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Eroica Fenice

La Tag: recensioni di libri contiene 69 articoli

Libri

Naufrago…per caso di Michele Zambelli

Naufrago…per caso (2021, edito da Il Frangente) è il libro di Michele Zambelli, giovanissimo velista forlivese (qui il suo sito web) che descrive, sotto forma di diario, le varie gare a cui ha partecipato, la sua infinita passione verso il mare, la sua voglia di avventura.  Naufrago…per caso– la sinossi Michele Zambelli è un ragazzo che vive nella provincia forlivese e non si sente felice a condurre la stessa vita dei suoi coetanei, così di notte prende un treno e va a vedere il mare. Pensare al mare gli permette di allargare il suo orizzonte, di sentirsi libero. “E alla fine andavo sempre a vedere il mare. Di notte. […] Era l’infinito. E mi chiamava. […] Avevo sedici anni e non sapevo fare niente. Ma adesso avevo qualcosa da fare: dovevo andare nell’infinito“. Cosi inizia a navigare, con molte difficoltà economiche ma tanta passione, e inizia anche a vincere.  Diventa infatti campione nazionale classe Mini650 per quattro stagioni, nel 2014 arriva al terzo posto nella regata oceanica in solitario Les Sables-Les Acores-Les Sables. Ha solo ventitré anni quando partecipa alla sua prima MiniTransat. Nel 2017 partecipa alla OSTAR, la regata che va dall’Inghilterra all’America che sarà costretto ad abbandonare per un problema alla sua Tenace. A parte le vittorie e le gare, da Naufrago…per caso traspare l’ infinita passione  di Michele Zambelli per il mare, la voglia di infinito del velista, di non limitarsi a condurre una vita qualunque come fanno gli altri ma di spingersi sempre oltre, inseguendo i propri sogni, senza rinunciarci mai, a qualunque costo. Ogni gara, ogni regata è una sfida, è provare ad andare oltre i propri limiti e, quindi, tornare alla vita ordinaria significa apprezzare ancora di più le cose che abbiamo ogni giorno. “[…] Quando passi qualche giorno in mezzo al mare, o sulla vetta di una montagna, immerso nella natura selvaggia, apri bene le orecchie. Questo dio verrà a chiamarti e ti insegnerà tutto ciò che in città ti sembra piccolo e scontato nel suo regno è la chiave della felicità. E quando tornerai a casa non potrai far altro che guardare il mondo con questi nuovi occhi, e troverai la felicità ovunque!“ Le gare, soprattutto quando terminano con la distruzione della barca (come spesso accade ai velisti), insegnano che nella vita bisogna ripartire da zero più e più volte. Pertanto non è consentito mollare, la tenacia deve essere il nostro motore, insieme alla passione, ovviamente.  “La cosa positiva dei naufragi è che hai la possibilità di vivere una rinascita. Non avevo più niente. Barca, macchina, sponsor. Ma alla fine, avevo tutto. Mi commuovevo- e mi commuovo- per le viole a primavera.  […] Ho solo dovuto scegliere, ancora una volta.   […] E sono ripartito, dall’inizio“   Fonte immagine di copertina: Il Frangente 

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Libri

I figli del diluvio di Lydia Millet: recensione del romanzo

I figli del diluvio (Titolo originale: The Children’s Bible, tradotto da Gioia Guerzoni) della scrittrice americana Lydia Millet è un romanzo apocalittico e feroce: il mondo è delle nuove generazioni, ambientaliste, ingegnose e competenti che riescono a far fronte alle difficoltà anche senza l’aiuto dei propri genitori, forse nella prima volta della storia del genere umano.  Edito da NN Editore, I figli del diluvio è stato selezionato tra i migliori libri del 2020 da diverse testate giornalistiche americane, nonché è risultato finalista al National Book Award. “I figli del diluvio” di Lydia Millet: la trama Siamo negli Usa. Diverse famiglie, presumibilmente benestanti, decidono di trascorrere insieme le vacanze estive, fittando una villa sull’Oceano. Ben presto genitori e figli iniziano a fare vite separate: i genitori, completamente presi da loro stessi, trascorrono gran parte del tempo a bere e gozzovigliare, trascurando completamente i loro figli che hanno un’età che va dai 7 ai 17 anni; nel frattempo i figli, felici di tale orientamento, si trasferiscono sulle case sugli alberi, vicino al lago, nei pressi della villa; tant’è che decidono di non rivelare l’identità dei propri genitori gli uni agli altri. Le cose vanno più o meno bene finché un evento inaspettato, una calamità naturale, sconvolge le vite loro e di tutti gli esseri umani: il cambiamento climatico, declamato ormai da decenni, diventa reale, irrompe con violenza, trasformando completamente la quotidianità di ciascun essere vivente del mondo. Di fronte a tutto ciò saranno i figli a far fronte con lucidità ed equilibrio a tale situazione: devono abbandonare la villa, ormai impraticabile, e si trasferiscono altrove e, grazie alle loro conoscenze e competenze, riescono a ricostruirsi un presente per poter sopravvivere. I genitori, abituati ad una vita di vizi e comodità, hanno una concreta difficoltà a tenere il passo. I figli del diluvio è un romanzo apocalittico e allegorico: un futuro nefasto sicuramente ci aspetta se continuiamo a vivere ignorando il cambiamento climatico. Le nuove generazioni sono arrabbiate con quelle a loro precedenti (i genitori) perché le hanno tradite pensando solo ai loro bisogni:  vecchie generazioni, pigre e incompetenti, hanno sprecato le risorse del mondo, deturpandolo, costringendo i giovani a far fronte ai danni dai loro causati. Di contro, i figli, sono lucidi, capaci e intelligenti, nativi digitali, sono ebbri di conoscenze variegate soprattutto dal punto di vista ambientale e riescono comunque a sopravvivere in un mondo ormai distrutto dove il denaro, da solo, non può fare molto. Il parallelismo con il mondo post Covid-19 è inevitabile: I figli del diluvio diventa cosi un monito per muoversi ed agire finché siamo ancora in tempo. I figli del diluvio di Lydia Millet è un romanzo sicuramente da leggere, perché è probabile  che diventerà uno dei libri cult del futuro. Inoltre, questi adolescenti, brillanti, intelligenti e a tratti spocchiosi, sono anche molto simpatici ed è un piacere leggerli. “Ci venivano le crisi di nervi nel tentativo di svegliarli dal loro letargo. Giornate intere di stanchezza e imbarazzo. Ma erano buffonate. Erano inutili. A un certo […]

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Lorenzo Bastioli, il nuovo romanzo: Istruzioni vocali

Istruzioni vocali è il nuovo libro di Lorenzo Bastioli, edito da Scatole Parlanti. «In una società dove la condizione umana si perde nel (talvolta esagerato) benessere della modernità, per vincere le imminenti elezioni comunali, un partito politico inventa un microchip sottocutaneo che permette di gestire il linguaggio dell’uomo. Da ciò scaturisce uno scenario che rende perfetta la comunicazione, all’interno del quale un ragazzo si mette alla ricerca di una donna scomparsa nel nulla, provocando una serie di eventi a catena. L’incursione, inaspettata di una forza onnisciente, desta ulteriore scompiglio nella già troppo alienata realtà, creando una visione piuttosto ambivalente, in cui tutto si mescola e si confonde.» Un libro estremamente interessante, la cui narrazione mescola realtà e sentori, verità e confusione, delineati da un linguaggio semplice e coinvolgente. Istruzioni vocali di Lorenzo Bastioli: tra verità, realtà e sistema Come sottolinea Lorenzo Bastioli, una serie di piccoli dettagli, spesso anche involontariamente, confondono, modellano e plasmano la volontà dell’uomo. Questo è quanto accade nel corso della narrazione, ogni piccola cosa sembra importante e forse lo è realmente, ma dopo poco è come se quella determinata cosa perdesse la propria identità, trasformandosi in altro, donando nuove emozioni, suggestioni e scatenando una serie di interrogativi. Il lettore non potrà fare altro che lasciarsi trasportare da quanto legge, in modo semplice, provando ad immedesimarsi nella storia, seguendo passo passo i vari procedimenti mentali, sociali, economici, razionali e non, che intessono la trama narrativa. Leggi, uomini, il cosiddetto Centro di comunicazione sociale, e persino le nubi in cielo, compongono i frammenti di un libro sicuramente ben strutturato, particolare, che offre una visione complessiva sul mondo a trecentosessanta gradi. Istruzioni vocali “detta” una serie di particolari ed elementi essenziali ai quali spesso non si fa riferimento, frequentemente inosservati o bistrattati. Ed è così che leggendo c’è tempo per riflettere, per pensare a quanto possano essere importanti alcune cose, e assolutamente insignificanti altre. Istruzioni vocali mette nero su bianco lo sviluppo delle facoltà umane insite in ogni individuo, con una narrazione che procede per tappe… o almeno così sembra. Inizialmente la narrazione si presenta chiara e lenta, costellata da tanti elementi (forse troppi) e si identifica con una serie di momenti collocati in successione, anche se non consequenziali. Dopo questa prima fase, il lettore sarà travolto da una serie di tasselli incatenati l’uno all’altro, che daranno dinamicità al romanzo. Ogni informazione, immagine che si prefigura attraverso il testo, personaggio, dal più umile al più ricco, è “impacchettata” in un vero e proprio setting, che crea una struttura globalmente logica ed interessante, che tiene viva l’attenzione alimentando la curiosità ad ogni capitolo. Il finale, dato da una serie di affermazioni, segue lo stesso andamento, percorrendo quanto l’autore scrive nel corso del romanzo, senza trascurare nulla ma in modo essenziale.   Immagine in evidenza: Scatole Parlanti

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Il mio indimenticabile amore francese: il nuovo libro di Lucy Coleman

Il mio indimenticabile amore francese è un libro di Lucy Coleman edito da Newton Compton Editori. Trama  “Improvvisamente single e disoccupata, Anna fugge nella casa dei genitori in Francia. Necessita di una pausa che possa ricaricarla e la suggestione dei panorami propri della campagna della Loira, sembrano fare al caso suo. La protagonista del romanzo, decide, dopo aver perso i capisaldi della propria vita, quelle che sembravano delle costanti certe e sicure, di prendere in mano la propria esistenza, dedicando del tempo a se stessa e lavorando nel B&B di famiglia. Lavorerà fianco a fianco con una persona che potrebbe rivelarsi speciale, forse un nuovo inizio, o semplicemente una verità che verrà a galla”. Il mio indimenticabile amore francese: nuove possibilità di crescita personale Un libro interessante e coinvolgente, scorrevole e facile da leggere. La trama, semplice e dettagliata, senza troppi giri di parole, cattura l’attenzione sin dall’inizio, così come la protagonista nella cui vicenda sentimentale è facile rispecchiarsi. Una storia che appassiona, scritta con forte enfasi, nel corso della quale diversi elementi arrivano a “scombussolare” l’apparente quiete. Nulla è come appare, e pagina dopo pagina il lettore ne sarà consapevole, trasportato da un fluire nitido e dinamico al tempo stesso, di parole, emozioni, suggestioni, vicende, rapporti interpersonali, luoghi incontaminati, colori e consapevolezze. Tema di fondamentale importanza, attorno al quale verte tutto il romanzo, è l’amore. Il mio indimenticabile amore francese, infatti,porta alla luce un sentimento colorato ma vero, senza artefatti. Non è un amore da favola, ma un amore che potrà far capire tante cose alla giovane protagonista, Anna. Il suo cuore potrà battere ancora, nonostante le ferite, che ovviamente col trascorrere del tempo, seppur dolorosamente, si rimargineranno. È un pò come accade leggendo un libro, magari in un momento delicato della propria vita. Il dolore non passa, ma grazie ad una nuova storia e personaggi, si impara ad andare oltre, immergendosi in un’altra realtà. Probabilmente è ciò che accadrà alla protagonista, e leggendo, si scopriranno tante cose, ma soprattutto verranno a galla tante verità che possono rivelarsi vicine ad ognuno di noi. Il mio indimenticabile amore francese è un libro ricco di tasselli, proprio come un puzzle; si compone pagina dopo pagina, con una concatenazione di elementi e personaggi perfettamente incastrati. Il filo conduttore, si capirà sin da subito, è uno solo; i personaggi principali due, o forse più, ma saranno da scoprire e non sarà semplice. Spesso proprio dietro alla semplicità si nasconde qualcosa di complicato, e quindi essa si tramuta in apparenza. Sarà piacevole lasciarsi travolgere dalle vicende di Anna, personaggio principale che subirà una sorta di “metamorfosi”; decisa a cambiare la propria vita dopo due delusioni. Dunque, non una metamorfosi kafkiana, ma un cambiamento vero e proprio, una scelta consapevole che porterà la ragazza alla ricerca di un nuovo futuro. Accanto a lei probabilmente un amore, o che potrebbe sembrare tale, in un perfetto “gioco di dicotomie”, che danno vivacità alla narrazione. C’è sicuramente voglia di cambiare, di vivere, di fare e di provare nuove esperienze, […]

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Il grido della rosa: il nuovo romanzo di Alice Basso

Il grido della rosa è un avvincente romanzo dell’autrice Alice Basso, edito da Garzanti. Trama Torino, corre l’anno 1935. Da lì a qualche settimana uscirà il nuovo numero della rivista di gialli intitolata Saturnalia. Anita è intenta a svolgere, come sempre, il proprio lavoro di dattilografa, un’occupazione che ama, per diversi motivi, forse anche di natura sentimentale. Completamente immersa nelle storie che si appresta a scrivere, impegnata con qualcosa che la rende ancora più felice, poiché questa volta scriverà di protagoniste donne: donne detective, belle e affascinanti, certo, ma soprattutto brave quanto i colleghi maschi. Un vero sogno che si realizza, per lei che non sopporta le restrizioni proprie del regime fascista. Per lei, che costantemente ricerca indipendenza, uguaglianza, protezione per le ragazze madri che nella realtà nella quale vive sono fortemente bistrattate. A lei, che sa che quello che accade tra le pagine non può accadere nella realtà. E così, quando Gioia, una ragazza madre, viene trovata morta presso la villa dei genitori affidatari di suo figlio, nonostante per tutti si tratti solo di un incidente, Anita intuisce sin da subito che la situazione è ben diversa da come appaia. La giustizia può nascondersi nei luoghi più impensabili: persino fra le pagine di un libro. Il grido della rosa: tra desiderio di riscatto e verità Un libro ben strutturato, che sottolinea la forte conoscenza (e documentazione) storica dell’autrice, Alice Basso. La narrazione si tinge di storia, o meglio, si ambienta in un periodo particolarmente difficile, fatto di restrizioni, costrizioni ed ingiustizie, dove tutto sembrava “normale”, nonostante non fosse assolutamente tale. Nonostante la caratura “storica”, che viene fuori grazie ai diversi aneddoti e situazioni nelle quali è coinvolta non solo la protagonista del libro, ma anche i vari personaggi per così dire secondari, Il grido della rosa è un libro scorrevole, dallo stile semplice, che cattura l’attenzione senza troppe pretese. Ciò che più colpisce, oltre ovviamente alla trama vera e propria, che dà dinamismo al romanzo, è la caratura dei personaggi. Si legge della donna di classe, ma anche della prostituta, dell’intellettuale disincantato e di animi tormentati dai domi del regime fascista che inesorabilmente opprime qualsiasi forma di libertà. Alice, la protagonista principale de Il grido della rosa, può essere considerata un’eroina senza tempo, che con coraggio e dedizione, con impegno, procede spedita alla ricerca della verità, vivendo la propria quotidianità tormentata. Pagina dopo pagina, parola dopo parola, il lettore viene trasportato in un turbinio di elementi diversi, che denotano il cambiamento di Anita, e con lei cambia anche il ritmo della narrazione. Proprio come una boccata d’aria fresca in un afoso pomeriggio estivo. Alice Basso, ha scritto un libro multiforme, piacevole da “gustare”, grazie al quale lasciarsi trasportare. Anita sembra essere lo specchio dell’autrice, una sorta di simulacro, che non ha paura di combattere contro le ingiustizie del tempo, non abbassa la testa, non sta zitta. Chi la letto altri romanzi di Alice Basso può facilmente intuire il concetto: quella carica emotiva che contraddistingue ogni suo libro. Il grido della […]

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Tre mogli: il nuovo romanzo di Tarryn Fisher

Tre mogli è il nuovo romanzo di Tarryn Fisher, edito da Newton Compton editore. Trama: dettagli e personaggi “Il marito di Thursday, Seth, ha altre due mogli. Lei lo sa ma non le conosce, non sa nulla di loro e non sembra provare interesse per questo aspetto. L’unica cosa che sembrerebbe interessarle è l’amore per suo marito. In realtà tra loro c’è un patto: Thursday non tenterà mai di avvicinarsi alle altre due e in cambio avrà Seth tutto per sé una volta alla settimana. Un sacrificio che la donna accetta. Eppure, la curiosità sa essere più forte di qualsiasi promessa e quando Thursday trova tra i vestiti del marito una ricevuta con su scritto il nome di una di loro, decide di provare a mettersi in contatto con la fantomatica “Hannah”. Tre mogli è un thriller avvincente e coinvolgente, che lascia col fiato sospeso. La suspense accompagnerà il lettore sin dalle prime pagine, costellando il romanzo di sentimenti vari. Un mix di paranoie e manie, che non daranno tregua, come dei fulmini a ciel sereno. Tre mogli: un thriller che lascerà col fiato sospeso Probabilmente ciò che più colpirà il lettore è quel costante desiderio di verità. Sin da subito si freme per giungere ad una conclusione che possa in qualche modo spiegare cosa succede, perché e come. Apparentemente sembrerà tutto normale ma in realtà presto si scoprirà che così non è. Così come nella vita reale, nella quotidianità, dietro ad una finta apparenza, improvvisamente verranno alla luce aneddoti, situazioni, avvenimenti che stravolgeranno tutto. Ed è così che quell’equilibrio finto si perde. La protagonista, Thursday, è un personaggio piuttosto complicato, a tratti subdolo, che probabilmente si nasconde dietro ad un finto buonismo. Il fermento è tanto, l’andamento della narrazione è veloce, incalzante, fortemente ritmico. Tutto ammalia per poi stravolgere tremendamente, come il migliore dei thriller psicologici. Il romanzo è caratterizzato da vari elementi che man mano delimitano accuratamente il genere cui esso appartiene. Sembra quasi un’indagine, il cui finale e la risoluzione sono tutti da scoprire, tra stravolgimenti e ipotesi concatenate. Ricordiamo che i thriller sono sempre molto vicini alla realtà, anche se spesso si configurano come l’opposto: una volta terminati, non lasciano sussistere alcun dubbio sull’assenza di avvenimenti vari. Tre mogli è tutto questo ed altro ancora; rappresenta un viaggio nella psicologia (probabilmente malata) della protagonista; provare a ricostruire i tasselli di un puzzle non è facile, provare a farlo in modo razionale e logico risulta particolarmente difficile; bisogna fare particolare attenzione a tutti i dettagli, anche i più piccoli ed insignificanti, e al contempo alle tante sfumature presenti nel romanzo. Si tratta di una storia fantastica, sebbene inventata, ma che permette di riflettere su quanto possa essere complicata la sfera psicologica delle persone. La complessa psicologia di un romanzo Il “tessuto narrativo” si basa su una serie di filamenti testuali, linguistici ma anche argomentativi, differenti. Il concetto principale è quello dell’amore, di quanto possa far male un sentimento apparentemente bello e di come la sua mancanza si […]

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Vuoti a perdere: recensione del testo della Montellassi

Vuoti a perdere è una recente raccolta di brevi testi – poche pagine ciascuno – scritta da Claudia Mantellassi e pubblicata per la casa editrice Augh! edizioni nella collana Frecce. Vuoti a perdere: il testo La raccolta Vuoti a perdere è in definitiva ciò che il titolo stesso preannuncia: «Una galleria di storie a perdere che, come i vuoti che non vengono restituiti, vanno a occupar inutilmente gli spazi […] figure minori di una contemporaneità dalle mille sfaccettature […] almeno fino a quando non trovano, da soli, il modo di venire a galla»: così la stessa autrice definisce il proprio testo, con poche parole e brevi frasi, asciutte e formate, che ben rendono il senso dei racconti. Storie strane ma entro la quotidianità, di personaggi minori, sconosciuti, che brulicano nel mondo, un mondo immaginario, solo immaginato da Claudia Mantellassi ma che benissimo aderisce al reale: la realtà fatta dai singoli, sconosciuti ai più, che sono il vero motore del mondo. La vita di ognuno è, esiste ed è vera a prescindere dalla “popolarità”: non sarà restituita ai secoli dalla fama ma non per questo non è degna d’essere, anzi. Claudia Mantellassi si rivolge proprio ad essi, a queste figure sconosciute ma pulsanti perché vive – per nulla imbalsamate da fatti o azioni passate ma tutte rivolte in un presente, per quanto purtroppo estemporaneo – e ai loro brevi e fugaci attimi di quotidianità: una scrittura di vuoti a perdere che, come la stessa autrice definisce in risvolto di copertina, occupa spazio. Realtà, si diceva, sostanza solida asciutta e formata del quotidiano, ma anche scintilla di magico, quid di fantastico: è questo il caso di alcuni brevi passaggi messi insieme dall’autrice in cui – il lettore vedrà e giudicherà – la ratio è confusa da svicoli e tangenti inaspettate: un attimo, un aire, un salto, un balzo, un soffio che per un attimo sembrano astrarre i personaggi dalle loro azioni in serie e in sequenze preordinate per regalare l’abbrivio del diverso, del fantastico, dell’immaginato. Da un terreno asciutto, compatto, formato, solido, a un pavimento scivoloso su cui per un attimo i personaggi si trovano – da saldamente ritti quali erano nei loro continuum abitudinari e nei loro modus quasi maniacali – a incespicare o scivolare ruzzolando lungo l’inaspettato. Claudia Mantellassi: l’autrice Claudia Mantellassi è una giornalista e comunicatrice; oltre ad aver scritto diversi articoli e testi sulla comunicazione, ha lavorato per varie emittenti televisive locali, per varie redazioni giornalistiche e diversi uffici stampa. Fonte immagine in evidenza: Augh! edizioni

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Quando il mondo era giovane: il nuovo libro di Carmen Korn

Quando il mondo era giovane è il nuovo romanzo dell’autrice Carmen Korn, edito da Fazi. Trama “Primo gennaio 1950: a Colonia, Amburgo e Sanremo si festeggia l’arrivo del nuovo decennio. Quello appena concluso ha lasciato delle enormi ferite, dentro e fuori. La casa di Gerda e Heinrich Aldenhoven a Colonia è stata distrutta e la galleria d’arte di Heinrich non è sufficiente per sfamare tutti. Ad Amburgo, invece, l’amica di Gerda, Elisabeth, e suo marito Kurt, nonostante non abbiano problemi di natura economica, sono preoccupati per il genero Joachim che non è ancora tornato dalla guerra. E infine Margareth, nata Aldenhoven, si è trasferita da Colonia a Sanremo. La vita al fianco del marito italiano sembra spensierata ma la presenza della suocera è piuttosto ingombrante… Ognuno festeggia il Capodanno ma, trascorso il giorno di festa, tutti sono afflitti dalla stessa domanda: cosa riserverà il futuro?”. L’ambito storico del romanzo è quello della Seconda guerra mondiale, epoca durante la quale si respirava una forte voglia di ricominciare, mista però ad un radicato senso di paura e preoccupazione. I protagonisti guardano al futuro, così come farebbe chiunque, ma con timore che quanto è precedentemente accaduto possa ripresentarsi. Allo stesso tempo però c’è voglia di riscatto, di rialzarsi in un’epoca non solo metaforicamente nuova ma che possa essere oggettivamente tale. Ciò che più colpisce del romanzo è la fitta ricostruzione storica che quasi accompagna i protagonisti del romanzo, con uno sguardo volto alla Germania post-bellica e uno alla situazione dell’Italia. In questo ambito ben definito, s’inseriscono due dei personaggi principali, Heirich, forte e tenace, e Margareth, figura psicologicamente complessa. Quando il mondo era giovane Tre famiglie tra Amburgo, Colonia e Sanremo, unite da un filo rosso tra casa ed amicizia, paure e timori, si muovono abilmente, incuriosendo il lettore, grazie alla penna della scrittrice Carmen Korn, soprannominata la Elena Ferrante tedesca. Un romanzo scorrevole e con una trama estremamente coinvolgente; la scrittura semplice dell’autrice coinvolge il lettore sin dalle prime pagine. Un mondo vero, la cui realtà è quasi tangibile, sembra catturare i lettori. Quei problemi, quelle ferite che spesso attanagliano il cuore e la mente, quella serie di preoccupazioni che frequentemente scombussolano la vita sono un pò di tutti. Sembrano appartenere a chiunque. Proprio in questa prospettiva familiare, tutto può mutare ed evolversi e quindi cambiare, in un “nuovo mondo” che si spera possa essere migliore di quello concluso.  Quando il mondo era giovane può essere considerato un vero e proprio romanzo storico, degno di nota e sorprendentemente vero. L’autrice abilmente sottolinea il carattere proprio del genere, con un intreccio narrativo che spesso sposta l’attenzione sull’identità familiare. Tutto ciò s’inserisce in un confluire di vicende ed avvenimenti, tra i quali matrimoni, amori, dissapori,  preoccupazioni, che danno ritmo al romanzo. Un carattere sicuramente innovativo e al contempo molto acuto, simbolo dell’esperienza della celebre scrittrice in questo campo, sono i colpi di scena di cui Quando il mondo era giovane è costellato. Scene di vita quotidiana, frammenti di realtà, all’interno e nel corso dei quali […]

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Glynis Peters, il suo nuovo romanzo: Il ladro di orfani

Il ladro di orfani è il nuovo romanzo dell’autrice Glynis Peters, un vero e proprio bestseller, edito da Newton Compton. Trama «Mentre i bombardamenti decisi da Hitler devastano l’Inghilterra provata dalla guerra e assediata dal nemico, Ruby Shadwell subisce una perdita devastante: tutta la sua famiglia viene uccisa durante il blitz di Coventry. Terribilmente sola e lacerata dal dolore, nel caos della città che però sembra metterle in subbuglio anche l’animo, Ruby è però determinata a sopravvivere. Un incontro fortunato, rappresenta per lei l’occasione giusta per ricominciare a vivere, una seconda possibilità. Non solo, sembrerà trovare anche l’amore, seppur non ancora pronta ad aprire il proprio cuore, terribilmente spaventata dalle macerie taglienti che la feriscono. Annientata da quella perdita che brucia dentro lei, e forse non le permette di vivere del tutto la propria vita.» Una storia appassionante quella raccontata ds Glynis Peters, ricca di colpi di scena, nella quale s’intrecciano vicende ed avvenimenti, caso e realtà. Un forte dolore che inizialmente sembrerà non lasciare scampo alla protagonista, ma che probabilmente si tramuterà in occasione di rivalsa; come un terreno arido in cui dopo la pioggia nasce un fiore, così il cuore di Ruby, che forse riuscirà a concedersi una nuova possibilità. La trama è fitta, ma semplice al tempo stesso, non tralascia niente, descrivendo oggetti, luoghi, personaggi, e contornando persino i sentimenti, belli o brutti che siano, in un confluire di parole che ammalierà il lettore. Il ladro di orfani di Glynis Peters: narrazione tra storia e realtà La protagonista ha, come si suol dire, ”le spalle forti”: a quattordici anni ha già imparato cosa significa affrontare il dramma della guerra. Aveva perso la sua famiglia, il suo tutto, ma come nelle migliori delle trame, non perde il proprio coraggio. La seconda Guerra mondiale, la distruzione delle bombe, tutto sembra quasi uscire dalle pagine e tramutarsi in qualcosa di concreto. Quella mole incommensurabile di dolore che traspare grazie alla bravura dell’autrice, che delinea sia la componente storica del romanzo, sia un personaggio che non smette di sorprendere. Le emozioni che si provano leggendo Il ladro di orfani sono tante, tutte diverse tra loro. Proprio come avviene all’interno dei romanzi “scottiani”, in cui si rappresentano «tipi medi», i due protagonisti, compresa la famiglia di Ruby (onnipresente grazie ai suoi ricordi), Il ladro di orfani assume una dimensione morale di notevole spessore. Proprio la trasversalità del romanzo gli confluisce fascino, nella cornice storica e tragica della Seconda Guerra mondiale, che riesce sicuramente a catturare l’attenzione di innumerevoli lettori, pronti ad abbracciare la dolce e tenace protagonista. Il finale sarà tutto da assaporare e non lascerà indifferenti; personaggi principali, ambientazione, intrecci, caratterizzazione storica coincidono con una conclusione degna di nota.   Immagine in evidenza: www.newtoncompton.com

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L’ invenzione dei corpi, il nuovo romanzo di Pierre Ducrozet

L’ invenzione dei corpi è il nuovo romanzo di Pierre Ducrozet, edito da Fazi L’invenzione dei corpi: uno sguardo alla trama Siamo ad Iguala, Messico, 2014. Un giovane professore di informatica, Álvaro Beltrán, sfugge ad uno dei più feroci massacri perpetrati dalla polizia collusa coi narcos. L’orrore negli occhi, nella mente nitidi quegli attimi di terrore; un trauma che non svanisce. Beltrán percorre la strada della sopravvivenza, a fatica, sperando di raggiungere la tanto agognata giustizia. Ma la violenza che credeva di essersi lasciato alle spalle ha solamente cambiato sembianze e Beltrán cade nelle mani di un magnate del web ossessionato dalla ricerca dell’immortalità, diventando cavia di una serie di esperimenti condotti sull’uomo, che mirano a creare un automa, immortale. Tutto ciò diventa un vero e proprio calvario dal quale non riuscirà facilmente a liberarsi, fino a quando… qualcosa o qualcuno arriverà a salvarlo. In questo struggente quanto appassionante romanzo, la vendetta si fa spazio tra baracche abbandonate, deserto, sterpaglie, aridità, sentieri stretti e tortuosi, che creano una sorta di insieme eterogeneo dal quale lasciarsi trasportare. “Passa sulle costole, sullo stomaco, scende verso i fianchi, la pelle si ritrae e s’incava…” è quanto si legge in un importante e quasi inquietante passaggio del romanzo ed è proprio ciò che accade. Le parole, intrise di rabbia, “trafiggono” la mente, attirando l’attenzione del lettore. Un romanzo che trasporta in una dimensione onirica: in una “rete” di mistero. L’invenzione dei corpi è un libro intenso, che cattura l’attenzione sin dalle prime pagine, con una scrittura analitica e scorrevole, semplice e affascinante al tempo stesso. La narrazione si articola in modo tale da scatenare un forte senso di appartenenza al testo. Ciò significa che nulla è lasciato al caso. Il lettore diverrà parte integrante delle vicende del protagonista che potrebbero rappresentare le vicende di tutti. Sicuramente ciò che colpisce maggiormente è lo stile dell’autore francese Pierre Ducrozet, che riesce a mescolare bene le parole, scegliendo temi moderni ed attuali, creando una forte iper-testualità, che conferisce dinamismo al testo. Elementi eterogenei da una parte e del tutto opposti dall’altra; leggendo infatti si scorgeranno una serie di evidenze diacroniche che permettono al lettore di raggruppare tutti quegli elementi fondamentali alla comprensione della trama. “Le sfumature non aiutano la narrazione”, si legge, ma in questo caso non è così. Nella vita reale succede che siano proprio le diverse sfumature di significato a dare senso a qualcosa, così come nella narrazione. L’invenzione dei corpi è tutto ciò; si concretizza in una serie di passaggi quasi obbligati, che tra follia e forte raziocinio portano il lettore in una dimensione talvolta spaventosa ed inverosimile.  Un intenso viaggio attraverso le parole, faccia a faccia con una enorme mole di interrogativi di natura etica, morale, sociale, tutto permeato dalla massiccia presenza della tecnologia, imponente sulla vita odierna. Una rete, non solo web, ma costellata da tasselli di spicco, variegati, che preme sull’attenzione del lettore e nella quale confluisce il progetto finale sul quale si fonda il senso dell’affascinante romanzo. L’invenzione dei corpi […]

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