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Eroica Fenice

La Tag: ricette contiene 29 articoli

Cucina e Salute

Food delivery in Campania: un’idea di Giuseppe Maglione

Giuseppe Maglione, titolare delle pizzerie Daniele Gourmet e Daniele Urban (ad Avellino), ha messo a punto un’idea particolare di food delivery in Campania: Instanteat. Ne abbiamo parlato direttamente con lui, nell’intervista che segue. Giuseppe Maglione e l’idea delle pizze d’eccellenza surgelate per il food delivery in Campania Giuseppe, vuole descrivere la sua idea ai nostri lettori? Com’è nata l’impresa? L’idea è nata nello stesso modo con cui creo una nuova pizza: dalle mie esperienze, il mio vissuto, la mia quotidianità. Ero chiuso con il ristorante da alcuni giorni a causa del decreto e mi stavo dedicando alla spesa per la mia famiglia in un supermercato. L’occhio è caduto sulle pizze surgelate, o meglio sulle consegne delle pizze surgelate. Ho pensato che potevo farlo anche io, ma garantendo la massima qualità del prodotto. Qual è stato l’iter da seguire per poter avviare la produzione? Ho dovuto chiedere l’ampliamento delle licenze che mi permettevano di esercitare in questo momento. Ho fatto domanda agli enti di competenza e avendo tutti i requisiti ho ottenuto i codici Ateco che mi consentono di lavorare come laboratorio e effettuare la vendita così come accade per gli alimentari e i minimarket. Com’è possibile ordinare le pizze sfornate e surgelate? Quale numero contattare e fino a quale distanza, in chilometri e raggi territoriali, saranno effettuate le consegne? Le pizze si possono ordinare tramite un’ applicazione, Instanteat, che permette di scegliere i vari prodotti a disposizione compreso gastronomia e enoteca. Dalla prossima settimana sarà possibile effettuare anche l’acquisto con carta di credito. Inoltre, per qualche giorno, è ancora possibile ordinare chiamando direttamente al ristorante. La distribuzione copre la città di Avellino e i comuni limitrofi, ma le idee iniziano a guardare al resto d’Italia e – perché no? – all’estero. Abbiamo avuto subito tante proposte, già alcune gastronomie di lusso hanno richiesto le mie pizze. Vuole descrivere ai lettori di Eroica Fenice quali sono (e quali saranno, prossimamente) i condimenti e i gusti delle pizze che potranno assaporare a domicilio direttamente dalle sue pizzerie? Per ora abbiamo deciso di tenere in carta le nostre pizze più gettonate: Porcini e provola, Violetta, Margherita, Pepe verde, Mortazza e pistacchi. È possibile ordinare l’opzione senza glutine, ma per ora soltanto per Margherita e bianca. Le pizze arriveranno a casa del consumatore con l’apposito kit. Basterà seguire le indicazioni e il gioco è fatto.   Quali sono i suoi progetti futuri? Come pensa di sviluppare il progetto a latere dell’ordinaria attività di ristorazione in loco? Nel frattempo stiamo lavorando per la riapertura, abbiamo già a disposizione un’applicazione, Istanteat dove è possibile visualizzare il menù digitale adattabile a tutte le lingue del mondo, in questo modo eliminiamo il menù cartaceo che potrebbe essere fonte di batteri. Sempre tramite smartphone si potrà pagare anche il conto. Inoltre, ho ordinato delle lampade speciali che si utilizzano in sala operatoria in modo da distruggere tutti i batteri all’interno dell’ambiente. Posate e bicchieri saranno riposti in vari contenitori sterili e all’ingresso ci sarà tutto il materiale che occorre per […]

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Ricette del riciclo per valorizzare la dispensa casalinga

In questo articolo vi mostreremo alcune ricette semplici e gustose, per preparare dei piatti con pochi ingredienti che tutti noi abbiamo in dispensa. Non sempre è necessario disporre di ingredienti nobili, costosi o reperibili a fatica per approntare dei piatti singolari, ma è bene – soprattutto in queste lunghe giornate da trascorrere in casa, angustiati dalla quarantena causata dal Coronavirus, in cui non abbiamo modo di fare la spesa con la comodità normale e consuetudinaria – dedicare un po’ di energie ad ingegnarsi nell’ideazione e nella preparazione di ricette “antispreco”, con pochi ingredienti di base, presenti nella dispensa di ciascuno di noi. Vi proponiamo, dunque, una serie di ricette la cui formulazione è basata proprio su principi di riciclo genuino di avanzi e sulla rifunzionalizzazione di piatti già pronti, che possono trasformarsi in alternative di recupero ancora più sfiziose ed appetibili.  Ricette dolci, facili e veloci, da gustare a colazione o a merenda Biscotti di Muesli e polpa di frutta 250 g. di polpa di frutta molto matura che si ha in casa (banana, mela, pera) 150 g. di muesli Farina q. b. Cannella Quest’idea golosa è l’ideale quando si hanno pochi ingredienti a disposizione nella dispensa: serviranno, infatti, solo due ingredienti principali e una manciata di minuti per la preparazione e la cottura. Occorre sbucciare la frutta scelta, ridurre la polpa in purea con una forchetta e raccoglierla in una ciotola; aggiungere il muesli che si ha in casa, di qualsiasi tipo esso sia (ad esempio al cioccolato o ai frutti rossi), amalgamare perfettamente gli ingredienti, perfezionando la consistenza con della farina, e aggiungere un buon sentore di cannella spolverizzandola all’interno. È importante lasciare riposare il composto per 10 minuti, in modo che i cereali assorbano l’umidità del frutto. Realizzare dei ciuffetti d’impasto con due cucchiaini, adagiarli su una piastra foderata con la carta da forno e cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per 15-20 minuti. Torta di amaretti e frutta secca 250 g. di pane secco 500 ml di latte 2 uova 70 g. di amaretti 50 g. di zucchero Noci, pinoli, mandorle, uvetta a piacere (a seconda di ciò che si ha a disposizione in casa) Una tazzina di caffè 40 g. di cacao amaro Questo dolce di recupero nasce principalmente per utilizzare il pane vecchio e per svuotare la dispensa. Non vi è un vero e proprio procedimento, perché il principio su cui si fonda è quello di unire ciò che abbiamo a casa, valutando la consistenza finale del composto, che non deve essere né troppo liquida né troppo compatta. L’unico passaggio fondamentale consiste nel tagliare il pane a pezzi, porlo in una ciotola capiente con il latte, lasciarlo in ammollo in frigo per un paio d’ore e rimescolare accuratamente in modo da ottenere un composto il più possibile omogeneo. Dopo aver aggiunto e amalgamato i restanti ingredienti, trasferire in una teglia, imburrata e infarinata, e porre in forno preriscaldato a 180 °C per 50-55 minuti, valutando la cottura con uno stecchino. Il dolce dovrà […]

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Dolci senza uova e latte: 3 ricette per tutti i gusti

Si possono preparare dolci senza uova e latte? Si tratta degli ingredienti base della maggior parte di ricette ma se questi mancano nessuno si accorgerà della differenza! Una torta può essere deliziosa, leggera e soffice anche senza proteine animali. I dolci senza uova e latte sono buoni proprio quanto quelli più tradizionali. Questo articolo è per gli intolleranti alle uova e al latte, per i vegani, per chi si sta preparando alla prova costume e per chi vuole preparare un dolce ma gli manca sempre qualche ingrediente! Dolci senza uova e latte: come fare un dolce senza questi ingredienti? Gli ingredienti secchi (farina, zucchero, cacao, lievito…) non devono essere mescolati necessariamente con latte o uova. Il trucco è trovare sempre la giusta proporzione tra polveri e parte liquida. Le alternative al latte possono essere latte vegetale (soia, mandorle, cocco…), olio, succo d’arancia o di limone. Le alternative alle uova sono farina di riso, amido di mais, fecola di patate o semi di lino che immersi in un liquido diventano molto gelatinosi, quasi quanto l’albume d’uovo. La consistenza finale che si otterrà non sarà molto diversa dalla classica torta con uova e latte. Preparare dolci senza uova e latte è possibile e come! Dolci senza uova e latte: torta all’acqua Ecco a voi il primo dolce, la prima ricetta con albume d’uovo –  Ingredienti: 330 g di acqua 300 g di farina 00 200 g di zucchero 90 g di olio di semi 1 bustina di lievito per dolci baccello di vaniglia (facoltativo) Iniziamo setacciando la farina e il lievito in una ciotola. In un altro recipiente versiamo lo zucchero e aggiungiamo l’acqua a temperatura ambiente, mescolando con una frusta affinché lo zucchero si sciolga e aggiungiamo i semini di un baccello di vaniglia. A questo punto all’impasto liquido va aggiunto anche l’olio di semi. Dopo aver mescolato aggiungiamo le polveri un cucchiaio alla volta e mescolando sempre per evitare la formazione dei grumi. L’impasto finale deve essere liscio e morbido. Uno stampo da 22 cm di diametro va rivestito di carta da forno o imburrato e infarinato (in alternativa al burro si può usare l’olio di semi). L’impasto va cotto in forno preriscaldato a 180° per 50 minuti circa. Il colore della torta all’acqua deve essere più chiaro rispetto al tipico dolce con le uova. Se la torta sembra che si colori troppo dopo la prima mezz’ora basta ricoprirla con un foglio di carta stagnola e continuare così la cottura. La particolarità di questa torta è il fatto che se ne possono realizzare tante varianti: al cioccolato, al caffè, al limone e così via… Torta alle banane Ingredienti: 3 banane mature 100 g di zucchero di canna 250 g di farina integrale 1 bustina di lievito per dolci 100 g di olio di semi 130 g di acqua noci e nocciole cannella (facoltativo) La prima cosa da fare è schiacciare la polpa delle banane mature con una forchetta. Quando queste avranno ottenuto la consistenza di una crema, ad esse vanno […]

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Come si fa il gelato? Istruzioni per l’uso

Come si fa il gelato? Il gelato, uno dei dolci più conosciuti al mondo, può essere preparato in vari modi, proviamo ad illustrarvi i nostri preferiti Il gelato è uno dei dolci più conosciuti al mondo. Anche se molti ne attribuiscono la paternità all’Italia, in realtà non si sa con certezza dove sia nato. Secondo alcuni il gelato è nato nel periodo dell’Impero romano quando gli antichi romani inventarono i “nivatae potiones”, veri e propri dessert freddi. Nel Cinquecento, Firenze crea il gelato moderno, fatto di latte, panna e uova grazie all’architetto Bernardo Buontalenti. Il siciliano Francesco Procopio dei Coltelli aprì il primo caffè-gelateria della storia a Parigi, il famoso Caffè Procope. Alla fine del XVIII secolo l’italiano Filippo Lenzi aprì la prima gelateria in America, dove fu inventata la sorbetteria a manovella, brevettata nel XIX secolo da William Le Young. Ma il primo gelato industriale su stecco fu italiano, ed è stato il Mottarello al fiordilatte e nacque nel 1948.  (Fonte: www.istitutodelgelato.it) Ma come si fa il gelato? Per preparare il gelato occorre disporre di una gelatiera, ma se non ne siete provvisti ci sono vari modi per prepararlo usando il robot da cucina (es. il Bimby), l’estrattore o un semplice frullatore o usando solo il freezer! Gelato allo yogurt- Ricetta n. 1 (con gelatiera) Ingredienti per 700 gr di gelato Yogurt 500 ml Panna fresca liquida 125 ml Latte intero 125 ml Zucchero 120 gr Glucosio 10 gr Farina di semi di carrube 5 gr Procedimento: versare la panna e il latte in un pentolino, aggiungere lo zucchero , il glucosio e la farina di carrube  quindi mescolate per fare sciogliere tutti gli ingredienti: portate il composto a 80-85°, poi, mettete subito il pentolino a bagnomaria di acqua fredda e ghiaccio per abbattere velocemente la temperatura. Coprite il pentolino con un coperchio e mettete in frigorifero a raffreddare  per almeno due ore. Quando il composto sarà ben freddo unirlo allo yogurt (anch’esso molto freddo), mescolate per amalgamare gli ingredienti, successivamente mettete il tutto nella macchina per il gelato  e fate mantecare per almeno mezz’ora o fino a che il gelato non sarà cremoso e molto denso. Versate il gelato in un contenitore col coperchio e mettete in freezer per almeno tre-quattro ore. Buon appetito! Fonte: https://ricette.giallozafferano.it/Gelato-allo-yogurt.html Ricetta n. 2 Gelato di frutta (con il frullatore/tritatutto) Ingredienti: frutta 100 g (già congelata e tagliata in piccoli pezzi) zucchero a velo 4o g latte 150 g (già congelato nelle formine del ghiaccio) Procedimento: tirare fuori dal freezer 5 minuti prima frutta e latte congelati e poi mettere tutto nel frullatore, amalgamare fino a quando la consistenza non sarà buona e poi buon appetito! Fonte: http://www.piacerediconoscerti.it/2011/07/gelato-senza-gelatiera/ Ricetta n. 3- Gelato al caffè (senza gelatiera né frullatore) Ingredienti: 3 uova (da tenere prima in frigo) 100 gr di zucchero 500 ml di panna da montare (da tenere prima in frigo) 1 tazzina di caffè lungo (da tenere prima in frigo) 1 cucchiaino di caffè solubile 1 cucchiaino di cacao amaro 1 cucchiaino di liquore al caffè (opzionale, serve a non far ghiacciare il gelato) Procedimento:  Separare […]

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Pancake light, la nostra ricetta

Pancake light (o pancakes light): storia, ricetta e consigli  I Pancake sono dolci che fanno parte della tradizione culinaria statunitense (chiamati anche “hotcake”, “griddlecake” o “flapjack” o “silver dollar pancake” se serviti con panna e marmellata o solo con il burro) ma, vengono preparati anche in altre parti del mondo, Italia compresa. I pancake non sono altro che frittelle, spesse circa 5 millimetri, quindi un po’ più spesse delle  crêpe.  I pancake vengono mangiati anche nel Regno Unito (qui vengono chiamati “Scotch pancake”, sono più piccoli di dimensioni e spesso vengono serviti accompagnati da zucchero e limone) e in Irlanda – come da tradizione- durante il Martedi Grasso (“Pancake Tuesday”). In Australia e Nuova Zelanda si chiamano pikelet, nei Paesi Bassi pannenkoek anche se sono più simili alle crêpe (anche qui c’è sia la versione salata che quella dolce dei pancake). In Argentina, Cile ed Uruguay i pancake, chiamati “panqueque”, vengono farciti con dolce di latte. Gli ingredienti per preparare i pancake nella versione classica sono il burro, la farina, il latte, il lievito, la vanillina, il sale, lo zucchero e le uova, ma molti aggiungono anche  la cannella o il miele o, invece, sostituiscono il latte con lo yogurt. Il più delle volte i pancake vengono serviti accompagnati dallo sciroppo d’acero, le confetture o il burro d’arachidi ma anche dalla frutta, tipo mirtilli o fragole. C’è chi li prepara anche in versione salata, in questo caso i pancake sono accompagnati dalle uova, dal bacon o dal burro fuso. Varie sono le ricette dei pancake, molteplici sono le versioni: light (senza uova, senza burro, senza lievito), vegan (sostituendo il burro con l’olio, il lievito con il bicarbonato di sodio, lo zucchero bianco con quello di canna), per celiaci quindi senza glutine (con la fecola di patate e la farina di riso). Vi proponiamo la ricetta dei pancake light dove si è scelto di non aggiungere il burro. Ricetta Pancake light  Ingredienti: 150 g di farina 00 50 g di zucchero 200 g di acqua 2 cucchiaini di olio d’oliva 1 pizzico di sale 1 cucchiaino di lievito per dolci Procedimento:  In una ciotola unire la  farina, il lievito, lo zucchero e il sale. Con una frusta aggiungere al composto ottenuto l’acqua e l’olio poco alla volta, sempre mescolando così da evitare la formazione di grumi. Versare tre cucchiai di pastella per ciascun pancake in una padella piccola leggermente unta e preriscaldata. Quando compaiono le bolle e i bordi iniziano ad asciugarsi, bisogna girare il pancake. Quando sarà cotto il pancake si staccherà con facilità.  Bisogna fare questa operazione per ciascun pancake. Servirli con il miele, la marmellata o con lo sciroppo d’acero. Fonte: https://blog.giallozafferano.it/maniamore/pancake-light-senza-uova-latte/   Fonte immagine: https://www.pexels.com/photo/appetizing-bread-breakfast-close-up-357573/

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Genovese napoletana, la ricetta e due varianti

La genovese napoletana è un sugo che fa parte della tradizione culinaria partenopea, ecco a voi la ricetta e due interessanti varianti La “Genovese” è un sugo  cult della cucina napoletana, si avete letto bene, napoletana e non genovese. Allora da dove proviene tale denominazione? Secondo varie fonti la genovese napoletana risale al periodo aragonese: si narra che in quel periodo a Napoli ci fossero molte taverne gestite da cuochi genovesi che cucinavano un piatto con cipolle e carne, riconducibile proprio alla Genovese. Secondo altre fonti invece, la genovese si chiama così perché il cuoco che l’ha ideato, malgrado fosse napoletano, veniva soprannominato ” ‘O genovese”. E, ancora, c’è chi afferma che  il termine “Genovese” derivi dal francese “Geneve”, cioè Ginevra, la città della Svizzera. Qualunque sia l’origine, la Genovese è un ragù buonissimo, al quale il popolo partenopeo è molto affezionato tant’è che a Napoli è stata organizzata addirittura una manifestazione alla quale eravamo presenti anche noi di Eroica Fenice: “Genovese 7su7”. Ricetta tradizionale della Genovese napoletana Ingredienti 600 g Manzo (girello, magatello o lacerto) 1 kg Cipolle dorate 60g Sedano 60 g Carote 1 ciuffo Prezzemolo 1 foglia di Alloro 100 g Vino bianco Olio extravergine d’oliva q.b. Sale fino q.b. Pepe nero q.b. Parmigiano reggiano q.b Procedimento: La preparazione del ragù della genovese inizia con l’affettare le cipolle in maniera molto sottile per poi trasferirle in un recipiente. Dopodiché si sbucciano e si tritano finemente carota e sedano senza buttare il ciuffo. Si passa poi alla carne che deve essere ripulita dal grasso in eccesso e poi tagliata in pezzettoni (5 o 6). Riprendere il ciuffo di sedano, unire al prezzemolo e alla foglia di alloro e legare il tutto con uno spago da cucina per creare un mazzetto odoroso. A questo punto spostarsi ai fornelli. Mettere le cipolle con abbondante olio in una pentola capiente, unire sedano, carota e lasciare insaporire per un paio di minuti a fuoco dolce. Aggiungere la carne, un pizzico di sale e il mazzetto odoroso, mescolare e lasciare insaporire. Poi abbassare la fiamma e coprire con il coperchio. Da questo momento in poi bisogna cuocere il tutto per almeno 3 ore. Controllare e mescolare la genovese di tanto in tanto, non è necessario aggiungere acqua o brodo perché le cipolle non permetteranno che il composto si asciughi. Passate le tre ore, eliminare il mazzetto odoroso e aggiungere il vino, alzando leggermente la fiamma e mescolare. Far cuocere per almeno un’altra ora senza coperchio mescolando spesso e bagnando con il vino man mano che il fondo si sarà asciugato. Poi togliere un pezzo di carne, sminuzzarlo su un tagliere e tenere da parte se preferite usare la genovese come primo piatto. La pasta per eccellenza da usare per la genovese sono gli ziti. In questo caso la carne servirà da condimento. Aggiungere abbondante parmigiano e un po’ di pepe e servire. Fonte: https://ricette.giallozafferano.it/Genovese.html Ricetta della Genovese- prima variante (Genovese di Tonno di Pasquale Torrente) Ingredienti  400 gr. di ziti lunghi spezzati in 8 parti prima della cottura 1 carota […]

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La pizzetta fritta, scrigno di sapori napoletani

La pizzetta fritta napoletana: non esiste solo la classica pizza, ma anche questa gustosissimo tesoro dello street food amato proprio da tutti. Tutti conosciamo la classica pizza napoletana, vera e propria Mecca dei sapori e dei piaceri presso cui andare in pellegrinaggio sempre e ovunque, e non c’è nulla da aggiungere a qualcosa che sprigiona la propria poesia autonomamente, soltanto al primo morso e al primo contatto con le papille gustative. Nell’Olimpo dello street food, sono però molti gli astri a brillare, molte sono le divinità che rifulgono in tutta la loro lucentezza dorata: frittatine, crocché di patate, fritture miste di mare e di terra, ma anche lei. Sì, lei la pizzetta fritta, da non confondere con la pizza fritta, altro pezzo di storia incastonato nel museo napoletano. C’è quasi  da confondersi in questa specie di tassonomia culinaria, ma il cuore (o lo stomaco) riuscirà sempre a ricondurci alle varie differenze tra le pietanze, per gustarle tutte al meglio e rispettandone l’unicità. Spesso messa in secondo piano rispetto alla più conosciuta e rassicurante pizza napoletana, la pizzetta fritta si ritaglia comunque il suo angolo di autonomia e gloria: assaporata in piedi, tra le viuzze lastricate del centro storico, seduti sulle scale, da soli o in condivisione con chi si ama, la pizzetta fritta è come una perla intrisa di olio, pomodoro e mozzarella. Soltanto in formato più piccolo della classica pizza, e con una cottura diversa. La storia della pizzetta fritta napoletana, chiamata anche “montanara”: da Antonio Valeriani passando per L’Oro di Napoli di Vittorio De Sica. Le pizzette fritte dette anche pizzetta montanara, come tante perle ammucchiate in uno scrigno, fanno davvero gola e si lasciano mangiare prima, ed innanzitutto, con lo sguardo. Chiamata anche “montanara”, la pizzetta fritta si presenta come un succulento e verace disco di impasto di pizza, e ha delle origini davvero antiche: secondo alcuni, comparirebbe in un testo tradizionale di Antonio Valeriani, risalente al 1600, e in cui verrebbe descritta come una pietanza irrinunciabile della domenica, mentre secondo altri sarebbe stata portata a Napoli da forestieri. Non conosciamo la verità, ma sappiamo quando è avvenuta la sua consacrazione: nel film di Vittorio De Sica, L’Oro di Napoli,  la pizzetta fritta è preparata da una verace e sensualissima Sofia Loren, e ciò ha proiettato questo pezzo di street food nell’immaginario collettivo come un fotogramma indelebile. E, a proposito di Sofia Loren, è proprio presso la pizzeria “Donna Sophia”, nel cuore di Via dei Tribunali, che si può gustare un’ottima pizzetta fritta trasudante gusto, amore e tradizioni. Ma perché alcuni chiamano la pizzetta fritta napoletana “montanara”? Questo inusuale nome deriverebbe da una credenza che vede la pizzetta fritta come un’invenzione dei “montanari”, i contadini che vivevano nelle zone montuose e che erano soliti mangiare, durante le pause dalle fatiche quotidiane, panini farciti con pomodoro, basilico e formaggio. La ricetta della pizzetta fritta: come farla in casa e concedersi una cena veloce e sostanziosa! Con l’autunno e l’arrivo dell’inverno, si sa, la pigrizia dilaga, e anche solo affrontare il freddo sferzante […]

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Dolci con albumi d’uovo: 3 buonissime ricette

Dolci con albumi d’uovo, le nostre tre proposte   L’albume d’uovo è un alimento importante nella dieta, in quanto è composto principalmente da acqua e proteine, da sali minerali (magnesio, sodio, potassio), da vitamine del gruppo B e glucidi. Proprio per la sua composizione, l’albume d’uovo è uno degli alimenti preferiti dagli atleti che lo mangiano sotto forma di barrette o pasta proteica.  L’unico neo dell’albume d’uovo è che può causare manifestazioni allergiche nei bambini perciò va introdotto gradualmente nella dieta. Nell’alimentazione quotidiana il più delle volte è il tuorlo d’uovo ad essere preferito, sia perché più digeribile, sia perché più versatile in cucina, perciò spesso accade di ritrovarsi con avanzi di albume d’uovo da smaltire. Vi consigliamo pertanto 3 ricette facili e veloci per preparare dolci con albumi d’uovo. Ricetta n.1 di dolci con albumi d’uovo – Meringhe Ingredienti per 1 dose 130 g di albumi (circa 4 bianchi d’uovo) 130 g di zucchero semolato 130 g di zucchero a velo Procedimento: Mescola insieme lo zucchero semolato e quello a velo e dividi il composto in due parti più o meno uguali. Metti gli albumi in una ciotola perfettamente pulita e asciutta, aggiungi la prima metà degli zuccheri e monta a neve ben ferma con il frullino elettrico. Se usi una planetaria dovrai montare per circa 5-7 minuti, almeno 10 minuti con un frullino elettrico. Devi ottenere un composto bianco, sodo. Setaccia la parte restante degli zuccheri direttamente sopra la ciotola e incorpora lentamente usando una spatola di silicone, facendo attenzione a lavorare piano, dall’esterno verso l’interno. Metti la meringa in una sac-à-poche. La meringa si cuoce a 105°C nel forno statico. Se usi il forno ventilato, diventeranno gialline. Il tempo di cottura varia a seconda della dimensione delle meringhe, per ottenere le piccole meringhe da caffè basta spremerle sulla teglia rivestita di carta forno e cuocere per 1 ora. Quando il tempo di cottura è terminato, apri lo sportello del forno e lascia che le meringhe perdano calore tenendole all’interno. Staccale dalla carta solo quando saranno fredde. Conservale sopra un vassoio o in un barattolo (si mantengono 5 giorni). (Fonte: Csaba dalla zora) Ricetta n. 2 di dolci con albumi d’uovo – Lingue di gatto Ingredienti (per 30 lingue di gatto)  100 g burro a temperatura ambiente  100 g zucchero a velo  100 g farina 00  100 g albumi a temperatura ambiente Procedimento Per preparare le lingue di gatto metti il burro a temperatura ambiente in una ciotola insieme allo zucchero a velo e lavora il tutto con le fruste fino ad ottenere una crema liscia. Separa i tuorli dagli albumi, aggiungi metà dose di albume, mescola, e versa metà dose di farina setacciata poco alla volta, continuando sempre con le fruste. Unisci anche l’altra metà degli albumi e mescola, quindi il resto della farina fino ad ottenere un composto omogeneo. Trasferisci il composto ottenuto in un sac-à-poche munita di una bocchetta liscia da 10 mm  e metti in frigorifero per 10 minuti a riposare. Trascorso il tempo necessario, su una […]

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Food

La Pizzeria Martucci apre nel cuore del Vomero

La Pizzeria Martucci, erede della Pizzeria Michele sita in via Martucci, ha inaugurato mercoledì 31 ottobre un nuovo locale in via Santa Maria della Libera 5, nel cuore del Vomero. A presentare questa nuova avventura imprenditoriale è stato Fabio Macchitelli, figlio di Antonio, esperto del settore grazie ad un’esperienza ventennale alle spalle. L’iniziativa concilia dunque tradizione e innovazione, in modo da accogliere clienti di ogni età, dai fedelissimi della Margherita agli amanti delle pizze più particolari ed inedite. Pizzeria Martucci, quando il vascio incontra l’arte moderna Il locale, intimo ed accogliente, è arredato con un design moderno: sulle pareti sono esposte le foto della zona dei Tribunali scattate da Diego Loffredo e i bassorilievi di Luigi Barricelli che ritraggono la sirena Partenope, la moka e lo sciuscià, simboli tipici della cultura napoletana. All’ingresso è stato ricreato un angolo arredato con tutti gli elementi del vascio, con pentole, maioliche, aglio, cipolla e l’immancabile tombola. Ed è a questo salto indietro nel tempo che si collega l’idea del “tavolo social”, un tavolo quadrato da dodici posti dove possono accomodarsi non solo gruppi di amici ma anche sconosciuti che hanno voglia di staccarsi dallo schermo dei cellulari per conoscere persone nuove e mangiare una pizza in compagnia. Tra le intuizioni del designer Raffaele De Bartolomeo spiccano inoltre binari del tram che portava gli scugnizzi al mare a Mergellina e il forno che riproduce il Castel dell’Ovo. Pizzeria Martucci, ingredienti classici e rivisitazioni gourmet Il menu comprende una trentina di pizze, tra cui le “Cremose” e le “Pizze ART”, i classici fritti, i taglieri di salumi e formaggi e i dolci della pasticceria Marigliano. Al pranzo di inaugurazione sono state proposte la Margherita, la zucca e provola, la salsiccia e friarielli, la zucchine, menta e pane tostato ed infine la Cicolime, con cicoli, lime e provola, dal gusto fresco e nuovo. Per i palati più esigenti, amanti delle pizze più elaborate, si consiglia il Cappello del Prete, un gustoso ripieno di ciccioli e ricotta ricoperto dalla tradizionale margherita, la Montanara Ripiena e la Tartufata, il tutto accompagnato da una buona selezione di birre artigianali. Dalle materie prime al design, nella Pizzeria Martucci tutto è curato nei minimi dettagli per rendere piacevole l’esperienza dei clienti, che assaporeranno la vera pizza napoletana vivendo la tradizione storica e culinaria della città.

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Torte di Halloween: due spaventose ricette della tradizione

Torte di Halloween, le nostre ricette! All Hallow Eve, cioè “vigilia di tutti i santi”, è la sera del 31 ottobre che precede il giorno del 1 novembre dedicati a tutti i Santi. L’origine di Halloween è celtica: per le popolazioni delle isole britanniche il 31 ottobre segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno, la stagione più dura. In questa notte le anime dei morti tornavano sulla terra con streghe, demoni e fantasmi. Le tradizioni celtiche e britanniche sono arrivate negli Stati Uniti e qui hanno trovato il loro sviluppo commerciale, anche legato ai bambini. Il carattere macabro della ricorrenza ha assunto un lato ludico… e dolce! Ebbene sì, come ogni festività che si rispetti, anche Halloween è accompagnato da dolci tipici.  Se volete preparare i classici dolci della tradizione di Halloween, questi sono i più gettonati: pumpkin pie e soul cake! Torte di Halloween – le nostre ricette Pumpkin pie La pumpkin pie, sebbene sia una ricetta tipica del giorno del Ringraziamento, viene annoverata tra le torte di Halloween. Questo probabilmente grazie all’ingrediente chiave ovvero la zucca, simbolo incontrastato della notte delle streghe, nonché elemento di stagione. La torta di zucca è originaria del Nord America e fu presto esportata in tutto il mondo. INGREDIENTI PER UNO STAMPO DA 22 CM 150 gr di farina 00 1 uovo 50 gr di zucchero 50 gr di burro 1 cucchiaino di buccia di arancia grattugiata 1 pizzico di lievito INGREDIENTI PER IL RIPIENO 3 uova 110 gr di zucchero 120 gr di panna da montare 400 gr di polpa di zucca 1 cucchiaino di cannella ½ cucchiaino di zenzero 1 pizzico di sale PROCEDIMENTO Pulite la zucca eliminando i semi, i filamenti e la buccia, prendete la polpa (che dovrà pesare 400 gr), tagliatela a pezzi e cuocetela a vapore per 15 minuti. Adesso preparate la pasta frolla. Versate in una ciotola la farina, fate un buco al centro e aggiungete l’uovo, il burro tagliato a pezzetti, lo zucchero, il lievito e la buccia di arancia grattugiata. Impastate tutti gli ingredienti fino a ottenere un panetto morbido e compatto che avvolgerete in una pellicola trasparente e metterete a riposare in frigo per 30 minuti. Dopo i 30 minuti, prendete il panetto e stendete la pasta frolla su una spianatoia con l’aiuto di un matterello, ponendola poi in una teglia precedentemente imburrata e infarinata. Tagliate lungo tutti i bordi la pasta in eccesso e bucherellate la superficie della frolla con una forchetta. Rimettete la base in frigorifero e nel frattempo preparate il ripieno. In una ciotola mettete le uova, lo zucchero, un pizzico di sale, lo zenzero grattugiato e la cannella in polvere. Mescolate e aggiungete la panna, unite la polpa di zucca ridotta a purè, e mescolate fino ad ottenere una crema omogenea. Versate il composto sulla base e infornate la torta di zucca a 200° per i primi 10 minuti e poi continuate la cottura a 170° per i successivi 40 minuti. Una volta pronta, lasciate riposare e raffreddare la pumpkin pie. Infine tagliatela a […]

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