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Eroica Fenice

La Tag: libri contiene 46 articoli

Libri

La guerra di tutti, il ritorno di Raffaele Alberto Ventura

Dopo il successo riscontrato con Teoria della classe disagiata, Raffaele Alberto Ventura torna nelle librerie con La guerra di tutti, un’analisi del presente tra populismi, terrore e crisi della società liberale. Edito da Minimum Fax, il libro di Ventura si presta ad essere una lente per capire cosa ci sta accadendo ma anche un riassunto parziale del decennio che si sta per concludere. Il 10 gennaio 2019 Repubblica pubblica un articolo firmato da Alessandro Baricco in cui l’autore sostiene che il patto tra le élites e la gente è andato in pezzi perché nessuno è più disposto a concedere privilegi, potere e ricchezza ad una minoranza che non è riuscita a costruire un mondo migliore, come promesso, e che non si assume più la «responsabilità di costruire e garantire un ambiente comune in cui sia meglio per tutti vivere». Scrive Baricco: «Che piaccia o no, le democrazie occidentali hanno dato il meglio di sé quando erano comunità del genere: quando quel patto funzionava, era saldo, produceva risultati. Adesso la notizia che ci sta mettendo in difficoltà è: il patto non c’è più». Il venir meno di quel patto è un problema perché quel tacito accordo era il collante di un ordine ormai in disfacimento. Nei paragrafi successivi del suo articolo Baricco evidenzia delle cause. L’«idea di sviluppo e di progresso [delle élites] non riesce a generare giustizia sociale, distribuisce la ricchezza in un modo delirante», sostiene Baricco. Nel mentre, i nuovi device hanno dato a tutti la possibilità di informarsi, comunicare ed esprimere le proprie idee. Diritti che fino a pochi anni fa erano privilegi delle sole élites. Il ragionamento si conclude invitando le èlites a reagire allo sterile There Is No Alternative per tornare a pensare ad un nuovo mondo con determinazione, pazienza e coraggio. Le parole di Baricco hanno suscitato un certo interesse ed animato un bel dibattito forse grazie al tema principale di cui tutti da un po’ di tempo ormai vediamo l’ombra senza però avere il coraggio di accendere la luce. Descrivere il disfacimento dell’ordine costituito può essere doloroso ed impegnativo. Doloroso perché il collasso del nostro mondo non può che portare a situazioni già verificatesi in passato e che sono state risolte a caro prezzo. Impegnativo perché i sintomi di un fenomeno così complesso sono numerosi e da rintracciare nei vari livelli del sapere. È quello che ha provato a fare Raffaele Alberto Ventura ne La guerra di tutti, 308 pagine ricche di note a piè di pagine per la gioia di chi ne aveva sentito la mancanza nel precedente lavoro, e in cui si spazia da Rihanna al pensiero di Rousseau e Hobbes, senza tralasciare le avventure dei supereroi del Marvel Cinematic Universe. La guerra di tutti, una miriade di narrazioni non condivise Il problema dell’incapacità delle élites di offrire un mondo migliore è che nel lungo termine una gran parte della popolazione occidentale ha iniziato a rifiutare deliberatamente quel sapere perché appartenente ad una classe dominante e percepito come strumento di oppressione. Rifiutare […]

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Libri

La top 5 dei libri dell’estate scelti dalla nostra redazione

Top 5 libri dell’estate D’estate aumenta il tempo a disposizione e di conseguenza cresce anche il numero dei libri da poter leggere in armonia e tranquillità. Scegliere un libro può risultare difficile, per questo vogliamo aiutarvi stilando la nostra top 5 dei libri dell’estate. Il Mare di Baricco Al primo posto nella nostra classifica, troviamo Oceano mare, celebre romanzo di Alessandro Baricco, tra i più noti dell’autore. La trama ruota attorno alla locanda Almayer, nella quale tutti i personaggi convergono: un luogo quasi magico, surreale, situato in una fantomatica spiaggia, a due passi dal mare, che poi è il vero protagonista della storia. Il tema del mare (utilizzato come vera e propria metafora esistenziale) viene infatti analizzato dall’autore con molteplici sfaccettature e attraverso la storia dei singoli personaggi. Scrutando tra le pagine del libro, è possibile accorgersi che, in realtà, la trama non è lineare e permette intrecci e commistioni di emozioni e sensazioni tra loro diverse. Le frasi del libro sono spesso sospese, quindi si ha la sensazione di essere lentamente cullati, proprio come succede in mare, come quando le onde accarezzano il corpo, spostandolo nell’acqua salata. Il mare che stabilizza la disperazione di Moravia L’estate è tempo di vacanza, si parte, si raggiungono località turistiche e il tanto bramato mare. Tra le località più frequentate, sicuramente sono da menzionare le isole del Golfo di Napoli; tra queste, legata al secondo romanzo nella top 5 dei libri dell’estate, vi è Capri, suggestivo scenario di “1934” di Alberto Moravia. Il romanzo in questione è ambientato nell’anno in cui Hitler uccide tutti gli oppositori del regime durante la Notte dei lunghi coltelli. Non si tratta di una lettura semplice, ma è sicuramente un libro che arricchisce profondamente. Lucio, intellettuale 27enne e antifascista, si reca a Capri per tentare di “stabilizzare la sua disperazione” con la stesura di un romanzo. Giunto alla consapevolezza dell’impossibilità di debellare questo stato emotivo, realizza che l’unico modo per scongiurare la soluzione logica del suicidio è convivere stoicamente con la disperazione, considerandola come condizione normale dell’esistenza. In realtà, il tema del romanzo, apparentemente disperato, ha la funzione di arricchire filosoficamente, il lettore, immergendolo in un vortice che si allontana dalla quotidianità. Proprio questo allontanarsi dalla quotidianità, rimanda all’estate, e dunque inevitabilmente all’ambientazione del romanzo, Capri. Le isole, la bellezza data dalla semplicità dell’ambiente, la natura, il mare, i colori, tutto ciò caratterizza l’estate e contribuisce a definire “1934” un romanzo “marino”. L’estate si distingue anche per la calura che caratterizza le lunghe e soleggiate giornate. C’è chi ama il mare e trascorre il proprio tempo libero in spiaggia, chi ama abbronzarsi, passeggiare in riva al mare, e chi desidera semplicemente leggere un buon libro in tranquillità. Il thriller sotto la canicola di Camilleri Un altro romanzo che vi consigliamo è “La vampa d’agosto”, di Andrea Camilleri. La trama del libro, si concentra su nuova indagine che terrà impegnato il commissario Montalbano: costretto a rimanere a Vigáta nel mese più infuocato della torrida estate siciliana, si trova a fronteggiare un’indagine […]

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Fabio Carta: intervista all’autore di Ambrose e Arma Infero

Intervistiamo Fabio Carta, scrittore di fantascienza, laureato in Scienze Politiche, autore del libro Ambrose e della serie Arma Infero (Il Mastro di Forgia, I Cieli di Muareb, Il Risveglio del Pagan ed un quarto volume in uscita). Classe 1975, Fabio Carta ha esordito nel 2015 con il primo volume di Arma Infero, Il Mastro Di Forgia, seguito da I Cieli di Muareb nel 2016, Ambrose nel 2017 e Il Risveglio del Pagan nel 2018. Dalle scienze politiche alla fantascienza, come ha iniziato a scrivere? C’è molta politica nella fantascienza e non parlo soltanto degli sviluppi che dagli anni ’80, e mi riferisco al cyberpunk, hanno portato al successo una visione della fantascienza che si pone in polemica con la contemporaneità immaginando un futuro in cui i difetti del presente sono portati al parossismo. La vicinanza tra fantascienza tout court e la politica è stata infatti, di recente, evidenziata dal famoso autore Ted Chiang (suo il racconto che ha ispirato il film Arrival) in un’intervista su Repubblica. Per Chiang, la fantascienza tutta, presentando e ipotizzando l’esistenza di mondi e realtà diverse, è un ottimo esercizio intellettuale alla diversità, contro ogni visione monolitica del proprio stile di vita. Non poca roba, quindi… Detto questo, non voglio presentarmi come una specie di intellettuale politicamente impegnato. Nel mio anelito alla letteratura “sci-fi” c’è molta più ingenuità, vanità e voglia di giocare di quanto vorrei mai ammettere. Ha scritto soprattutto opere distopiche, qual è la sua visione del futuro? Nei suoi libri ci sono rimandi a temi politici ed attuali? La distopia è la vita nelle macerie che custodisce in sé i germi di una rinascita, carica di quelle speranze che spesso fanno anche ben volere la catastrofica “tabula rasa” da cui tutta la vicenda ha origine. In “Arma Infero” la catastrofe è praticamente innestata in ogni epoca del background, prima, durante e dopo gli eventi narrati; si respira una inevitabilità storica che opprime gli uomini e, nella sua spaventosa grandezza, ne ridicolizza ogni sforzo, impregnato di misere vanità e aspirazioni. In “Ambrose”, in quanto cyberpunk d.o.c. (o almeno spero) la polemica e la critica di costume sono decisamente più chiare e palpabili. Ma come ho detto, anche qui la rovina generale è il preambolo inevitabile a una rinascita. Intervista a Fabio Carta, autore di Ambrose e Arma Infero Il linguaggio dei suoi libri a volte potrebbe essere giudicato desueto o molto tecnico, è una scelta voluta? Secondo lei influenza la godibilità dei testi? Il mio linguaggio era quasi un obbligo nella prima persona di “Arma Infero”: in fondo a parlare era un pomposo maniscalco, impegnato in un’altisonante agiografia messianica. Che altro aspettarsi? In “Ambrose”, invece, ho cercato di creare un contrasto tra la narrazione in terza persona, molto forbita, e lo slang quasi incomprensibile dei personaggi, su cui però primeggia lo spettro anacronistico dell’entità che dà il titolo al libro. Per rispondere: sì, ho voluto e ricercato quel tipo di linguaggio. È funzionale a una fruizione facile e d’intrattenimento? Non so, non credo. Ma […]

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La fragilità dei palindromi, un romanzo di Marcostefano Gallo

  La fragilità dei palindromi , un romanzo di Marcostefano Gallo edito da Ferrari Editore. La storia è ambientata a Mongrassano, piccolo borgo del sud reale ed immaginario. Le vicende riguardano la vita di diversi abitanti, così diverse, ma così intrecciate tra di loro, tanto da formare una rete intricata di trame. La festa patronale di Sant’Anna sarà il punto focale di tutto, da cui partiranno sviluppi e se ne arresteranno degli altri. Tutte le vicende hanno un filo comune: “le verità di paese”, quello spazio deciso tra il pettegolezzo e la verità certa. Tutto ciò che accade a Mongrassano diventa oggetto di discussione, di crisi e rinascita. E nessuna delle cose esclude l’altra. Uno dei personaggi che salta da subito all’occhio è quello di Angelo, il “ripara tutto” del paese, un uomo tutto d’un pezzo, incapace però di abbandonare i sogni di una vita felice. L’amore della sua vita, Beatrice, è la sposa di Carlo Marino, il controverso sindaco del paese. Marino è l’emblema della corruttibilità, della politica faziosa, fatta col sangue della gente, per il solo scopo di trarne profitto personale. È un sindaco feroce, incapace di pensare al bene collettivo. Uno che riempie la poltrona con tutta la sua violenza. Il rapporto con sua moglie sarà il simbolo di diverse svolte narrative: per lui Beatrice e suo figlio fanno parte di quelle cose imprescindibili per la buona immagine pubblica, di conseguenza sono per lui solo trofei. Grazie a Luciano Raimondi scopriamo invece il tema caldo “degli amori clandestini”. Infatti rappresenta il ragazzo giovane capace di affollare la mente altrui con promesse e risposte. Incapace di seguire una strada, universitario fallito, in continua lotta con sé stesso e i dettami atipici dei suoi genitori. A Mongrassano non manca “il maresciallo”, Otto Kofler, emigrato dal Nord si ritrova in una cittadina del Sud per amore e passione. Dapprima apparirà come un personaggio negativo della storia, sul finale si rivelerà essere invece un esempio positivo per sé stesso e gli altri. Concetta Posterano è invece una donna che ama la poesia, e proprio grazie ad essa riuscirà ad esternare la sua condizione: un uccello in gabbia che sarà la parte ricreativa del paese: il suo bar infatti sarà il ritrovo di numerosi anziani in cerca di divertimento. Per tutto il tempo lei guarderà le cose passare con nostalgia e disincanto. Rappresenterà il bagaglio dei sogni infranti, e un trampolino continuo verso cui tendere e forse lanciarsi. La donna è anche la fidanzata storica del medico del paese, Cesare Formoso. Grazie a lui il romanzo riesce ad indagare quell’aspetto viziato e contorto della realtà del borgo: “il malocchio”. La sua famiglia si troverà vittima di un maleficio, che porta i Formoso alla stessa medesima fine. Cesare si ritroverà diviso tra la voglia di vivere e il desiderio di abbandonarsi alla sua sorte. Il romanzo indaga quindi alla perfezione tutti quei meccanismi tipici dei borghi del sud, dove le cose che non vedi, spesso fanno più paura delle cose che ti passano […]

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Jalna di Mazo de la Roche, edito da Fazi editore

Jalna è un romanzo dell’autrice Mazo de La Roche, il primo di un’amatissima saga familiare che ha conquistato migliaia di lettori con undici milioni di copie vendute. Jalna: una trama che travolge e trascina nella lettura Anni venti, i protagonisti del romanzo sono gli Whiteoak, una famiglia inglese di origini vittoriane trapiantata in Canada alla fine dell’800, in una tenuta coloniale dell’Ontario che prende il nome dalla città di Jalna in India. La capostipite della famiglia è la quasi centenaria Adeline, di origini britanniche, che ha trascorso la prima parte della propria vita insieme al defunto marito Philip, in India, proprio nella città di Jalna. La prima parte del romanzo si basa proprio sui primi anni dei coniugi Whiteoak, facendo riferimento ai motivi che li hanno spinti ad imbarcarsi per due mesi con una neonata e al loro successivo sbarco in Quèbec, per poi arrivare definitivamente nell’Ontario. L’autrice presenta e descrive i personaggi del celebre romanzo con ironia, con uno stile divertente e classico; tutto risulta molto pacato grazie ad una narrazione semplice che si tinge di quotidianità, con la presenza di minuziose descrizioni, piuttosto dettagliate, che riescono ad appassionare sin dall’inizio. Spesso si percepisce nelle descrizioni, soprattutto dei personaggi, ma anche negli ambienti cui essi si muovono, un vago senso di malinconia, espresso abilmente con delle semplici metafore dal gusto amaro. Nella descrizione dei personaggi, minuziosa e dettagliata, l’autrice fa riferimento anche alla componente psicologica che li caratterizza, in modo che il lettore possa in un certo senso riconoscersi in quelle identità, seppur storicamente lontane. D’altronde, pur essendo un romanzo scritto cento anni, fa, Jalna risulta sorprendentemente attuale. Nella struttura del romanzo e mentre si prosegue nella lettura, ciò che sicuramente colpisce il lettore è la presenza di molti elementi naturali, tra questi, prati, uccelli, animali, che arricchiscono l’ambiente familiare nel quale i protagonisti si muovono. Il libro è delizioso, caratterizzato da mille colori, un vero e proprio viaggio attraverso le parole,  attraverso una prosa leggera, ma a tratti incalzante, con elementi allusivi, densi di emozioni, sospiri, rammarichi e baci rubati, tutto inserito in una mescolanza di sensazioni. Jalna è un poema squisito, incentrato su una continua ispirazione, così come l’amore per Alayne, una delle protagoniste del libro, che arriva quasi prepotentemente a destabilizzare l’ordine e la tranquillità della famiglia. Alayne è  una donna in carriera, che riesce ad ammaliare un po’ tutti, con una sottile malizia. Grazie alla sua presenza, si percepiscono e man mano si delineano, una serie di elementi che si configurano come i più significativi del libro. Indubbiamente, l’amore è uno dei temi cardine del romanzo, ma l’autore fa riferimento ad un amore paziente, apparentemente impossibile, ma anche  delicatamente eloquente, come un pensiero che sfiora, e che allo stesso tempo  si allontana. Il pensiero di essere felici per essere felici, dunque, pensare alla felicità per raggiungerla e poi viverla. Al centro di tutto, la famiglia, all’interno della quale, i personaggi si muovono, esprimendo quasi un senso di irreprensibile impossibilità al distacco; è come se ognuno di […]

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Ferryman – Amore eterno, un romanzo fantasy di Claire McFall

Esce oggi in libreria nella collana LainYa di Fazi Editore, Ferryman – Amore eterno, il primo volume di cui si compone la trilogia fantasy young adult dell’autrice scozzese – due volte vincitrice dello Scottish Book Prize – Claire McFall. Dylan è una quindicenne, figlia di genitori separati, che vive a Glasgow con la madre Joan e frequenta la Kaitshall Academy, scuola che le è ancora più insopportabile da quando la sua amica d’infanzia, Katie, se n’è andata. Dopo un’altra orribile mattinata trascorsa con i detestabili compagni di classe, la ragazza decide di saltare il resto della giornata scolastica anticipando la partenza per andare a trovare il padre James che non vede da dieci anni. I passeggeri del treno diretto ad Aberdeen sul quale Dylan sta viaggiando, però, rimangono coinvolti in un terribile incidente dal quale la giovane sembra essere l’unica a esserne uscita illesa. Dylan, inizialmente spaesata e stordita, si incammina verso la fine della galleria dove si trova il convoglio ritrovandosi in aperta campagna. In un primo momento crede di essere sola ma, poco dopo, si accorge della presenza di un ragazzo seduto su una collina poco distante da lei e intento a fissarla. Dylan lo raggiunge e si presenta riuscendo a sapere il nome, Tristan, di quel biondo coetaneo dagli occhi blu cobalto freddi come il ghiaccio che non solo mantiene un atteggiamento distaccato, ma le dice che deve andare con lui. La ragazza, malgrado sia perplessa, decide di seguirlo e solo in seguito lui le rivela la triste verità: Tristan è un traghettatore di anime e lei non è l’unica sopravvissuta del disastro ferroviario, ne è la sola vittima. Sconvolta dalla notizia, la protagonista intraprenderà il lungo viaggio che dovrà condurla al suo paradiso, ma l’inaspettato e profondo coinvolgimento con la sua guida la metterà di fronte a un’importante e irreversibile decisione che non potrà più cambiare. Ferryman – Amore eterno : può l’amore sconfiggere la morte? Il primo romanzo che compone la saga ideata dalla creativa penna della McFall, si rivela essere un romanzo originale oltre che profondo dove viene riproposto, in chiave moderna, il mito della leggendaria figura dell’infernale traghettatore di anime Caronte. Qui assume le sembianze di un affascinante e misterioso ragazzo – è così che la protagonista lo immagina e lo vede – inizialmente distaccato e unicamente intenzionato a portare a termine il suo compito che, procedendo nella lettura, rivela di possedere e provare gli stessi sentimenti di un qualsiasi altro essere umano: interesse, gioia, paura, tristezza e, il più sorprendente considerata la sua condizione, amore. Dylan e Tristan, nonostante i ruoli di anima e traghettatore e la logica impossibilità a essere altro se non quello, affrontano insieme le insidie e i pericoli che li attendono per portare a termine il viaggio che condurrà la ragazza verso il luogo destinato alle anime ma, consci del forte legame che si è ormai instaurato tra loro, decideranno con coraggio di sfidare l’ignoto pur di non separarsi. Per sapere come proseguirà la loro avventurosa storia d’amore […]

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Breve dialogo sulla felicità di Frank Iodice (Recensione)

Breve dialogo sulla felicità è il libro scritto da Frank Iodice per far conoscere agli adulti del domani l’ex Presidente dell’Uruguay Josè Mujica Un floricoltore di «ritorno da un lungo viaggio che gli ha insegnato il peso insostenibile della solitudine» con un quaderno tra le mani entra in un bar alle spalle di Plaza Independencia. Ordina ad un giovane barista con i capelli ricci che gli arrivano al collo un caffè freddo che gli verrà servito caldo. Ma che fretta c’è? Si può aspettare che si raffreddi. È l’inizio di una breve storia che vedrà due uomini in momenti diversi della loro vinta confrontarsi. In un passaggio è ben sintetizzata l’essenza dell’opera: «La politica ha a che fare con la polis, fare politica vuol dire lottare perché la gente viva meglio – il ragazzo appoggiato sulle mani, le spalle scavate nella pelle secca, ascoltava con un discreto trasporto – ma vivere meglio non vuol dire avere più cose, significa essere più felici!, e solo a volte la felicità dipende dai bisogni materiali». Frank Iodice sceglie la forma del dialogo per riflettere su tematiche che possono sembrare astratte ma che riguardano tutti. Particolarmente importante è sicuramente il tema del tempo posto al centro di una riflessione che riguarda il lavoro, la felicità, i desideri e le relazioni. Per chi non conoscesse Mujica basta guardare pochi minuti del film Human per comprendere di che tipo di persona stiamo parlando. Mujica è un ex leader dell’opposizione che ha trascorso 12 anni in prigione e che da presidente dell’Uruguay ha rinunciato al novanta percento del suo stipendio per vivere con l’essenziale.  Nelle sue interviste si possono sempre ascoltare parole semplici e ragionamenti lineari che nella loro genuinità rivelano concetti apparentemente scontati ma che dimentichiamo spesso. «Quando compriamo qualcosa non lo compriamo con i soldi. Lo compriamo con il tempo della nostra vita che abbiamo speso per guadagnare quei soldi. Con l’unica differenza che l’unica cosa che non si può comprare è la vita». Una delle citazioni più note di Mujica che rappresentano perfettamente un pensiero che ha come pilastro l’uomo e la sua felicità. Breve dialogo sulla felicità è ispirato dall’incontro dell’autore con José Mujica. Il libro è stato stampato per la prima volta nel 2014 e da allora grazie a un crowdfunding viene distribuito gratuitamente nelle scuole italiane e francesi durante una serie di conferenze sulla felicità. In quattro anni, grazie all’idea di Frank Iodice,  più di 10000 studenti hanno avuto l’opportunità di conoscere alcune delle idee di José Mujica. La speranza di Frank Iodice è di far comprendere ai giovani pensatori «l’importanza di essere liberi» per farli diventare in futuro «cittadini o politici migliori di noi». Nell’intervista rilasciata a Sergio Ferri per Radio Esmeralda, Iodice ha parlato della nascita del libro e della sua esperienza in Uruguay. Iodice è riuscito ad incontrare Mujica dopo tre mesi dalla partenza con uno zaino, poche risorse economiche e tanta voglia di scoprire. Ha incontrato Mujica nel suo “ufficio popolare” cioè nel bar di fronte al palazzo […]

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Il sentiero dei figli orfani, un libro di Giovanni Capurso

Il sentiero dei figli orfani è il nuovo romanzo di Giovanni Capurso edito da alter ego edizioni   In un’estate afosa agli inizi degli anni Novanta, Savino, un pre-adolescente curioso, si affaccia alle prime difficoltà della vita percorrendo i sentieri in salita del suo piccolo paese San Fele, in Lucania. Il giovane conoscerà più da vicino la realtà delle persone che lo circondano: vite e crucci che prima, a causa della sua spensieratezza infantile, gli erano nettamente sconosciute. Savino scruterà il carattere nostalgico di suo padre Michele, la simpatia di suo zio Gaetano, la bontà della madre Carmela, e i duelli con suo fratello Aldo. Suo fedele compagno d’avventure sarà invece il coetaneo Radu detto “Anguilla”. A rompere gli equilibri a tratti noiosi della quotidianità di Savino sarà l’arrivo di un forestiero di nome Adamo, e di una ragazza di nome Miriam, rivelatasi la sua prima infatuazione. Tutte le vicende de Il sentiero dei figli orfani si svolgono nei primi anni Novanta a San Fele un paese vicino Potenza. Il rapporto con il luogo rurale sarà il collante tra Savino, la sua famiglia, e i nuovi arrivati. In certi passi l’aria della radura, la freschezza delle cascate e il profumo terroso dei raccolti sembra quasi oltrepassare la carta stampata e arrivare nelle narici del lettore. Ciò rende il romanzo un dipinto autentico di una realtà di paese, sempre più lontana per usi, costumi e modi di vivere dalle grandi città. Il concetto di morte fa il suo ingresso all’interno della narrazione quasi in punta di piedi. La sua comunicazione sarà schietta e rapida, ma il modo in cui viene presentata è propriamente quella che si filtra tra la realtà dei fatti e gli occhi di un ragazzo giovane. La morte non appare mai come una punizione divina, seppur non risparmi i vivi da nostalgia e dolore, ma quasi come un passaggio naturale che prima o poi tocca l’esistenza di tutti. Savino vedrà quindi la morte in faccia, quasi letteralmente parlando, ma dopo, come qualsiasi suo coetaneo, avrà la prontezza di riprendere la sua vita, a rimostranza di essere al cospetto di un protagonista giovanissimo. Come in ogni piccolo paese che si rispetti, le famiglie hanno sempre un soprannome. Anche in questo romanzo l’usanza non viene meno. La famiglia di Savino, infatti, per tutti è la famiglia “trentadue”, nome nato dal frutto di un errore linguistico avvenuto molto tempo prima, e portatosi avanti nel tempo, quasi come un secondo nome che possa far rivalere l’integrità e l’orgoglio della famiglia stessa. Non mancano frasi dialettali, appositamente spiegate a fine rigo. L’uso di frasi di gergo comune immerge il lettore in una realtà sconosciuta ed immensa, come può essere l’intricata rete di cose, eventi e persone, che si avvicendano in un paese. Ciò nonostante in diversi capitoli, appositamente numerati, il linguaggio è ricercato e alto. Il romanzo di conseguenza arriva diretto sia al lettore medio che a quello più esperto. Lungo tutta la narrazione non manca lo sfondo politico, che in questo caso […]

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Canzoniere dell’assenza di Antonio Spagnuolo (Recensione)

Il Canzoniere dell’assenza (Kairós Edizioni) di Antonio Spagnuolo è una raccolta di circa settanta componimenti dedicati alla memoria della donna amata, Elena. La stessa che, nella prefazione, Silvio Perrella definisce “la Beatrice in carne ed ossa” del poeta. “L’incontro con Elena è stato baciato dalla grazia e adesso quella grazia è interdetta”: Elena è andata via troppo presto per un problema di cuore. Il Canzoniere dell’assenza ha modo di esistere solo dopo che Antonio Spagnuolo ha già assolto al “compito di  dire l’assenza”. I componimenti della raccolta prendono forma in momenti diversi, nascono sparsi, separati. È solo successiva l’idea di farne un libro. Tuttavia le premesse (ir)razionali alla genesi di queste poesie sono univoche e soprattutto chiare fin dall’incipit: nel Canzoniere dell’assenza la creazione poetica cerca di dare forma all’informe, mettere ordine al caos portando alla luce il passato fino a ricostruire anche in falso le visioni del ricordo. Allora il reale e l’onirico si alternano e si inseguono svelando una nuova energia della mente che non è che il desiderio di un corpo che non è più tangibile carne. Le forme dell’assenza: Canzoniere dell’assenza di Antonio Spagnuolo “L’assenza della persona amata è il baratro incolmabile che si apre ogni sera, quando fra le coltri la mano inutilmente cerca quella carne che per decenni ha concesso il profumo della sublimazione…” Ora che Elena non c’è più, la sua assenza prende il suo posto ed occupa ogni spazio, assume tutte le forme possibili: il sogno, il disincanto, l’illusione, l’allucinazione. Nella solitudine agghiacciante di una vita spezzata, visioni: “Ti rivedo nuda nell’azzurro del cielo”. Il silenzio diventa caleidoscopio di ricordi e si ridesta color di limone l’illusione che la poesia possa vincere il tempo in eternità . Nell’antico terrore di vivere senza memorie,  non c’è spazio neppure per il pianto ora che la mente è intenta a ripercorrere il passato, in cerca di mani e carezze, palpiti, affanni – “ Chiudo gli occhi per sognare il tuo labbro”- i versi sono un bluff crudele, l’unica via per “non cadere invano tra gli artigli del dubbio dell’eterno”. Incastri di incisive e subordinate delineano sensazioni: “ La carezza del tempo ha il rintocco / di una musica lieve, modulata”,  “Eri la variopinta farfalla che ritorna […] nell’odore del balsamo / dei tuoi capelli intrecciati dal dubbio”; “ Ripete l’erotismo del piede richiami violenti, / per riprendere il tocco della pelle / che avvolge vertigini di schegge”. È l’incanto di memorie che ti appaga. Ma sillabare la morte è incontrare il mistero della dissoluzione di un corpo. Nel Canzoniere dell’assenza i motivi ricorrenti come il sogno, la solitudine, il dubbio, il ricordo, le ombre vengono esasperati in un vortice di pensieri assillanti, in bilico sulle ossa vissute e ormai stanche di Antonio Spagnuolo che con i suoi versi –  fitti di enjambement, metafore e analogie – cerca, nell’esercizio d’andare a capo, di ricucire le ore che hanno ferito il corpo e distolto ogni leggerezza. I drammi del canzoniere, oltre a quello irrimediabile della perdita definitiva […]

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Libri erotici: una rassegna della migliore letteratura erotica per nulla banale

Libri erotici: una rassegna della migliore letteratura erotica per non cadere nella banale porno-letteratura. Di libri erotici sono pieni gli scaffali di ogni libreria, dalla più ricercata alla più commerciale, perché molti sono i fan del genere per le più svariate ragioni. Chi si accosta al genere erotico lo fa perché alla ricerca di storie piccanti o di sensazioni forti; lo fa per vedere tradotto in parole quello che si fa in azione o anche per vedere immortalato sul bianco della pagina quello che spaventa, quello che per pudore non si riesce a fare o per costrizioni di natura morale non si riesce ad esprimere. Non tutto ciò che le librerie propongono nel settore “letteratura erotica”, però, vale la pena di essere sfogliato. Come in ogni settore della letteratura è bene sapere di cosa si è in cerca, cosa si vuole leggere, prima di passare per la cassa. Tra l’immane quantità di robaccia che il mercato propone cercheremo di selezionare quanto di più alto il genere abbia prodotto, affinché i nostri lettori possano trovare, nel sentiero che li porta alle sensazioni forti, anche una buona dose di piacere letterario. Il confine tra erotismo e pornografia è effettivamente molto scivoloso e se per la filmografia intercettare questo confine è abbastanza facile, per i libri erotici non lo è altrettanto. Su questo punto Neil Gaiman ha cercato di dare una spiegazione nella prefazione di Lost Girls, l’opera a fumetti in tre volumi di Alan Moore e Melinda Gebbie: «Il confine tra pornografia ed erotismo è ambiguo, e cambia a seconda del punto di vista. Per alcuni forse dipende da cosa ti eccita (ciò per me è erotico, per te è pornografico), per alcuni è una questione sociale (vale a dire l’erotismo è la pornografia per ricchi). Forse ha anche a che fare con la distribuzione – la pornografia in rete è indiscutibilmente porno, mentre un’edizione a tiratura limitata, su carta avorio, comprata da esperti, divisa e rilegata in volumi costosissimi, non può che essere erotica». Tale spiegazione non ci soddisfa del tutto e non chiarisce completamente la differenza tra letteratura pornografica e letteratura erotica, ma è comunque un indizio per cercare di capire a che tipo di testo ci stiamo accostando. La rassegna di libri erotici che proponiamo comincia dalle più recenti proposte per poi passare ai classici, a quei testi che acquistano ancora più valore se si pensa a quale sia il contesto culturale nel quale sono stati pubblicati. Di recente pubblicazione è Candore (Einaudi), il nuovo romanzo dello scrittore pugliese Mario Desiati: Martino Bux, un soldato diciottenne, scopre il sesso e il mondo femminile in un cinema a luci rosse, dove donne sensuali e disinibite tanto quanto irraggiungibili si offrono a lui e alle sue fantasie erotiche. Tutto questo può avvenire solo in un cinema a luci rosse perché fuori c’è una Roma e un’Italia ancora perbenista e bigotta. Ma per Martino la pornografia diventa una claustrofobica trappola: piano piano la realtà diventa per lui insoddisfacente e allora cerca solo donne che somiglino […]

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