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Eroica Fenice

Hermes: storia del messaggero dell'Olimpo

Hermes: storia del messaggero degli dei, e non solo

Hermes: storia del messaggero degli dei, dalle tante caratteristiche.

Ermes, Hermes o Ermete è una delle più importanti divinità del Pantheon greco, le cui caratteristiche saranno poi assegnate a Mercurio, divinità romana equivalente. Nell’iconografia classica il dio greco Ermes è rappresentato con il borsellino, sandali e cappello alati e il caduceo, ovvero il bastone da messaggero. Il dio nasce dall’unione, inutile precisare che sia extraconiugale, tra Zeus e la Pleiade Maia, come ci informa Esiodo nella Teogonia (938-939): “Maia, la figlia d’Atlante, congiunta d’amore con Giove,/ Ermète generò, l’illustre, l’araldo dei Numi”. Tra i figli che i racconti mitologici gli attribuiscono ci sono Eros, Ermafrodito, Priapo e Pan.

Hermes: storia del messaggero degli dei, ma anche protettore

Nell’Inno ad Ermete, uno dei 33 anonimi Inni omerici, si descrive la nascita e la primissima prodigiosa infanzia del dio: il piccolo Ermes, infatti, appena nato mette in mostra il suo innato e sorprendente ingegno inventando e fabbricando da solo una lira da un guscio di tartaruga. Ma ciò che contraddistingue il dio fin dalla nascita non è solo la sua abilità, ma anche la sua sfrontata furbizia che lo porta a prendersi gioco di Apollo, suo fratello maggiore: il piccolo Ermes, nell’arco di una notte, dal monte Cillene in Arcadia, dove è nato, si sposta da solo fino al monte Olimpo, in Pieria (Macedonia), sul quale ruba i buoi sacri ad Apollo, per condurli fino a Pilo dove vengono nascosti in una spelonca. Terminato il furto, il piccolo rientra in Arcadia presso la sua grotta: l’astuto Ermes, però, si preoccupa durante il tragitto di cancellare ogni impronta in modo da non poter essere in alcun modo rintracciato. Non a caso il dio è definito polùtropos (dalle molte risorse, ingegnoso, abile a trovare stratagemmi) proprio come Odisseo nel primo verso dell’Odissea. Dopo una serie di controversie tra Ermes e Apollo riguardanti il furto dei buoi sacri, controversie che il padre Zeus cerca di dirimere, Apollo, colpito dal suono della lira, cederà al fratello minore la sferza per il governo dei buoi in cambio dello strumento musicale.

L’Inno ad Ermes ci dà, quindi, una spiegazione delle prerogative attribuite al dio: Ermes è, infatti, il dio greco protettore dei ladri e dei commercianti, due categorie che nell’immaginario collettivo greco sono assimilabili. In realtà il dio Ermes si può considerare come protettore di qualsiasi tipo di scambio, trasferimento o passaggio: dallo scambio di merci dei commercianti, al “trasferimento” di beni dei ladri, al passaggio di informazioni, fino al passaggio da un mondo all’altro, da una dimensione all’altra. Ermes, dunque, sarà anche psicopompo, cioè accompagnatore dello spirito dei morti: il dio aiuta le anime a trovare la via per gli inferi, ed è uno dei pochi che ha il permesso di accedervi. Nell’Inno a Demetra, Ermes riporta Persefone sana e salva da sua madre Demetra, nell’Odissea accompagna nell’oltretomba le anime dei proci uccisi da Odisseo e, ne I Persiani di Eschilo, lo spettro di Dario I.

Ermes è, inoltre, ἄγγελος ovvero messaggero degli dei e protettore dei sogni, dal momento che i sogni sono considerati messaggi di Zeus indirizzati agli uomini. In qualità di messaggero Ermes viene inviato, dopo il concilio degli dei dove viene deciso che Odisseo può ritornare a casa, a chiedere a Calipso di lasciare andare il re di Itaca dall’isola di Ogigia, così come nel Prometeo incatenato di Eschilo, Zeus lo invia da Prometeo a carpire informazioni su un oracolo che vuole il padre degli dei rovesciato dal suo trono.

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