Santa Filomena di Giuseppe Bezzuoli: la giovane martire

Santa Filomena di Giuseppe Bezzuoli

Santa Filomena di Giuseppe Bezzuoli mostra il ritratto di una giovincella che, alla tenera età di 13 anni, abbraccia il volto il Dio giurando eterna fedeltà e devozione, a costo della sua stessa vita. Il rapporto tra la fanciulla e Dio è senza tempo, di estrema fiducia al punto tale da non recare alcun timore a Filomena, neanche nell’istante in cui dovette subire le più tremende torture.

Biografia di Giuseppe Bezzuoli

Giuseppe Bezzuoli nacque a Firenze nel 1784, nel periodo del Neoclassicismo. A 12 anni si iscrive all’Accademia di belle arti di Firenze e successivamente si trasferisce a Roma per lo studio dei classici, in particolare Raffaello. In opere come L’arcivescovo di Reims che dà il battesimo a Clodoveo vediamo l’allontanamento di Bezzuoli dal classicismo per abbracciare i tratti del romanticismo, quali soggetti medievali ed espressioni dilaniate dalla drammaticità. In questo periodo della sua vita Bezzuoli realizza ritratti su commissione, fonte principale di guadagno non soltanto per lui, ma anche degli altri artisti di quel tempo. Morì il 13 settembre 1855 e venne sepolto nella Basilica di San Miniato al Monte, edificio religioso di Firenze.

La storia di Santa Filomena

Il contesto storico che racconta dell’affascinante fanciulla di nome Filomena risale intorno all’anno 300 d.C.  . Ella era figlia di un re greco convertitosi al cristianesimo, e sin da giovane fece il voto di castità, rimanendo vergine e vivendo con l’intenzione di dedicarsi a Dio per tutta la sua vita. Il suo sogno religioso, tuttavia, non procederà ancora a lungo e né troverà un vero e proprio adempimento. L’imperatore romano Diocleziano sarà colui a distruggere la vita della povera Filomena: egli volle d’un tratto la guerra con il padre della figlia, nonché re, e codesto avvenimento causò dei seri problemi. Quando il re portò la sua famiglia a Roma per contrattare la pace, l’imperatore Diocleziano, alla vista della bellezza di Filomena, finì per innamorarsene. Ella, avendo fatto voto alla castità rifiutò l’imperatore, ed a causa di tale motivo fu soggetta a diversi tipi di torture, per poi essere condannata alla decapitazione. Gli ultimi momenti antecedenti la morte sono rappresentati nel dipinto Santa Filomena di Giuseppe Bezzuoli, in un estetismo che richiama la magnificenza e ilarità della ragazza, e allo stesso tempo la demoralizzazione, alleviata dalle preghiere che lei pone a Dio, unica fonte di salvezza e di pace.

Santa Filomena di Giuseppe Bezzuoli: la fedeltà a Dio

Realizzato nel 1840, Santa Filomena di Giuseppe Bezzuoli ricostruisce gli ultimi istanti di vita della Santa tredicenne, fattore che è possibile riscontrare dalle catene intorno ai suoi polsi. Sul tavolo davanti a lei è poggiato un crocifisso, e con le mani rivolte verso il cielo si ritaglia un piccolo momento per pregare, simboleggiando il suo arrendersi al destino e lasciare la sua intera vita nelle mani Dio. Accanto al crocifisso ritroviamo dei gigli bianchi che alludono alla purezza e la verginità della fanciulla, protratta fino alla fine e con grande coraggio. Dietro di lei vi è la presenza di due angeli che reggono una tenda rossa, proprio come se quest’ultimi due stessero sottintendendo il suo imminente martirio. La tenda crea un bel contrasto che Bezzuoli pone proprio per scopi artistici e per raffinare la sua tecnica. Nella società odierna non ci sono molte prove dell’esistenza della martire, ma nel periodo in cui venne creato il quadro Santa Filomena di Giuseppe Bezzuoli, sappiamo che la sua storia era particolarmente popolare in Italia. La bellezza del quadro sembra essersi consumata a causa di piccole crepe che sono presenti nei capelli. Nonostante ciò, il fascino di Santa Filomena di Giuseppe Bezzuoli, oggi conservato al Duomo di Pistoia, è intramontabile e insostituibile.

Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons

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