco effettuato al sito, non sono stati resi noti i dettagli tecnici, né è stato rivendicato da alcun gruppo/individuo di hacker/cracker. È possibile solamente fare alcune ipotesi: in qualche modo potrebbe essere stato ottenuto l’accesso al database o ad un suo backup, poi le password potrebbero essere state ottenute poiché conservate in chiaro (alias non crittografate), poiché ne potrebbe essere stato effettuato l’hashing con un algoritmo insicuro (alias […]

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