Lajos Kassák: vita e opere del padre dell’avanguardia ungherese

Lajos Kassák: pensiero ed opere

Tra gli esponenti di maggiore rilievo in Ungheria durante il periodo delle Avanguardie troviamo Lajos Kassák (1887-1967). Figura poliedrica di poeta, scrittore, pittore e redattore, è considerato il padre dei movimenti artistici moderni nel suo paese, un intellettuale che ha saputo fondere l’impegno sociale con una radicale innovazione artistica.

Il ruolo di Lajos Kassák nell’avanguardia

A quale movimento apparteneva Lajos Kassák? Egli non solo aderì all’avanguardia, ma ne fu il principale animatore in Ungheria, guidando il movimento noto come Attivismo (Aktivizmus). La sua autobiografia, Egy ember élete (traducibile come “La Vita di un Uomo”), narra il suo viaggio a piedi verso Parigi, meta agognata da tanti intellettuali dell’epoca. Kassák, proveniente dal movimento operaio, raggiunse la capitale francese in cerca di migliori condizioni di vita e di un fertile scambio culturale, rimanendone tuttavia deluso.

Tornato in Ungheria, divenne un punto di riferimento fondamentale, fondando riviste influenti come “A Tett” (L’Azione) nel 1915 e, successivamente, “MA” (Oggi). Attraverso queste pubblicazioni, introdusse in Ungheria le correnti del Costruttivismo, del Dadaismo e del Futurismo, creando un ponte con la scena artistica internazionale.

Opere e tematiche principali

La produzione di Lajos Kassák è vasta e complessa, spaziando dalla prosa autobiografica alla poesia epica e lirica.

Opera principale Tematiche e stile
Egy ember élete (Autobiografia) Racconto del viaggio a Parigi, la delusione verso la metropoli e la presa di coscienza sociale e artistica.
Maschera di Wagner (Epopea) Scritta durante la Prima Guerra Mondiale, esprime un forte sentimento antimilitarista attraverso immagini sulla tragedia umana.
Poesie come “Alla Gioia” e “Luna” Descrizione della guerra, della distruzione e della condizione dei soldati. La natura è vista come consolatrice o come entità ostile al conflitto.

La poesia contro la guerra: la tragedia nelle trincee

Nel 1915, Kassák scrisse l’epopea della Maschera di Wagner. Pur non potendo mostrare apertamente il suo antimilitarismo, egli, come Ungaretti e molti poeti francesi, rappresenta la guerra con immagini molto forti, con cui sottolinea la tragedia umana dei soldati nelle trincee.

Una delle sue poesie principali è Alla Gioia. All’interno di quest’opera, vengono descritte città ormai lacerate, in cui l’unico odore che si sente è quello dei cadaveri. Vengono inserite figure lavorative del tempo, come fabbri e giardinieri, e vi sono riferimenti storici come la Domenica di Sangue del 1905 a San Pietroburgo.

Un’altra poesia di Kassák è Luna, in cui si legge della luna che discute con una nuvola, facendo riferimento alle condizioni dei soldati. Viene descritta l’immagine di un soldato che vaga nel campo delle trincee, raccogliendo i corpi dei morti e i loro affetti personali. Il soldato vaga interrottamente, fino a che non ritrova il cadavere di suo fratello. Si nota dunque la descrizione di una natura abbastanza ostile nei confronti della guerra. Per Lajos Kassák, infatti, la natura nelle poesie di guerra può essere un qualcosa che consola l’essere umano, ma può anche mostrarsi indifferente di fronte alla tragedia.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

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