Mito greco sulla creazione del mondo: dal Caos primordiale a Zeus

Mito greco sulla creazione del mondo

Mito greco sulla creazione del mondo, il poeta Esiodo ci racconta le vicende di Urano, di Cronos e l’arrivo di Zeus

Il mito greco sulla creazione del mondo è stato tramandato dal poeta Esiodo che, con Omero, contribuì a plasmare l’identità culturale dei Greci.

Ogni civiltà antica ha un propria storia sulla nascita dell’universo; le tribù ebraiche ricordano la vicenda di Adamo ed Eva, creati da Dio nel Paradiso Terrestre per poi essere scacciati dopo aver mangiato il frutto proibito oppure, nel caso della mitologia nordica, della mucca Auðumbla che, mentre nutriva il gigante Ymir con il proprio latte,  generò dalla neve Bùri (o Tuisto) leccando il sale sulle primordiali rocce innevate. Costui era il padre di Borr e il nonno di Odino: si trattava della  prima divinità del pantheon vichingo. 

Il mito greco sulla creazione del mondo, la vicenda narrata da Esiodo nella Teogonia

Esiodo racconta la nascita del mondo nella Teogonia, un poema epico che gode della stessa importanza culturale dell’Iliade e dell’Odissea omeriche. Il narratore narra l’esistenza di quattro divinità primordiali: Caos, Gea (la Terra), Tartaro (l’Aldilà) e Eros (la forza che vivifica il cosmo); dal Caos nacque la Notte e a sua volta si generò il Giorno. Nel frattempo anche Gea generò diversi figli: Urano (il Cielo), le Montagne e Ponto (il Mare). Urano e Gea costituirono la prima coppia mitica.

Secondo il parere dello studioso di  poesia ellenistica e cultura folkloristica antica Emanuele Lelli, nell’Enciclopedia Treccani, la scelta della coppia Urano-Gea ha un particolare significato legato alle origini del mondo greco dalla cultura indoeuropea originaria: i Greci condividevano le stesse radici etno-culturali degli Italici, dei Galli, dei Germani e degli Slavi con i Persiani e gli Indoariani.

“In Grecia l’accostamento delle due divinità è stato spiegato anche come punto di arrivo del lungo processo di sovrapposizione tra le due visioni della religiosità proprie delle genti mediterranee da una parte, e degli indoeuropei dall’altra. Le prime, che abitavano la penisola greca in tempi remotissimi, privilegiavano i culti della terra legati ai lavori agricoli e le divinità femminili; i secondi, che a più riprese sono scesi in Grecia dall’Europa del Nord, in quanto nomadi adoravano l’unico elemento naturale a loro sempre presente: il cielo.”

Gea e Urano generarono diversi figli di notevoli dimensioni: i Titani (sei giganti antropomorfi come Oceano, Ceo, Crio, Iperione, Giapeto e il capo Crono), le Titanidi (controparti femminili dei precedenti ossia Teia, Rea, Teti, Mnemosine, Febe e Temi), i Ciclopi (mostruosi giganti con un solo occhio ossia Bronte, Sterope e Arge; mentre Polifemo non rientra in questa generazione di Ciclopi in quanto figlio di Poseidone assieme agli altri simili abitanti dell’isola dove Ulisse approdò) e i Ecatonchiri (giganti da cento braccia, ossia Cotto, Gie e Briareo). 

Lo scontro tra Urano e Crono: il primo scontro padre-figlio del mondo mitico greco

Urano temeva di perdere il potere per colpa dei figli, così decise di rinchiuderli in una prigione nel ventre materno. Allora Gea, arrabbiata col marito, realizzò una falce di metallo e chiese ai figli chi volesse spodestare il padre castrandolo. Soltanto Crono si offrì volontario e riuscì ad evirare il padre con l’aiuto di Gea, la quale attirò Urano con l’inganno. Lo stesso Esiodo racconta che dai genitali di Urano, caduti nelle acque marine nei pressi dell’Isola di Citerea, si formò una misteriosa spuma marina. La dea Afrodite (Venere per i Romani) nacque da questa schiuma marina, ella si spostò sull’Isola di Cipro dove divenne una divinità principale del luogo (nonostante Omero affermi che Afrodite sia sempre una figlia di Zeus). 

Successivamente Urano, spodestato dal figlio Crono, preannunciò che anche il figlio avrebbe perso il potere nel suo stesso modo; così il feroce Crono decise di divorare tutti i figli generati dalla titanide Rea (sua sposa e sorella); così  Era, Poseidone, Ade, Demetra ed Estia furono mangiati dal crudele padre nonostante la loro tenera età.

La Titanomachia, Zeus sconfisse Crono e liberò i suoi fratelli

Nel frattempo, Rea nascose l’ultimogenito Zeus a Creta mentre il padre divorò una pietra avvolta da soffici veste per simulare un neonato. Sull’isola del Mar Egeo, Zeus era stato nutrito dal latte della  capra Amaltea mentre la ninfa Adastrea si preoccupò di accudirlo. Divenuto adulto, il giovane dio decise di sfidare il padre per sottrargli il potere; così avvenne lo scontro finale. Zeus sconfisse Crono obbligandolo a vomitare i fratelli e le sorelle; poi liberò Bronte, Sterope e Arge dalla prigionia e questi, per dimostrare la propria gratitudine,  forgiarono la folgore, l’arma prediletta dal dio.

 Esiodo narra  le vicende della Titanomachia, la grande battaglia che vide contrapposto Zeus, aiutato dai fratelli Poseidone e Ade e dalle sorelle Era, Demetra ed Estia, dai Ciclopi e dai Ecatonchiri, contro Crono e gli altri Titani. La leggenda popolare entrata nella poesia afferma che questi ultimi osarono risalire l’Olimpo macchiandosi di superbia. Dopo dieci anni di dura lotta, l’ultimogenito di Crono  sconfisse il padre e i Titani rinchiudendoli nel Tartaro.

Successivamente gli dei  divisero tra loro “i ruoli di competenza”: Zeus divenne il signore della Terra e del Cielo, Poseidone il dio del mare, Ade quello degli Inferi, Era la sposa reale mentre Demetra era la dea della fertilità e Estia la dea della casa e del focolare domestico. Zeus ed Era concepirono due divinità fondamentali nel pantheon greco; Ares (dio della guerra), Efesto (il fabbro degli dei), gli altri figli di Zeus nacquero da unioni extraconiugali dello stesso Padre degli Dei con altre ninfe o dee. 

Fonte immagine di copertina: Pixabay (immagine senza copyright).

A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Lettere Moderne presso l'Universitá Federico II di Napoli il 23 febbraio 2022 e giornalista iscritto all'ordine regionale dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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