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Eroica Fenice

Pompei Theatrum Mundi

Pompei Theatrum Mundi: al via la stagione estiva dello Stabile di Napoli

Il 20 Giugno ha inizio Pompei Theatrum Mundi, la terza rassegna di drammaturgia antica, che nasce dalla collaborazione tra il Teatro Stabile di Napoli, il Teatro Nazionale e il Parco Archeologico di Pompei. A presentare la rassegna, nella conferenza stampa del 18 giugno al Teatro Mercadante, sono Luca De Fusco, direttore dello Stabile di Napoli nonché regista del primo spettacolo in programma, “La tempesta” di Shakespeare, Rimas Tuminas, regista dell’Edipo a Colono e Andrea De Rosa, che ha curato la regia del Satyricon. Accanto agli addetti ai lavori anche il sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, che ha presentato la kermesse teatrale come una possibilità di incontro tra la città vecchia e la città nuova e come una solida base su cui costruire un’identità culturale e artistica, e Emilio Di Marzio, in qualità di rappresentante della Regione Campania: Di Marzio, nel suo intervento, ha sottolineato lo sforzo economico sempre crescente che la Regione Campania garantisce ogni anno a sostegno dell’evento e riconferma i finanziamenti regionali per la stagione teatrale 2020 e la tutela dell’evento al direttore De Fusco.

Il palinsesto della rassegna Pompei Theatrum Mundi 2019 prevede 4 spettacoli

La Tempesta di William Shakespeare, in scena dal 20 al 22 giugno, per la regia “azzardatissima” di Luca De Fusco, che promette una messa in scena dell’ultima opera shakespeariana sorprendente, surreale e strampalata. L’ambientazione del dramma non è più l’isola, ma una biblioteca, e il Prospero rivisto da De Fusco è un intellettuale agorafobico dall’immaginazione fervida e plasmante che il regista mutua, più o meno inconsapevolmente, dal padre, il noto storico dell’arte Renato De Fusco. Nella rivisitazione di De Fusco gli eventi, già inverosimili nell’originale, diventano invenzioni e costruzioni mentali partorite dalla mente del protagonista e vengono scanditi da immagini e citazioni surrealistiche e anacronistiche.

L’Edipo a Colono in scena dal 27 al 29 giugno, una riscrittura di Ruggero Cappuccio dall’opera di Sofocle, diretta da Rimas Tuminas, regista lituano già noto al pubblico dello Stabile dopo lo zio Vanja di Čechov. Tuminas con un’ironia dirompente e una modestia che vuole esorcizzare l’ansia da “prima”, racconta il suo rapporto con il personaggio di Edipo cominciato con l’Edipo re, messo in scena al teatro di Epidauro, e rinsaldato ora dall’Edipo a Colono: l’Edipo di Tuminas è un uomo che porta con fatica e dolore il peso delle colpe sue e della sua stirpe, colpe che neanche la sua sofferenza basta ad espiare.

Il Satyricon di Francesco Piccolo, ispirato a Petronio e diretto da Andrea De Rosa, in scena dal 4 al 6 luglio. Ambientato in una graeca urbs che potrebbe tranquillamente essere una moderna urbs, il Satyricon di Francesco Piccolo cerca la società moderna nella Roma di Petronio, nella città di Trimalcione, una città che ha raggiunto la sua massima estensione e che manca ormai di un obiettivo, di un’ambizione e che per questo gozzoviglia, si accomoda, si abbandona al lusso e alla corruzione. La società del Satyricon, proprio come la società moderna, è una società che ha brama di ricchezza, che la rincorre come fonte di felicità, ma in questa corsa gira perennemente a vuoto.

Il Paradiso perduto. Leela, 11- 13 luglio, chiude la kermesse. La nuova creazione di Vertigo Dance Company, compagnia di ballo israeliana, è diretta dal coreografo Noa Wertheim e vede la collaborazione dello Stabile di Napoli con la Fondazione Matera Basilicata 2019. Con “Il Paradiso perduto” lo Stabile riconferma la sua volontà, già espressa nella stagione 2018 con Non solo Medea, di sostenere gli spettacoli di danza, che faticano a decollare al botteghino rispetto agli spettacoli di prosa, e intende continuare nel suo proposito di incrementare la domanda potenziando l’offerta.

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