Adottare un serpente: ecco cosa devi sapere

Adottare un serpente: ecco cosa devi sapere

Se c’è chi preferisce animali da compagnia tradizionali come cani e gatti, negli ultimi anni un numero crescente di persone si avvicina al mondo degli animali esotici. Tra questi, adottare un serpente è una scelta affascinante che richiede una profonda responsabilità. Prima di compiere questo passo, è fondamentale informarsi per garantire il massimo benessere all’animale per tutta la sua vita, che per molte specie può superare i 20 anni. Questa guida fornisce le nozioni di base per chi desidera avere un serpente come animale domestico.

1. Quale serpente scegliere per iniziare?

Esistono circa 3000 specie di serpenti, ma non tutte sono adatte alla vita in cattività, specialmente per i neofiti. Gli esperti consigliano di iniziare con specie che non raggiungono dimensioni eccessive, sono docili e si adattano bene alla gestione umana. Tra i più indicati troviamo i colubridi, come il serpente del latte (Lampropeltis triangulum) e il serpente del grano (Pantherophis guttatus). Un’altra ottima scelta è il pitone reale (Python regius), che pur appartenendo alla famiglia dei boidi, è famoso per la sua natura calma.

Specie consigliata Caratteristiche principali
Serpente del grano (Pantherophis guttatus) Dimensioni contenute (120-150 cm), indole molto docile, disponibile in tanti colori (morph), ideale per principianti.
Serpente del latte (Lampropeltis triangulum) Colorazioni vivaci, dimensioni simili al serpente del grano, carattere generalmente mite ma più attivo.
Pitone reale (Python regius) Corpo più robusto ma lunghezza contenuta (120-150 cm), estremamente calmo, tende ad appallottolarsi se spaventato.

2. Il terrario: come creare l’habitat perfetto

Per poter allestire un microhabitat perfetto, è fondamentale raccogliere informazioni sulla specie scelta. La preparazione del terrario è un passo da completare prima di portare a casa l’animale.

Dimensioni e forma del terrario

La grandezza del terrario deve essere adeguata alle dimensioni che il serpente raggiungerà da adulto. Una regola generale è che l’animale deve potersi allungare completamente lungo la somma di due lati. Per una specie arboricola, il terrario dovrà svilupparsi in altezza, mentre per una terricola sarà privilegiata la superficie orizzontale. Uno spazio corretto previene problemi respiratori e l’obesità.

Temperatura, umidità e illuminazione

I serpenti sono animali a sangue freddo e necessitano di fonti di calore esterne per la termoregolazione. È essenziale creare un gradiente di temperatura, con un “punto caldo” (generalmente tra 28 e 32°C) e un “punto freddo” (intorno ai 24-26°C), ottenibili con tappetini o lampade riscaldanti. L’umidità è un altro parametro vitale. L’uso di un termometro e un igrometro è indispensabile. Per i materiali, il legno offre un buon isolamento, mentre il vetro permette l’osservazione. Apposite griglie di aerazione sono necessarie per il ricircolo d’aria.

La scelta del substrato

Il substrato è il materiale sul fondo del terrario. Per gli esemplari giovani, la carta assorbente è pratica e igienica. Per gli adulti, si possono usare materiali come truciolato di pioppo, fibra di cocco o corteccia specifica per rettili. È fondamentale evitare substrati polverosi o legni resinosi (pino o cedro), che possono essere tossici.

3. L’alimentazione corretta per un serpente domestico

Se si decide di adottare un serpente, è fondamentale informarsi sulla sua alimentazione. La maggior parte si nutre di roditori da pasto. È fortemente consigliato fornire prede decongelate e portate a temperatura corporea. Nutrire con prede vive è pericoloso: il roditore potrebbe ferire gravemente il serpente. La preda non dovrebbe superare il 10-15% del peso corporeo del serpente. La frequenza dei pasti varia con l’età: un neonato mangia piccoli topi (pinky) ogni 5-7 giorni, un subadulto ogni 7-10 giorni, mentre un adulto può mangiare ogni 10-20 giorni.

4. Costi e impegno: cosa aspettarsi

Adottare un serpente comporta una spesa iniziale e costi di gestione. Costi iniziali: includono il prezzo dell’animale, del terrario, del sistema di riscaldamento (tappetino/lampada), del termostato, dei termometri/igrometri, delle tane e della ciotola per l’acqua. La spesa può variare da 200 a oltre 500 euro. Costi di gestione: comprendono l’elettricità per il riscaldamento, l’acquisto periodico del substrato e, soprattutto, del cibo (prede congelate). Bisogna inoltre considerare le spese veterinarie, che possono essere significative in caso di problemi.

5. Aspetti legali e sanitari da non sottovalutare

Prima di adottare un serpente, è obbligatorio verificare la legislazione. Molte specie sono protette dalla CITES (Convenzione di Washington). Come indicato dai Carabinieri Forestali, che gestiscono la normativa in Italia, è obbligatorio che l’animale provenga da un allevatore serio e sia accompagnato dalla documentazione necessaria. Inoltre, è fondamentale individuare in anticipo un veterinario specializzato in animali esotici. Potete consultare l’elenco dei professionisti sul sito della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) o di società specialistiche. Avere un riferimento per controlli ed emergenze è un aspetto imprescindibile.

Fonte immagine in evidenza: Pixabay

Articolo aggiornato il: 15/09/2025

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