Cos’è l’apantomanzia? Essa è un’arte divinatoria e mantica che ha radici remote, proprio come molte delle altre arti mantiche sue “sorelle”, tra cui spiccano discipline note come la cartomanzia, l’astrologia e la chiromanzia. Quando siamo di fronte a parole poco usate nella lingua parlata, la cosa migliore da fare è consultare il vocabolario: arricchiamo il nostro lessico e, molto spesso, abbiamo l’occasione di scoprire che di quella parola che non conoscevamo in realtà il significato ci era già molto chiaro. Questo è anche l’esempio della parola apantomanzia.
Indice dei contenuti
Caratteristiche e definizione dell’apantomanzia
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Etimologia | Dal greco (incontro e divinazione) |
| Oggetto di studio | Incontri casuali con animali o oggetti |
| Scopo principale | Interpretare segni del destino |
| Diffusione storica | Antica Roma, civiltà precolombiane, folklore europeo |
Che cos’è l’apantomanzia
Con il termine apantomanzia si indica l’arte divinatoria basata sull’interpretazione di incontri casuali: che sia un essere animato o un essere inanimato, se percepiamo dietro quell’incontro voluto dal caso un segno del destino allora stiamo praticando l’apantomanzia. Il termine deriva dal greco e sta a indicare la risposta (divinatoria) all’incontro voluto dal destino. Quante volte, chi non conosceva prima questa parola, ne applicava già il significato? Quanti, tra noi, hanno in varia misura e frequenza interpretato incontri fortuiti, con oggetti o esseri viventi, come segni del destino? Dato che per ogni cosa percepibile esiste una parola, altrimenti essa non sarebbe comprensibile pienamente dalla mente umana, ecco che esiste anche la parola che descrive proprio il fenomeno di divinazione legato agli incontri casuali.
Esempi di incontri casuali
Chi vive in città avvolte dal mistero sacro e pagano delle tradizioni popolari (come Napoli) si imbatte quotidianamente in credenze e presagi; il gatto nero incrociato per strada, la scala lasciata accostata a un muro, il frullare di ali di un corvo avvistato da un ramo, un serpente che striscia o che muta fra i sassi, un quadrifoglio trovato in un prato… Ma non tutte le interpretazioni sono uguali, giacché diverse sono le tradizioni, gli archetipi collettivi, dei vari popoli.
In Italia, ad esempio, trovarsi di fronte un gatto nero è interpretato come presagio nefasto, mentre per i popoli britannici esso è indizio di fortuna. L’apantomanzia risente, dunque, dei significati simbolici collettivi ed inconsci di cui si carica un particolare soggetto, in relazione alle diverse tradizioni popolari e ai propri archetipi. L’interpretazione di eventi occorsi durante la giornata può assumere i segni di presagi fausti ed infausti, quindi; la pratica, come tutte le espressioni della tradizione popolare, ha radici millenarie: nell’antica Roma, ad esempio, tale forma divinatoria era praticata dagli indovini, i quali entrando in uno stato di estasi mistica interpretavano le proprie visioni a chi loro si era rivolto e affidato.
Anche la fondazione della capitale degli Aztechi, secondo la leggenda, è legata all’esame apantomantico: Tenochtitlán, la capitale dell’impero azteco, fu fondata laddove gli indovini avevano scorto un’aquila (simbolo sacro del Sole per le civiltà native americane); e ancora oggi il simbolo dell’aquila campeggia sulla bandiera messicana, a riprova che le radici della tradizione popolare sono alla base dell’unità nazionale (rappresentata dalla bandiera del popolo). Sono questi riportati solo alcuni esempi: quali sono i vostri personali incontri casuali del destino?
Fonte immagine in evidenza: Pixabay
Articolo aggiornato il: 23/12/2025
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