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Eroica Fenice

Stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio

Stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio

Giovedì, 11 ottobre, si è tenuta al caffè letterario Intra Moenia la presentazione della stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano, uno storico palco solcato dai primi passi, indelebili nella tradizione del teatro napoletano, del grande Massimo Troisi, insieme a Lello Arena, Enzo Decaro e tanti altri attori che, tra le pareti del teatro di via San Giorgio Vecchio 31, intrise di un forte spirito teatrale, in un clima di grande fermento culturale, hanno varcato per la prima volta le soglie del palcoscenico. Noi di eroica eravamo presenti alla presentazione della stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio e vogliamo raccontarvela.

Stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio: l’atmosfera

L’aria, a volte, riesce ad addensarsi, a catturare particelle di immaginazione e arte, guarnendo con guadi aeriformi un’atmosfera, colma di magia scenica, di calore fervido della tradizione, dell’ebbrezza della catabasi della sperimentazione. L’aria, a volte, riesce a scalfire tracce tra le pareti con ricordi di parole recitate, di emozioni dal sangue storico. Quest’aria si condensa in uno spazio scenico, travalica la calce annerita di un sottoscala, crea gocce di acqua diafana che riflettono le maschere della tradizione, si congela in un piccolo teatro di provincia e riesce a incastonarsi tra le crepedel palco, conservando la magia del teatro, concentrandola tutta al “Centro Teatro Spazio“, un teatro storico che ha vissuto e rivive tra gli interstizi delle viscere della tradizione e del teatro contemporaneo e di sperimentazione.

Sotto un mantello corposo di polvere negli anni ottanta, il “Centro Teatro Spazio” aveva concluso la sua attività. Aveva concluso le sue energie di suggestioni popolari della commedia dell’arte e le ingenti iniezioni di vitamine di prosa dialettale, aveva smesso di nutrirsi dei recitativi in quel dialetto prorompente, attuale.

Dopo che la maschera di Massimo Troisi si era imposta in tutta Italia, il teatro era morto. Era in stato di decomposizione, sbudellato dall’incuria in una pozza di polvere, nella quale sguazzavano i topi, che  rodendo il legno consunto del palco e la plastica dei vecchi seggiolini di un vecchio cinema di San Giorgio (lì stipati ), giocavano a rincorrersi tra i burattini di Renato Barbieri, famoso burattinaio che aveva mantenuto il luogo come una sorta di scrigno prezioso di orpelli atavici, e lo usava come deposito per le sue creature, un deposito dove aveva conservato anche macigni di affetto, per l’amore per il teatro.

Da lì è partita la sfida. Nel 1988 il drammaturgo, l’attore e regista Vincenzo Borrelli  ha deciso di far riemerge quel prezioso relitto, sprofondato nell’oblio: ha voluto scrostarlo dai sedimenti dell’inattività, oliare quegli ingranaggi ormai ossidati dall’indifferenza e dell’inoperosità; ha dato una definitiva scrollata alla polvere e alla foschia dell’abbandono, risollevando  quel corpo, fatto di tavole del piano scenico e dell’odore caldo della platea, riprendendo l’attività teatrale, sostituendo l’aria pesante dell’umidità alla fragranza eterea dell’arte, quell’arte teatrale che negli anni si era nascosta nell’oscurità del sottopalco e che ora poteva riemergere, in tutta la sua lucentezza.

Dapprima Vincenzo Borrelli, insieme al padre Ernesto e al fratello Marco Borrelli, aveva avviato una iniziale attività teatrale, insieme ad altri ragazzi, in cui ognuno si impegnava in una quota mensile per il mantenimento del teatro. Successivamente, Renato Barbieri ha deciso di lasciare il teatro al padre Ernesto, dando di fatto l’avvio alla ripresa effettiva di una fervida attività in quel luogo di magia artistica, riscattando un luogo perso in un angolo oscuro dell’ abbandono e cominciando a intraprendere un percorso teatrale, fatto di “vero” teatro, con vera professionalità e preparazione. Ora il “Centro teatro Spazio” è nel pieno della sua attività ed è gestita dall’accademia teatrale ” UNO SPAZIO PER IL TEATRO”, che è scuola di formazione professionale allo spettacolo, riconosciuta dalla Regione Campania, e ci regala tutta la modernità di un teatro contemporaneo e di sperimentazione, sapendo unire, con un ricamo guarnito di eleganti arabeschi, il moderno con la tradizione.

Stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio: la presentazione

Durante la presentazione della nuova stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio (presentata dallo scrittore e autore di testi teatrali, Antonio Mocciola) Vincenzo Borrelli, il direttore artistico, oltre a presentare i suoi spettacoli, ha avuto l’ardire, in una breve disquisizione finale, di affermare e ribadire il ruolo dell’attore e del suo lavoro artistico. Vincenzo Borrelli fa parte della giuria del premio  Massimo Troisi, (concorso dedicato allo spettacolo che si svolge a San Giorgio a Cremano) e ha voluto ridestare il geniale drammaturgo, regista e attore di San Giorgio, per ripulire quella patina di luoghi comuni che gravita intorno al ruolo dell’ “Attore”. Si tende, di fatto, ad accomunare il ruolo di attore a quello del comico, riducendo all’appellativo di “comico” tutto un lavoro di studio dell’immedesimazione: un immane sforzo sanguigno sottostante che caratterizza il suo lavoro. L’attore deve saper estirpare quel flusso vitale del personaggio  interpretato; deve scavare all’interno del personaggio, affinché  possano fuoriuscire le viscere interne del carattere; deve saper attualizzare i personaggi, reinterpretandoli in una chiave attuale; deve saper anche scovare, a buon ragione, il “comico”, manifestandone le contraddizioni.

Dunque, quello dell’attore è un lavoro di creazione e lo sa bene il direttore artistico, che avendo avuto una solida formazione teatrale con laboratori di formazione con Dario Fo, Franca Rame e Giorgio Albertazzi, guardando gli occhi dei suoi allievi, formatisi alla sua accademia, vi ha trovato riflesso il lavoro di una vita, l’impegno e la dedizione totale nell’arte del teatro; vi  ha trovato il riflesso della sua pelle, solcata da zampilli di energia scenica; vi ha trovato riflessa la sagoma di Massimo Troisi, un poeta che, nella sua straordinaria carriera,  è stato il prediletto figlio delle muse.

Ma ora passiamo al vaglio gli spettacoli della stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio.

Stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio: gli spettacoli del 2018

Gli spettacoli del “Centro Teatro Spazio”, oramai, sono un appuntamento fisso e sono un marchio di fabbrica di un teatro di qualità, di un vero teatro artigianale, caratterizzato da dedizione, passione e professionalità. Gli spettacoli si protrarranno fino a maggio 2019, all’insegna, come sempre, della collaborazione con varie realtà teatrali presenti sul territorio regionale. Gli spettacoli in programma in ordine cronologico della stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio saranno:

O’ Curto (12 – 13 ottobre): il riuscitissimo festival di corti teatrali giunto alla quarta edizione e che l’anno scorso ha visto professionisti dello spettacolo provenire da tutta Italia. L’intento della rassegna è cercare di creare attraverso lo scambio e l’incontro di compagnie, nuovi spunti di riflessione, nuove esperienze, nuove metodologie, nuove reti, nuovi incontri formativi per stimolare l’autocritica e la sperimentazione su se stessi fondamentali requisiti per intraprendere con consapevolezza il difficile, seppur attraente percorso dell’arte.

Toto’, Che Padre! (3 – 4 novembre 2018): con Federica Aiello e Roberto Giordano. Con la regia Di Roberto Giordano è un omaggio ad Antonio De Curtis a 50 anni dalla sua scomparsa e ripercorre la vita e carriera dell’artista simbolo della risata, raccontandone i successi ed anche il rapporto con le donne e la sua gelosia.

Attesa (dal 17 al 25 novembre 2018): con Enzo Attanasio e Vincenzo Borrelli per la produzione di UnoSpazioperilTeatro (da E. Jonesco – di Vincenzo Borrelli). Due personaggi, preparano freneticamente le sedie per una serie di ospiti invisibili che, più tardi, ascolteranno un oratore rivelare le scoperte del vecchio, probabilmente sul senso della vita. Gli ospiti invitati sono tutti, ovvero tutte le persone del mondo: la loro invisibilità, assieme ad altri elementi, fa presupporre che si tratti di un mondo post-apocalittico – il vecchio, ad esempio, parla della distruzione di una metropoli. Regia Vincenzo Borrelli.

Orsu’ (8 – 9 dicembre 2018): con Donatella Faraone Mennella e Nello Provenzano per la produzione Balagancik (da Cechov, di Libero De Martino). Nel gioco tra la vedova inconsolabile Popova e il ricco benestante Smirnoff l’essenza stessa del gioco teatrale: i personaggi si trasformano in continuazione davanti agli occhi dello spettatore e non si incontrano mai alla stessa altezza, la loro lotta non ha vincitori né vinti. Regia Libero De Martino.

Tre pecore viziose (15 – 16 dicembre 2018): con Salvatore Sannino per la produzione Teatro di Sotto (da Eduardo Scarpetta – di Salvatore Sannino). I temi di fondo sono la fame, la dignità e le scappatelle extraconiugali. Temi non certo piacevoli, ma il ricorso alla sdrammatizzazione tipica del popolo napoletano trova la massima espressione nei protagonisti della commedia come tanti “pazzarielli” in giro per i quartieri a regalare sorrisi. Regia Salvatore Sannino.

Passiamo ora alla seconda parte della stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio.

La stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio: gli spettacoli del 2019

Scherzi da preti (12 – 13 gennaio 2019): per la produzione Teatro Madreartei, di Antonio Diana. Una commedia teatrale autentica, capace di attraversare non solo la vita comune di quattro sacerdoti ma di farne emergere anche l’aspetto umano e profondo, dalla passione per il calcio (frainteso dalla perpetua come tradimento di uno dei quattro sacerdoti) a momenti di confessioni intime. Regia Antonio Diana.

Na’ manciata ‘e fave (19 – 20 gennaio 2019): con Marina Billwiller e Francesca Ciardiello. Di Enzo d’Aniello, lo spettacolo intende lanciare un messaggio di forte spessore morale, racchiuso nella decisione finale della protagonista, la quale vuole dimostrare al padre che una vita vissuta all’insegna del male non può procurare nessun vantaggio. Per questo motivo, Rosa cerca di riscattarsi dalla sua attuale condizione esistenziale, per mezzo di una decisione che le cambierà definitivamente la vita. Regia Enzo D’Aniello.

Merteuil Vs Valmont (2 – 3 febbraio 2019): con Vincenzo Borrelli, Cristina Ammendola e Antonio Tatarella, per la produzione Uno Spazio per il Teatro (da C. De Laclos, Di Maurizio Tieri). È la corrispondenza fra tanti personaggi, ma più precisamente una sorta di gara tra la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont, due anime libertine. La marchesa, giuntale notizia che la piccola Cecilia Volanges doveva sposare il conte di Gercourt, suo ex fidanzato, e presa dalla gelosia, decide di chiedere al visconte di Valmont, suo caro amico e con una reputazione da vero rubacuori, di preparare la piccola Volanges, nel modo che lui conosceva bene, al matrimonio. Regia Vincenzo Borrelli.

Usciti Pazzi (23 – 24 febbraio 2019): con Antonio D’Avino, Laura Pagliara per la produzione Teatri Associati (di Antonio Scavone). Aspetti farseschi e drammatici del quotidiano in un contesto familiare popolare e problematico a livello psicologico sono al centro di questo lavoro, con l’intento di illuminare ed approfondire aspetti comici, che permettono di scherzare e sorridere degli atteggiamenti e degli stati mentali, che ogni spettatore riconoscerà in qualcuno già incontrato, e forse specularmente in se stesso. (Pinter-Beckett). Regia Niko Mucci.

Voci Fiammingoletane (2 – 3 marzo 2019): con Luigi Credendino, Giovanni Meola, Daniela Esposito e Enrico Ottaviano per le produzione Virus Teatrali (di Mario Faticato) Regia Giovanni Meola. Un Museo, un quadro, una storia, un contesto, una visione, la sua traduzione. Che poi ne è, anche, il suo felice e intrigante tradimento. Tutto questo è ‘Voci Fiammingoletane’, poemetto in versi sciolti in napoletano con decine di personaggi per quattro voci, che all’occorrenza diventano anche una sorta di piccolo coro. Vivace, scoppiettante, profondo, tra parole, dialoghi, vocalizzi, spunti di canti e musiche a più voci, con tanta azione anche se di lettura drammatizzata si tratta. Drammatizzata e teatralizzata, però, con attori non semplici lettori, ma interpreti e corpi vivi e pulsanti sulla scena.

L’immoralista (9 – 10 marzo 2019): Marilia Marciello e Giovanni Esposito, da André Gide ( Di Antonio Mocciola – Luisa Guarro). Marceline e Michel sono due giovani sposi intrappolati in un perpetuo viaggio di nozze. L’infelicità di cui soffrono non è dovuta tanto alla mancanza d’amore, ma ad una più profonda condizione di costrizione. La repressione dell’autenticità debilita e fa ammalare. Per guarire Michel fa appello alle sue forze vitali e istintive, sperimenta viscerali sussulti di vita. Marceline ha come unico obiettivo trattenerlo entro i limiti del suo disegno. Regia Luisa Guarro.

1647  Dramma in un atto… d’amore per la propria terra, per la propria storia, per i propri figli (dal 23 al 31 marzo 2018): con Vincenzo Borrelli, Cristina Ammendola, Marina Billwiller, Nancy Fontanella, Antonio Tatarella. Per la produzione UnoSpazioperilTeatro, regia di Vincenzo Borrelli. 1647 prende spunto dai fatti successivi a questi avvenimenti, raccontati dalle donne della rivoluzione. Lungi però dal raccontare una cronistoria, parliamo di una suggestione, di un flusso di coscienza.

Sei personaggi (dal 10 al 19 maggio 2019): con Vincenzo Borrelli e Stefano Ariota per la produzione “UnoSpazioperilTeatro” (da Luigi Pirandello di Stefano Ariota). Il dramma di Pirandello ha inizio con la visione di un palcoscenico apparentemente in corso di allestimento, che permetterà a sei personaggi di raccontare le loro storie proprio mentre degli attori stanno provando il secondo atto di un’opera teatrale di Luigi Pirandello ovvero “Il giuoco delle parti”. I sei personaggi nella commedia si sostituiscono agli attori. Si tratta di persone comuni ovvero: il Padre, la Madre addolorata, la Figlia selvaggia (Figliastra), il Figlio, un Giovinetto e una Bambina. Il direttore-capocomico, inizialmente indispettito dall’interruzione delle prove, si lascia poi convincere dai sei personaggi che vogliono raccontare il loro vissuto anche se in maniera piuttosto confusa e caotica. Regia Vincenzo Borrelli.

Come ogni anno il cartellone del teatro riserva anche uno spazio per i giovani con alcuni spettacoli di qualità e, quest’anno, per la stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio ci saranno:

La Panchina (26 – 27 gennaio 2019) di Renato Fontanarosa e Davide Avolio.

Vite perdute la possibilità di scegliere (9 – 10 febbraio 2019) di Gennario D’Alterio musiche originali di Mariano Lieto.

Il digiunatoio (13 – 14 aprile 2019) di e con Francesco Rivieccio e Vittorio Passaro.

Sintomi d’autunno (27 – 28 aprile 2019) di Gian Ferraiuolo, con Gian Ferraiuolo e Luca Lombardi.

Questi sono tutti gli spettacoli della stagione teatrale 2018/2019 del Centro Teatro Spazio, non perdeteveli!