Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Fiabe per bambini: sogni ad occhi aperti per grandi e piccini

La fiaba è tra i generi letterari più amati e apprezzati da tutti; forse gli adulti più felici le hanno conosciute sin da bambini, quando, prima di andare a letto, la mamma o il papà accarezzavano la loro fantasia con racconti di eroi che compivano azioni straordinarie, e che dopo lunghe e travagliate vicende, riuscivano vittoriosi a sposare la principessa che avevano amato sin dal primo sguardo.
Spesso tali storie sono frutto di credenze o del folclore popolare, rispecchiando le tradizioni culturali dalle quali provengono. Derivanti dalla tradizione orale, hanno avuto un grande sviluppo in Oriente con le celeberrime fiabe delle “Mille e una notte”. In Europa, poi, tra i primi trascrittori di fiabe per bambini troviamo l’italiano Giambattista Basile, il francese Charles Perrault e i fratelli Grimm, tedeschi, oltre al danese Hans Christian Andersen e all’italiano Carlo Collodi. Alcune di queste fiabe sono stare riprese nei film Disney che le hanno consacrate al grande pubblico, talvolta convertendo il finale tragico nel lieto fine che tutti conosciamo, come nel caso della Sirenetta.
Oltre alla fiaba, altro genere di grandissima diffusione è la favola, che si distingue dalla prima per le tematiche moraleggianti e i protagonisti composti da animali che spesso sono la personificazione dei vizi o delle virtù umane.
Di seguito vi proponiamo una serie di fiabe per bambini tra le più conosciute e amate da grandi e piccini.

Alcune tradizionali fiabe per bambini

Cappuccetto rosso (fratelli Grimm)

Tre le fiabe per bambini sicuramente questa è tra le più amate, anche se atipica per l’assenza di principesse e principi. Troviamo invece una bambina temeraria che si inoltra nel bosco per andare a trovare la sua nonna e portarle del cibo, perché malata. L’intreccio si complica quando Cappuccetto incontra un lupo che, venuto a conoscenza dei suoi piani, le consiglia di andare a raccogliere dei fiori più in là dal sentiero indicato dalla mamma, anticipandola a casa della nonna con l’intenzione di mangiarla. La nonna lo fa entrare credendo si tratti della nipote e il lupo la ingoia in un sol boccone. Arrivata anche Cappuccetto, finisce anche lei nella pancia del lupo, che si addormenta soddisfatto. Il suo russare richiama però il cacciatore che nel vederlo, comprende ciò che è successo e salva nonna e nipote tagliando la pancia del lupo. Cappuccetto imparerà così che non dovrà più disobbedire e allontanarsi dal sentiero che la mamma le aveva indicato.

La sirenetta (Andersen)

La fiaba che conosciamo racconta di una piccola sirena, figlia del re dei mari, che si innamora di una statua caduta sul fondale marino, raffigurante un uomo che vive sulla terra. Il giorno del suo quindicesimo compleanno ha finalmente il permesso di salire in superficoe e si imbatte in un vascello sul quale vede degli uomini intenti a festeggiare. Purtroppo il vascello è abbattuto da una tempesta, ma la sirenetta riesce a condurre in salvo un uomo che stava annegando, e se ne innamora, riconoscendovi quello della statua che l’aveva incantata. Tornata nel fondo dei mari, dopo tanta sofferenza, decide di fare un patto con la strega dei mari, affinché le conceda di vivere tra gli esseri umani, scambiando la sua coda per un paio di gambe. In cambio però la sirenetta dovrà concedere alla strega la sua voce, oltre a sposare quell’uomo, altrimenti morirà. La sirenetta torna sulla spiaggia dove aveva salvato l’uomo, e lo incontra di nuovo, ma è muta, e nonostante sia accolta dall’uomo che si rivela un principe, diverrà sua confidente, ma non sua sposa. Egli sposerà la principessa di un vicino paese, nella quale riconoscerà falsamente la sua salvatrice. Così la sirenetta, a differenza del finale Disney che conosciamo, non sposerà il principe, bensì diverrà parte delle ninfe dell’aria, che l’accoglieranno tra di loro, dispiaciute per il suo triste destino.

Raperonzolo (i fratelli Grimm)

Un re e una regina erano in attesa di una bambina, tanto desiderata. Il loro castello dava sul giardino di una strega, dove crescevano dei bellissimi fiori. La regina desiderava ardentemente di mangiare quei bellissimi raperonzoli che vedeva nel giardino, e così il marito la accontentò. La regina però aveva sempre più voglia di mangiarne e il re non faceva che accontentarla, rubandoli dal giardino della strega, che però un giorno lo scoprì, e lo rinchiuse; lo avrebbe liberato solo in cambio della bambina che stava per nascere. Così avvenne. La bambina si chiamava Raperonzolo; cresceva e diventava sempre più bella. Al suo dodicesimo compleanno la strega la rinchiuse in una torre, dove non vi erano porte né scale. Per farla salire, Raperonzolo doveva calare le sue lunghe trecce. Un giorno un principe passando di lì la vide e se ne innamorò; anche Raperonzolo, dopo un po’ di reticenza, si innamorò di lui. Ben presto anche lui utilizzò le trecce per salire dalla principessa, essendo quello l’unico accesso consentito alla torre; ma quando la strega lo scoprì, spedì via Raperonzolo a vivere di stenti in un deserto, dopo averle tagliato i capelli e averli legati alla torre. Il principe, inconsapevole, tentò di salire, ma la strega tagliò le trecce, facendolo precipitare. Non morì, ma perse la vista, e finì per vagare anch’egli nel deserto. Un giorno però riconobbe la voce della sua amata, e quando lei lo vide, scoppiò in lacrime; gli occhi di lui ne furono inumiditi, e così riprese a vedere e vissero felici e contenti.

La bella e la bestia

Un vecchio mercante andato in rovina si trasferì in campagna con le sue tre figlie; le prime due molto viziate ed altezzose, l’ultima molto giudiziosa e generosa, si impegnò subito per aiutarlo. Si chiamava Belle. Un giorno il padre dovette partire per un impegno di lavoro in città che avrebbe potuto risollevare la loro sorte, chiedendo alle figlie che dono desiderassero. Le prime due chiesero vestiti e gioielli mentre Belle una rosa. Una volta in città il padre ebbe il tempo per assecondare i desideri delle prime due, ma dimenticò la rosa per Belle. Tornando fu colto da una tempesta, e per ripararsi dalla pioggia si rifugiò in un castello vuoto. Era bellissimo e pieno di magnifiche suppellettili. Il mattino dopo scoprì un meraviglioso giardino dove trovò la rosa che la figlia gli aveva chiesto, ma nel coglierla fu scoperto dalla bestia che abitava il castello. Questa gli disse che lo avrebbe punito con la morte, ma egli gli rivelò che la rosa era un regalo per sua figlia. La bestia allora disse che avrebbe potuto mandare Belle a scontare la pena al suo posto. Il padre accettò e Belle si sacrificò per salvarlo. L’accoglienza si rivelò tutt’altro che negativa, anzi ella visse negli agi più assoluti, ma la bestia ogni sera le chiedeva di sposarlo, ed ella rifiutava sempre. Un giorno vide che suo padre era malato e chiese alla bestia di andare a trovarlo. Questi accettò, donandole un anello che le avrebbe permesso di tornare quando avrebbe voluto. Una volta a casa fu accolta con amore dal padre, ma con invidia dalle sorelle che erano sposate con uomini stupidissimi. La trattennero, fino a quando Belle scoprì che la bestia stava per morire. Tornando da lui, pianse tutte le sue lacrime; aveva capito che l’amava, nonostante il suo lato esteriore. Fu così che la bestia si trasformò in un bellissimo principe, e le rivelò che ciò che lo aveva reso una bestia era stato l’incantesimo di una strega che lo aveva punito per la sua arroganza, fino a quando una donna non lo avrebbe amato per le sue doti interiori. Fu così che vissero felici e contenti.

Foto di sathyatripodi da Pixabay

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *