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Monumenti di Roma. Dieci tra gli irrinunciabili siti da visitare

Monumenti di Roma. Dieci tra gli irrinunciabili siti da visitare

Roma: la città eterna. Splendore artistico e culturale. Trionfo dell’antichità nella modernità. Famosa in tutto il mondo per l’intramontabile bellezza del suo centro storico, simbolo di una potenza di titaniche dimensioni e testimonianza di un glorioso passato imperiale. Roma pullula di meravigliosi monumenti architettonici, scultorei e pittorici, e qualunque visitatore o turista non può evitare di subirne l’intero fascino. I monumenti di Roma sono innumerevoli, ma è ovviamente impensabile visitarli tutti approfittando di un breve soggiorno o vacanza nella grandiosa città. Occorrerà effettuare una selezione di ciò che si preferisce ammirare la prima volta, ripromettendosi di tornare per donare giusto merito a una città di tale importanza per fascino, splendore e storia. Aiuta sicuramente sapere che molti dei più famosi siti visitabili sono vicini gli uni agli altri, concentrati abbastanza da non dovervi rinunciare. Ma vediamo nel dettaglio cosa offre l’“urbs magna” quale autentico museo a cielo aperto.

Monumenti di Roma. Dieci meraviglie selezionate

«Il Colosseo di giorno, al chiaro di luna, a lume di torcia e con ogni sorta di luce è quanto di più stupendo e terribile» (Charles Dickens)

Ebbene, una prima irrinunciabile tappa del tour romano concerne senz’altro il monumentale simbolo della città stessa agli occhi dell’Italia e del mondo intero: il Colosseo. Le parole dello scrittore britannico esprimono l’immensa ammirazione provata di fronte alla colossale meraviglia, affascinante al crepuscolo, straordinaria di giorno. Battezzato con il nome “Anfiteatro Flavio”. La sua costruzione fu iniziata da Vespasiano nel 71-72 d.C. e inaugurato da Tito nell’80 d.C. L’altezza attuale raggiunge i 48,5 mt, ma originariamente arrivava a 52 mt. Solo successivamente, in età medievale, il termine “Colosseo” giunse a identificarlo così come oggi è conosciuto. Tale nome è sì legato alle mastodontiche dimensioni dell’opera architettonica, ma fa anche riferimento al Colosso di Nerone, una statua in bronzo raffigurante l’ex imperatore, posizionata proprio vicino al monumento, ora inesistente. Nel Colosseo i romani trovavano svago e diletto assistendo agli spettacoli dei gladiatori e a rappresentazioni di drammi mitologici. Nel 1980, insieme a tutto il centro storico, fu inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO, e nel 2007 inserito fra le Nuove sette meraviglie del mondo.

La visita al Colosseo va senza dubbio completata con una ai Fori Imperiali e al Foro Romano. I primi costituivano nell’antichità una serie di cinque piazze monumentali cittadine, dove sorgevano gli edifici pubblici, si teneva il mercato e si sbrigavano affari. Furono costruiti in anni diversi nell’arco di un secolo e mezzo, dal 46 a.C. al 113 d.C. Di essi non fa parte invece il Foro Romano, la vecchia piazza repubblicana, per secoli centro politico, religioso ed economico della città. Caduto l’Impero, anche il Foro Romano cadde nell’oblio e poco a poco sotterrato. Solo nel XX° furono iniziati gli scavi per riportare in auge il suo nostalgico splendore antico. Affascinante passeggiarci ammirandone le rovine che ancora sussurrano bellezza e potenza.

Colosseo e Fori Imperiali si connettono tramite la monumentale via a Piazza Venezia, da cui si dipana la famosa via del Corso, arrivando dritta a Piazza del Popolo. Piazza Venezia è resa nota dalla presenza architettonica del Vittoriano, il maestoso memoriale dedicato al re Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia. Tutt’oggi luogo di solenni cerimonie pubbliche, come le celebrazioni per la Festa della Repubblica il 2 giugno. Il Vittoriano fu progettato dagli architetti Ettore Ferrari e Pio Piacentini, ispiratisi ai grandi santuari ellenistici, come l’Altare di Zeus a Pergamo e il Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina. Costruito dal 1885 al 1935, è impropriamente detto “Altare della Patria”; capiamo il perché.

Nel 1921 fu tumulato sotto la statua della dea Roma nel Vittoriano il Milite Ignoto: un soldato morto nel corso della Prima Guerra Mondiale, la cui identità resta sconosciuta a causa delle gravi ferite che hanno reso irriconoscibile il corpo. Da allora l’espressione “Altare della Patria” ha cominciato a indicare non solo il luogo della sepoltura del soldato, personificazione di tutti i caduti e i dispersi in guerra, ma l’intera struttura, grazie al forte sentimento popolare per il simbolico Milite. Immancabile dunque la visita presso un sito che si veste di orgoglio nazionale e patriottismo, e suggestivi saranno gli scatti fotografici.

The next stop: Pantheon. Espressione della gloria di Roma, fu fondato tra il 25 e il 27 a.C. da Agrippa, come tempio dedicato agli dei e al sovrano vivente. Lo stesso nome deriva dal greco che vuol dire “tutti gli dei”. Tradizionalmente si ritiene che l’edificio attuale sia frutto della ricostruzione promossa da Adriano tra il 120 e il 124 d.C. Solo a partire dal VII° il luogo di culto pagano fu convertito in basilica cristiana. Il Pantheon affascina per la perfezione e la simmetria tipicamente classiche, con la costruzione di un edificio circolare alto quanto il suo diametro. Dentro riposano le salme di alcuni grandi della storia italiana, come lo stesso Vittorio Emanuele II di Savoia e il pittore rinascimentale Raffaello Sanzio.

A pochi passi dal Pantheon ci si imbatte in uno dei monumenti romani che più rivaleggia con il Colosseo per la sua fama non solo nazionale ma estera: la Fontana di Trevi. Uno degli esempi più emblematici di arte barocca a Roma, l’enorme fontana occupa l’intera piazza. Fu iniziata da Nicola Salvi – che vinse il concorso nel 1731 indetto da papa Clemente XII –  nel 1732 e completata trent’anni dopo da Giuseppe Pannini. Alimentata da uno dei più antichi acquedotti romani, quello dell’Aqua Virgo (Acqua Vergine), raffigura Oceano mentre incede su un cocchio a forma di conchiglia trainato da due cavalli alati, soprannominati rispettivamente “cavallo agitato” (quello di sinistra) e “cavallo placido” (quello di destra), in riferimento agli analoghi momenti del mare a volte calmo e a volte burrascoso. La magia della splendida composizione scultorea insieme al fascino della leggenda rendono il sito uno dei più fotografati dai turisti, immortalando soprattutto il celebre lancio della monetina, che non sta a simboleggiare la fortuna che arride, quanto piuttosto l’augurio a ritornare nella città eterna: ci si pone di spalle alla fontana e si lancia una moneta all’indietro, senza voltarsi finché la stessa non giungerà a fondo. Il monumento è inoltre protagonista di una delle scene più famose del cinema italiano e mondiale: in La dolce vita di Federico Fellini (1960) Anita Exberg comincia ad immergersi nella fontana camminandoci, invitando Marcello Mastroianni a fare lo stesso.

Monumenti di Roma. La rassegna continua…

A pochi minuti da Fontana di Trevi è possibile raggiungere a piedi la maestosa Piazza Navona, una delle più grandi e famose dell’urbe. Costruita dalla famiglia Pamphili per volere di papa Innocenzo X, con la forma tipica di uno stadio. La piazza colpisce per le mirabili opere architettoniche e scultoree. La chiesa di Sant’Agnese in Agone, progettata da Francesco Borromini, e le tre affascinanti fontane: Fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini, rappresentante i quattro fiumi Danubio, Gange, Nilo e Rio della Plata (simbolicamente i quattro angoli della Terra). Poi Fontana del Moro di Giacomo della Porta e ritoccata dal Bernini, e Fontana del Nettuno di Gregorio Zappalà e Antonio della Bitta. Trionfo di bellezza e simbologia.

Attraversando il Tevere è possibile poi raggiungere il cuore di Roma, dell’Italia e della cristianità cattolica: la Basilica di San Pietro. Tecnicamente fuori dai confini italiani, in quanto ci si trova in Città del Vaticano, un piccolissimo Stato, sede del Pontefice. La basilica è un’opera architettonica d’imponenza e prestigio, simbolo dello Stato del Vaticano. Si staglia sulla maestosa Piazza San Pietro, ornata dal perfetto colonnato di Gian Lorenzo Bernini e dall’imponente Cupola alta 133 mt, emblema della stesa basilica e tra i simboli più prestigiosi e pittoreschi dell’intera città di Roma: come sfuggire al fascino emanato dal “cupolone” di sera illuminato e osservato dalla magica Trastevere o dalla terrazza del Pincio a Villa Borghese! Oltre alla bellezza architettonica, la Basilica di San Pietro affascina per lo splendore delle opere d’arte che ne adornano gli interni: si pensi alla famosa Pietà di Michelangelo, sita nella prima cappella a destra, armonica e candida scultura forte simbolo del cristianesimo cattolico.

«Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un’idea apprezzabile di cosa un uomo solo sia in grado di ottenere» (Johann Wolfgang von Goethe)

Così si esprime lo scrittore tedesco in merito ad una delle più grandiose meraviglie che adornano la Basilica di San Pietro: la Cappella Sistina. Dedicata a Maria Assunta in Cielo, rappresenta uno dei più famosi tesori culturali e artistici della Città del Vaticano. Fu costruita tra il 1475 e il 1481 circa, all’epoca di papa Sisto IV della Rovere, da cui trae nome. Deve la sua fama mondiale non solo per essere luogo sede di conclave e altre cerimonie ufficiali del Papa, ma anche e soprattutto per essere decorata con una delle opere d’arte più conosciute e osannate dell’arte occidentale, gli affreschi di Michelangelo Buonarroti, come il celebre Giudizio universale. Le pareti sono inoltre testimoni di ulteriori serie di affreschi di alcuni dei più grandi artisti italiani della seconda metà del Quattrocento, da Sandro Botticelli a Pinturicchio e altri. Un museo nel più ampio museo della città eterna, come eterno è lo splendore con cui le opere adornano una tra le più maestose basiliche al mondo.

Altra meta irrinunciabile è senza dubbio la colorata Piazza di Spagna. Con la scalinata di Trinità dei Monti, è una delle più famose piazze di Roma. Deve il suo nome al palazzo di Spagna, sede dell’ambasciata dello stato iberico presso la Santa Sede. Piazza di Spagna raccoglie diverse opere d’arte, un concentrato di attrazioni e monumenti, che la rendono tra le piazze più eleganti di Roma. Al centro vi è la famosa Fontana della Barcaccia, risalente al primo periodo barocco e scolpita da Pietro e Gian Lorenzo Bernini. All’angolo destro della scalinata sorgeva la casa del poeta inglese John Keats, oggi trasformata in un museo dedicato alla sua memoria e a quella dell’amico Shelley. All’angolo sinistro compare invece la Sala da tè Babington’s fondata nel 1893. Ancora la Statua del Babuino, una delle sei statue parlanti di Roma (una serie di statue su cui fin dal XVI° i Romani affiggevano e affiggono messaggi anonimi, con critiche e componimenti satirici contro i governanti). La statua raffigura un sileno giacente (personaggio mitologico greco corrispondente al dio Dioniso) su una base rocciosa, chiamato dai romani “babbuino” perché brutto e deforme tale da essere paragonato a una scimmia. O probabilmente il termine è una variante fonetica del popolare “babbione”, derivante dal latino con accezione di “vecchio cialtrone, imbecille”.

Piazza di Spagna deve la sua particolare bellezza anche ai colorati fiori che ne adornano la scalinata, ottimo spunto per caratteristici e vivaci scatti fotografici. È inoltre, insieme a Trastevere, uno dei luoghi cardini della vita notturna, pullulando di giovani e turisti seduti sui gradoni della scalinata intenti a gustare un gelato o divorare un panino con porchetta d’Ariccia, proponendo un assaggio di uno tra gli innumerevoli e gustosi sapori della città. Con l’attrattiva alle stelle, non è un caso poi che griffe d’alta moda del calibro di Gucci, Bulgari e Valentino abbiano scelto di posizionare i loro prestigiosi marchi proprio di fronte alla piazza nella famosa via Condotti, il paese delle meraviglie per gli amanti dell’alto shopping!

Si dovrà nuovamente attraversare il romantico Tevere per giungere a visitare uno dei siti più suggestivi che si erge sul Lungotevere: Castel Sant’Angelo. Voluto dall’imperatore Adriano nel II° d.C. come mausoleo per sé e la sua famiglia, quest’imponente costruzione cilindrica eretta sulla sponda destra del Tevere, si trova a poca distanza dal Vaticano, collegato ad esso attraverso il corridoio fortificato del “passetto”, usato più volte come via di fuga da attacchi nemici.

Proprio in virtù di tale vicinanza al Vaticano, il Castello fu trasformato dai papi in fortezza. Deve il suo nome all’Arcangelo Michele, apparso a papa Gregorio Magno durante la terribile pestilenza che nel 590 d.C. affliggeva Roma, e per allontanare la quale venne organizzata una solenne processione. Quando questa giunse in prossimità della Mole Adriana, il papa ebbe la visione dell’Arcangelo Michele che rinfoderava la sua spada, interpretandola come segnale celeste preannunciante la fine dell’epidemia, che avvenne. L’Arcangelo viene raffigurato nella maestosa statua che svetta sul torrione. Una costruzione colma di fascino e prestigio, immersa in una location suggestiva, soprattutto se illuminata dalle luci della sera che ne offrono uno spunto ancor più magico.

Ultimo, ma non per importanza, uno dei siti romani che godono di maggiore fascino, offrendo a turisti e visitatori la vista mozzafiato sulla capitale: il Pincio. È un colle di Roma sito a nord del Quirinale e guarda sul Campo Marzio, con diverse ville e giardini. In cima si gode un ampio panorama su Piazza del Popolo, spaziando a nord sulla Cupola di San Pietro e Gianicolo, a sud sui grattacieli dell’Eur. L’architetto Giuseppe Valadier elaborò un progetto, perfezionato dai francesi durante la loro breve occupazione, quello di fare del colle pinciano un giardino pubblico destinato a dare spazio e respiro al popolo romano, che da secoli viveva ammassato sulle rive del Tevere. Valadier unì il colle più bello della città alla Porta Flaminia e a Piazza del Popolo in un unicum neoclassico, superando la pendenza tra il livello della piazza e il sommo del colle con il delicato disegno dei due tornanti che salgono convergendo a metà della collina dal lato orientale della piazza verso la vasta terrazza panoramica dedicata a Napoleone I, con un viale in falsopiano, Viale Gabriele D’Annunzio, che sfiora i bassorilievi, la fontana, fino alla terrazza.

Alla Passeggiata si può accedere dalle rampe che si dipartono da Piazza del Popolo, dal Viale di Villa Medici che la collega con la scalinata e la Chiesa di Trinità dei Monti, dal Viale delle Magnolie e dal cavalcavia sul Muro Torto che lo collega dal 1908 a Villa Borghese. Una sosta irrinunciabile, dove è possibile godere anche di spettacolari tramonti, prima di rimettersi in cammino, passeggiando lungo i romantici viali di Villa Borghese e magari fermarsi ad ammirare i talenti degli artisti di strada che la popolano.

E per dirla con le parole di Marco Aurelio ne Il Gladiatore: «C’è stato un sogno una volta che era Roma». Sì. Un sogno che tutt’oggi continua a scoccare frecce nei cuori innamorati, per niente immuni dal subirne l’incantevole fascino.

 

Foto in evidenza: pixabay.com

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