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Bacio sotto il vischio, dove nasce questa tradizione?

Bacio sotto il vischio, dove nasce questa tradizione?

Da sempre il vischio è uno dei simboli per eccellenza del Natale: lo vediamo come decorazione nelle case di amici e parenti, tra le vie delle nostre città, per non parlare di tutte quelle volte in cui appare nei film natalizi che a partire dal primo Dicembre si impadroniscono di qualsiasi canale televisivo e dove vi è la canonica scena finale in cui i due protagonisti sanciscono il loro amore con un bacio sotto il vischio. Tutti noi conosciamo questa pianta sempreverde e la tradizione ad essa legata, ma vi siete mai domandati da dove nasce questa così romantica usanza? Scopriamolo insieme.

Simbologia del vischio attraverso le culture

Cultura di riferimento Significato principale
Mitologia norrena Simbolo di amore, rinascita e tregua dopo un conflitto.
Tradizione celtica (druidi) Pianta sacra che cura ogni male, simbolo di vita e immortalità.

La leggenda scandinava sulla tradizione del vischio

L’origine del bacio sotto il vischio è da far risalire alla mitologia norrena, dove il vischio era considerato un simbolo di fertilità, poiché fioriva anche nelle stagioni più fredde. Un’antica storia racconta che la dea Frigg, moglie di Odino, ebbe una premonizione riguardante la morte prematura del figlio Baldr, fratello di Thor. Con l’obiettivo di impedire tale tragico futuro, la dea della fecondità decise di convocare tutti gli esseri viventi e non, come animali, piante o pietre, e fece promettere loro di non recare mai nessun danno al suo amato figlio. Nel farlo, però, dimenticò di includere il nostro amato vischio, chissà se per dimenticanza o poiché considerato innocuo. Dimenticarsi del vischio sotto cui oggi ci scambiamo il famoso bacio fu un piccolo errore che risultò essere fatale. Ad approfittare di tale svista fu Loki, dio dell’astuzia, il quale creò dei dardi con il vischio e li diede al fratello non vedente Hǫðr (dio dell’inverno e delle tenebre) realizzando ciò che gli riusciva meglio: un inganno. Il dio, inconsapevole di tutto, partecipò ingenuamente ad un semplice gioco che consisteva nel colpire Baldr, per esibire l’immortalità concessagli dalla madre. Tra i vari oggetti lanciati, vi era, chiaramente, la freccia progettata da Loki che sfuggiva dal giuramento di Frigg e trafisse il dio Baldr uccidendolo. Vi state chiedendo come questo possa essere collegato alla tradizione del bacio sotto il vischio? Ve lo spieghiamo subito: la moglie di Odino scoppiò in un lungo pianto di disperazione e, come per magia, le sue lacrime si trasformarono in bacche bianche che riportarono in vita il dio caduto. Da quel momento, Frigg decise che nessun atto di odio e violenza fosse mai più commesso con la pianta che tanto male aveva recato alla sua famiglia e proclamò il vischio simbolo di amore universale. Per tale motivo, sotto di esso possono essere realizzati solo atti d’amore come il bacio. Chiunque si doni un bacio sotto il vischio riceverà la protezione della dea Frigg che proprio con le sue lacrime d’amore aveva sconfitto la morte.

Approfondimento: scopri le origini, le battaglie e i segreti degli dèi di Asgard e dei Nove Regni nella nostra guida completa alla mitologia norrena.

Il vischio tra celti e druidi

Prima ancora della leggenda norrena, il vischio era considerato una pianta sacra dai Celti. Come riportato da fonti storiche, tra cui gli scritti di Plinio il Vecchio, i druidi la veneravano come un dono degli dèi, poiché cresce senza radici terrene e rimane verde anche in inverno. La consideravano una pianta in grado di curare qualsiasi malattia e un potente antidoto contro i veleni, un vero simbolo di vita e immortalità. La raccolta del vischio avveniva durante cerimonie solenni, specialmente in prossimità del solstizio d’inverno, e si credeva che portasse fortuna e fertilità a chiunque ne possedesse un rametto.

La tradizione del bacio sotto il vischio oggi

Per quanto riguarda l’usanza di appendere il vischio e usarlo per addobbare le nostre case, dobbiamo ringraziare gli inglesi. Fu in epoca vittoriana, nell’Ottocento, che la tradizione prese la forma che conosciamo oggi, unendo il simbolismo norreno dell’amore con quello celtico della fortuna. Questa usanza si è poi diffusa globalmente, “obbligandoci” a scambiarci un bacio con la nostra metà ogni qual volta passiamo sotto a un suo ramoscello.

Fonte immagine: Pixabay

Articolo aggiornato il: 31/12/2025

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