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24 frasi latine famose e la loro traduzione | Eroica Fenice

24 frasi latine famose e la loro traduzione, chi l’ha detto che il Latino è una lingua morta?

Frasi latine famose, le 24 che non puoi non conoscere!

Erroneamente il Latino viene definito una lingua morta. Ma quando è morto il Latino? E, soprattutto, chi l’ha detto che è morto? Nulla di più falso. Il Latino è la lingua più parlata del mondo. Certo, non quello di Cicerone, ma quello che parliamo ogni giorno, con le sue trasformazioni storiche: quello delle lingue neolatine, o romanze. Il Latino è un dispositivo della memoria culturale, come versatile interfaccia multilingue, come ponte tra le culture. Conoscere il Latino significa comprendere meglio il presente in quanto figlio di un passato, conoscere una lingua le cui parole raccontano una civiltà, l’evoluzione umana, la cultura di un popolo. Il Latino è una lingua viva, perché vive nelle lingue che parliamo. E non solo nelle sue evoluzioni. Sono tante le parole, le espressioni latine che, ancora oggi, infatti, sopravvivono nel parlato di tutti i giorni. Queste sono le nostre 24 frasi latine famose preferite, con traduzione e spiegazione.

Frasi latine famose, le nostre preferite 

Ad maiora/A cose più grandi. Cominciamo la nostra carrellata di citazioni latine famose con una locuzione utilizzata come formula di buon auspicio, augurando che l’obiettivo raggiunto sia un primo passo verso cose più grandi.

Carpe diem/Cogli l’attimo. Tratta dalle Odi del poeta latino Orazio, letteralmente significa Cogli il giorno ed è un invito a godere in maniera equilibrata le gioie della vita, cercando di coglierne ogni sfumatura godibile. Questa è una di quelle frasi famose in latino da tenere sempre a mente.

Melius abundare quam deficere/Meglio abbondare che scarseggiare. Locuzione di origine incerta, secondo la quale, piuttosto che rischiare di non raggiungere la giusta misura, è preferibile eccedere e superarla. Questa è una delle frasi latine famose più utilizzate

Alea iacta est/Il dado è stato tratto. Pronunciata, a torto o a ragione, secondo Svetonio da Cesare nel passaggio del Rubicone con i suoi soldati in marcia verso Roma, indica il raggiungimento di un punto di non ritorno, che ormai si è compiuto un passo decisivo, che non si può più tornare indietro.

Homo quisque faber ipse fortunae suae/Ogni uomo è artefice della propria fortuna. Attribuita ad Appio Claudio Cieco, sottolinea la capacità dell’uomo, in quanto animale razionale, di creare mezzi per adeguare e trasformare la realtà secondo le sue esigenze.

Mens sana in corpore sano/Mente sana in un corpo sano. Locuzione tratta dalle Satire di Giovenale, secondo cui l’uomo dovrebbe aspirare a due beni soltanto: la sanità dell’anima e la salute del corpo. Con il passare del tempo, l’espressione è stata intesa con il significato che corpo e anima debbano svilupparsi insieme e che vadano esercitati entrambi per assicurarsi il benessere.

In medio stat virtus/La virtù sta nel mezzo. Derivata da alcune frasi dell’Etica Nicomachea di Aristotele, afferma la necessità o la convenienza della moderazione, dell’equilibrio, o come invito a evitare gli eccessi.

Mater semper certa est, pater numquam/La madre è sempre certa, il padre mai. Massima di esperienza, secondo la quale se è facile individuare la madre di un soggetto, la ricerca della paternità è spesso difficile, e, in qualche caso, impossibile. Espressione usata spesso in senso ironico.

Omnia munda mundis/Tutto è puro per i puri. Tratta dal Nuovo Testamento: nell’Epistola a Tito, San Paolo intende sottolineare che chi agisce con innocenza e in maniera avveduta non vede il male neppure in situazioni che ne potrebbero avere l’apparenza.

Audentes fortuna adiuvat/La fortuna aiuta gli audaci. Parole che Virgilio fa pronunciare a Turno ai suoi uomini, nell’esortazione ad attaccare Enea. Invita ad essere coraggiosi in ogni tipo di evento, anche il più terribile ed imprevisto, poiché la sorte è dalla parte di coloro che osano, nonostante i rischi. 

Coram populo/Davanti al popolo. Locuzione avverbiale, che significa pubblicamente, alla presenza di tutti. Questa frase in latino si usa per indicare una notizia comunicata alla totalità degli interessati o a un vasto pubblico.

Excusatio non petita, accusatio manifesta/Una scusa non richiesta è una palese ammissione di colpa. Riferita a persone che si giustificano senza che nessuno le abbia accusate o che cercano di dimostrare la loro innocenza anche se nessuno sostiene ufficialmente che siano colpevoli. Queste persone, in qualche modo, fanno pensare che siano realmente colpevoli di qualcosa. 

Per aspera ad astra/Attraverso le difficoltà (si arriva) alle stelle. L’espressione nasce forse riferita ad Eracle, eroe mitologico, che si guadagna il cielo attraverso un cammino assai difficoltoso. Il senso moderno della locuzione è che, spesso, la strada che conduce al successo è piena di difficoltà e ostacoli.

Ipse dixit/Lui lo ha dettoLocuzione molto antica, che sembra usassero i pitagorici per segnalare alcune affermazioni fatte dal loro maestro Pitagora. Si consolida poi nel Medioevo riferita ad Aristotele. Oggi significa: l’ha detto lui e non si discute e viene riferita ad un’altissima autorità riconosciuta da tutti (o, ironicamente, a qualcuno che non conta niente)

Frasi latine famose, insegnamenti di vita dalla Urbs

Di frasi belle in latino ce ne sono davvero tante, continuiamo quindi senza indugio la nostra lista delle migliori.

Mala tempora currunt (sed peiora parantur)/Corrono tempi cattivi (ma se ne preparano di peggiori). Una delle citazioni in latino più conosciute. Espressione ciceroniana relativa ai tempi tumultuosi del finire della repubblica romana,  con cui si lamenta la tristezza del periodo in cui si vive o le difficoltà di determinate circostanze. 

Mors tua vita mea/Morte tua vita mia. Tale locuzione, probabilmente pronunciata dai gladiatori prima di entrare nell’arena, si usa quando in una competizione ci può essere un solo vincitore, quando il fallimento di uno costituisce requisito indispensabile per il successo di un altro. Viene anche comunemente usata per descrivere un comportamento connotato da caratteri opportunistici.

Ubi maior minor cessat/Dove vi è il maggiore, il minore decade. Espressione latina che, nella maggior parte dei casi, serve a indicare come, in un rapporto di forza, il più debole debba cedere di fronte al più forte. Per estensione, viene anche impiegata per giustificare la scelta di un’esigenza maggiore rispetto a una minore.

Non plus ultra/Non più oltre. Si dice che queste parole fossero scritte sulle colonne d’Ercole per indicare che al di là non si potesse andare perché il mare era ignoto. oggi, invece, tale espressione si usa per dire che non c’è niente di meglio.

Panem et circenses/Pane e giochi del circo. Tra le locuzioni latine famose con cui Giovenale, nelle Satire, alludeva a un meccanismo di potere influentissimo sul popolo romano: era la formula del benessere popolare e quindi politico. Uno strumento in mano al potere per far cessare i malumori delle masse. Viene usata, ironicamente, o in senso polemico, in riferimento a metodi politici bassamente demagogici.

Risus abundat in orae stultorum/Il riso abbonda sulla bocca degli stolti. Proverbio latino non classico, spesso citato per biasimare chi ride troppo e a sproposito. 

Veni vidi vici/Venni vidi vinsi. Frase con cui, secondo la tradizione, Giulio Cesare annunciò la straordinaria vittoria nel 47 a.C. nel Ponto. Oggi è usata, spesso ironicamente, per indicare un’impresa compiuta con un successo totale, rapido e senza grosse difficoltà. 

Do ut des/Do perché tu dia. Espressione derivata dal Diritto Romano, che si usa a proposito di favori che si fanno nella previsione di ricevere adeguato contraccambio. Tra le frasi latine sulla vita questa è tra quelle sempre attuali.

Repetita iuvant/Le cose ripetute giovano. Sentenza latina di incerta origine che si pronuncia spesso per affermare l’utilità di ripetere una raccomandazione, un precetto, un ammaestramento.

Lupus in fabula/Il lupo nel discorso. Chiudiamo la nostra rassegna di frasi in latino famose con un modo proverbiale usato al sopraggiungere di una persona di cui si stava appunto parlando, o a cui si alludeva. L’espressione è comunemente riferita alla frequenza del lupo nelle favole esopiane. In verità, essa si trova in Terenzio, Plauto e Cicerone per indicare il fatto che il sopraggiungere di una persona tronca il discorso che si stava facendo, con allusione alla credenza che quando qualcuno è visto per primo dal lupo, perde la favella. 

Queste sono le nostre 24 frasi latine famose, e le tue?

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