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La Domenica delle Palme: perché si chiama così?

La Domenica delle Palme

Nel cristianesimo, la Domenica delle Palme è la domenica che precede la Pasqua e segna l’inizio della Settimana Santa. In questo giorno si ricorda l’insigne ingresso a Gerusalemme di Gesù. Considerata una delle celebrazioni più importanti per i cattolici, la ricorrenza ci offre giorni di commemorazione alternati a momenti di festa e intrattenimento.

L’origine biblica della Domenica delle Palme

La Domenica delle Palme deve il suo nome al racconto dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, narrato nei Vangeli. In particolare, l’episodio, descritto ad esempio nel Vangelo di Matteo (21, 1-11), rimanda a quando il Cristo, sopra un asino, varcò Gerusalemme e la folla lo accolse stendendo mantelli e agitando rami di ulivo e di palma per rendergli onore. La caratteristica “palma” che accompagna questo giorno celebrativo ha, dunque, le sue origini da questa testimonianza.

I simboli e il loro significato

Questa celebrazione è ricca di simboli che ne definiscono il doppio carattere di trionfo e presagio della Passione.

Simbolo Significato nella liturgia
Rami di palma e ulivo Rappresentano il trionfo e l’acclamazione di Gesù come Re e Messia. L’ulivo è anche un antico simbolo di pace.
Colore liturgico rosso Simboleggia il sangue versato da Cristo durante la sua Passione e il suo martirio, che viene proclamato durante la messa.
Lettura della Passione Crea un forte contrasto con la festa iniziale, introducendo i fedeli nel clima della Settimana Santa e del sacrificio di Gesù.

La liturgia: una celebrazione tra festa e Passione

La Domenica delle Palme è chiamata anche “Domenica della Passione del Signore”. La cerimonia prevede, dopo la benedizione iniziale dei rami di ulivo o di palma, la messa con la lettura della Passione di Gesù, tratta dai Vangeli di Marco, Luca o Matteo, a seconda dell’anno liturgico. In questa domenica il sacerdote, al contrario di tutte le altre di quaresima, è vestito di rosso, colore che simboleggia il sangue della Passione e il martirio regale di Cristo. Al termine della messa, l’usanza vuole che i fedeli portino a casa i rametti benedetti.

Le tradizioni popolari dei fedeli

Generalmente i fedeli portano con sé i ramoscelli di ulivo e di palma benedetti per conservarli quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti e persone amiche. L’ulivo rappresenterebbe Cristo stesso che, attraverso il suo sacrificio, diventa strumento per la pace fra gli uomini. Ma cosa fare con i ramoscelli dell’anno precedente? Secondo la tradizione, non devono essere gettati via, ma conservati con rispetto. Molti fedeli li bruciano o li riportano in chiesa, dove verranno usati per produrre le ceneri per il Mercoledì delle Ceneri dell’anno successivo, come spiegato da testate autorevoli come Avvenire.

In molte zone d’Italia, come la Sicilia, con le foglie di palma intrecciate vengono realizzate piccole confezioni addobbate. In Campania, ad esempio, è diffusa la tradizione delle “palme di confetti”, piccole composizioni fatte di rametti decorate con fiori e confetti.

I proverbi legati al clima e alla casa

Sono diversi i proverbi legati a questa domenica, che attingono principalmente a due temi: il clima e la pulizia. Per quel che concerne il clima, il detto popolare vuole che le condizioni meteo di questa domenica e quelle di Pasqua siano opposte. I proverbi più noti, infatti, recitano: “Se non piove il dì delle Palme, pioverà il dì di Pasqua” o “Palma molle, Pasqua asciutta; Palma asciutta, Pasqua molle”. Sulla pulizia, invece, un detto fedele a ogni famiglia recita: “La palma benedetta vuole la casa pulita e netta“, richiamando alle pulizie di Primavera.

Immagine in evidenza: pixabay.com

Articolo aggiornato il: 09/09/2025

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