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Storia dei pirati: origini, vita in mare e i corsari più famosi

Chi furono i primi pirati? Alla scoperta della pirateria

La storia della pirateria in sintesi:

  • Le origini: Il fenomeno è ben più antico dei corsari caraibici; le prime testimonianze risalgono agli antichi Egizi e ai Popoli del Mare.
  • Roma vs Pirati: Nel I secolo a.C., la pirateria nel Mediterraneo divenne una minaccia tale da arrivare a rapire Giulio Cesare. Furono sconfitti in massa da Pompeo nel 67 a.C.
  • I pirati famosi: Corsari come Francis Drake e Barbarossa servivano spesso i loro governi, mentre figure come Barbanera dominavano i Caraibi come criminali indipendenti.
  • Le piratesse: Il mondo della pirateria non era solo maschile; donne come la regina Teuta, Jane de Bellville e Ching Shih hanno comandato potenti flotte terrorizzando imperi.

L’immagine stereotipata del pirata è la seguente: un criminale vissuto tra il XVII e il XVIII secolo nei Caraibi, armato di spada, con un pappagallo appoggiato sulla spalla e un occhio bendato. La rappresentazione iconica proviene da celebri personaggi letterari come John Silver de L’Isola del Tesoro o Capitan Uncino. In realtà, la pirateria è un fenomeno estremamente antico, le cui radici affondano ben prima della nascita di corsari e filibustieri nelle Antille. Lo stesso vocabolo “pirata” deriva dal latino pirata-ae, mutuato dal greco antico πειρατής (da πειράω), che significa letteralmente “tentare, assaltare”.

Le origini: i Popoli del Mare e le fonti egizie

Secondo lo storico Mark Woolmer, i primi a documentare attacchi pirati furono gli Egizi durante il Nuovo Regno, tra il 1360 e il 1332 a.C. Nelle Lettere di Amarna, missive diplomatiche dei faraoni, vengono menzionati i lukka e gli sheren. Questi gruppi non erano semplici bande criminali, ma appartenevano ai cosiddetti “popoli del mare”: popolazioni ostili e bellicose provenienti dal Mediterraneo (forse dalla Penisola Balcanica) che invasero Egitto, Anatolia e Vicino Oriente portando saccheggi e devastazioni. La loro invasione causò il crollo dei livelli di urbanizzazione e segnò il passaggio dall’Età del bronzo all’Età del ferro.

La pirateria nell’età classica: dalla Grecia a Roma

Un notevole incremento del fenomeno avvenne durante l’egemonia greca. Alla fine del VI secolo a.C., la pirateria era tollerata poiché rappresentava una fonte vitale per il rifornimento di schiavi nel porto di Delo, il più grande mercato dell’antichità. Soltanto Alessandro Magno cercò di fermarli formando una coalizione, poiché minacciavano il rifornimento militare per la sua campagna in Persia, ma dopo la sua morte il problema si riacutizzò.

Tra il III e il I secolo a.C., i pirati arrivarono ad affrontare Roma, spingendosi fino a rapire il giovane Caio Giulio Cesare. Il punto di svolta avvenne nel 67 a.C., quando Gneo Pompeo Magno allestì un’imponente flotta per ripulire il Mediterraneo orientale. Pompeo si distinse per la sua tattica: trattò con clemenza le bande che chiedevano perdono arrendendosi spontaneamente, per poi utilizzare il loro aiuto per stanare e punire chiunque si rifiutasse di deporre le armi.

I 5 pirati e corsari più famosi della storia

Allontanandoci dall’antichità e addentrandoci nei secoli più recenti, emergono figure che hanno trasformato la pirateria in una vera e propria professione. Tra mito e storia, ecco i cinque nomi più iconici:

  • Barbarossa (Khair ad-dīn): Fu un corsaro al servizio dell’Impero Ottomano, diventandone l’ammiraglio della flotta dal 1533 al 1546. Partendo da Algeri e Tunisi, amava saccheggiare le coste italiane colpendo città come Terracina, Capri, Reggio Calabria e Messina.
  • Francis Drake: Agì come corsaro in piena regola sotto la corona della regina Elisabetta I. Fu ingaggiato per contrastare l’egemonia spagnola, saccheggiando le coste americane e rivelandosi decisivo durante la guerra anglo-spagnola.
  • Barbanera (Edward Teach): Attivo all’inizio del Settecento, fu il terrore del Mar dei Caraibi. Noto per la lunga barba nera raccolta in trecce, usava il suo aspetto per incutere terrore finché non fu sconfitto in uno scontro navale dal governatore della Virginia.
  • Henry Morgan: Corsaro inglese che divenne governatore della Giamaica dopo aver attaccato le colonie spagnole in Venezuela e Panama. È ricordato anche come una delle ispirazioni storiche per il Consiglio della Fratellanza nel franchise Pirati dei Caraibi.
  • William Dampier: Esploratore britannico e bucaniere che si unì a gruppi criminali per saccheggiare gli stabilimenti spagnoli in Perù e nei Caraibi (1678). Fu il primo uomo a circumnavigare il mondo tre volte e il primo inglese a organizzare una spedizione in Australia, riportandone meticolosi appunti nel suo libro di memorie.

Piratesse leggendarie: le donne che dominarono i mari

L’immaginario comune dipinge la pirateria come un mondo esclusivamente maschile, ma la storia smentisce questo mito. Molte donne hanno rifiutato il focolare domestico per abbracciare una vita di arrembaggi e saccheggi.

  • Teuta, la regina degli Illiri (III sec. a.C.): Sfruttò la pirateria come strumento per espandere il regno in Epiro e Macedonia. Le sue scorrerie contro le navi mercantili di Roma culminarono con l’assassinio dell’ambasciatore romano Lucio. Roma dichiarò guerra e sconfisse Teuta tra il 229 e il 228 a.C., imponendole dure condizioni che, secondo la storia, la condussero al suicidio.
  • La leggenda di Awilda (V secolo): Principessa dell’isola di Gotland, fu rinchiusa dal padre in una torre sorvegliata da serpenti. Si rifiutò di sposare il vincitore della prova (il principe Alf di Danimarca), fuggì travestendosi da uomo e formò una letale ciurma di sole donne nel Mar Baltico. Ironia della sorte, fu sconfitta proprio dal principe Alf, di cui alla fine si innamorò sposandolo.
  • Jane de Bellville (1300): Divenne piratessa per pura sete di vendetta. Quando i francesi giustiziarono suo marito Oliver IV de Clisson, Jane vendette i suoi averi, acquistò tre navi nere con vele rosse (la Black Feet) e iniziò a massacrare gli equipaggi francesi nello stretto della Manica a bordo della sua ammiraglia My Revenge.
  • Anne Bonny e Mary Read (XVIII sec.): Entrambe figlie illegittime, divennero il terrore dei Caraibi. Anne, nata in Irlanda attorno al 1628, fuggì con il pirata Calico Jack (l’inventore del Jolly Roger). Sulla sua nave conobbe Mary Read, arruolatasi inizialmente fingendosi un soldato uomo. Divennero celebri per il loro coraggio, ma furono catturate nel 1720 ed evitarono l’impiccagione solo perché entrambe dichiararono di essere incinte.
  • Ching Shih (XIX sec.): Da prostituta in un bordello di Canton a regina dei mari. Sposò il temibile Zheng Yi prendendo le redini della Red Flag Fleet. Imponendo codici di legge spietati per chi maltrattava i prigionieri, arrivò a comandare 1.800 navi e 80.000 uomini. Dopo essere stata fermata dai portoghesi nel 1810, si ritirò a Macao aprendo a sua volta un bordello e una casa da gioco. Se vuoi scoprire di più su di lei, leggi l’approfondimento su Madame Ching: la piratessa che mise in ginocchio la Cina.

⚓ Esistono ancora i pirati oggi?

L’epoca d’oro dei bucanieri armati di spada è finita, ma i mari non sono affatto sicuri. La pirateria contemporanea si è trasformata in una complessa rete di criminalità organizzata che sfrutta altissima tecnologia, ostaggi e geopolitica moderna. Scopri di più nella nostra inchiesta dedicata.

Scopri chi sono i pirati moderni e i loro traffici illeciti

Fonte immagine in evidenza: Pixabay | Articolo aggiornato il: 03/05/2026

 

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