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Mito della biga alata di Platone: significato e insegnamento

mito della biga alata

Il Mito della Biga Alata, narrato da Platone nel dialogo del *Fedro*, è una delle più potenti allegorie della filosofia occidentale. Attraverso l’immagine di un carro alato trainato da due cavalli e guidato da un auriga, Platone descrive la complessa natura dell’anima umana, il suo viaggio verso la conoscenza e il suo destino. Inserito in una riflessione su amore, bellezza e ontologia, questo mito è fondamentale per comprendere la sua concezione di anima tripartita e la teoria della reminiscenza.

Il Fedro di Platone: contesto e introduzione al Mito della Biga Alata

Il *Fedro*, scritto intorno al 370 a.C., è un dialogo tra Socrate e il giovane Fedro. Discutendo di amore e retorica, Socrate introduce il Mito della Biga Alata per spiegare la natura dell’anima e il suo rapporto con il mondo sensibile (il mondo fisico) e il mondo intelligibile (il mondo delle idee).

La Biga Alata: la rappresentazione simbolica dell’anima

Nel mito, l’anima è paragonata a una biga alata. Questa immagine rappresenta la natura tripartita dell’anima secondo la concezione platonica, in cui tre forze interagiscono e sono in perenne conflitto tra loro.

Elemento del Mito Parte dell’Anima Descrizione e funzione
L’Auriga Anima Razionale La ragione, l’intelletto. Ha il compito di guidare i due cavalli verso la verità.
Il Cavallo Bianco Anima Irascibile Nobile e obbediente. Simboleggia il coraggio, la volontà e le passioni spirituali che tendono al bene.
Il Cavallo Nero Anima Concupiscibile Ribelle e indisciplinato. Rappresenta gli istinti, i desideri carnali e le passioni che trascinano verso il basso.

L’auriga: la guida dell’anima

L’auriga rappresenta la parte razionale dell’anima, la ragione, che ha il compito di guidare la biga e di tenere a bada i due cavalli, cercando di indirizzarli verso l’alto, verso l’Iperuranio, il luogo della contemplazione delle idee. Il suo compito è arduo, in quanto deve riuscire a bilanciare le forze contrastanti dei due cavalli. In base alla sua capacità di direzionarli, l’auriga determinerà il destino dell’anima stessa.

Il viaggio nell’Iperuranio: il destino dell’anima

Secondo Platone, le anime, prima di incarnarsi, compiono un viaggio nell’Iperuranio, un “luogo non-luogo” al di là del cielo, dove risiedono le idee, forme perfette ed eterne di cui le cose del mondo sensibile sono solo copie. L’Iperuranio è il luogo della verità e del bello più puro.

Mentre le bighe degli dei, trainate solo da cavalli bianchi, ascendono senza difficoltà, le bighe umane faticano. Il cavallo bianco, con la sua indole nobile, tende naturalmente verso l’alto, aiutando l’auriga. Il cavallo nero, al contrario, con la sua natura impulsiva, ostacola l’ascesa, trascinando la biga verso il basso. Se l’auriga non riesce a controllarlo, le ali della biga si spezzano e l’anima precipita.

La caduta e la reincarnazione: reminiscenza e conoscenza innata

Quando l’anima cade, si incarna in un corpo e dimentica le idee che ha contemplato. Tuttavia, non le perde del tutto. Secondo Platone, la vera conoscenza non è apprendimento, ma reminiscenza (o anamnesi): un ricordo delle idee che l’anima ha visto prima di nascere. Più a lungo l’anima è riuscita a rimanere nell’Iperuranio, più chiara sarà la sua conoscenza innata una volta incarnata. L’esperienza nel mondo sensibile serve solo a risvegliare questi ricordi sopiti.

Mito della Biga Alata: interpretazione e significato

Il Mito della Biga Alata è un’allegoria complessa che illustra la concezione platonica dell’anima, divisa tra una componente razionale e una irrazionale (dualismo anima-corpo). Sottolinea l’importanza della ragione come guida delle passioni per raggiungere la saggezza. Inoltre, introduce il concetto di metempsicosi, ovvero la trasmigrazione delle anime, un tema fondamentale della filosofia platonica. Il mito ci dice che la vita umana è una lotta costante per elevare la nostra parte razionale e spirituale al di sopra degli istinti più bassi, in un continuo sforzo verso la conoscenza della verità.

Articolo aggiornato il: 30/08/2025

Fonte immagine di copertina: Wikipedia

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