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Eroica Fenice

Joele Anastasi

“Io, mai niente con nessuno avevo fatto” di Joele Anastasi, al Piccolo Bellini

Il Piccolo Bellini dal 23 al 28 ottobre ospiterà la compagnia teatrale Vucciria Teatro, che presenterà in scena “Io, mai niente con nessuno avevo fatto“.
L’opera, scritta, diretta e interpretata da Joele Anastasi, vede inoltre in scena Enrico Sortino, Federica Carruba Toscano.
Lo spettacolo è prodotto da Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini.

“Io, mai niente con nessuno avevo fatto” di Joele Anastasi e l’amore che uccide

Se è nelle vostre visioni cinematografiche, di sicuro non avrete potuto dimenticare i movimenti di danza frenetici, rabbiosi per le strade dell’immaginaria provincia inglese di Everington di Billy nel film “Billy Elliot”, in cui mostrava allo spettatore quel suo tormento interiore, quella sua manifestazione di un’interiorità divisa tra ciò che si aspetta da lui e tra ciò che esso desidera, incorniciata dalle note di “Town Called Malice” dei The Jam.
Era difficile la vita per lui, figuriamoci per un ragazzino puppo della Sicilia degli anni ’80.

Suddivisa, frammentata da un continuo, intenso e selezionato gioco di luci, il teatro concettuale dei Vucciria e lo spettacolo di Joele Anastasi ci mostra, come a voler incastonare diversi pezzi fondamentali di quel che è pur sempre un distorto mosaico. La storia di Giovanni, Rosaria e Giuseppe, tre vittime della vita e delle circostanze, che si muovono gravanti del peso di una società che li indica come colpevoli di essere ciò che semplicemente sono.

Bisogna far plauso ai Vucciria, di essersi addentrati in un marasma oggigiorno presente e che finisce puntualmente con l’essere bollato come “momento buio del passato”. Il rancore cresce e il rifiuto della diversità di esso si alimenta e lievita altrettanto, nelle metropoli si nascondono i mostri, confondendosi tra le migliaia di genti mentre nelle province, meno trafficate, esplodono in tutto il loro malessere.
Eppure la “miglior gioventù” continua a venire fuori, il nuovo avanza ed ha una voglia e una forza di sognare indomabili, che neppure il peggior stigma (che sia esso la malattia o l’omosessualità) può fermare. Allora si danza, si salta qua e là, attendendo solo di stare appena un po’ meglio, per partire, andare lontano.
Fin dove il sogno ci spinge.

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