Si stima che Amelia Dyer abbia ucciso centinaia di bambini durante il XIX secolo. I suoi crimini portarono a uno dei processi più sensazionali del periodo e accesero un faro sulla terribile pratica vittoriana del «baby farming». Ma come ha fatto una donna apparentemente rispettabile a commettere una tale crudeltà? La sua storia è un’immersione nelle contraddizioni di un’intera epoca.
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Il “baby farming”: un fenomeno sociale dell’Inghilterra vittoriana
Il «baby farming» (letteralmente “allevamento di bambini”) era una pratica diffusa nell’Inghilterra dell’età vittoriana, alimentata dalla disperazione di madri single. Lo stigma sociale verso le gravidanze illegittime e leggi come la Poor Law Amendment Act del 1834, che negava supporto economico ai padri non sposati, lasciavano queste donne con opzioni limitate. I “baby farmers” si offrivano di prendere i loro bambini in cambio di una somma di denaro, promettendo una nuova vita che, troppo spesso, si traduceva in morte per negligenza o omicidio.
| Cause del fenomeno | Conseguenze |
|---|---|
| Stigma sociale: la vergogna e l’ostracismo verso le madri non sposate. | Abbandono di neonati presso “baby farmers” senza scrupoli. |
| Legislazione punitiva: la “poor law” del 1834 rendeva difficile per le madri ricevere aiuto. | Un’altissima mortalità infantile tollerata dalle autorità. |
| Difficoltà economiche: l’impossibilità per una donna sola di crescere un figlio. | Un commercio nascosto basato sulla vita e la morte di bambini. |
Il modus operandi di Amelia Dyer: da infermiera a carnefice
Nata nel 1837, Amelia Dyer divenne infermiera, ma usò le sue competenze per scopi opposti alla cura. Rimasta vedova, nel 1869 iniziò a pubblicare annunci su giornali locali per “adottare” bambini in cambio di una tariffa una tantum, che variava da 10 a 80 sterline. Invece di offrire una casa sicura, Dyer uccideva i bambini a pochi giorni, o addirittura ore, dal loro arrivo. Li strangolava con un nastro di bordura bianco o li sedava fino alla morte con un cordiale a base di oppio, noto come Godfrey’s Cordial. Per quasi 30 anni, l’altissima mortalità infantile dell’epoca e i suoi continui spostamenti le permisero di agire indisturbata. Nel 1879 fu condannata a sei mesi di lavori forzati per negligenza, ma una volta rilasciata, riprese la sua attività, iniziando a sbarazzarsi dei corpi nel fiume Tamigi.
L’indagine: un pacco nel Tamigi e un indizio cruciale
Il 30 marzo 1896, un barcaiolo recuperò dal Tamigi un pacco contenente il corpo della piccola Helena Fry, strangolata con un nastro bianco. L’indagine del detective James Beattie Anderson si concentrò sulla carta da pacchi. Un esame attento rivelò un nome e un indirizzo sbiaditi: “Signora Thomas”, uno degli alias di Amelia Dyer. La polizia la rintracciò nella sua nuova residenza a Reading. Lì trovarono abiti per bambini, ricevute di annunci e, soprattutto, lo stesso tipo di nastro bianco usato per l’omicidio. Dyer fu arrestata il 3 aprile. Nei giorni successivi, altri sei corpi di bambini furono recuperati dal fiume, tutti strangolati nello stesso modo.
Il processo, la condanna e l’eredità del caso
Il processo di Amelia Dyer si tenne all’Old Bailey il 22 maggio 1896. La sua unica difesa fu l’infermità mentale, ma la giuria la ritenne una simulazione e la condannò a morte in pochi minuti. Sebbene processata per un solo omicidio, si stima che le sue vittime possano essere state tra le 200 e le 400. Dyer fu impiccata nella prigione di Newgate il 10 giugno 1896. Il caso ebbe un’enorme risonanza e costrinse l’opinione pubblica a confrontarsi con gli orrori del baby farming. Come documentato dai **National Archives** britannici, il clamore suscitato portò a un rafforzamento delle leggi, culminato con l’Infant Life Protection Act del 1897, che introdusse controlli più severi su chi si prendeva cura dei bambini. La storia di Amelia Dyer non è solo quella di una serial killer, ma quella di come un crimine efferato abbia contribuito a cambiare la società e a introdurre maggiori tutele per i più vulnerabili.
Fonte immagine in evidenza: Wikipedia
Articolo aggiornato il: 02/10/2025

