Peppe Barra con Buonasera a tutti | Recensione

Peppe Barra con Buonasera a tutti | Recensione

Peppe Barra, con Buonasera a tutti – dai miei disordinati appunti, si racconta alla platea del Teatro Sannazaro di Napoli in un dialogo intimamente artistico.

Dal 3 al 5 maggio è andato in scena al Teatro Sannazaro di Napoli Peppe Barra con Buonasera a tutti – dai miei disordinati appunti. La regia è stata affidata a  Francesco Esposito e il coinvolgente viaggio musicale al Maestro Luca Urciuolo, al pianoforte. Uno spettacolo fortemente voluto e accolto con molto calore ed entusiasmo, in cui, in circa 80 minuti l’attore si racconta come persona e come artista. Le due dimensioni risultano due facce di una stessa medaglia, talvolta indistinguibili: l’attore, l’artista versatile e la persona si riuniscono in un cammino in cui il teatro è vita e viceversa.

Peppe Barra con Buonasera a tutti – dai miei disordinati appunti: il percorso di un artista

Spiega il regista Francesco Esposito su Peppe Barra con Buonasera a tutti – dai miei disordinati appunti: «[…] Un viaggio nella vita dell’uomo e dell’artista: i suoi ricordi di infanzia e adolescenza nella Procida e nella Napoli degli anni Cinquanta, la sua memoria di giovanissimo attore con Zietta Liù, fino al successo della Nuova Compagnia di Canto Popolare e agli anni di teatro insieme alla indimenticata Concetta Barra, madre e compagna di scena. Una passeggiata nei suoi oltre 60 anni di carriera, tra teatro e canzone, toccando la musica barocca e la tradizione popolare, il mondo magico di Basile, grandi autori come Petito e Viviani, il varietà, il cabaret, fino a giungere ai cantautori contemporanei. Barra sarà unico mattatore in scena – insieme al maestro Luca Urciuolo che lo accompagnerà al pianoforte – per divertire ed emozionare, con follia e poesia. Senza mai interrompere il gioco con il pubblico, come un felice incontro tra bambini che hanno soltanto voglia di stare insieme e divertirsi …con gioia ed ironia».

Infatti, Peppe Barra con Buonasera a tutti – dai miei disordinati appunti allestisce la scena di ricordi, di memorie e di luoghi che hanno composto e caratterizzato la sua vita, sia personale che artistica. Ad ogni momento dedica una scena, da Pulcinella ai numerosi personaggi-maschere interpretati, o una favola di Basile o una canzone popolare. In questo modo, si crea una resa artistica che abbraccia molteplici prospettive, tutte tratte da quel calderone profondo di una tradizione partenopea sempre pronta a essere riscoperta e che parla al pubblico. Tutti ingredienti, non poi così tanto segreti, di una ricetta perfetta per emozionare il pubblico di Napoli.

Tradizione e innovazione

Il regista Francesco Esposito continua a spiegare a proposito di Peppe Barra con Buonasera a tutti – dai miei disordinati appunti: «Il modo di fare teatro di Peppe Barra è stato più volte definito “le mille e una resurrezione dell’animo partenopeo”. Attraverso la sua maschera sarcastica e ai tanti registri vocali – dai più gravi ai più acuti -, unisce da sempre gli elementi colti e popolari della sua città, mescolando nei suoi spettacoli, con facilità, la tradizione e l’innovazione».

E Peppe Barra con Buonasera a tutti – dai miei disordinati appunti dà ancora una volta la prova di una concezione di teatro globale, di arte totale. Il palcoscenico con lui diventa uno spazio di sperimentazione, un luogo in cui prosa, poesia, musica, varietà, cabaret e tanto altro si incontrano e si fondono in una dimensione di assoluta e pura magia.

Fonte immagine di copertina: Ufficio Stampa

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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