Tiresia, la transessualità nel mondo antico

Tiresia

Tiresia, famoso indovino del mondo antico, fu protagonista di un caso di “cambio di sesso”, in cui si tramutò in donna.

Oggi siamo abituati ad associare la facoltà di prevedere il futuro a eccentrici indovini e cartomanti che tramite sfere di cristallo o la lettura dei tarocchi affermano di riuscire a dirci con certezza ciò che la vita ci riserverà. Anche nel mondo antico esistevano queste figure circondate da un’aura di sacralità come le sacerdotesse degli oracoli o gli indovini, protagonisti di molte leggende.

E in questo articolo vi parleremo del più famoso di tutti gli indovini, Tiresia. La maggior parte di noi lo conosce per il celebre episodio narrato nel nono libro dell’Odissea dove Ulisse, sotto consiglio della maga Circe, evoca la sua ombra dagli inferi per conoscere le peripezie che dovrà affrontare prima di poter tornare a Itaca.

Che cosa dice Tiresia ad Ulisse?

Afferma che  sicuramente i suoi compagni saranno sterminati da Ulisse stesso che, a vendetta fatta, dovrà andare da gente che non conosce il mare, anche se comunque questo non lo salverà: morirà in mare, in un ultimo viaggio.

Ma il profeta è famoso anche per una singolare vicenda che è all’origine dei suoi poteri: quella la vicenda in cui si tramutò in donna.

La storia di Tiresia, da uomo a donna e viceversa

Esistono molte versioni di questa storia. Le due più importanti furono raccolte da Pseudo-Apollodoro nella Biblioteca, una sorta di enciclopedia mitologica.

Nella prima Tiresia è un ragazzo figlio della ninfa Cariclo. Un giorno vide Atena farsi il bagno presso una fonte. La dea lo punì accecandolo ma, impietositasi per la disperazione della madre, gli dette un bastone che avrebbe sostituito gli occhi e il dono della profezia.

Nella seconda, raccontata anche da Ovidio nella Metamorfosi, Tiresia è un contadino di Tebe. Un giorno, mentre passeggiava sul monte Citerone, si imbatté in due serpenti che si accoppiavano. Infastidito dalla scena colpì con il bastone la femmina e, in un batter d’occhio, si ritrovò trasformato in donna.

La cosa non sembrò dispiacergli. Anzi, trascorse ben sette anni in quelle vesti, usando le doti femminili per sedurre gli uomini e provando qualsiasi piacere che potesse provare una donna.

Poi, dopo aver consultato un oracolo, Tiresia tornò sul monte e ancora una volta si ritrovò davanti a una coppia di serpenti. Con il bastone colpì il maschio e ritornò a essere uomo.

La sua storia era giunta alle orecchie di Zeus ed Era, i quali stavano avendo un’accesa discussione su una questione cruciale, se non addirittura fondamentale, per il destino dell’umanità come la conosciamo oggi: ma durante il rapporto, prova più piacere l’uomo o la donna?

I due coniugi divini non riuscivano a trovare una risposta e pensarono di chiedere a Tiresia, che ne sapeva più di loro. Convocato sull’Olimpo, Tiresia non aveva dubbi: se si potesse dividere il piacere in dieci parti, nove spetterebbero alla donna e soltanto una all’uomo.

Zeus rise di gusto, mentre Era non la prese tanto bene. Tiresia aveva rivelato un segreto femminile e gli cavò gli occhi, rendendolo cieco. Il padre degli dèi non poteva fare nulla per ridargli la vista, dato che ciò che viene fatto o deciso dalle divinità è irreversibile. Tuttavia, lo ripagò concedendogli il dono della profezia e il privilegio di vivere a lungo, fino a sette generazioni.  

Da quel giorno Tiresia divenne un indovino e la sua figura è presente in gran parte dei miti greci. Fu lui a rivelare a Edipo che aveva ucciso suo padre e sposato la madre e fu sempre lui a rivelare a Penteo, sovrano di Tebe, che se non avesse onorato il dio Dioniso avrebbe subito la sua ira. Cosa che avvenne giacché fu fatto appezzi dalle Menadi, le seguaci del dio, in una vicenda che viene narrata anche da Euripide ne Le Baccanti.

Tiresia ebbe anche una figlia, Manto, che ereditò i suoi poteri e a cui Virgilio fa risalire le origini della città di Mantova.

Tiresia, il primo transgender della storia

La vicenda di Tiresia è la dimostrazione di come l’attualità delle tematiche del mondo LGBT quali l’identità di genere, la transizione e la fluidità siano state anticipate dal mondo antico.

Non fu soltanto il nostro profeta a subire un cambio di sesso. Si possono citare molti altri personaggi del mondo antico come Ifi che, innamorata di Iante, fu trasformata dalla dea Iside in uomo o Ermafrodito, un ragazzo che divenne androgino dopo essersi unito con la ninfa Salmace.

Tornando però a Tiresia, è chiaro che il ritratto che ne viene fuori non è dei più edificanti. Egli usa la propria identità femminile per il puro piacere sessuale complice il fatto, stando ad alcune versioni della storia, che non ebbe molte occasioni di provare le gioie del sesso da uomo.

Tuttavia, una cosa è certa. Il desiderio di sentire cosa si prova a mettersi nei “panni dell’altro” non è un’invenzione contemporanea.

Del resto, quale ragazzo non si è mai immaginato nelle vesti di una donna e viceversa? È un desiderio antico come il mondo e che tutti, più o meno, abbiamo sperimentato in tutte le fasi della nostra vita, magari giocando con le bambole o mettendoci addosso gli abiti dei nostri fratelli o sorelle.

Alcuni di noi usano Faceapp e altre applicazioni di gender change per farsi due risate sui social; altri sperimentano discriminazioni e intolleranze per la sola colpa di sentirsi nel corpo sbagliato, in una società che stenta a decollare riguardo a temi che testimoniano l’esistenza di un mondo che cambia.

Ma diciamoci la verità: anche i più rigidi, i più impassibili e i più tradizionalisti di noi si sono abbandonati a queste fantasie. E il mito classico, se lo si sgancia dalle convenzioni sociali dell’epoca, è quanto di più vicino a noi anche quando si parla di identità di genere.

Il mito nel corso degli anni

Dopo il mondo antico, molti autori si sono interessati a Tiresia e alla sua storia. Nel ventesimo canto dell’Inferno Dante lo colloca assieme a Manto nella quarta bolgia dell’ottavo cerchio, quella riservata a maghi e indovini. Il poeta fiorentino accenna brevemente al cambio di sesso effettuato dal profeta, allo scopo di criticare negativamente il fatto che i maghi si arroghino il diritto di cambiare la realtà della cose.

Spostandoci invece nel ‘900 troviamo Apollinaire con il dramma surrealista Le Mammelle di Tiresia (1917), in cui una donna diventa uomo facendo volare via i suoi “palloncini”, i seni, mentre il marito diventa una sorta di ermafrodito che dà alla luce una miriade infinita di bambini. Più vicina a noi è invece la Conversazione su Tiresia, monologo scritto e interpretato da Andrea Camilleri nel 2018 in cui letteratura e vicenda personale si intrecciano dato che, come l’indovino, anche l’autore di Montalbano era cieco: non per una maledizione divina, ma per via della malattia.

Anche la musica ha voluto raccontare questa vicenda con The Cinema Show, brano dei Genesis dove tra riferimenti a Shakespeare e guerre tra clan di gangster compare questo profeta misterioso la cui vicenda, come suoni che rimbombano in una grotta ampia e buia, risuona nel nostro mondo a distanza di secoli.    

Immagine di copertina: Terzo Pianeta

A proposito di Ciro Gianluigi Barbato

Classe 1991, diploma di liceo classico, laurea triennale in lettere moderne e magistrale in filologia moderna. Ha scritto per "Il Ritaglio" e "La Cooltura" e da cinque anni scrive per "Eroica". Ama la letteratura, il cinema, l'arte, la musica, il teatro, i fumetti e le serie tv in ogni loro forma, accademica e nerd/pop. Si dice che preferisca dire ciò che pensa con la scrittura in luogo della voce, ma non si hanno prove a riguardo.

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