Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2026
L’Italia custodisce la vera geografia mitica del viaggio di ritorno dell’eroe omerico dopo la Guerra di Troia. Ripercorrere i luoghi dell’Odissea sul nostro territorio nazionale permette di unire il mito classico alla realtà geografica. Se avete mai pensato di imbattervi in un’avventura e ripercorrere i luoghi che attraversò Ulisse durante il suo tormentato viaggio (nostos), oggi scopriamo insieme le tappe più affascinanti che potete ancora oggi visitare.
L’Odissea è uno dei testi più importanti e influenti dell’epica classica greca. Venne scritto dal leggendario poeta Omero, che raccontò le antiche e ingegnose gesti dell’eroe Ulisse (Odisseo), intraprese in seguito alla celebre Guerra di Troia. La maggior parte del racconto mitologico è storicamente ambientato nell’area del Tirreno e delle Isole Eolie, ma attraversa anche altre spettacolari porzioni del bacino del Mediterraneo, inclusa la splendida e misteriosa isola della ninfa Calipso.
🎯 La mappa reale del mito omerico in Italia
- La sintesi geografica: l’Odissea di Omero si snoda lungo le coste tirreniche e ioniche italiane, dalla Sicilia dei Ciclopi e delle Eolie fino al promontorio del Circeo nel Lazio.
- Il legame cinematografico: le location selvagge e vulcaniche italiane hanno ospitato i set reali scelti dal regista britannico Christopher Nolan per le riprese del suo colossal del 2026.
- L’elemento di interesse: viaggiare in questi luoghi consente di riscoprire sia le antiche leggende greche sia i monumenti naturali tutelati da riserve marine e parchi nazionali.
Indice dei contenuti
- Le isole dei Ciclopi, Polifemo e l’Etna (Sicilia)
- Favignana e l’Itaca cinematografica di Nolan (Egadi)
- Scilla, Cariddi e lo Stretto di Messina (Calabria e Sicilia)
- Le Isole Eolie e la Terra dei Venti (Sicilia)
- La Costiera delle Sirene e la Campania del mito
- La terra dei Lestrigoni e i giganti cannibali (Sardegna)
- L’isola di Eea, la maga Circe e la riviera laziale
1. Le isole dei Ciclopi, Polifemo e l’Etna (Sicilia)
La Sicilia orientale custodisce i luoghi in cui Ulisse affrontò la minaccia dei giganti monocoli, figure mitologiche nate per spiegare l’attività sismica e vulcanica della regione. Il primo dei grandi luoghi dell’Odissea in Italia è rappresentato dalle suggestive isole dei Ciclopi in Sicilia, situate nello storico borgo marinaro di Aci Trezza. Nella mitologia classica, i Ciclopi erano spaventose creature antropomorfe di enormi dimensioni, dotate di un solo occhio centrale sulla fronte e note per divorare gli uomini. Le isole dei Ciclopi, oltre a conservare intatto questo antico e affascinante mito, offrono ai visitatori una vista costiera mozzafiato. Dalla spiaggia vulcanica di Aci Trezza dominano il paesaggio marino i maestosi Faraglioni neri, sorti dalle acque ai piedi del possente vulcano Etna.
Ulisse, durante il suo avventuroso percorso costiero, si addentrò in una caverna dove incontrò il più feroce di questi mostri, chiamato Polifemo. Grazie alla sua straordinaria astuzia, l’eroe greco riuscì a fuggire accecando il gigante e a trarre in salvo i compagni superstiti nascosti sotto il ventre delle pecore. Furioso e umiliato, il mostro invocò suo padre Poseidone (nel testo originario vi è un richiamo teogonico che invoca Zeus) e scagliò imponenti massi di basalto contro le navi greche in fuga: la leggenda vuole che questi massi siano proprio i Faraglioni di Aci Trezza. Storicamente, la caverna di Polifemo viene identificata con il monte Etna; il vulcano attivo più alto d’Europa è un’altra tappa iconica del viaggio e oggi è possibile esplorarlo in sicurezza grazie a numerose escursioni e visite guidate.
2. Favignana e l’Itaca cinematografica di Nolan (Egadi)
L’isola di Favignana, perla incontaminata dell’arcipelago delle Egadi, è stata scelta dal celebre regista britannico Christopher Nolan come set reale per riprodurre la mitica Itaca, patria di Ulisse, nel suo attesissimo colossal cinematografico del 2026 intitolato Odissea. Questa straordinaria produzione hollywoodiana ha visto l’attore premio Oscar Matt Damon vestire i panni di un tormentato e stanco Ulisse, affiancato da un cast d’eccezione che include Tom Holland nel ruolo del giovane Telemaco.
💡 Dove si trova Itaca nel film di Christopher Nolan?
Nell’Odissea di Nolan, la patria di Ulisse è stata interamente ricreata sull’isola di Favignana, in Sicilia. Le spettacolari architetture arabo-normanne del Castello di Santa Caterina, arroccato sul punto più alto dell’isola, sono state utilizzate come set reale per rappresentare la reggia imperiale di Itaca occupata dai Proci, mentre calette incontaminate come Cala Rotonda hanno ospitato le scene degli sbarchi dei protagonisti.
La scelta di Favignana come Itaca non è solo una suggestione cinematografica, ma si sposa con gli storici studi letterari di fine Ottocento condotti dallo scrittore Samuel Butler, che identificò proprio nelle Egadi la collocazione geografica reale dell’isola di Itaca descritta da Omero. Nolan, noto per il suo totale rifiuto degli effetti digitali a favore di scenografie reali, ha girato nei pressi di Cala del Bue Marino e dell’isola del Preveto, catturando la luce unica e il vento sferzante delle coste siciliane in pellicola IMAX 70mm, legando per sempre l’archeologia mitica al grande schermo.
3. Scilla, Cariddi e lo Stretto di Messina (Calabria e Sicilia)
Il superamento dei mostri marini insediati nelle acque meridionali rappresenta una delle prove fisicamente e psicologicamente più devastanti per l’equipaggio di Ulisse. Lo Stretto di Messina, il braccio di mare che separa la Sicilia dalla Calabria, è storicamente identificato come la dimora dei due terrificanti mostri Scilla e Cariddi. Nella descrizione omerica, Scilla era una creatura mostruosa con sei teste di cane che rapiva i marinai dalle navi di passaggio dalle scogliere calabresi di Scilla, mentre Cariddi, situata sulla costa siciliana nei pressi di Capo Peloro, era un gigantesco gorgo marino capace di risucchiare e sputare l’acqua del mare tre volte al giorno, distruggendo intere imbarcazioni.
Attraversare indenni questo canale naturale richiedeva una scelta drammatica, costringendo Ulisse a navigare più vicino a Scilla per non perdere l’intera nave nel gorgo di Cariddi, pagando il prezzo del sacrificio di sei dei suoi migliori uomini. Questo spaventoso scenario naturale è stato parzialmente ricreato da Christopher Nolan nelle acque tempestose al largo di Messina e nell’area di Panarea per catturare i moti ondosi e le correnti reali senza ricorrere alla computer grafica, restituendo sullo schermo la pura e brutale tensione fisica dello scontro dell’uomo contro le forze incontrollabili del mare.
4. Le Isole Eolie e la Terra dei Venti (Sicilia)
Le isole vulcaniche eoliche offrono lo scenario ideale per i capitoli dedicati ai capricci degli elementi atmosferici e all’ira delle divinità del cielo. Le Isole Eolie, chiamate storicamente anche Isole Lipari, sono un altro dei grandi luoghi dell’Odissea in Italia che Ulisse visitò insieme ai suoi compagni. In queste terre aspre risiedeva il dio dei venti Eolo, che accolse generosamente l’eroe greco e gli fece dono di un’otre di pelle contenente tutti i venti contrari alla navigazione, lasciando libero solo il vento favorevole per il ritorno a Itaca. Purtroppo, a pochi passi dalla meta, i marinai di Ulisse, accecati dalla curiosità e convinti che il contenitore racchiudesse oro e tesori preziosi, aprirono troppo presto l’otre dei venti, scatenando una terribile e violenta tempesta che ricacciò indietro le imbarcazioni e ritardò tragicamente il ritorno in patria. L’isola della dimora del Dio dei Venti viene comunemente identificata dagli esperti proprio con l’isola di Stromboli, perennemente accesa dalle sue spettacolari eruzioni vulcaniche.
💡 Quali isole italiane ha scelto Christopher Nolan per il film Odissea?
Oltre a Favignana, Christopher Nolan ha girato gran parte del film nell’arcipelago delle Isole Eolie, in particolare tra Lipari, Vulcano e l’isolotto di Basiluzzo. I faraglioni di Lipari sono stati utilizzati per le sequenze dell’incontro con le Sirene e per lo Stretto di Scilla, mentre i suggestivi fanghi caldi, i fumi di zolfo e i neri costoni lavici di Vulcano, inclusa la spettacolare Grotta del Cavallo, sono stati scelti per rappresentare la mitologica discesa di Ulisse nel Regno dei Morti (Ade).
L’eccezionale valore paesaggistico e vulcanologico di questo arcipelago, patrimonio UNESCO, ha permesso alla troupe di Nolan di sfruttare i contrasti tra le scogliere di ossidiana e la pietra pomice bianca per ricreare la desolazione della flotta greca dispersa. Lipari e Stromboli si confermano così non solo tappe di un affascinante itinerario di viaggio omerico, ma anche straordinari set cinematografici naturali capaci di evocare le atmosfere divine dell’epica classica greca.
5. La Costiera delle Sirene e la Campania del mito
La Campania custodisce uno dei tratti costieri più evocativi legati al potere seduttivo e letale del canto dei mostri marini alati. La Costiera delle Sirene, che si estende lungo la splendida Penisola Sorrentina fino all’arcipelago de Li Galli (noti anche come Sirenuse, di fronte alla Costiera Amalfitana), è la culla del mito delle Sirene dell’Odissea. Nella concezione originaria di Omero, le Sirene non erano affatto creature metà donna e metà pesce (iconografia nata solo in epoca medievale), bensì spaventosi uccelli rapaci dal volto femminile, il cui canto melodico induceva i marinai a sfracellarsi con le navi contro gli scogli aguzzi, per poi essere divorati.
Ulisse riuscì a superare indenne questa trappola acustica ricorrendo a un espediente suggerito dalla maga Circe: tappò le orecchie dei suoi marinai con morbida cera d’api e si fece legare saldamente all’albero maestro della propria nave, ordinando all’equipaggio di non slegarlo per nessuna ragione al mondo, indipendentemente dalle sue suppliche. Questo passaggio mitico e psicologico, che simboleggia il trionfo della ragione e dell’autodisciplina sulla tentazione e sulla follia del richiamo divino, ha ispirato nei secoli innumerevoli artisti, poeti e navigatori che ancora oggi visitano le acque cristalline di Capri e di Li Galli per respirare l’atmosfera immutata del mito.
6. La terra dei Lestrigoni e i giganti cannibali (Sardegna)
La selvaggia e frastagliata costa settentrionale sarda offre lo scenario ideale per uno degli episodi più sanguinosi e drammatici dell’intera epopea omerica. La Sardegna è uno dei grandi luoghi dell’Odissea in Italia che fa da scenario naturale al celebre X canto di Ulisse, approdato con la sua flotta nella spaventosa Terra dei Lestrigoni. Omero descrive l’incontro con queste spaventose creature con parole cariche di cupo presagio: «E d’ogni banda, a mille a mille i Lestrígoni prodi corsero tutti; e giganti, non gente sembravan mortale».
Nella tradizione classica, i Lestrigoni erano giganti cannibali dotati di una forza spaventosa. Gran parte dei marinai della flotta greca scelse incautamente di ormeggiare le proprie imbarcazioni all’interno di un porto riparato e profondo, dalle scogliere altissime. Questa scelta si rivelò fatale: i giganti iniziarono a bersagliare le navi con enormi massi rocciosi dall’alto, distruggendo le chiglie e facendo strage dei marinai intrappolati per poi divorarli. Ulisse, che aveva prudentemente ormeggiato la propria nave all’esterno del porto naturale, riuscì a tagliare le cime e a fuggire sùbito in mare aperto insieme ai pochi compagni superstiti, salvandosi dall’estinzione totale della sua flotta.
💡 Dove si trova la mitica terra dei Lestrigoni in Sardegna?
La storiografia omerica e geografica identifica la terra dei Lestrigoni con le coste della Gallura, nella Sardegna settentrionale. Il fiordo profondo descritto da Omero, caratterizzato da alte scogliere a imbuto dove la flotta greca fu imbottigliata e distrutta, corrisponde in modo sorprendente all’insenatura naturale di Porto Pozzo o alle suggestive e strette bocche di Bonifacio.
7. L’isola di Eea, la maga Circe e la riviera laziale
La Riviera di Ulisse nel basso Lazio rappresenta una delle tappe più amate e sognate dell’intero viaggio, dove il mito si tinge di magia, seduzione e metamorfosi animalesca. Alcuni giorni dopo lo spaventoso scontro con i giganti della Sardegna, l’eroe greco e i suoi uomini superstiti giunsero affaticati su un’altra isola: la mitica isola di Eea. Omero descrive l’approdo con suggestiva ammirazione: «Ecco, ed all’isola Eèa giungemmo, ove Circe abitava. Circe dai riccioli belli, la Diva possente canora, ch’era sorella d’Eèta, signore di mente feroce».
L’isola di Eea è un altro dei grandi luoghi dell’Odissea in Italia che l’eroe varcò insieme ai suoi fedeli compagni d’avventura. Attratti da un misterioso fumo e incantati da un canto magico e melodioso, gli esploratori greci vennero accolti benevolmente nel palazzo della maga Circe, circondato da leoni e lupi addomesticati. Dopo essersi saziati con un generoso pasto preparato dalla maga, i marinai furono trasformati in maiali a causa di un potente filtro magico e rinchiusi nelle stalle. Ulisse, avvertito del pericolo, riuscì a risalire il promontorio e a salvare i suoi uomini sottomettendo la maga grazie all’uso del moly, un’erba magica donatagli dal messaggero degli dei, il dio Ermes.
💡 Dove viveva la maga Circe secondo la mitologia?
L’isola di Eea descritta da Omero corrisponde all’odierno Promontorio del Circeo, nel Lazio. In epoca antica, a causa delle paludi pontine circostanti e del mare che lambiva i suoi costoni rocciosi, il promontorio appariva a tutti gli effetti come un’isola staccata dalla terraferma. La sua inconfondibile sagoma montuosa, che ricorda il profilo di una donna sdraiata, ha alimentato per millenni la leggenda del palazzo magico della semidivinità.
Oggi l’isola di Eea è nota in tutto il mondo come il Promontorio del Circeo, una delle mete naturalistiche più suggestive del Parco Nazionale del Circeo. Questa vasta area costiera prende il nome di **Riviera di Ulisse** e comprende la zona del Lazio Meridionale ricca di borghi storici arrampicati sul mare come Gaeta, Minturno, Itri, Sperlonga e Formia* Christopher Nolan ha scelto di omaggiare questa riviera mitologica girando diverse sequenze navali della flotta omerica al largo dell’idroscalo di Ostia e sfruttando gli spettacolari giardini monumentali di Tivoli per riprodurre con crudo realismo storico gli interni fitti di vegetazione del misterioso palazzo di Circe.
“Nessun luogo in Italia racconta il legame tra uomo, mare e divinità come le coste della Riviera di Ulisse. Qui il mito cessa di essere una favola scritta per diventare un orizzonte di pietra e onde che possiamo ancora percorrere.”
— Ispirato alle note di produzione di Christopher Nolan sul set italiano dell’Odissea
Fonte immagine di copertina: Pixabay
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