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Eroica Fenice

La Tag: Italia contiene 15 articoli

Culturalmente

I più famosi e importanti luoghi letterari italiani

La letteratura ha sempre affascinato molte persone nel corso del tempo, donando un’impronta culturale notevole all’Italia e ai luoghi in cui, ancora oggi, è possibile riconoscere le tracce di un passato letterario Ogni poeta ha ritagliato nel corso del tempo e delle proprie opere, un vero e proprio percorso, creando una società nella quale ogni lettore possa riscontrare una o più tracce di ciò che legge. Il lettore in molti casi è uno spettatore, egli si aspetta che la propria immaginazione possa in qualche modo concretizzarsi, diventare un contenuto visibile non solo nella propria mente. E questo è quello che accade con il riscontro letterario di numerosi siti di interesse, che rimandano ad autori della letteratura italiana. La letteratura, un tempo un insieme di concetti funzionali di base semiotica-linguistica, è diventata nel corso del tempo un vero e proprio approccio ermeneutico di natura culturale, di impronta filosofica e anche sociale, oltre che ambientale. I cosiddetti luoghi di interesse letterario sono notevolmente cresciuti, sviluppandosi nel complesso delle location da visitare per carpire l’identità dell’autore cui ancora oggi si legge l’impronta letteraria. Si può certamente affermare che in molti casi il legame tra testo letterario e un luogo specifico non si limita ad una semplice descrizione, ma si intreccia in una serie di questioni di natura diversa, tra loro concatenate. In molti casi si parla di una vera e propria “geografia del racconto”, poetico o letterario che esso sia, come nel caso di Giorgio Caproni, il quale sottolineò l’importanza (quasi necessaria) di proporre un’indagine di natura ambientale, attraverso la descrizione di luoghi, spazi, aree significative della letteratura italiana. Luoghi letterari, Vallecorsa e Fondi In Italia sono numerosi i luoghi d’interesse riconducibili ad autori famosi, poeti, scrittori che, nel corso del tempo, hanno lasciato in eredità una fitta rete di scritti, suggestioni, emozioni. Tra i luoghi letterari di maggior interesse e fruizione turistica in Italia ricordiamo Vallecorsa e Fondi: due comuni nel Lazio (il primo in provincia di Frosinone, il secondo in provincia di Latina) che hanno fatto da sfondo al capolavoro di Alberto Moravia, “La Ciociara”; rappresentano due dei comuni più visitati negli ultimi due anni, per la bellezza dei luoghi e le suggestioni che essi sprigionano. Luoghi letterari, Verona e la Chiesa di Santa Margherita de’ Cerchi a Firenze Uno dei siti più conosciuti e sicuramente tra i più visitati, è la casa di Giulietta: la storia d’amore più famosa di tutti i tempi ha i suoi luoghi a Verona; proprio in quell’area si trova la casa di Giulietta Capuleti, eroina resa immortale dall’opera di William Shakespeare, e il famoso balcone dal quale invocava il suo Romeo. Una menzione speciale va alla Chiesa di Santa Margherita de’ Cerchi: la chiesa di Firenze che, secondo quanto si apprende dalla leggenda, fece da sfondo al primo incontro tra Dante e Beatrice e dove il sommo poeta sposò Gemma Donati. Si dice anche che lì sia sepolta la stessa Beatrice, anche se gli storici restano molto scettici. È un luogo molto suggestivo grazie al quale […]

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Attualità

Energia rinnovabile: medaglia di bronzo all’Italia

Italia e fonti di energia rinnovabile. Un binomio ampiamente studiato, dibattuto, poiché nel corso degli anni il nostro Paese è spesso impallidito nel confronto con i livelli di uso del rinnovabile da parte di paesi come la Germania, la Francia o il Regno Unito. Eppure l’Italia ha superato le aspettative per il suo consumo di fonti di energia rinnovabile, con un rialzo sostanziale registrato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). I dati che testimoniano l’incremento sono quelli riportati dal Rapporto Statistico 2016, l’ultimo a divulgare i livelli di utilizzo dell’energia rinnovabile nel settore elettrico, termico e dei trasporti. A seguito di una revisione dei consumi di carbone e di prodotti derivati in Italia, il GSE ha riconsiderato tale documento, riportandovi il rialzo in uno studio denominato “Fonti Rinnovabili in Italia e in Europa, verso gli obiettivi al 2020”. L’Italia si posiziona terza in Europa per impiego di fonti di energia rinnovabile, spiccando per una quota complessiva di consumi energetici rinnovabili uguale al 17,41%. Una medaglia di bronzo meritatissima, se consideriamo che dal 2005 al 2016 l’Italia ha raddoppiato i propri consumi di energia green. Se si vuole ricorrere a termini percentuali, su un consumo complessivo europeo di 195 Mtep di energia da fonti rinnovabili, l’Italia rappresenta circa l’11%, collocandosi al terzo posto nella classifica dei consumi da FER dopo Germania e Francia e prima del Regno Unito. Prendendo in considerazione i consumi complessivi di energia (quindi includendo la fonte fossile), il nostro Paese occupa invece il quarto posto, coprendo il 10,6% del totale europeo. Un rapporto redatto da Navigant Research prevede la crescita dell’Italia soprattutto nel settore delle biomasse, in cui raggiungerà valori di 11,5 miliardi di dollari di fatturato annuo per il 2020. Il commercio di pellet da biomassa risulta in crescita, in quanto l’energia derivante da biomassa appare affidabile e facilmente distribuibile, e mediante incentivi e sussidi connessi al sostegno del governo si potrebbero potenziare ulteriormente gli obiettivi di energia rinnovabile. Alla conquista della medaglia di bronzo da parte dell’Italia le varie regioni hanno contribuito in maniera differente. Il 76% dell’energia elettrica prodotta da fonte idrica, ad esempio, si concentra in sole 6 Regioni del Nord Italia. 6 Regioni del Sud Italia sono invece responsabili del 90% dell’energia elettrica prodotta da eolico. La Toscana si presenta in qualità di sede di impianti geotermoelettrici. Infine la Lombardia, in termini di quota FER regionale sul totale FER nazionale, è da segnalare in quanto fornitrice del contributo maggiore, seguita dalle regioni del Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana. Il nostro Paese può brindare a un traguardo degno di essere notificato per la sua rilevanza a livello ambientale ed economico, che dimostra la straordinaria versatilità, lo spirito di adattamento e la capacità di miglioramento dell’Italia.

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Attualità

Salvini leader del Cdx: strategia politica o fatto culturale?

Salvini leader della coalizione di centrodestra italiana e M5S primo partito in Italia. È stato un colpo al cuore per gli elettori di sinistra italiani i quali, delusi dal PD immagine Renzi, si sono dispersi tra M5S e Liberi & Uguali, il nuovo partito della minoranza dem che si era distaccata proprio dal Partito Democratico. Come analizzare le elezioni del 4 marzo 2018? Per ora due sono le cose chiarissime: che ha vinto la retorica; che l’Italia è un coacervo ingovernabile. No, non di Stati, come qualche secolo addietro, ma di partiti (cambia davvero qualcosa?). La cosa non sorprende vista l’epoca, che qualcuno definisce “post-ideologica”, in cui viviamo. Ora però la palla passa a Mattarella, il quale ha il duro dovere di mettere su un governo che, per quanto instabile, possa almeno proporre una legge elettorale valida per le prossime elezioni (saranno imminenti?). Questo, più o meno, il quadro sostanziale delle circostanze in cui versa l’Italia. Ma si sa: il voto è molto più una questione socio-culturale che un fatto meramente politico. Un esempio: Marin le Pen dalla Francia twittava qualche ora fa: «L’avanzata spettacolare della Lega è una nuova tappa del risveglio dei popoli». Il che dà una certa idea delle cose: se infatti è ormai indiscutibile il sodalizio tra Lega e Front National, è altresì vero che il successo di questi due partiti è dovuto molto, anzi moltissimo, alla retorica usata dai loro leader. Fanno presa sulle masse. Ma perché? Nei limiti del possibile, se si parla di retorica, un’attenzione al destinatario di quest’ultima è necessaria e doverosa. La potenza della retorica di Matteo Salvini Salvini dice ciò che la gente vuol sentirsi dire e alcuni usano giustamente la parola “populismo”, tantoché all’indomani delle elezioni si è parlato di Italia populista. Tralasciando l’astrazione peraltro negativa, il potere di Salvini è indubbiamente in primis comunicativo. Ci vuole un certo talento. I giornali più d’opinione rivendicano l’importanza dell’idea, ancor prima di una certa dose di abilità comunicativa; ma bisognerebbe parlare più di crisi della cultura degli italiani, i quali a più riprese hanno dimostrato di aver bisogno più di un leader carismatico che del programma che cerchi di tutelare minoranze e maggioranze tutte. Il circolo vizioso dell’elettorato italiano non è nato certo adesso: nel lontano 1994 un giovane Silvio Berlusconi riusciva a mettere su una campagna elettorale attraverso ogni mezzo e con una retorica “acchiappa-consensi” e, soprattutto, architettando nel vero senso della parola quello che si può chiamare culto della personalità che ancora oggi lo fa essere protagonista del gossip, ricordo nostalgico del grande Milan e tanto tanto altro; più recentemente il PD è stato travolto da questa necessità: Renzi è stato il vero timoniere del partito tanto da ridefinire in maniera netta i suoi confini; poi Grillo nelle piazze da comico a politicante; oggi Salvini. Di cosa meravigliarsi?

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Concerti

La prima volta di Eminem in Italia: il suo Revival tour approda a Milano

Lo  scorso 29 gennaio il famoso rapper americano Eminem ha annunciato l’arrivo del suo Revival Tour in Italia, il prossimo 7 luglio, mandando in estasi milioni di fan. Si tratta della sua prima data italiana in carriera. A parte la partecipazione come ospite al Festival di Sanremo del 2001 e all’edizione 2004 degli MTV European Music Awards di Roma, infatti, Marshall Mathers non ha mai tenuto un concerto nel nostro paese. Per il suo debutto live in Italia è stata scelta l’AREA EXPO – Experience Milano. Revival: l’ultima fatica del rapper di Detroit                    Dopo 250 milioni di dischi venduti, 15 Grammy Awards e tanti altri premi vinti – tra cui l’Oscar nel  2003 per la migliore canzone ,“Lose Yourself”, colonna sonora di “8 Mile”, film incentrato sulla sua vita e sulla sua carriera – , a 45 anni Eminem è ancora il rapper più conosciuto e apprezzato al mondo. A dimostrazione di ciò anche l’entusiasmo con cui è stata accolta l’uscita della sua ultima fatica discografica, Revival, nono album in carriera per lui, pubblicato il 15 dicembre 2017, a distanza di quattro anni dall’ultimo disco di inediti. Tuttavia l’album non ha raggiunto unanimità di pareri tra pubblico e critica. Revival – prodotto, manco a dirlo, da Dr. Dre e in parte da Rick Rubin – contiene 19 tracce in cui  l’hip pop duro e ribelle, a cui Eminem ci ha abituati, si mescola a generi opposti che vanno dal pop al rock, passando per il gospel. Slim Shady si è infatti avvalso della collaborazione di diversi artisti, tra cui alcuni dei più importanti nomi dell’attuale scena musicale internazionale, inserendo nel disco diversi duetti. Tra gli altri, spiccano i nomi di Beyoncé – con cui duetta nel brano “Walk on Water”, scelto come singolo di lancio del disco e presentato per la prima volta dal vivo ai recenti MTV EMAs – Ed Sheeran, P!nk e Alicia Keys. La scelta di avvicinarsi maggiormente al mondo del pop però convince poco. Dal punto di vista strettamente musicale, infatti, la presenza di vari artisti e l’incontro tra generi diversi,  in questo caso, è forse più un male che un bene. Revival può dirsi tutt’altro che  innovativo. Non presenta infatti grosse novità rispetto ai precedenti lavori, anzi il rapper di Detroit fa addirittura qualche passo indietro: le basi non sono particolarmente ricercate, al contrario suonano banali, datate e a tratti fastidiose, tanto da costringere l’ascoltatore a passare alla traccia successiva dopo pochi secondi di ascolto. L’intero disco risulta spompato come lo stesso Eminem. Anche testi e sample utilizzati sono piuttosto standardizzati: Marshall Mathers affronta diversi temi, tutti però più o meno già familiari – si va dalle problematiche personali (vedi “Castle”e “In your head)  alla feroce critica all’amministrazione Trump, passando per il racconto di un’overdose che poteva costargli  la vita – e sceglie di campionare  pezzi di artisti classici dell’ hip-hop quali EPMD Masta Ace, Schoolly D, Run–DMC, Beastie Boys,  e della scena pop-rock quali Cranberries, Barry White e Joan Jett. Insomma, del rapper irriverente, arrabbiato e sarcastico e, delle basi […]

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Attualità

Diario di un disoccupato: il libro di Mario Migliara

Il mondo del lavoro è un mondo complesso, diviso tra sacrifici e soddisfazioni. Una sfera di vetro, una parentesi, croce e delizia della vita di ogni uomo. Da qualche anno a questa parte questo mondo sembra essere diventato una realtà parallela, impossibile da valicare, soprattutto se il paese in questione è l’Italia. La parola d’ordine è diventata disoccupazione, la via d’uscita da questo tunnel buio richiede costanza e una forte creatività, poiché molto spesso è necessario ripiegare in un piano B, un fuori programma lontano dalle aspirazioni e gli obbiettivi iniziali. Diario di un disoccupato, uno sguardo interno di chi si trova al margine Il lavoro resta “questo sconosciuto” proprio come recita il libro di Mario Migliara Dario di un disoccupato – edito da 13Lab – he con grande lucidità ed ironia affronta un argomento più attuale che mai. La forma stilistica scelta da Migliara è quella del diario, un diario di bordo scritto da chi si trova al margine, sul fondo, ma proprio per questo riesce ad avere una visione più completa della realtà che lo circonda. Migliara nella premessa parla di plurale maiestatis, definendo la condizione di disoccupazione un problema di tutti, di cui bisogna esserne a conoscenza ed avere i mezzi giusti per formare una propria coscienza sulla tematica. Raccontata l’avventura di chi un lavoro non lo ha, con modi alle volte anche al limite del grottesco, che fanno nascere numerose domande e dubbi, ma è questo che rende il libro interessante. Scorrendo tra le pagine del libro è possibile trovare aforismi, citazioni appartenenti a mondi diversi dell’arte: da Carboni a Borges, ma anche uomini che appartengono alla sfera della quotidianità. Incuriosisce il sottotitolo “Straniero in terra propria”, accattivante nella sua concezione ossimorica, conserva al suo interno il vero cuore della riflessione del testo: ciò che dovrebbe essere normalità, diviene lotta, conquista, ostacolo. Una verità difficile, una pillola amara da ingoiare, che mette in ginocchio più generazioni e lascia costantemente una sensazione di vuoto.

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Attualità

Valerio, il ragazzo down che ha salvato una bambina

Ciò che ha fatto notizia è che a tentare e riuscire nell’impresa sia stato un ragazzo affetto dalla sindrome di Down. Nel tempo la sua costanza è stata premiata con una medaglia d’argento nei 50 metri stile libero, un quinto posto assoluto nei 50 metri dorso ai Campionati nazionali di nuoto della FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva e Relazionale) e più medaglie d’oro nei Campionati regionali di Roma, come ci conferma l’orgoglioso allenatore del ragazzo di Latina. ha partecipato a Firenze alle prime olimpiadi mondiali con atleti affetti da sindrome di down ed ha fatto una dimostrazione pratica di salvataggio con un manichino, davanti a giudici internazionali. Eppure, come è stato sottolineato, un conto è salvare un manichino, un altro una bambina in carne ed ossa, per la prima volta, con le onde alte (quel giorno c’era la bandiera rossa)  e il sole in faccia. Queste sono le testimonianze che fanno bene alla mente e al cuore, sperando che siano uno stimolo per un cambiamento della mentalità e che pongano fine ai pregiudizi e alle discriminazioni.

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Attualità

Ius Soli, cittadinanza sì o cittadinanza no?

Da settimane giace nelle stanze del Senato della Repubblica il disegno di legge riguardante lo Ius Soli, il diritto del suolo, ossia la possibilità di acquisire la cittadinanza del paese nel quale si nasce, nel nostro caso il Bel Paese nostrano, e lo Ius Culturae che ha gli stessi effetti di cui prima, ma che passa per il sistema d’istruzione nazionale. Attualmente vige in Italia, con la legge 91/1992, lo Ius Sanguinis (diritto di sangue) che consente l’acquisizione della cittadinanza da parte del neonato solo attraverso il “sangue” di uno dei genitori che deve essere, appunto, italiano. Con questa legge, il bambino per diventare cittadino italiano a tutti gli effetti deve attendere i diciotto anni e può fare domanda solo se fino al compimento della maggiore età è stato stabilmente ed ininterrottamente residente in Italia, fatto salvo un periodo di lontananza di sei mesi. Il buco lasciato da questa legge è l’evidente mancanza di una “tutela” nei confronti dei nuovi nati, in quanto restano sprovvisti di cittadinanza per un lungo periodo (perdendone sia i diritti che i doveri) ed inoltre sono legati ai permessi di soggiorno dei genitori che sono soggetti a scadenza. Del rinnovo di questa legge se ne discute dal lontano 2004, con continui rinvii, bocciature in Commissione e rimbalzi da una camera all’altra; fino al 13 Ottobre 2015 quando con 310 voti favorevoli la legge è stata approvata alla Camera dei Deputati; ma la vera bagarre è nel Senato dove la maggioranza di governo è risicata e dove l’astensionismo dei Cinque Stelle, già espresso alla Camera, equivale ad una votazione contraria. È necessario sottolineare che ancora una volta il M5S si contraddice su di una tematica importante, in quanto nel vicino 2013 era proprio il partito capeggiato dal comico Grillo a volere una legge come questa e che aveva addirittura maglie più larghe. Ma in cosa consiste precisamente lo Ius Soli? Esistono due varianti del diritto del suolo, ossia lo Ius Soli Puro e lo Ius Soli Temperato: il primo è vigente nella quasi totalità degli stati americani, USA compresi; difatti il quattordicesimo emendamento della costituzione degli Stati Uniti prescrive che chiunque nasca sul territorio a stelle e strisce e sia soggetto alla sua giurisdizione — fatta eccezione, quindi, per il personale del corpo diplomatico ed eventuali truppe straniere d’occupazione — ne è automaticamente cittadino. Questo emendamento vige in funzione del secolare principio costituzionale del “no taxation without representation” (nessuna tassazione senza rappresentanza parlamentare) dimodoché ogni individuo, essendo americano di nascita, può essere soggetto a tassazione con i conseguenti obblighi e diritti. Il secondo, invece, è quello presente in diversi stati europei come la Francia ed il Portogallo. In Italia lo Ius Soli è già presente, ma viene applicato in circostanze straordinarie come nel caso in cui venga ritrovato in territorio italiano un neonato figlio di ignoti o quando si nasca in Italia da genitori apolidi ovvero che siano impossibilitati a trasmettere al figlio la propria cittadinanza. Il Temperato, che è l’opzione scelta dal governo italico per riformare […]

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Cucina & Salute

La storia della pizza: come e dove è nata la pietanza più amata

La storia della pizza non è così conosciuta come si pensa. Ci pensiamo noi a raccontartela! Ogni giorno in Italia si preparano e si vendono circa 5 milioni di pizze. È il più tipico dei piatti italiani, amato da molti se non da tutti. Come sappiamo, prima di fare il giro del mondo è nato dall’ingegno del napoletano Raffaele Esposito, figura  ormai mitica. Ma è stato davvero lui ad inventare la pizza? «L’amante perfetto è quello che si trasforma in pizza alle quattro del mattino» – Charles Pierce La storia della pizza, dal 1600 ad oggi Vediamo le varie fasi che hanno contraddistinto la storia della pizza. Si parte nel 1600 ed è ormai assodato l’uso della “schiacciata di pane“. Non è altro che pasta per pane cotta nel forno a legna e condita con aglio, strutto e sale grosso. La sua versione barocca aveva persino caciocavallo e basilico! Ne fu creata la variante con le acciughe, con la mozzarella, con i “cicinielli” – i bianchetti napoletani – e ancora la variante a portafoglio, ripiegata su se stessa, o quella con ripieno, l’attuale calzone. Ma il primo vero e proprio passo verso la pizza moderna fu sostituire lo strutto con l’olio. Non manca qualcosa? Un tassello principale, la salsa di pomodoro. Importato dal Perù, solo nella seconda metà del 1800 qualcuno ebbe l’idea di stendere il pomodoro sulla pizza. Ed eccoci arrivati alla fatidica data: 1889. I sovrani d’Italia Umberto I e sua moglie Margherita, in visita alla città di Napoli, assaggiarono in questa occasione tre pizze preparate dal più grande pizzaiolo napoletano, Raffaele Esposito: la pizza alla Mastunicola (strutto, formaggio, basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio, origano) e la pizza pomodoro, mozzarella e basilico. Quest’ultima, richiamando i colori del vessillo italiano, fu dedicata alla regina. Ella apprezzò tanto il gesto e ringraziò il pizzaiolo per iscritto. Lusingato egli si sdebitò dando alla sua creazione (sua?) il nome di Margherita. «Ti offro una bella pizza… i soldi ce li hai?» – Totò La prima pizzeria nasce a Napoli, naturalmente. Anno 1830: la Pizzeria Port’Alba – aperta tutt’oggi – si trova a fianco dell’arco che da piazza Dante immette in via Costantinopoli. Molto tempo dopo, divenne un ritrovo di artisti e scrittori famosi. Si dice che lì D’Annunzio scrisse i versi della canzone A vucchella. Tra i frequentatori illustri ricordiamo anche Salvatore Di Giacomo, che alla pizza ha dedicato molti versi, e Alexandre Dumas. Egli scrisse che « la pizza è una specie di stiacciata come se ne fanno a St.Denis: è di forma rotonda, e si lavora con la stessa pasta del pane. A prima vista è un cibo semplice: sottoposta a esame apparirà un cibo complicato ». E così la pizza potè iniziare il suo tour. Arrivò prima in America che nel nord Italia! Solo dopo la seconda guerra mondiale con le emigrazioni verso il triangolo industriale la pizza esce dai confini del meridione per sbarcare al nord. Dal 1989, con la caduta del muro di Berlino, si assiste ad una nuova migrazione verso l’Europa dell’Est. E così la nostra pizza arriva in tutti i […]

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Attualità

La Ferrero introduce lo smart working

La Ferrero, azienda dolciaria italiana leader del mondo, ha annunciato l’introduzione dello smart working. Cento dipendenti delle aziende Ferrero di Alba (Ferrero Commerciale Italia, Ferrero Technical Service e Sore Martec Italia) trascorreranno un giorno a settimana lavorando comodamente da casa. Questo non è solo un cambiamento nell’offerta lavorativa di una delle aziende leader nel nostro paese, ma è anche una sorta di esperimento sociale che vede l’apertura a una tipologia di impiego più flessibile e moderno, basato sulla fiducia. La formula dello smart working è già presente in molte nazioni del mondo, le principali sono Usa e Giappone. In Europa, l’Italia è tra gli ultimi posti nell’utilizzo dello smart working. Infatti, si conta che solo 100.000 dipendenti italiani lavorano un giorno a settimana lontani dall’ufficio. Eppure, questa formula porterebbe a dei grossi vantaggi sia per la persona sia per l’azienda. Tra i fattori positivi troviamo una maggiore flessibilità degli orari: infatti, la gestione del lavoro da casa permetterebbe di cominciare e finire il compito prestabilito dilazionandolo nei tempi di una giornata. In più, si eviterebbe lo stress degli spostamenti casa-lavoro e viceversa, permettendo non solo di risparmiare sul carburante o magari sul biglietto del mezzo di trasporto, ma anche di contribuire alla diminuzione dell’emissione di Co2. Lavorare in un ambiente confortevole influirebbe anche in maniera positiva sul dipendente che, magari, svolgerebbe le mansioni steso comodamente nel proprio letto o sul divano. Insomma, questo senso di responsabilità potrebbe anche offrire ai lavoratori l’opportunità di farsi notare anche nella gestione lontano dai superiori in ufficio, acquistando così di prestigio e di affidabilità. Ovviamente, c’è anche da tenere in considerazione che questo potrebbe agevolare anche l’interazione quotidiana con la famiglia: assistere i propri genitori, occuparsi dei propri cari o dedicarsi ai propri amici a quattro zampe che nelle nostre case sono sempre di più e hanno bisogno delle cure dei propri padroni. Ma, nonostante i fattori positivi, possiamo annoverare anche alcuni negativi: lo smart working ancora non prevede il pagamento degli straordinari e lavorare fuori dagli orari prestabiliti potrebbe incentivare una frenesia verso il risultato perfetto, una corsa al titolo ambito che guasterebbe i rapporti con la propria sfera personale. Come va accolta l’idea dello smart working? L’azienda, guidata da Giovanni Ferrero, tenta questa nuova manovra in un cammino, sembrerebbe, volto sempre più all’ecosostenibilità. La produttrice della Nutella è stata, negli ultimi anni, oggetto di polemica a causa dell’utilizzo nei suoi prodotti dell’olio di palma, ingrediente non solo dannoso per l’organismo ma anche per l’ambiente a causa dell’eccessivo utilizzo delle aziende che chiedono il disboscamento di molte zone ricche delle palme dalle quali si ricava quest’ingrediente. Malgrado ciò, la Ferrero non ha fatto marcia indietro verso un olio più ecosostenibile come altre aziende concorrenti, ma ha rimarcato però l’affidabilità del prodotto e dei suoi ingredienti. Chissà se è tutto vero o se è solo fumo negli occhi. Naomi Mangiapia  

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Cucina & Salute

Terme italiane, quali visitare, proprietà e benefici

Terme italiane, alcuni consigli su quali visitare ma prima… perché fanno così bene? Fin dall’antichità l’uomo ha fatto ricorso alle acque termali per curare i più svariati disturbi del corpo. L’acqua termale è una sostanza alcalina costituita da zolfo, iodio, cloro, ferro, elementi di calio e microelementi di altre sostanze e, a seconda della loro concentrazione, sono distinte per virtù terapeutiche diverse. Il termine termale sta ad indicare che l’acqua si trova nelle profondità del sottosuolo e che, soprattutto,  ha raggiunto una temperatura che va dai 20 ai 63 gradi (più è elevata la temperatura più saranno i minerali presenti). L’acqua termale viene utilizzata a seconda della sua composizione come rimedio a numerose patologie: malattie delle vie respiratorie, dermatologiche, i reumatismi, le artrosi, le malattie vascolari e anche nei casi di riabilitazione, grazie all’azione benefica dello zolfo sulle cartilagini articolari e alla capacità antinfiammatoria del bicarbonato di sodio. Ma quali sono gli effetti benefici delle acque termali? Alcuni degli effetti più importanti delle acque termali è legato alla temperatura che favorisce la vasodilatazione, l’aumento del flusso sanguigno,  ed ha quindi un’effetto analgesico e antinfiammatorio, riduce gli spasmi e la rigidità muscolare. Il galleggiamento e la pressione meccanica esercitata dall’acque sulle parti immerse vengono utilizzate nella riabilitazione. Inoltre, la pressione idrostatica favorisce il deflusso venoso degli arti inferiori, il drenaggio linfatico e riduce la stasi dei liquidi interstiziali. Questo particolare meccanismo d’azione è utilizzato anche per la cura della cellulite. L’umidificazione e il lavaggio a livello cutaneo e mucoso, svolgono un’azione lenitiva e antinfiammatoria e favoriscono la mobilità intestinale. Sono utilizzate anche nelle patologie dell’apparato urinario e in alcune alterazioni come la gotta, attraverso l’assunzione per bibita viene stimolato un lavaggio delle vie urinarie. La sola acqua termale è considerata, secondo alcune ricerche, come una vera e propria lozione di bellezza grazie alla presenza di molti oligoelementi essenziali per la cute e per questo utilizzata nella formulazione di prodotti di bellezza. È stato dimostrato da alcuni studi, inoltre, che questi benefici portano a un miglioramento evidente dello stato di salute fisico e mentale, nello specifico migliorano la qualità del sonno. Le migliori terme italiane? Ecco quali sono! Queste sono le migliori terme italiane secondo noi: Terme Stufe di Nerone Nell’incantevole cornice dei Campi Flegrei sorge l’antico complesso termale Terme Stufe di Nerone. Location caratteristica e suggestiva, ricca di storia e natura. Le Stufe sono luoghi di interesse che vantano milioni di visitatori all’anno. Queste terme italiane godono, inoltre, di uno scenario incantevole sul golfo, cornice perfetta per rilassarsi. Terme di Negombo Spostandoci sulla meravigliosa Isola d’Ischia troviamo le Terme Negombo. Il Parco idrotermale è situato nella baia di San Montano. Le acque di queste terme sono definite miracolose per le proprietà benefiche e per gli effetti riconosciuti anche in ambito medico-scientifico. AcquaPetra Resort & Spa Telese Terme Per chi ama la tranquillità, paesaggi fiabeschi e terre ancora sconosciute ai tanti, Acquapetra Resort & Spa è il luogo ideale. È immerso nel cuore del Sannio beneventano, tra uliveti e borghi medievali. SPA ULYSSE Una […]

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