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Eroica Fenice

La Tag: recensioni di libri contiene 25 articoli

Culturalmente

Toscana, l’Atelier della Bestemmia: così si racconta l’Italia dall’interno

Toscana, l’Atelier della bestemmia è il primo volume della serie Dispacci italiani edita da Les Flaneurs: uno sguardo all’Italia dall’interno Rivoltare l’Italia dall’interno, nei suoi vizi (tanti) e nelle sue virtù (altrettante!) – come se prendessimo un budello, un intestino – non è cosa facile, né per tutti. Il primo effetto in cui si incorre è sicuramente quello di avere paura o timore di ciò che vi si ritrova. Un po’ come accade quando, accidentalmente, inciampiamo in segreti di famiglia che avremmo preferito non conoscere, oppure in avvenimenti imbarazzanti che tendiamo a nascondere come polvere sotto il tappeto. Svelare lati non molto conosciuti dell’Italia è ciò che sembra voler fare la nuova collana Dispacci Italiani – Viaggi d’amore in un Paese di Pazzi, edita dalla casa editrice Les Flâneurs, un progetto molto ambizioso, che dovrebbe dare voce a personaggi “insoliti” oppure poco conosciuti al grande pubblico, ma non per questo meno validi, anzi potrebbe essere proprio questa la chiave di lettura di un Paese in sedicente e perenne crisi: l’utilizzo di voci non convenzionali e probabilmente più “autentiche”, meno legate a dogmi letterari. La collana è curata dal giornalista e scrittore Davide Grittani, firma de Il Corriere del Mezzogiorno e famoso tra le altre cose per aver curato la prima mostra di letteratura italiana all’estero, denominata Written in Italy, che ha coinvolto 26 Paesi sparsi in 5 continenti. Toscana, l’Atelier della bestemmia: alla scoperta di questo “diario di bordo” Abbiamo avuto l’opportunità di leggere il primo volume dei Dispacci (anche il nome della collana, davvero bello ed indicativo, una sorta di “diario di bordo” dei vizi e virtù dello stivale): il volume s’intitola Toscana, l’Atelier della bestemmia e – neanche a dirlo – ha già nel titolo tutto ciò che dobbiamo aspettarci tra le pagine. Strutturato come una raccolta di racconti, con degli inserti fotografici suggestivi dei paesaggi toscani, è un volume sicuramente senza veli. Lontani dalle luci internazionali, dalle copertine patinate di una Toscana spesso venduta alla mercé degli stranieri (tra i quali, tantissimi americani) letteralmente (e giustamente, ci viene da dire) innamorati di questa regione. Davide Grittani, per realizzare questo collage, si è avvalso dell’aiuto di sette voci “controcorrente” della letteratura regionale ed italiana, impegnate in diversi campi: Sergio Nelli (fondatore del blog Il primo amore ed autore di diversi libri, come Dopopasqua); Roberto Masi (che ha in questa collana il suo esordio narrativo); Emiliano Gucci (autore di Donne e Topi, Fazi 2004, e in uscita con Le anime Gemelle, Feltrinelli); Veronica Galletta (Premio Campiello, sezione opera prima del 2020); Marco Vichi (autore di spettacoli teatrali, sceneggiature televisive e fortunati libri ambientati nella Firenze degli anni Sessanta); Massimo di Campiglio (autore di Ogni dì viene Sera, Eretica 2016); Ilaria Giannini (autrice di romanzi ma anche di reportage, come I treni non esplodono. Storie della strage di Viareggio, Piano B 2016). Gli autori, già dalle loro presentazioni, rappresentano un vario e vasto campionario di esperienze, parole, tecniche antiche e moderne di scrittura dalle quali attingere: dalle produzioni audiovisive al classico romanzo, passando […]

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Libri

La quarta dimensione del tempo: recensione

La quarta dimensione del tempo è il recente libro di Ilaria Mainardi pubblicato per i tipi di Les Flâneurs edizioni. La quarta dimensione del tempo: il testo Nel suo testo, Ilaria Mainardi narra una storia che intreccia presente e passato in un continuo flusso narrativo: tempo della narrazione e tempo della storia s’aggrovigliano tenendo, attraverso lo svolgimento dei vari capitoli, le due linee cronologiche “sovrapposte”: un continuo ritorno nel presente – e sul presente – del passato, che significa, per il protagonista, un insieme di fili lasciati cascanti, mai ricuperati, nella trama intensissima e fitta della vita. Una trama che, attraverso una metaforica linea del tempo, si presenta ai lettori come curva e ritorta con elementi, situazioni, contesti ed eventi che più volte si frammentano mutuamente e mutuamente si intersecano, mai uguali nella sostanza, ma similari per taluni versi; una trama che, inanellando successivi e plurimi giri d’andata e ritorno, ha di certo solo il punto da cui si parte e il punto in cui si arriva – parafrasando e riprendendo una frase della stessa autrice – mentre vario e incerto è il percorso, il viaggio affrontato dai personaggi: un viaggio “fisico” e contemporaneamente un percorso “a ritroso nel passato” per i protagonisti. Al contempo una costruzione varia dei tratti caratteriali e psicologici dei personaggi stessi messi insieme da Mainardi che tanto sembra avere in comune con certe sceneggiature (e dall’arte cinematografica, fra l’altro, la stessa autrice ci informa di essere attratta). Un passato che torna attraverso i nodi e le onde del tempo, dunque: il protagonista, un uomo con un passato tenuto per sé, torna a fare i conti con una parte della sua vita che aveva tenuto dentro, all’interno delle pieghe – e delle piaghe – del suo inespresso vissuto. Un viaggio a ritroso nel tempo per recuperare i frammenti di un passato lasciato e lacerato a metà, un viaggio attraverso posti fisici, luoghi interiori, situazioni vissute e rivissute, un viaggio attraverso persone (nuovi incontri, vecchi affetti): a ritroso, insomma, che è poi, anzitutto, anche un viaggio dentro il sé stesso. Ilaria Mainardi ha pensato e ideato, poi scritto, una storia che tutta si basa sul tempo, sullo scorrere del tempo, lungo una duplice intenzione e interpretazione: il tempo nel suo flusso fisico cronologico e obiettivo e il tempo nella sua dimensione soggettiva, convenzionale, relativa. Una percezione interna del tempo e una percezione del tempo interno: due linee che, pur presupponendo posizioni soggettive, assumono il loro spessore di concetti diversi, seppure profondamente in limine, profondamente “osmotici”. La concezione relativa del tempo Il titolo scelto dall’autrice per il suo testo, rimanda chiaramente a ciò che il suo La quarta dimensione del tempo vuole essere: se applichiamo il concetto fisico di quarta dimensione del tempo (afferente alla teoria della relatività), infatti, ritroviamo un possibile calco per il contenuto e le intenzioni che emergono leggendo il libro. In altre parole, una dimensione spazio-temporale in cui occorrono e coesistono gli eventi: nel caso del testo di Ilaria Mainardi, una “quarta dimensione” di quella emotiva, […]

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Libri

Dalia di mare, la raccolta di poesie di Carolina Montuori

Dalia di mare di Carolina Montuori è un volume di poesie molto complesso nella sua semplicità. Edito da Terebinto Edizioni (Avellino, 2020) presso l’Associazione Culturale Riscontri, Dalia di mare raccoglie, infatti, componimenti che tendono ad un essenzialismo esistenziale che conferisce alle figure evocate la plasticità di un’opera pittorica. Dalia di mare: una poesia di figura Carolina Montuori sembra intendere la sua raccolta come una sequenza di figurazioni in cui il pensiero poetico non è esplicitamente espresso, ma traspare, se si vuole, in senso pittorico, dai contorni che delineano le figure poetiche. L’ambiente in cui si muove il silenzioso Io poetico dell’autrice è costituito da un mondo intimo fatto di immagini, ora statiche, ora dinamiche, che diviene riflesso di quello reale in cui tornare a riconoscersi: Ora so chi sei. | Le nubi spariranno. | Le inquiete luci | tremano azzurre | e perdenti come | coriandoli | dopo un infelice | e delirante | Carnevale. | Ora miro al cielo | che s’impossessa | delle piaghe consunte | della mia mente, | rotola innocente | tra nuovi dolori, | colori più chiari: | rosa pesca | succosa, blu | nobile, bronzo | di amorevole | pane sfornato. | Pennellate | rubate per me | dal cielo | al tramonto. || (Aurora, pp. 21-22) Come si diceva, l’autrice dà maggiore importanza a delineare i contorni dell’immagine rispetto ai colori di cui essa è composta; in tal senso il lettore non immagina, ma vede, attraverso i contorni e gli occhi dell’autrice, la figura poetica da varie prospettive allo scopo di afferrare il concetto di cui la poesia è portavoce: un concetto intimo, chiuso in potenza nel cuore di Carolina Montuori. Non mancano, nei versi di Dalia di mare, presenze fisiche o immateriali, che traspaiono, quasi abitanti di un mondo poetico, e che si muovono fra i pilastri del pensiero; caratteri traslucidi e sfuggenti che rappresentano ora i riflessi definiti della vita dell’autrice (Padre mio, p. 11; Madre mia, p. 44) ora i pezzi di una personalità frantumata che l’autrice nel suo intimo percorso cerca di ricostruire: Tu sei qui, | onda | che s’infrange | e mi bagna il cuore. | Io sono qui, | roccia bagnata | muta e riconoscente. | Ad ogni tuo passo | Ricamerò un sorriso, | perché in amore, | più forte | della disumana | assenza, | è il tenero ricordo. || (Tu eri, io c’ero, p. 23) O ancora si veda il componimento Dalia di mare, che dà il titolo alla raccolta, in cui il carattere che si muove nell’ambiente marino (frequente per altro nelle poesie) finisce col coincidere con quello che per l’autrice è il senso stesso della poesia: un’idea semplice e pura che non si può esprimere se non negli occhi di che la vede: Dalia di mare, | dalle mille sfumature | lieve per natura | graziosa, nuda. | Abbracci la rugiada | sulla testa, mentre | ti solletica la poesia. | E inventi e scrivi | della felicità del mondo, | […]

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Libri

Pornage, il libro di Barbara Costa – recensione

“Pornage” della giornalista Barbara Costa è uno dei ventisetti libri che la casa editrice Il Saggiatore ha messo a disposizione gratuitamente sul suo sito web (in formato ebook) nel periodo di emergenza sanitaria Covid-19 per allietare con la lettura la reclusione forzata di tutti noi. Di seguito vi proponiamo la nostra recensione. Pornage, il libro di Barbara Costa “Pornage”- Viaggio nei segreti e nelle ossessioni del sesso contemporaneo, pubblicato da Il Saggiatore nel 2018, è un viaggio interessante e sfaccettato nel mondo del porno e della sessualità di ciascuno di noi. Non è estremo, né volgare o eccessivo: semplicemente informa il lettore su cosa c’è nel mondo, anche a pochi metri da casa propria nel campo della sessualità, dove tutti i gusti possono essere soddisfatti, niente è bandito, tutto è lecito ma sempre nel rispetto dell’altro e della sua volontà. Per Barbara Costa– giornalista che scrive del rapporto tra pornografia e contemporaneità per diverse testate on line- “porno” significa emancipazione, rivendicazione dei diritti delle donne, dei gay, dei transessuali e di tutti coloro che spesso vengono etichettati come “diversi” e quindi non meritevoli di diritti o di vedere soddisfatti i propri bisogni. Si parla di trav (travestiti), di “femminielli” e di tutte le identità di genere esistenti. Le possibilità di relazionarsi con gli altri sono infinite grazie alle nuove tecnologie:  app dating come Sizzl o Cacao dating o Vegan Dating, scelte da chi ha gli stessi gusti culinari o ancora, Muslima app che mette in contatto musulmani e musulmane di tutto il mondo a scopo matrimoniale secondo la legge islamica e ancora App molto conosciute come Badoo, Gleeden, Bumble, Feeld. Particolare è invece l’App Adottaunragazzo: qui le utenti valutano gli uomini come merce, scegliendoli in base alle schede personali allegate, stabilendo la tipologia di legame (relazione seria, scopamico, a chiamata). Segue una valutazione post prestazione come qualsiasi prodotto acquistato. Esistono anche app dedicate a chi è stato lasciato e aiutano la persona ad elaborare la fine della storia, come Mend.  Ci sono poi le app di fidanzate virtuali come Gatebox e Invisible Girlfriend, dove il rapporto fisico è assente ma sublimato dalla presenza premurosa di una ragazza che manda messaggi, ascolta sfoghi, consola da ogni tristezza. Barbara Costa partendo dal porno e della sua storia arrivare a descrivere le mille possibilità esistenti nel mondo di oggi per avere una sessualità libera ed appagante, anche con l’aiuto delle nuove invenzioni del mondo moderno, come la sexdoll, una sorta di robot che riesce a soddisfare le fantasie di mariti stanchi, migliorandone la vita di coppia. Esistono anche modalità diverse e nuove di avere una sessualità appagante; mille sono i desideri dell’essere umano e mille le modalità esistenti per soddisfarli, come gli asili nido per adulti: uomini d’affari e manager affermati che decidono di trascorrere due ore in una struttura che li accolga come bambini piccoli, accudendoli; o ancora ci sono donne che hanno ai loro piedi uomini che decidono di diventare i loro “schiavi”, non solo arricchendone il conto in banca ma […]

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Libri

Due di picche, il nuovo romanzo di Paquito Catanzaro

Due di picche: Romanzo semiserio x non essere + single, edito da Homoscrivens edizioni, è il quarto romanzo di Paquito Catanzaro. Nato a Torre del Greco nel 1981, Paquito Catanzaro ha pubblicato Due di picche: romanzo semirerio x non essere + single, per la casa editrice Homoscrivens. Un romanzo che rappresenta la quarta opera pubblicata dallo scrittore campano dopo Quattroterre (2014), Centomila copie vendute (2017) e 8 e un quarto. La storia irresistibile del telepanettone che perfino Fellini avrebbe voluto dirigere (2019) Due di picche, trama Mirko, Dante, Romualdo. Tre menti brillanti in grado di affrontare qualsiasi problema tranne uno: trovare una fidanzata. A insegnar loro l’antica arte della seduzione ci proverà Massimo Valsecchi, ex divo dei fotoromanzi, forse un po’ invecchiato, ma ancora in grado di conquistare qualsiasi donna, oltre che esperto di trucchi e strategie amorose. Riusciranno i nostri eroi nell’ardua impresa o spetterà loro il più classico dei due di picche? Tra tempo, amore e amicizia Il romanzo ruota tutto a Massimo Valsecchi, un personaggio molto interessante. L’uomo, dopo essere stato un famoso divo dei fotoromanzi e aver fatto esperienze poco piacevoli nel mondo della televisione, deve fare i conti con le brutture del tempo. Valsecchi non è più quell’uomo affascinante e voluto da ogni figura professionale. Il mondo è cambiato, così come le richieste lavorative. L’argomento tempo è molto importante. Se da un lato sembra rendere Valsecchi pregno di una fragranza chiamata più comunemente col nome d’esperienza, d’altra parte il passare del tempo sembra aver usurpato le sue possibilità lavorative. Massimo si trova nella condizione di doversi adattare ad una nuova condizione di vita, fatta di escamotage per ricavare benefici o lavori poco gratificanti. Il tempo non lascia scampo neppure al suo aspetto: se dapprima veniva notato da star hollywoodiane adesso, quel corpo attempato, sembra far fatica anche ad entrare nei costumi di scena. Ciò nonostante Valsecchi resta un personaggio credibile, che potrebbe sostituire il volto e la storia a molti dei veri attori dello spettacolo odierno. La vita dell’uomo sembra prendere una svolta, quando usufruendo delle sue doti comunicative, e degli stralci di uno charmes mai del tutto sfiorito, incontra tre ragazzi bisognosi di aiuto. I personaggi di Mirko Bellagio, Dante Carboni e Romualdo Foscolo, sono iconici quanto divertenti. Il loro “club da nerd” avvicina il lettore ad un’atmosfera amicale, in cui è difficile non entrare in stretto contatto con i problemi e i desideri di ognuno di loro. I loro nomi sembrano incarnare tre figure austere del passato, romantiche quanto superate. I ragazzi, pur avendo una fiorente carriera lavorativa, soffrono tutti dello stesso disagio: non sono bravi con le donne, per cui sono single. La “Scuola Valsecchi” se dapprima sembra risultare inefficace, poi darà i suoi frutti. L’uomo ricopre il ruolo di coach, ma anche di amico. Non risparmia loro le paternali, le richieste pecuniarie, e raramente si mostra docile e tenero nelle sue lezioni di vita. Attraverso l’insegnamento dell’arte della seduzione, il romanzo indaga su tre problematiche molto importanti. Dante, soprannominato dal maestro […]

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Libri

Giuseppe Plazzi e le sue storie sui disturbi del sonno

Tra i titoli messi a disposizione dalla casa editrice Il Saggiatore per fuggire la noia che mina la nostra resistenza in questo delicato periodo di quarantena, c’è stato un titolo curioso, I tre fratelli che non dormivano mai e altre storie di disturbi del sonno, e ad attirare particolare interesse era anche l’autore di questo libro, il neurologo Giuseppe Plazzi. Sembrava quindi interessante leggere storie sui disturbi del sonno raccontate da un esperto che ne è a contatto quotidianamente. Nello studio del Dott. Plazzi si odono tantissime storie, divertenti o a volte tragiche. Nel laboratorio di polisonnografia (la “camera del sonno”) strani casi vengono registrati e buffi personaggi vi entrano accettando di buon grado di essere ricoperti di ellettrodi affinché la loro attività durante il sonno (cerebrale, muscolare, cardiovascolare e non solo) venga monitorata. Entusiasmante fucina di ricerca scientifica, la  video-polisonnografia consente, infatti, ai ricercatori di documentare ogni tipo di comportamento atipico durante il sonno, così da dare nome a strani accadimenti notturni. Con I tre fratelli che non dormivano mai e altre storie di disturbi del sonno, Giuseppe Plazzi ci fa entrare nel suo laboratorio: una “camera del sonno” rischiarata da luci artificiali e arredata di solo un letto. Qui ha deciso di radunare alcuni dei suoi pazienti più interessanti. «I loro disturbi talvolta faranno vacillare ogni nostra certezza sulla realtà in cui viviamo. Ci saranno notti, in questo nostro viaggio insieme, in cui prevarrà l’incubo e il terrore. Altre in cui, invece, i fenomeni davanti ai nostri occhi ci strapperanno un sorriso.» Eppure, continua Giuseppe Plazzi, ognuno di noi sarà in grado di «riconoscervi ricordi, sospetti e sensazioni familiari, e di comprendere la propria mente molto più di quanto sia possibile immaginare». In un periodo in cui il nostro sonno è probabilmente irregolare – a volte non si dorme mai altre si fanno sogni strani e ricorrenti – saperne qualcosa di più potrebbe attivare una spia d’allarme o forse tranquillizzarci. Giuseppe Plazzi: «il mondo dei sogni può essere una foresta spaventosa» Ma dunque noi come sogniamo? E cosa può accaderci di insolito e pericoloso durante il sonno, di cui il mattino dopo saremo totalmente inconsapevoli e dimentichi? Furono N. Kleitman e due suoi allievi ad assodare che, ogni 70-90 minuti, il sonno profondo che ci avvolge durante le prime fasi, viene interrotto dalla fase REM (rapid eye movements). Durante il sonno con movimenti oculari rapidi l’elettroencefalogramma somiglia a quello di un uomo sveglio: l’attività mentale è vivace, vivida, bizzarra. Durante il sonno REM, infatti, si sogna. Non per tutti, però sognare significa vivere esperienze oniriche piacevoli, o risvegliarsi con sollievo riconoscendo come “per fortuna era solo un incubo”. Addentrarsi nella foresta del sonno significa anche avere a che fare con l’orrore: leggendo le storie riportate da Giuseppe Plazzi, talvolta sembrerà di assistere a scene di un film horror. Per fare un esempio, potremmo ricondurci a un fenomeno abbastanza diffuso nei bambini, denominato pavor nocturnus, ovvero il «terrore notturno». Un appuntamento notturno con il risveglio straziante di un figlio che improvvisamente, […]

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Libri

Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone

Da pochissimo è uscito Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone, scrittore napoletano che Eroica Fenice già ebbe modo di intervistare in occasione dell’evento Ricomincio dai libri. Edito da Einaudi, il romanzo è un viaggio nella testa di un ipocondriaco “Doc” e, dato il momento storico che stiamo vivendo, la sua analisi risulta più che mai attuale. Lorenzo Marone, biografia dell’autore Lorenzo Marone è uno scrittore affermato che non ha bisogno di presentazioni. Dopo dieci anni trascorsi ad esercitare la professione di avvocato dedica anima e corpo alla scrittura, la sua più grande passione. Tra i suoi ultimi romanzi ricordiamo Magari domani resto ( edito da Feltrinelli nel 2017 e vincitore del Premio Selezione Bancarella 2017) e Un ragazzo normale  (edito da Feltrinelli nel 2018 e vincitore del premio Premio Giancarlo Siani 2018) Tra le sue opere ricordiamo anche La tentazione di essere felici, che ha ispirato il film La tenerezza di Gianni Amelio, La tristezza ha il sonno leggero, da cui il regista Marco Mario de Notaris ha tratto l’omonimo film, Tutto sarà perfetto e il saggio Cara Napoli. Inventario di un cuore in allarme, sinossi Il romanzo è un regalo che l’autore ha deciso di fare ai suoi lettori. Lorenzo Marone si mette totalmente a nudo, facendo un atto di grande coraggio. Decide di raccontare di sè, della sua fobia verso le malattie, rientrando pertanto nella folta categoria degli “ipocondriaci“. Per queste persone il cuore è continuamente in allarme, perché la paura è sempre presente come una gentile consigliera un po’ troppo invadente. Il libro è un’analisi autoironica della sua vita, dove la fobia di ammalarsi è sempre presente e ormai chi gli sta accanto la tollera benissimo. In primis la moglie, che riesce a smorzare ogni sua preoccupazione, il figlio piccolo che lo aiuta a distrarre la sua mente dal suo pensiero fisso quotidiano (che purtroppo cambia in continuazione), gli amici più cari che gli vogliono bene e ci ridono su, spesso assecondandolo più del dovuto, infine il suo psicoterapeuta– del quale il protagonista non nutre immensa fiducia- che gli affida compiti che lui non riesce a rispettare. Inventario di un cuore in allarme è anche un excursus tra le migliaia di fobie esistenti delle quali soffrono le persone più insospettabili e che, il più delle volte, adattano la loro vita alle loro nevrosi ed ossessioni; c’è chi deve chiudere più volte la macchina prima di andare al lavoro, chi non teme le altre malattie ma solo ed esclusivamente  una, quale ad esempio la “meningite”. La cosa incredibile è che nella lingua italiana ogni fobia esistente, e ne esistono davvero tante, ha una definizione precisa e dal nome più disparato. Inventario di un cuore in allarme è frutto di uno studio accurato che abbraccia più discipline, che vanno dalla scienza alla religione, e risulta più che mai attuale (addirittura profetico) quando si parla del rischio di una pandemia che pesa come una minaccia sul mondo già dal qualche anno, causato dall’insorgere di nuovi virus e batteri […]

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Libri

Da Vinci su tre ruote: un libro di Alessandro Agostinelli

Da Vinci su tre ruote. In scooter alla scoperta del genio è un recente testo scritto da Alessandro Agostinelli (scrittore, poeta, storico delle arti visive) e pubblicato per la casa editrice Exorma. Da Vinci su tre ruote. In scooter alla scoperta del genio: il testo Come evincibile a chiare lettere dal sottotitolo scelto da Alessandro Agostinelli per il suo testo, Da Vinci su tre ruote. In scooter alla scoperta del genio tratta di Leonardo Da Vinci in una maniera inconsueta: un libro “itinerante”, odeporico, un viaggio nei luoghi – e attraverso i luoghi – di Leonardo da Vinci in sella a un ciclomotore: «Ho deciso che avrei compiuto un viaggio con uno scooter sulle orme di Leonardo da Vinci […] Oltre un anno fa mi sono messo in testa di ripercorrere le tappe importanti della vita di Leonardo da Vinci. Avevo deciso di fare il viaggio con uno scooter e un camper al seguito, con sopra la troupe per girare i video che avrebbero composto il docufilm sul viaggio di Leonardo», ci informa l’autore già dalle prime pagine del suo racconto. Narrazione odeporica, dicevo: si descrive minuziosamente il viaggio, si narrano le vicende occorse, si descrivono in dettaglio i luoghi visitati (naturali, antropici, di ristoro), si ripercorrono con dovizia di particolari gli incontri avvenuti in itinere; «Il viaggio è stato una lunga passeggiata in scooter nel senso della storia, della fama e della fortuna di questo personaggio», ricorda Agostinelli. Le fotografie a testimonianza della sua impresa, sembrano inequivocabilmente suggerire la passione per le moto (di fianco a quella per l’arte), così come i numerosi passi dedicati dallo storico dell’arte ai ciclomotori stessi. Il viaggio di Alessandro Agostinelli lungo i luoghi di Leonardo da Vinci è un viaggio a prima vista molto particolare, inconsueto, in sella al ciclomotore «MP3 500 hpe business» della Piaggio, (percorrendo chilometri su chilometri fra Italia e Francia, andata e ritorno) e con al seguito il suo gruppo di teleoperatori ed assistenti a bordo di un autoveicolo; lo stesso autore di Da Vinci su tre ruote. In scooter alla scoperta del genio ci spiega il motivo di questa scelta, rintracciando un personale tratto d’unione fra Leonardo da Vinci e il costruttore Corradino D’Ascanio: «Se è vero che sappiamo riconoscere un avvertimento, sapremmo stabilire altrettanto bene cosa passa tra una invenzione e un inventario? Difficile dirlo, perché spesso quella che sembra una nuova creazione di un fatto è un inventario di cose messe assieme che in apparenza non sembravano stare assieme. Quando l’ingegnere Corradino D’Ascanio creò la Vespa prese in prestito un pezzo del motore di un elicottero e disegnò una scocca che ricordava il corpo di una vespa. Ne venne fuori – è proprio il caso di dirlo – un miele di scooter. Anche Leonardo da Vinci aveva questa capacità, cioè quella di mettere insieme in maniera performante cose inventate da altri, macchinari e ingranaggi che altri avevano pensato e fabbricato, ma che nella sua inventiva venivano composti insieme in maniera più efficace, erano assemblati finché non […]

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Libri

Sommersione: recensione del libro di Sandro Frizziero

Sommersione è il recente romanzo scritto da Sandro Frizziero (scrittore e docente di lettere presso Chioggia e finalista al premio John Fante nel 2019 con il suo primo libro, Confessioni di un NEET, pubblicato per i tipi di Fazi Editore nel 2018), e pubblicato per la casa editrice Fazi Editore lo scorso febbraio. Il testo, che sembra assumere la foggia di una lunga lettera pensata dall’autore del romanzo come scritta dal “suo” narratore, intradiegetico e onnisciente allo stesso tempo (forse un alter-ego letterario, in un certo senso, dello stesso autore Sandro Frizziero) e rivolta ad un «odioso pescatore», “immerge” subito il lettore nella storia narrata, con estrema immediatezza e cruda violenza, trascinandolo giù nei torbidi fondali, come pesce brutalmente pescato, nel mare dei pensieri esacerbati e delle figure narrate. Sommersione: il testo Scorrendo in lettura le pagine del romanzo, sembra emergere chiarissimo il tema portante, il nucleo narrativo attorno al quale si estende e si propaga il senso del testo, sommerso fra un’isola arida e il mare che la circonda: la descrizione di un’ambientazione riarsa dal sale del mare, come le coscienze dei protagonisti pensati e descritti dall’autore. Sicuramente la prospettiva di Sandro Frizziero è intrisa di infelicità, di una certa profondissima sofferenza e solitudine, fortemente percepita nella lettura di Sommersione in tutto il suo proprio dolore. Solitudine morale, indifferenza, brutalità, rimordono gli isolani di Sommersione, “prosciugandoli”, in termini montaliani; un “male di vivere” aleggia ferale e trasuda fra le pagine del testo, un male di vivere violento, cattivo, foriero di brutalità e comportamenti del tutto abietti. Un “mondo chiuso”, sommerso da ombre tetre “zuppe” di crudeltà: fra tutte, emerge violentissima la crudeltà del pescatore che fa mattanze di pesci e di uomini, nell’atrocità delle sue maglie che fanno agonizzante il pescato. Le descrizioni sono costruite in negazione, nella loro assenza di vita. Sommersione: già dal titolo, fra l’altro eloquentissimo, si può comprendere il senso del discorso portato avanti e già a partire dallo stesso titolo sembra delinearsi l’intento dell’autore, ossia un’immersione totale – una sommersione, appunto – nel mare, quel mare che è contemporaneamente luogo fisico d’ambiente naturale e luogo intimo dell’animo umano: una dimensione marina pluriesistenziale, insomma, una sommersione fra le acque che sono fuori e che sono dentro ai personaggi; una riflessione, una lunga tormentata e impietosa riflessione, che Sandro Frizziero costruisce sul dialogo fra il suo narratore-scrivente e l’uomo suo interlocutore-destinatario; una riflessione sui malesseri torbidi e i mali sordi dell’esistenza: un romanzo proiettato, insomma, a me pare, all’interno di una prospettiva d’indagine interiore. Fonte immagine in evidenza: https://fazieditore.it/catalogo-libri/sommersione/

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Libri

Confidenza, recensione dell’ultima opera di Domenico Starnone

Da poco è uscito nelle librerie “Confidenza” (Einaudi, 2019) l’ultima opera dello scrittore Domenico Starnone,  autore di molti libri tra cui spiccano “Scherzetto” (2016) e “Lacci” (2014), entrambi editi dalla casa editrice Einaudi. “Confidenza”, uscito nelle librerie alla fine del 2019, è l’ultimo libro dello scrittore napoletano Domenico Starnone, nonché sceneggiatore ed insegnante, autore di numerose opere di spessore che vanno dai libri “Via Gemito” (Feltrinelli, 2000, vincitore del Premio Strega) al già citato “Lacci” (Einaudi, 2014)  a sceneggiature di film di registi famosi quali Michele Placido (“Ovunque sei”, 2004), Sergio Rubini (“L’uomo nero”, 2009), Alessandro D’Alatri (“La febbre”, 2005). Inoltre, Domenico Starnone è stato uno degli scrittori a cui  è stata attribuita l’identità di Elena Ferrante. Confidenza di Domenico Starnone: la sinossi Pietro e Teresa sono un’insegnante e un’alunna che si innamorano. Ma il loro amore è decisamente tempestoso perché Teresa ha un carattere impulsivo e passionale che mal si collima con il bisogno di perfezione di Pietro e il suo desiderio di piacere agli altri. Dopo che si sono lasciati restano legati da un segreto: una confidenza su un episodio del passato che ciascuno di loro ha vissuto in precedenza e che, sicuramente, non li riempie di orgoglio. Una “confidenza” banale  diventa una sorta di “ricatto morale” per Pietro, che trasforma Teresa nel suo “Super io” personale che frena le sue passioni e alimenta la paura di perdere tutto quello che ha costruito. Una riflessione sulla nostra identità “Confidenza” è un romanzo complesso, caratterizzato da un stile narrativo fluido e coinvolgente e da una trama che lascia aperti molteplici interrogativi. “Confidenza” è una riflessione sulla nostra identità e sul conflitto interiore che ciascuno di noi vive, quello tra quello che siamo  e quello che mostriamo agli altri, su cosa ci dà consenso e rafforza la nostra autostima. L’identità, malgrado sia rafforzata da una florida carriera, come nel caso di Pietro che diventa uno scrittore ed oratore di successo (le presentazioni dei suoi libri gli danno più notorietà delle stesse opere), resta fragile di fronte alla “minaccia” rappresentata da Teresa e alla possibilità che racconti al mondo il suo “segreto”. Domenico Starnone, confermando la sua grande capacità narrativa, mediante i personaggi di Teresa e Pietro ma anche di Nadia, la moglie di Pietro, inizia un percorso di analisi dell’animo umano soffermandosi sulla complessità dei rapporti interpersonali, fatti di equilibri estremamente precari e volubili che spesso finiscono nello sfociare in tradimenti, in insicurezze e in crisi identitarie.

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