Proverbi indiani: 5 tra i più famosi

Proverbi indiani: 5 tra i più famosi

Le tradizioni dell’India sono molto legati alla spiritualità e al misticismo, aspetti che hanno sempre avuto un ruolo primario nella società indiana. Come riflesso della cultura, anche i proverbi indiani sono lo specchio di una moltitudine di popoli e credenze che si sono mescolate, apportando influenze arabe, inglesi, portoghesi e altre ancora.

La cultura indiana è una delle più antiche del pianeta: si pensi che i Veda indiani, gli antichi testi sacri, si collocano tra il 2000 e il 5000 a.C. Il popolo indiano è composto da circa un miliardo di persone che differiscono per lingua, musiche, danze, stili e tradizioni. In ciascuna regione del continente le tradizioni sono diverse ma ovunque sono radicate sul territorio e costituiscono una vera e propria ricchezza.

Ecco alcuni dei più famosi proverbi indiani

I proverbi sono rappresentazioni caratteristiche dei modi di pensare di un luogo e delle persone che lo abitano, come se fossero portatori delle loro idee e dei loro concetti. Sono forme di espressione semplici e concise, a volte facili da comprendere, altre volte quasi incomprensibili se ci si ferma al significato letterale.

Di seguito alcuni proverbi indiani che esprimono bene i valori e le credenze di questi popoli.

Ci sono sempre mille soli al di là delle nuvole.

Una frase speranzosa che trova facilmente un equivalente in italiano e in altre lingue. Equivale a “Dopo una salita c’è sempre una discesa” oppure “Dopo un temporale arriva l’arcobaleno”.  Questo proverbio è comune a molte culture perché riguarda un concetto universale; le ingiustizie che ci capitano nella vita di tutti i giorni non possono essere giustificate e quindi l’uomo cerca un modo per accettarle, immaginandosi che anche loro giochino un ruolo in un piano più grande. Per questo motivo, alla sofferenza dell’oggi seguirà un domani più lieto. Questo proverbio indiano ha anche ispirato il libro “Mille Soli” (2000) di Dominique LaPierre. Nelle pagine di questo libro si alternano volti ed episodi che metaforicamente sono i mille soli che illuminano l’esistenza dello scrittore e che finiscono per accrescere la sua fede nell’uomo.

Una cosa da poco fa spesso gran fracasso: dell’oro il suono è fioco, ma la latta che chiasso!

Questi due versi in rima sono in realtà un proverbio molto simile al nostro “Nella botte piccola c’è il vino buono”. Metaforicamente si intende che qualcosa dalle scarse potenzialità e apparentemente insignificante può avere qualità importanti che sono difficili da comprendere se ci si ferma a una poco attenta osservazione. Eppure, spesso sono proprio le cose – o le persone – da cui meno ci sia aspettano grandi cose, ad avere grandi potenzialità.

Non esiste albero che il vento non abbia scosso

Si tratta di un proverbio che affronta il tema delle avversità della vita. Con grande saggezza il proverbio ci ricorda che le avversità colpiscono tutti e che sono inevitabili perché fanno parte del percorso della vita. Per gli indiani il rimuginare sulle situazioni porta all’esaurimento della propria forza vitale ed è del tutto inutile. La saggezza di questo popolo si può riassumere nelle Quattro Leggi della Spiritualità. Queste Leggi affermano che tutto ciò che accade si verifica per un motivo ben preciso: spingerci verso l’evoluzione. Le leggi recitano che:

  • La persona che arriva è la persona giusta. Ognuno può donarci qualcosa, nel bene o nel male.
  • Quello che succede è l’unica cosa che sarebbe potuta accadere; quindi, è controproducente “piangere sul latte versato”.
  • Il momento in cui avviene (tutto) è il momento giusto. Non bisogna sedersi e aspettare ma è il momento giusto proprio per agire.
  • Quando qualcosa finisce, finisce. Ogni fine è un nuovo inizio; ci sono sempre mille soli al di là delle nuvole.

L’albero non nega la sua ombra nemmeno al boscaiolo

Questo proverbio è molto saggio e rivela solidarietà e fraternità, concetti comuni e condivisi da molte religioni e culture filosofiche. La generosità d’animo è spesso rivolta anche a chi fa del male. Traslando questo concetto su noi stessi possiamo affermare che non bisogna fare del bene per ricevere del bene ma perché è una missione di vita. Per questo motivo questo proverbio potrebbe essere tradotto come una sorta di invito a “porgere l’altra guancia”.

Se desideri di essere felice, devi desiderare di vedere felici gli altri

Le vie della felicità sono tante ma una di queste è sicuramente svolgere delle buone azioni verso gli altri e non essere invidioso della felicità altrui, né desiderarla con invidia. Anche la felicità personale infatti risente dell’influenza degli altri ed è più facile stare bene con se stessi e con il mondo quando si è circondati da persone felici. Questa è una delle vie per ottenere la gioia.

Fonte immagine: Flickr

A proposito di Federica Grimaldi

Ventenne appassionata di arte e letteratura. Entra a far parte del team di Eroica per dedicarsi alla stimolante attività della scrittura.

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